Dieci anni fa, l'annuncio ci ha spiazzato un po' tutti: a distanza di trentacinque anni da Tiger Mask Nisei, ultima incarnazione animata del personaggio, ci sarebbe stata una terza serie animata dell'Uomo Tigre.
Nel mezzo, il lottatore mascherato creato da Ikki Kajiwara negli anni '60 era apparso anche in altri contesti, con apparizioni di poco conto. C'è stato l'apocrifo Tiger Mask The Star, manga scritto da Hisao Maki (fratello di Kajiwara) negli anni '90 e sospeso dopo due volumi perché pubblicato senza pagare i diritti del personaggio, da cui è comunque stato tratto un misconosciuto film americano (Lone Tiger, del 1996). C'è stato il (terribile) film live action del 2013; vari pachinko di successo usciti negli anni 2010. C'è stato il manga Tiger Mask: Shadow of Justice di Yuko Osada, che aveva i diritti ma non era Tiger Mask.

E' un personaggio difficile da riproporre, perché nasce originariamente per affascinare i bambini degli anni '60 in un contesto in cui il wrestling reale stava godendo di un periodo di ascesa, che sarebbe poi culminato con la seconda incarnazione animata e soprattutto con la prima incarnazione sui ring reali, quel Satoru Sayama che ancora oggi organizza eventi frequentatissimi dagli ex bambini degli anni '80 che col wrestling Showa sono cresciuti e che da lui non si staccano, nonostante siano passati più di quarant'anni. Per questo, negli anni '90, quando il posto del Tiger Mask reale era stato preso da Jushin Thunder Liger e quando le compagnie giapponesi di wrestling e il pubblico che le seguiva hanno avuto un'enorme frammentazione, non c'è stato nessun grande, vero progetto ufficiale di Tiger Mask.

Nel 2016, la situazione è simile ma un po' diversa. Sì, il wrestling è ancora frammentato e così è anche il suo pubblico, anzi lo è ancora di più, perché gli ormai quasi cinquantenni che avevano amato il wrestling Showa preferiscono andare agli eventi dei vecchi lottatori piuttosto che seguire i nuovi e il pubblico è molto diviso per fasce d'età e in base a ciò che offrono le mille compagnie di wrestling grandi o piccole, perché ognuna di esse ha delle differenze nel tipo di lottatori, nel tipo di show, nel tipo di pubblico. Nei primi anni 2010, però, una di esse torna a far parlare di sé in maniera massiccia, ergendosi sulle altre: è la New Japan Pro-Wrestling, originariamente fondata dal leggendario Antonio Inoki negli anni '70. Dal 2012 (fino a un paio di mesi fa) è stata di proprietà della Bushiroad, grande azienda produttrice di giochi di carte e videogiochi, perciò, nei primi anni 2010, da un lato la compagnia stessa vede il trionfo di tanti nuovi talenti dotati, famosi e carismatici e un'espansione fuori dal Giappone tramite collaborazioni con compagnie americane e show in streaming che la fanno conoscere anche in Occidente; dall'altro si espande anche commercialmente con programmi tv e mille collaborazioni. I suoi lottatori, dunque, non sono più solo lottatori noti alla nicchia che segue il wrestling, ma volti noti che compaiono in tv, in pubblicità, in film, in sceneggiati, hanno seguitissimi blog su Internet, fanno doppiaggio di cartoni animati e chi più ne ha più ne metta. Sono solo i lottatori della New Japan a farlo. Gli altri restano relegati al pubblico degli appassionati, di chi ha fatto voto di seguire per sempre questo o quel lottatore, questa o quella compagnia, di chi segue le indies fin dagli anni '90, di chi frequenta i locali che molti di loro gestiscono fuori dal ring, e via dicendo.

Ne consegue, dunque, che, solo la New Japan poteva partecipare alla realizzazione di un nuovo Tiger Mask: del resto, i diritti sono anche suoi, c'era persino un Tiger Mask reale, Tiger Mask IV, a lottare qua e là nei suoi eventi, e solo lei aveva sotto contratto lottatori popolarissimi che avrebbero potuto attirare molti (e molte) fan anche se in versione animata: Kazuchika Okada, Hiroshi Tanahashi, Tetsuya Naito, Yuji Nagata, Togi Makabe, Tomoaki Honma, Kenny Omega, Kota Ibushi, Bad Luck Fale...
Molti di loro, oggi, si sono ritirati o si sono trasferiti in altre compagnie se non addirittura in altri paesi, ma dieci anni fa erano ancora i nomi del wrestling giapponese più noti anche presso il grande pubblico.
Quando il 2 ottobre del 2016, Tiger Mask W inizia sulle tv giapponesi, è proprio lo stesso 2 ottobre in cui l'originale Tiger Mask ha debuttato in tv sulla fine degli anni '60. Non è un caso e non sarà l'unico punto di contatto, dato che W riprende alcuni personaggi, alcune scene iconiche, persino la sigla e diversi elementi dello stile grafico della serie originale. Però, sono passati circa cinquant'anni, nel frattempo. Il mondo è cambiato, il Giappone è cambiato, il wrestling è cambiato, perciò Tiger Mask W, pur rivolgendo uno sguardo al passato con molte citazioni e senza nascondere chi sia il suo pubblico primario (quello degli adulti appassionati del primo Tiger Mask e di wrestling, del resto la serie andava in onda a notte fonda, non proprio un orario da bambini), si occupa anche di mostrarci il mondo del puroresu del 2016: non solo la New Japan e il suo approccio più commerciale, ma anche il wrestling femminile o il comedy wrestling di Osaka, elementi che nell'originale degli anni '60 non venivano esplorati perché ancora non esistenti o non così popolari come diventeranno in seguito.

Di Tiger Mask W avevo già scritto circa dieci anni fa, in occasione della fine della serie animata col suo trentottesimo episodio, uscito nell'estate 2017. I nove mesi della trasmissione tv li avevo vissuti in Giappone, toccando con mano quale fosse il pubblico di Tiger Mask W e che tipo di eventi a tema facessero, anche se non a tutti avevo potuto partecipare, dato che all'epoca non vivevo a Tokyo, perciò si era trattato di una recensione molto personale che però poteva essere migliorata. In questi dieci anni che ci separano dall'inizio della serie, io e il wrestling giapponese siamo diventati più intimi: ho fatto molte ricerche in loco perché è diventato l'argomento della mia tesi di laurea, perciò ho visto e letto praticamente tutte le incarnazioni di Tiger Mask (mi manca Tiger Mask The Star, ma, un giorno, chissà), orribili live action inclusi. Ho visitato musei, locali, palazzetti, ring, ho conosciuto molta gente del settore, lottatori, fan sfegatatissimi, ho visitato negozi a tema, ci sono lottatori che si ricordano di me, sanno il mio nome e mi chiamano senza onorifici, mi salutano, mi fanno gli auguri, mi presentano ad altra gente, sono andato sulla tv giapponese a parlare di wrestling e ho incontrato un paio di volte persino Satoru Sayama. La mia percezione del wrestling giapponese è oggi più approfondita e sicuramente, se rivedessi Tiger Mask W, mi divertirei molto di più della prima volta. In realtà, i piani erano questi, volevo rivederlo e riscrivere la recensione. Ma mi è balenata in testa un'idea migliore e, siccome lo spirito di Rikidozan (il padre del wrestling giapponese) a quanto pare mi ha assisitito, la cosa è riuscita a concretizzarsi. L'estate scorsa ho avuto l'occasione di andare a cena a Tokyo insieme a Hisashi Kagawa, storico animatore noto per aver lavorato al Sailor Moon degli anni '90, a Kamikaze Kaito Jeanne, a Fresh Pretty Cure e, più recentemente, a Oda Cinnamon Nobunaga, Dragon Quest: The adventure of Dai, Grendizer U e Akane Banashi. Siccome, fra le altre mille cose che ha fatto, è anche annoverato il character design di Tiger Mask W, perché non approfittarne e celebrare il decimo anniversario sentendone parlare proprio da chi ci ha lavorato, invece che stare a sentire me per l'ennesima volta?

Non era la prima volta che io e il maestro Kagawa parlavamo di Tiger Mask W. Avevo già avuto l'occasione di farci due chiacchiere nel 2018, quando il maestro è venuto a un evento a Firenze. Allora, per una strana coincidenza (o uno strano scherzo del Sommo Rikidozan da lassù), sia io che il maestro indossavamo per caso la stessa maglietta di Tiger Mask W, che io avevo comprato in Giappone, e avevo avuto modo di farci due chiacchiere per chiedergli qualcosa da mettere nella tesi di laurea. Da allora, ci siamo incontrati parecchie volte sia in Italia che in Giappone (il maestro partecipa ogni anno al Comiket estivo dove presenta i suoi nuovi libri d'illustrazioni), ma stavolta abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere più approfondite sul tema, che ho deciso di riportarvi.

Kotaro: Quest'anno, Tiger Mask W compie dieci anni. Quali sono i suoi ricordi della serie?
Hisashi Kagawa: Mi sembra che sia stato ieri, invece sono già passati dieci anni! E' stata dura lavorarci perché i tempi erano piuttosto stretti, ma mi ha lasciato tanti bei ricordi. All'interno dell'anime, appaiono anche tanti lottatori reali della New Japan Pro-Wrestling e li ho potuti quindi vedere dal vivo, è stato un ricordo bellissimo.
Kotaro: E' andato a vedere gli incontri per prenderli come riferimento?
Hisashi Kagawa: Ho visto i lottatori non soltanto agli eventi seduto fra il pubblico, ma anche nel backstage, in modo che potessi assaporarne per bene l'atmosfera.
Kotaro: Che invidia!
Hisashi Kagawa: Mi hanno portato anche nelle zone del Tokyo Dome dove normalmente possono entrare solo gli addetti ai lavori, ho potuto vedere per bene l'arena prima che entrasse il pubblico. E' stata una bellissima esperienza.

Kotaro: Guardando l'anime, si nota chiaramente il tocco del maestro Kagawa, ma mi sembra che ci siano anche delle influenze stilistiche della prima serie animata, ad esempio i tratti dei contorni molto duri. E' vero?
Hisashi Kagawa: Dai tempi del primo Tiger Mask, sono passati circa quarant'anni e le tecniche di animazione si sono molto evolute. E' difficile ricreare quel tipo di stile negli anime odierni, perciò è stato un po' difficile ricreare in Tiger Mask W quel tipo di contorni che all'epoca venivano fatti a mano. Perciò, abbiamo cercato di far disegnare ai disegnatori i contorni a matita e renderli di proposito più spessi. Forse non è stato sufficiente per ricreare lo stile di quei tempi, ma probabilmente abbiamo creato qualcosa di unico e di raro, nel panorama degli anime odierni.

Kotaro: All'interno dell'anime, appaiono diversi wrestler reali. Com'è stato disegnarli?
Hisashi Kagawa: Io sono sempre stato un appassionato di wrestling. Quando ho disegnato i bozzetti, ho cercato di rendere riconoscibili nel disegno i wrestler reali dell'epoca che compaiono nell'anime come Okada o Tanahashi, di rendere riconoscibili le loro particolarità.
Kotaro: Dalla prima serie fino a W sono passati circa cinquant'anni. In questo lasso di tempo, gli anime sono molto cambiati, la società è molto cambiata e anche il wrestling è cambiato. Ad esempio, in W compaiono anche le lottatrici donne o i comedy wrestler, elementi che erano assenti nel primo Tiger Mask e che i fan italiani non sembrano aver apprezzato molto (ride).
Hisashi Kagawa: Ah, sì? Forse perché la loro immagine di Tiger Mask è quella del vecchio anime?
Kotaro: Esatto. Per questo motivo, volevano un anime che fosse simile a quello vecchio, con una storia molto triste e seria, tanto sangue e un protagonista che sacrifica il suo stesso corpo per un ideale.
Hisashi Kagawa: Nel vecchio anime, Tana delle Tigri era terribile, rapiva i bambini orfani.
Oggi come oggi, è difficile scrivere una cosa simile, quindi probabilmente i traumi che il protagonista di W porta sulle spalle sembrano più deboli rispetto a quelli di Naoto Date. Però, il protagonista di W porta sulle spalle il trauma dello tsunami del 2011, che ha vissuto quando era all'incirca uno studente delle scuole medie e ha deciso di diventare un wrestler dopo aver visto diversi lottatori e diverse compagnie che si impegnavano per aiutare i terremotati. Volevamo narrare nell'anime l'atmosfera del mondo del puroresu di quel tempo, perciò, inevitabilmente, l'atmosfera risulta diversa da quella del vecchio anime.
Kotaro: Io all'epoca vivevo in Giappone e ho visto con i miei occhi com'era il wrestling del 2016, perciò mi sono ritrovato nell'atmosfera dell'anime. I fan italiani, però, non conoscevano il mondo del wrestling giapponese del 2016, la loro immagine del wrestling giapponese è quella di Baba e Inoki.
Hisashi Kagawa: Ai tempi dei primi Tiger Mask, c'erano due compagnie molto grandi: la New Japan Pro-Wrestling di Inoki e la All Japan Pro-Wrestling di Baba. Oggi, ci sono tantissime compagnie, ma la New Japan Pro-Wrestling è la più grande del Giappone. Però, non c'è solo lei: ci sono anche i lottatori comici, le lottatrici, c'è molta varietà. Credo che abbiamo voluto trasmettere anche nell'anime tutta questa varietà.

Kotaro: Per i fan italiani, l'unico Tiger Mask è Naoto Date. In Giappone, invece, credo che il Tiger Mask più famoso sia Satoru Sayama...
Hisashi Kagawa: E' difficile da dire. Prima c'è stato Naoto Date, il protagonista dell'anime originale. Poi c'è stato Tiger Mask Nisei, Satoru Sayama ha debuttato insieme a Tiger Mask Nisei. E' stato il primo a debuttare su un ring reale, oggi lo chiamano "Tiger Mask Originale" e ha legato il wrestling degli anime con quello reale. A proposito, il Tiger Mask originale aveva un finale diverso nel manga e nell'anime, in W abbiamo ignorato Nisei creando una sorta di sequel alternativo della serie originale. Oggi diremmo che è una parte del multiverso di Tiger Mask dove la storia di Nisei non è mai esistita e l'anime originale continua direttamente in W. Ad esempio, compaiono anche Mr. X e Ken Takaoka, che c'erano anche nella serie originale, e raccontano del Naoto Date originale che avevano incontrato 50 anni fa. Però, queste citazioni ci sono solo nei primi episodi, poi ci si concentra sulla scena del wrestling attuale.
Kotaro: I fan della serie originale probabilmente hanno capito tutte queste citazioni. In Giappone, è andato in onda a notte fonda, perciò lo hanno visto solo gli adulti, no?
Hisashi Kagawa: E' andato in onda di notte, su una tv legata alla New Japan Pro-Wrestling, insieme alle trasmissioni del wrestling. Tanti anni fa, i programmi di wrestling facevano tanti ascolti in tv, adesso la situazione è diversa. Noi volevamo che molti nuovi fan si appassionassero al wrestling reale guardando Tiger Mask W, ma forse non ce ne sono stati poi così tanti.

Un enorme ringraziamento al maestro Hisashi Kagawa, a Edoardo Serino, Ironic74 e Hachi194 per la collaborazione.
Nel mezzo, il lottatore mascherato creato da Ikki Kajiwara negli anni '60 era apparso anche in altri contesti, con apparizioni di poco conto. C'è stato l'apocrifo Tiger Mask The Star, manga scritto da Hisao Maki (fratello di Kajiwara) negli anni '90 e sospeso dopo due volumi perché pubblicato senza pagare i diritti del personaggio, da cui è comunque stato tratto un misconosciuto film americano (Lone Tiger, del 1996). C'è stato il (terribile) film live action del 2013; vari pachinko di successo usciti negli anni 2010. C'è stato il manga Tiger Mask: Shadow of Justice di Yuko Osada, che aveva i diritti ma non era Tiger Mask.

E' un personaggio difficile da riproporre, perché nasce originariamente per affascinare i bambini degli anni '60 in un contesto in cui il wrestling reale stava godendo di un periodo di ascesa, che sarebbe poi culminato con la seconda incarnazione animata e soprattutto con la prima incarnazione sui ring reali, quel Satoru Sayama che ancora oggi organizza eventi frequentatissimi dagli ex bambini degli anni '80 che col wrestling Showa sono cresciuti e che da lui non si staccano, nonostante siano passati più di quarant'anni. Per questo, negli anni '90, quando il posto del Tiger Mask reale era stato preso da Jushin Thunder Liger e quando le compagnie giapponesi di wrestling e il pubblico che le seguiva hanno avuto un'enorme frammentazione, non c'è stato nessun grande, vero progetto ufficiale di Tiger Mask.

Nel 2016, la situazione è simile ma un po' diversa. Sì, il wrestling è ancora frammentato e così è anche il suo pubblico, anzi lo è ancora di più, perché gli ormai quasi cinquantenni che avevano amato il wrestling Showa preferiscono andare agli eventi dei vecchi lottatori piuttosto che seguire i nuovi e il pubblico è molto diviso per fasce d'età e in base a ciò che offrono le mille compagnie di wrestling grandi o piccole, perché ognuna di esse ha delle differenze nel tipo di lottatori, nel tipo di show, nel tipo di pubblico. Nei primi anni 2010, però, una di esse torna a far parlare di sé in maniera massiccia, ergendosi sulle altre: è la New Japan Pro-Wrestling, originariamente fondata dal leggendario Antonio Inoki negli anni '70. Dal 2012 (fino a un paio di mesi fa) è stata di proprietà della Bushiroad, grande azienda produttrice di giochi di carte e videogiochi, perciò, nei primi anni 2010, da un lato la compagnia stessa vede il trionfo di tanti nuovi talenti dotati, famosi e carismatici e un'espansione fuori dal Giappone tramite collaborazioni con compagnie americane e show in streaming che la fanno conoscere anche in Occidente; dall'altro si espande anche commercialmente con programmi tv e mille collaborazioni. I suoi lottatori, dunque, non sono più solo lottatori noti alla nicchia che segue il wrestling, ma volti noti che compaiono in tv, in pubblicità, in film, in sceneggiati, hanno seguitissimi blog su Internet, fanno doppiaggio di cartoni animati e chi più ne ha più ne metta. Sono solo i lottatori della New Japan a farlo. Gli altri restano relegati al pubblico degli appassionati, di chi ha fatto voto di seguire per sempre questo o quel lottatore, questa o quella compagnia, di chi segue le indies fin dagli anni '90, di chi frequenta i locali che molti di loro gestiscono fuori dal ring, e via dicendo.

Ne consegue, dunque, che, solo la New Japan poteva partecipare alla realizzazione di un nuovo Tiger Mask: del resto, i diritti sono anche suoi, c'era persino un Tiger Mask reale, Tiger Mask IV, a lottare qua e là nei suoi eventi, e solo lei aveva sotto contratto lottatori popolarissimi che avrebbero potuto attirare molti (e molte) fan anche se in versione animata: Kazuchika Okada, Hiroshi Tanahashi, Tetsuya Naito, Yuji Nagata, Togi Makabe, Tomoaki Honma, Kenny Omega, Kota Ibushi, Bad Luck Fale...
Molti di loro, oggi, si sono ritirati o si sono trasferiti in altre compagnie se non addirittura in altri paesi, ma dieci anni fa erano ancora i nomi del wrestling giapponese più noti anche presso il grande pubblico.
Quando il 2 ottobre del 2016, Tiger Mask W inizia sulle tv giapponesi, è proprio lo stesso 2 ottobre in cui l'originale Tiger Mask ha debuttato in tv sulla fine degli anni '60. Non è un caso e non sarà l'unico punto di contatto, dato che W riprende alcuni personaggi, alcune scene iconiche, persino la sigla e diversi elementi dello stile grafico della serie originale. Però, sono passati circa cinquant'anni, nel frattempo. Il mondo è cambiato, il Giappone è cambiato, il wrestling è cambiato, perciò Tiger Mask W, pur rivolgendo uno sguardo al passato con molte citazioni e senza nascondere chi sia il suo pubblico primario (quello degli adulti appassionati del primo Tiger Mask e di wrestling, del resto la serie andava in onda a notte fonda, non proprio un orario da bambini), si occupa anche di mostrarci il mondo del puroresu del 2016: non solo la New Japan e il suo approccio più commerciale, ma anche il wrestling femminile o il comedy wrestling di Osaka, elementi che nell'originale degli anni '60 non venivano esplorati perché ancora non esistenti o non così popolari come diventeranno in seguito.

Di Tiger Mask W avevo già scritto circa dieci anni fa, in occasione della fine della serie animata col suo trentottesimo episodio, uscito nell'estate 2017. I nove mesi della trasmissione tv li avevo vissuti in Giappone, toccando con mano quale fosse il pubblico di Tiger Mask W e che tipo di eventi a tema facessero, anche se non a tutti avevo potuto partecipare, dato che all'epoca non vivevo a Tokyo, perciò si era trattato di una recensione molto personale che però poteva essere migliorata. In questi dieci anni che ci separano dall'inizio della serie, io e il wrestling giapponese siamo diventati più intimi: ho fatto molte ricerche in loco perché è diventato l'argomento della mia tesi di laurea, perciò ho visto e letto praticamente tutte le incarnazioni di Tiger Mask (mi manca Tiger Mask The Star, ma, un giorno, chissà), orribili live action inclusi. Ho visitato musei, locali, palazzetti, ring, ho conosciuto molta gente del settore, lottatori, fan sfegatatissimi, ho visitato negozi a tema, ci sono lottatori che si ricordano di me, sanno il mio nome e mi chiamano senza onorifici, mi salutano, mi fanno gli auguri, mi presentano ad altra gente, sono andato sulla tv giapponese a parlare di wrestling e ho incontrato un paio di volte persino Satoru Sayama. La mia percezione del wrestling giapponese è oggi più approfondita e sicuramente, se rivedessi Tiger Mask W, mi divertirei molto di più della prima volta. In realtà, i piani erano questi, volevo rivederlo e riscrivere la recensione. Ma mi è balenata in testa un'idea migliore e, siccome lo spirito di Rikidozan (il padre del wrestling giapponese) a quanto pare mi ha assisitito, la cosa è riuscita a concretizzarsi. L'estate scorsa ho avuto l'occasione di andare a cena a Tokyo insieme a Hisashi Kagawa, storico animatore noto per aver lavorato al Sailor Moon degli anni '90, a Kamikaze Kaito Jeanne, a Fresh Pretty Cure e, più recentemente, a Oda Cinnamon Nobunaga, Dragon Quest: The adventure of Dai, Grendizer U e Akane Banashi. Siccome, fra le altre mille cose che ha fatto, è anche annoverato il character design di Tiger Mask W, perché non approfittarne e celebrare il decimo anniversario sentendone parlare proprio da chi ci ha lavorato, invece che stare a sentire me per l'ennesima volta?

Non era la prima volta che io e il maestro Kagawa parlavamo di Tiger Mask W. Avevo già avuto l'occasione di farci due chiacchiere nel 2018, quando il maestro è venuto a un evento a Firenze. Allora, per una strana coincidenza (o uno strano scherzo del Sommo Rikidozan da lassù), sia io che il maestro indossavamo per caso la stessa maglietta di Tiger Mask W, che io avevo comprato in Giappone, e avevo avuto modo di farci due chiacchiere per chiedergli qualcosa da mettere nella tesi di laurea. Da allora, ci siamo incontrati parecchie volte sia in Italia che in Giappone (il maestro partecipa ogni anno al Comiket estivo dove presenta i suoi nuovi libri d'illustrazioni), ma stavolta abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere più approfondite sul tema, che ho deciso di riportarvi.

Kotaro: Quest'anno, Tiger Mask W compie dieci anni. Quali sono i suoi ricordi della serie?
Hisashi Kagawa: Mi sembra che sia stato ieri, invece sono già passati dieci anni! E' stata dura lavorarci perché i tempi erano piuttosto stretti, ma mi ha lasciato tanti bei ricordi. All'interno dell'anime, appaiono anche tanti lottatori reali della New Japan Pro-Wrestling e li ho potuti quindi vedere dal vivo, è stato un ricordo bellissimo.
Kotaro: E' andato a vedere gli incontri per prenderli come riferimento?
Hisashi Kagawa: Ho visto i lottatori non soltanto agli eventi seduto fra il pubblico, ma anche nel backstage, in modo che potessi assaporarne per bene l'atmosfera.
Kotaro: Che invidia!
Hisashi Kagawa: Mi hanno portato anche nelle zone del Tokyo Dome dove normalmente possono entrare solo gli addetti ai lavori, ho potuto vedere per bene l'arena prima che entrasse il pubblico. E' stata una bellissima esperienza.

Kotaro: Guardando l'anime, si nota chiaramente il tocco del maestro Kagawa, ma mi sembra che ci siano anche delle influenze stilistiche della prima serie animata, ad esempio i tratti dei contorni molto duri. E' vero?
Hisashi Kagawa: Dai tempi del primo Tiger Mask, sono passati circa quarant'anni e le tecniche di animazione si sono molto evolute. E' difficile ricreare quel tipo di stile negli anime odierni, perciò è stato un po' difficile ricreare in Tiger Mask W quel tipo di contorni che all'epoca venivano fatti a mano. Perciò, abbiamo cercato di far disegnare ai disegnatori i contorni a matita e renderli di proposito più spessi. Forse non è stato sufficiente per ricreare lo stile di quei tempi, ma probabilmente abbiamo creato qualcosa di unico e di raro, nel panorama degli anime odierni.

Kotaro: All'interno dell'anime, appaiono diversi wrestler reali. Com'è stato disegnarli?
Hisashi Kagawa: Io sono sempre stato un appassionato di wrestling. Quando ho disegnato i bozzetti, ho cercato di rendere riconoscibili nel disegno i wrestler reali dell'epoca che compaiono nell'anime come Okada o Tanahashi, di rendere riconoscibili le loro particolarità.
Kotaro: Dalla prima serie fino a W sono passati circa cinquant'anni. In questo lasso di tempo, gli anime sono molto cambiati, la società è molto cambiata e anche il wrestling è cambiato. Ad esempio, in W compaiono anche le lottatrici donne o i comedy wrestler, elementi che erano assenti nel primo Tiger Mask e che i fan italiani non sembrano aver apprezzato molto (ride).
Hisashi Kagawa: Ah, sì? Forse perché la loro immagine di Tiger Mask è quella del vecchio anime?
Kotaro: Esatto. Per questo motivo, volevano un anime che fosse simile a quello vecchio, con una storia molto triste e seria, tanto sangue e un protagonista che sacrifica il suo stesso corpo per un ideale.
Hisashi Kagawa: Nel vecchio anime, Tana delle Tigri era terribile, rapiva i bambini orfani.
Oggi come oggi, è difficile scrivere una cosa simile, quindi probabilmente i traumi che il protagonista di W porta sulle spalle sembrano più deboli rispetto a quelli di Naoto Date. Però, il protagonista di W porta sulle spalle il trauma dello tsunami del 2011, che ha vissuto quando era all'incirca uno studente delle scuole medie e ha deciso di diventare un wrestler dopo aver visto diversi lottatori e diverse compagnie che si impegnavano per aiutare i terremotati. Volevamo narrare nell'anime l'atmosfera del mondo del puroresu di quel tempo, perciò, inevitabilmente, l'atmosfera risulta diversa da quella del vecchio anime.
Kotaro: Io all'epoca vivevo in Giappone e ho visto con i miei occhi com'era il wrestling del 2016, perciò mi sono ritrovato nell'atmosfera dell'anime. I fan italiani, però, non conoscevano il mondo del wrestling giapponese del 2016, la loro immagine del wrestling giapponese è quella di Baba e Inoki.
Hisashi Kagawa: Ai tempi dei primi Tiger Mask, c'erano due compagnie molto grandi: la New Japan Pro-Wrestling di Inoki e la All Japan Pro-Wrestling di Baba. Oggi, ci sono tantissime compagnie, ma la New Japan Pro-Wrestling è la più grande del Giappone. Però, non c'è solo lei: ci sono anche i lottatori comici, le lottatrici, c'è molta varietà. Credo che abbiamo voluto trasmettere anche nell'anime tutta questa varietà.

Kotaro: Per i fan italiani, l'unico Tiger Mask è Naoto Date. In Giappone, invece, credo che il Tiger Mask più famoso sia Satoru Sayama...
Hisashi Kagawa: E' difficile da dire. Prima c'è stato Naoto Date, il protagonista dell'anime originale. Poi c'è stato Tiger Mask Nisei, Satoru Sayama ha debuttato insieme a Tiger Mask Nisei. E' stato il primo a debuttare su un ring reale, oggi lo chiamano "Tiger Mask Originale" e ha legato il wrestling degli anime con quello reale. A proposito, il Tiger Mask originale aveva un finale diverso nel manga e nell'anime, in W abbiamo ignorato Nisei creando una sorta di sequel alternativo della serie originale. Oggi diremmo che è una parte del multiverso di Tiger Mask dove la storia di Nisei non è mai esistita e l'anime originale continua direttamente in W. Ad esempio, compaiono anche Mr. X e Ken Takaoka, che c'erano anche nella serie originale, e raccontano del Naoto Date originale che avevano incontrato 50 anni fa. Però, queste citazioni ci sono solo nei primi episodi, poi ci si concentra sulla scena del wrestling attuale.
Kotaro: I fan della serie originale probabilmente hanno capito tutte queste citazioni. In Giappone, è andato in onda a notte fonda, perciò lo hanno visto solo gli adulti, no?
Hisashi Kagawa: E' andato in onda di notte, su una tv legata alla New Japan Pro-Wrestling, insieme alle trasmissioni del wrestling. Tanti anni fa, i programmi di wrestling facevano tanti ascolti in tv, adesso la situazione è diversa. Noi volevamo che molti nuovi fan si appassionassero al wrestling reale guardando Tiger Mask W, ma forse non ce ne sono stati poi così tanti.

Un enorme ringraziamento al maestro Hisashi Kagawa, a Edoardo Serino, Ironic74 e Hachi194 per la collaborazione.
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Forse è proprio per il peso della popolarità.
Opere iconiche come questa vanno trattate con molta cura. Bisogna osare a prendersi tale responsabilità.
O forse... è solamente una questione di diritti.
Penso più la seconda, del resto l'opera iconica semmai è la serie originale e non mi pare l'avessero trattata con molta cura...
non brutto è ma ti devastante
non è stato doppiato perchè è arrivato negli anni sbagliati
Parere personale: ho trovato il manga piuttosto povero rispetto all'anime.
Probabilmente avranno pensato che non facesse per i fans dell'originale, per i motivi che ho citato.
La sto vedendo adesso su crunhroll, malgrado i personaggi abbiano notevoli drammi, l'atmosfera e' meno traagica, anche tana delle tigri sembra essere un tantino ammorbidito, MIss X non e' un mostro come l'originale, ma questo segue anche l'evoluzione nel mondo reale, anche perhce una trama come quella originale , ambientata ai giorni nostri risulterebbe patetica
L'originale è del '69 ed è arrivato nell'82, e tuttora capita che doppino e ridoppino roba vecchia, non mi pare un gran motivo...
Anime non brutto ma dimenticabile.
Credo che non sia stato doppiato in Italiano perché Tiger Mask W non ha avuto popolarità in Italia, quindi non c'è mai stata richiesta.
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