In Giappone Space Adventure Cobra di Buichi Terasawa è un monumento della fantascienza a fumetti, con circa 50 milioni di copie vendute. In Francia, dove l’anime è stato un fenomeno televisivo degli anni Ottanta, ha segnato un’intera generazione e conta fan celebri come i registi Luc Besson e Alexandre Aja. In Italia, invece, la sua storia editoriale è stata molto più sfortunata: il manga è arrivato in modo parziale e si è interrotto, tanto da restare per decenni un nome noto solo agli appassionati più attenti. Dopo tanti anni è la casa editrice Sprea a riportarcelo all'attenzione, inserendolo tra i titoli che devono battezzare la sua nuova etichetta Sprea Manga. Il primo volume, un brossurato da 14,90 euro per 300 pagine, lo abbiamo già visto a Lucca Comics and Games ed esce questo mese, con una nuova traduzione e recuperando le pagine a colori originali di Terasawa.
Sprea Manga
Sprea MangaLa storia comincia con Johnson, un impiegato qualunque che, per spezzare la monotonia, si regala un sogno presso la Trip Movie Corporation, un’azienda che fa vivere ai clienti sogni come se fossero realtà. Johnson chiede di essere il re di un harem e di comandare un’astronave da battaglia, ma nel sogno diventa invece Cobra, avventuriero spaziale che, insieme all’androide Lady Armaroid, se la vede con mostri e pirati. Uscito dal sogno, scopre di avere un’arma incastonata nel braccio sinistro e di non ricordare nulla dei tre anni precedenti: era davvero Cobra, inseguito dalla Gilda dei Pirati per le sue intromissioni, e per sfuggirle si era fatto cambiare il volto e cancellare la memoria. Recuperati i ricordi, riprende la vita di prima accanto a Lady Armaroid. L’arma nel braccio è la Psychogun, che trasforma l’energia mentale di Cobra in raggi distruttori, e proprio da qui parte la prima curiosità: Terasawa ha pensato prima all’arma, perché voleva un eroe capace di nascondere un’arma sotto gli occhi di tutti, e solo dopo ha creato il personaggio. Cobra è la sua prima serie, ma il giovane autore non era un esordiente assoluto: prima aveva scritto e disegnato tra venti e trenta racconti di fantascienza per ragazze da mandare ai concorsi delle riviste, e uno di questi era stato premiato con una menzione d’onore. Si era trasferito a Tokyo nel 1976 per studiare con Osamu Tezuka, e al suo maestro riconosceva un debito enorme per il modo di raccontare, per l’impaginazione e per il ritmo.

Quanto allo stile del protagonista, voleva un incrocio tra il western all’italiana e le storie giapponesi di spadaccini erranti, con un pizzico di James Bond, che gli ha suggerito anche l’idea delle tante donne che gravitano attorno all’eroe. Il volto e l’atteggiamento flemmatico di Cobra devono molto all’attore francese Jean-Paul Belmondo, in particolare a quello di Fino all’ultimo respiro e L’uomo di Rio, e non è un caso che il personaggio abbia trovato in Francia un pubblico tanto affezionato. Il manga è pieno di omaggi cinematografici e musicali. Le sorelle Royal, le tre ragazze con un tatuaggio sulla schiena che insieme formano la mappa di un tesoro, prendono i nomi dalle attrici Dominique Sanda e Catherine Deneuve. Jane, la prima che Cobra incontra, è modellata su Jane Fonda in Barbarella, con una pettinatura ispirata a quella della principessa Aurora de La bella addormentata nel bosco. Crystal Bowie, il nemico fatto di vetro con lo scheletro d’oro, deve il nome a David Bowie e, nelle parole dell’autore, anche al coltello Bowie, per la forma del suo braccio.

Cobra uscì su Weekly Shōnen Jump dal 6 novembre 1978 al 12 novembre 1984, raccolto in 18 volumi, dopo un episodio unico pubblicato nel 1977, e rese famoso Terasawa quando aveva solo 22 anni e nessuno lo conosceva. Il successo fu enorme e il personaggio finì ovunque, dai giocattoli, dove il veicolo di Cobra, la Psychoroid, diventò un robot trasformabile nella linea giapponese Machine Robo e poi negli Stati Uniti con altri giocattoli e statuette, alle repliche della Psychogun e persino alle bottiglie di whisky in edizione limitata. L’animazione ha poi fatto il resto. Il film diretto da Osamu Dezaki è uscito il 23 luglio 1982, e la serie televisiva di 31 episodi è andata in onda su Fuji TV dall’ottobre 1982 al maggio 1983. Dezaki, regista celebre per i suoi sperimentalismi, ne ha fatto uno dei vertici del suo stile, con fondali blu scuro, inquadrature oblique, primi piani intensi e split screen disposti in diagonale già nel primo episodio, quando cerca di sovrapporre il sogno di Johnson alla realtà. Secondo la critica italiana dell’epoca, il debito con Star Wars è evidente: Cobra è una sorta di incrocio tra Lupin III e Han Solo, e c’è perfino un episodio in cui, come il suo antenato, viene congelato in un blocco di grafite. Più avanti sono arrivati Cobra the Animation, con due OAV usciti tra il 2008 e il 2009 e una serie televisiva di 13 episodi nel 2010, per il trentennale del manga. L’influenza di Cobra sull’immaginario successivo è stata ampia e riconosciuta. Secondo la studiosa francese Marie Pruvost-Delaspre, lo humour e le allusioni sessuali hanno ispirato City Hunter, mentre l’aspetto nostalgico di Cowboy Bebop e il tono ironico di Space Dandy devono qualcosa a lui. Kentaro Miura ha dichiarato di aver pensato alla Psychogun per la mano protesica di Gatsu in Berserk, e il game designer Hideki Kamiya ha indicato nel suo sorriso beffardo e nella capacità di passare in un attimo a un’espressione seria una delle ispirazioni per Dante di Devil May Cry. Altrettanto particolare è la storia fuori dal Giappone. Quando il manga arrivò negli Stati Uniti nel 1990, per Viz, i dialoghi furono adattati dallo scrittore Marv Wolfman, e nel doppiaggio del film distribuito in Gran Bretagna, la compagna di Cobra, Lady Armaroid, cambiò nome in Andromeda. In Francia l’anime ha avuto un successo tale che il quotidiano Le Monde ha scritto che ha segnato un’intera generazione di giovani spettatori.
Per diverso tempo è stato annunciato un adattamento cinematografico live-action diretto dal regista francese Alexandre Aja, con un budget stimato intorno ai 100 milioni di dollari e co-finanziamenti pianificati, ma il progetto ha subito lunghi rallentamenti e non è mai stato concretizzato. Nel giugno 2025 la società francese Mangouste Anim ha annunciato di aver acquisito i diritti per una nuova serie animata, senza fornire una data. Terasawa invece ci ha lasciati da qualche anno: è morto infatti l’8 settembre 2023, a 68 anni, dopo una lunga battaglia con la malattia, ma fino al 2020 ha continuato a portare avanti il suo personaggio con il nuovo capitolo digitale Cobra: Over the Rainbow.
In Italia, invece, il primo tentativo era stato quello di Play Press, che all’inizio degli anni Novanta aveva proposto il manga in formato comic book da 48 pagine in bianco e nero, con senso di lettura all’occidentale e redazionali sull’opera e sull’autore, in una serie di cinque numeri, mentre il film animato era uscito con Yamato Video. Il destino editoriale di Terasawa da noi è stato in generale davvero complicato: Takeru è arrivato con Star Comics e J-Pop, mentre Midnight Eye Goku è uscito con Play Press e poi con Kabuki Publishing, che ha fatto in tempo a stampare un solo numero prima di fallire. La nuova edizione Sprea sarà composta da 18 volumi e dovrebbe finalmente portarci integralmente per la prima volta questa opera fondamentale per tutti gli amanti del fumetto fantascientifico e d'avventura.
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