Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.

Oggi appuntamento live action, con Secret Garden, Dolls e Winter Sonata.

Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.


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9.0/10
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Incontrando delle persone, spesso ci capita di tirare le somme sul nostro rapportarci a loro. Quanti interessi si hanno in comune, i percorsi paralleli, gli stessi modi di fare, pensando di poterci incastrare l'uno all'altro come delle tessere di un puzzle. Perché, se si hanno delle storie simili e gli stessi obbiettivi, se entrambi sono belli e brillanti in egual misura, questo basta per creare una relazione perfetta. Che sia un legame di amicizia, di lavoro o anche di tipo sentimentale, tutto dovrebbe coincidere, e se ci si rispetta l'un l'altro senza alcuna sorta di rivalità, tutto dovrebbe andare secondo i piani. Così dovrebbe. Ma la natura umana non è così prevedibile, giusto?
Kim Joo Won non va poi tanto d'accordo con il suo bel cugino, il cantante Oska. Kim Joo Won smonta gli appuntamenti al buio con facoltose ereditiere, come con la bella regista Yoon Seul. Kim Joo Won cerca i simili del suo stesso ceto sociale e allo stesso tempo rifiuta anche loro. Lui si basta da solo. Tutto il resto è lontano dalla sua portata di alto livello. Si diverte a etichettare le persone e le loro intenzioni, analizzandone ogni minima caratteristica mostrata: il profumo comunica a seconda che sia leggero o forte. Kim Joo Won sa riconoscere se il sorriso è di circostanza o sonoro, eccetera. Spiazza le persone con la sua tronfia arroganza e si diverte nel pronunciare le sue sfacciate previsioni sui pensieri e le azioni di chi gli sta davanti. In un momento roseo della sua vita, in cui diventa direttore di una multinazionale d'abbigliamento, non sembra aver bisogno di nulla. Sembra stare al gioco dello schema secondo cui il rampollo di una buona famiglia cerca una ragazza bella e di buona educazione, ma allo stesso tempo sembra sottrarsi a tale addizione. Non è abbastanza per scuotere la sua vita viziata e incurante. Nulla lo scuote. Forse l'orgoglio di tutto ciò che ha e tutto ciò che è non gli fa render conto che sta cercando dell'altro. Uno schiaffo, come un colpo che arresti bruscamente il percorso da milionario viziato: un nuovo pensiero si insinua nella mente di Joo Won. E quel pensiero prende il nome di Gil Ra Im.

A volte, incontri delle persone su di cui non riesci a stilare l'elenco di ciò che ti attrae e delle relative affinità. Rimani letteralmente senza parole e sai solo di percepire delle sensazioni. Spesso si è così confusi, incuriositi e spaventati da ciò che irrazionalmente ci accade, che tendiamo a riconoscerne più facilmente i caratteri negativi di un tale rapporto, un rapporto così istintivo, emozionale, indescrivibile. E' strano e quando provi a cercare le parole, tutto ciò che trovi sono aggettivi che si avvicinano solamente a ciò che ti tiene legata a quella persona, ma non ne colgono l'essenza. Non sono le sue qualità, ma ciò che la sua personalità smuove in te. Per aver meglio chiaro un rapporto si potrebbero raccontarne i fatti che lo hanno costruito, in quanto anch'essi suscitano sensazioni. Allora racconteresti di quella volta in cui lei non ti è stata a sentire come fanno tutti di solito. Anzi, ha riso di te, proprio come tu sei solito fare con tutti coloro che ti circondano. Poi ricorderesti di com'era bella e tenace mentre girava delle scene d'azione per un film. Una stuntwoman, una donna, così forte e indipendente che non accusa le ferite subite né le umiliazioni ricevute. Anche Gil Ra Im vuole camminare da sola, sulle proprie gambe, ma in un modo del tutto diverso di quello di Joo Won. Lui ha tutto ciò che lei non ha mai avuto, ma riesce a proseguire il suo cammino con dignità e coraggio. Ed è inizialmente questo che stupisce il giovane rampollo di belle speranze. Ma dire che è tutto qui sarebbe riduttivo. Non si riuscirebbero a spiegare le continue apparizioni che Joo Won vede. Sotto forma di visioni, ma più profondamente di pensieri, lui la vede costantemente.

Lei è una donna comune, poco attraente e soprattutto umile. Lo colpisce alla gamba, calpesta il suo amor proprio e lo rimbecca con parole aspre, come una teppista. Eppure l'ombra di Gil Ra Im lo segue ogni giorno, con i suoi occhi tristi e la sua bocca corrucciata.
Allo stesso modo, Joo Won segue realmente la ragazza sul posto di lavoro. La stuzzica e la irrita. Si imbeve delle reazioni di lei e del suo faccino indispettito. Non può farne a meno e non sa perché.
Inizia così la storia d'amore del principe e della Sirenetta. L'allusione alla famosa favola (nella versione originale) tornerà in maniera ricorrente durante tutto il drama. Il principe della storia è di un altro mondo rispetto all'innamorata Sirenetta. E se lei vuole arrischiarsi oltre il suo mondo, anche solo un po' per godere di quest'amore, dovrà aspettarsi anche che perdendolo scomparirà per sempre. Diverrà schiuma e bolle del mare, mentre il principe continuerà la sua vita indisturbatamente. Ma quale donna - chiede Ra Im - può mai iniziare una relazione condannata a finire dolorosamente? Allora - arriva la risposta di Joo Won - sarò io le tue bolle, e tu la mia principessa.

"Secret Garden" è la storia di un amore, coltivato come un giardino in cui ogni giorno si pianta un fiore e lo si cura anche sotto le intemperie. E' una storia che vede i suoi alti e bassi, e fa di quei bassi dei bei ricordi, dei momenti su cui ridere e farsi forza, dei momenti che hanno portato a un lieto fine e a una storia tortuosa e temprata da lacrime e risate - ed è per questo che è una storia indimenticabile. Le atmosfere intense e cariche di emozioni, si tingono più di una volta di un sano umorismo. Attraverso i difetti e le abitudini, le differenze e le incomprensioni dei quattro (e più) personaggi principali, si scatenerà l'ilarità dello spettatore che, in "Secret Garden", trova una serie completa e pregevole. Le performance di Hyun Bin e Ha Ji Won si adeguano alla trama che man mano si inspessisce. In particolar modo, il protagonista maschile stupisce cogliendo nel segno tutte le sfumature del suo ruolo - ma anche in quello di lei durante l'evento paranormale degli scambi di corpi - e da macchietta di una commedia romantica e divertente, si fa carico del ruolo di personaggio più profondo e sacrificato fra tutti.
La qualità tecnica è notevolmente gradevole e si distingue nettamente da quella dei già eccellenti drama coreani in circolazione negli ultimi anni, e non passa assolutamente inosservata la canzone simbolo e bandiera di "Secret Garden", That Woman di Baek Ji Young, di cui si vanta anche una versione maschile cantata dall'attore protagonista Hyun Bin.



9.0/10
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Matsumoto e Sawako si amano, ma per cause economiche e pressioni familiari il primo decide di sposare un'altra ragazza. Sawako in preda al dolore decide di suicidarsi assumendo dei medicinali, viene però salvata, ma non è più in grado di ragionare, anzi lo fa come una bambina. Quando Matsumoto scopre dell'accaduto, scappa dal suo matrimonio e corre dalla sua amata, la "raccoglie" e la porta con sé. Dopo essersi legati con una corda rossa inizieranno a camminare fino alla loro "fine".
Ryoko, sebbene siano passati molti anni, ama ancora un ormai vecchio boss della Yakuza, che frequentava da giovane, e da cui fu costretta a separarsi, non senza fare prima una promessa che manterrà forse fino alla fine dei suoi giorni. Quando i due stanno per riavvicinarsi, lui viene ucciso, senza che riesca prima a svelarsi.
Haruna è una giovane idol che, a causa di un incidente che la sfigura, deve interrompere la sua carriera. Sarà però un suo grande fan che si accecherà per vederla, a condividere con lei alcune belle emozioni, prima di essere trovato morto.
Sono queste fondamentalmente le tre storie che si intrecciano nell'opera di Kitano del 2002.

«Fondamentalmente Dolls è un film sulla morte. Così come ciascuno dei miei film. La morte è il mistero più grande, la forza più potente che ci sia. Molto più forte dell'amore.»

Con queste osservazioni Kitano esordisce in un'intervista alla 59ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove nel 2002 viene presentato il suo decimo lavoro. Eppure 'Dolls' è basato proprio su tre vicende d'amore, ma forse i profondi simbolismi che pervadono la stupenda fotografia di Katsumi Yanagishima nascondono proprio una surreale, ma veritiera considerazione della morte, quella dell'amore, come quella di un essere vivente. Il dramma amoroso si consuma, sembra, senza inizio né fine, ma l'infinita tristezza che tutti i protagonisti fronteggiano a causa del loro strano, ma non tanto (come dice lo stesso Kitano) destino è anche la più grande gioia di colori rappresentabile in un film. L'autore, infatti, rappresenta le vicende amorose, nell'arco di tempo delle quattro stagioni, da sempre importanti nella letteratura giapponese, e da sempre collegate proprio a quell'amore quasi sempre irraggiungibile.

Ma vi è molto altro ancora collegato alle antiche arti giapponesi. Come viene fuori dall'incipit dell'opera, nonché dal titolo, infatti, 'Dolls' si ricollega al teatro Bunraku. Se l'opera si apre e si chiude proprio con delle scene riprese da quest'arte, in particolare da una tragedia classica di Chikamatsu Monzaemon del 17°secolo, i protagonisti stessi del film, nessuno escluso, divengono a loro volta marionette del loro destino, incapaci di sfuggire da decisioni che loro stessi hanno preso, che li portano alla pazzia, alla morte, ma che non vogliono assolutamente cambiare fino alla fine. Destino che Kitano rappresenta con il famoso "filo rosso" che non solo collega i due protagonisti di una delle tre storie, ma anche le tre storie stesse, vediamo infatti che i protagonisti della prima, durante il loro infinito cammino, incrociano le altre coppie. Ciò dimostra ancora una volta che le storie rappresentate trascendono lo spazio e il tempo, per approdare all'unica considerazione finale sull'amore, che l'autore non vede quasi più realizzabile.

'Dolls' è un film fatto di pause e lunghi silenzi, ma che in realtà parla davvero tanto, un'opera che ci mostra la società giapponese sotto molte sfumature; tre storie diverse, che mettono in mostra temi come l'ancora attuale matrimonio combinato, distruzione di molti possibili veri amori, se vogliamo il fenomeno della Yakuza, accennato quel poco che basta per fare capire di che si tratta, e il "nuovo" (se anche iniziato negli anni '70) fenomeno delle idols, ragazze che raggiungono l'apice del successo in poco tempo, e che possono perderlo in altrettanto poco, come dimostrato. I personaggi stessi delle storie sembrano muti, ma in realtà urlano le loro angosce attraverso gesti meccanizzati, controllati, ripetitivi, rivelando le proprie ansie e ossessioni attraverso i loro atti estremi, le loro espressioni o i loro silenzi, forse l'ennesimo tentativo dell'autore di mostrare il modo di essere di una società, quella giapponese, in cui la comunicazione è bastata su gesti, simboli, sguardi, molto lontana dalla "rumorosa" civiltà occidentale.
'Dolls' non è altro che un'opera d'arte visionaria che Kitano ha regalato al mondo, ma prima di tutto alla sua gente, che ritiene intrappolata in un flusso vitale sociale, da cui è impossibile liberarsi. In definitiva quella che può sembrare superficialmente un'allegoria sull'amore, ne è invece una celebrazione, come è celebrazione di vita, di morte, della natura.



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La giovane liceale Yoo-jin fa la conoscenza di un nuovo compagno di classe, l'ombroso Joon-sang: ed è subito amore. Amore eterno che si troverà a scontrarsi con infinite difficoltà nel corso delle venti puntate del dorama, che coprono tredici anni della vita dei protagonisti, ostacolati da tutto e da tutti. Ma l'amore vero è destinato a trionfare!

Questa in sintesi è la trama di "Winter Sonata", dorama coreano del 2002: detta così sembra una storia scontata e priva di interesse. Invece gli autori riescono a imbastire una vicenda estremamente avvincente, sfruttando al massimo tutti i luoghi comuni del feuilletton. Le storie d'amore contrastate dalle famiglie, con l'artificio del riconoscimento e simili trucchi erano già popolari ai tempi di Plauto e continuano a funzionare benissimo. "Winter Sonata" non ha paura di sfruttare artifici collaudati come la perdita della memoria, la malattia, il sospetto d'incesto, i misteri sul passato delle famiglie, e non si fa mancare figure irrinunciabili come l'amico d'infanzia, l'amica-rivale e la madre nemica.

Il dorama ha avuto un grande successo di pubblico in Corea, tanto che i due attori protagonisti (Bae Yong-joon e Choi Ji-woo) sono diventati delle star; inoltre, il dorama è stato trasposto anche in serie anime nel 2009, doppiato sempre da Bae Yong-joon e Choi Ji-woo. Il legame tra dorama e anime è così stretto che il finale del dorama si vede soltanto nell'anime: negli ultimi minuti dell'ultimo episodio i disegni cedono il passo agli attori in carne ed ossa, che concludono così degnamente la vicenda. Perché va ammesso che l'ultima puntata del dorama è troncata, si sente che manca qualcosa: la cosa giusta da fare è quella che abbiamo fatto noi (io e mia moglie), ovvero vedere l'ultima puntata dell'anime immediatamente dopo l'ultima puntata del dorama.

Personalmente non sono molto esperto di dorama coreani ("Winter Sonata" è il primo che vedo); tuttavia sono esperto di manga e anime giapponesi anni sessanta, e ho letto almeno un manhwa coreano di argomento sentimentale ("Sad Love Story"), quindi avevo già un'idea chiara di cosa aspettarmi: un melodrammone strappalacrime con sentimenti esasperati al massimo. Ed è esattamente quello che ho trovato, quindi ne sono rimasto assai soddisfatto. Vedere uomini adulti che piangono come fontane e si fanno morire di fame per amore, e vedere una protagonista femminile più santa di un angelo che produce più lacrime di un fiume in piena dà grande soddisfazione, se si prendono le cose con distacco e un certo senso dell'ironia.

È anche interessantissimo osservare lo spaccato della società coreana che ci viene fornito: un sistema scolastico basato sulle punizioni corporali e l'umiliazione degli studenti (lo stesso che si vedeva negli anime giapponesi degli anni sessanta, ai tempi di Mimì Ayuhara), un forte senso della famiglia basata sul rispetto dei genitori, la totale assenza di ogni volgarità (della serie "niente sesso, siamo coreani": in venti puntate si vedranno sì e no due castissimi baci).

Va detto che la prima metà dell'opera è più interessante; dopo la decima puntata perde mordente, si ripetono situazioni già viste, si ha la forte sensazione che si voglia allungare il brodo; ma il dorama si riscatta nel finale, impresa non facile, perché non sarebbe accettabile un lieto fine hollywoodiano in un'opera che è tristissima per la maggior parte delle puntate. D'altro canto, non sarebbe accettabile un finale con la separazione dei protagonisti, visto che tutto il dorama si fonda sull'inevitabilità del loro amore voluto dal destino. Il finale scelto mi ha soddisfatto e non è cosa da poco. Non lo rivelo per lasciarvi la soddisfazione di scoprirlo da soli; mi limito ad arrotondare il mio voto da 8,5 a 9. Consigliato a chi sa cosa aspettarsi dal genere.