Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.

Oggi appuntamento con le commedie, con Chocolate Underground, Oreimo e Salmon-chan.

Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.


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Che gran pasticcio! E' una continua contraddizione, questa serie.
L'idea di fondo è carina: una nazione salutista - ma di fatto vediamo una sola città - in cui sono bandite tutte le cose buone, dal pane allo zucchero, ai dolci in generale, ma in cui, più di tutto, è proibito il cioccolato. Sono ammessi solo alimenti salutisti. Il Partito Buon per Te, democraticamente eletto dagli adulti, ora tiene la popolazione in pugno con un corpo di polizia speciale e un macchinario infernale, il C.A.C.A.O., che sniffa e distrugge ogni più piccola traccia di cioccolato e tutto quanto gli si trova intorno. Chi si macchia del reato di contrabbando di cioccolato rischia il campo di concentramento e rieducazione.
E gli adulti che fanno? Voglio dire, a parte subire e languire, tristi e disperati per la crisi di astinenza? Nulla, ovvio, tranne quei pochi che almeno riconoscono di essere stati indifferenti e passivi e di avere permesso così la nascita di tale scempio. Non che ciò li porti ad insorgere.
Sono i bambini quelli che, orbati di una sana crescita accompagnata dalla giusta dose di cioccolata, si ribellano formando un movimento di resistenza.

Perché dico che "Chocolate Underground" è una serie contraddittoria? Perché, in realtà, sarebbe anche molto carina, ma a patto che lo spettatore non abbia più di 11/12 anni. Infatti mia figlia, che l'ha visto con me, si è divertita tantissimo. Però dubito che abbia colto più di tanto il fatto che gli adulti siano stati apaticamente a guardare mentre i ragazzi inscenavano resistenza & sommossa, né penso le sia passato per la mente dei parallelismi con la situazione sociopolitica in generale, che vede il popolo votare un pastore e passare la vita da pecora.
L'idea di fondo non sarebbe male: in fondo, parliamo di ciò che succede quando, con apatica indifferenza, permettiamo a un governante di diventare dittatore e di imporci il suo volere con la forza, anche quando va contro la volontà di chi lo ha eletto. Il problema è che l'argomento è trattato in maniera troppo semplicistica, esagerata, paradossale, assurda: le cose che succedono non hanno praticamente alcuna logica o verosimiglianza, per cui il prodotto rimane fruibile principalmente da un pubblico giovanissimo.

Giocoforza, vengono persi proprio i valori che darebbero forza a questa serie bonsai: la denuncia sociale dell'elettore apatico, del pecorone istituzionale. Il pericolo è che gli adulti trovino la serie molto infantile mentre i bambini, quando sarà ora di andare a votare, si saranno dimenticati da un pezzo di cosa succede quando si vota un candidato. Al massimo ricorderanno la guerra del cioccolato. E lo so per esperienza, che è così, perché - piccola digressione - della denuncia sociale rinvenibile nel "Capitan Harlock" che ho visto millanta anni fa, fino a quando non ho riletto la trama, non ricordavo nulla. Però, mantello e cicatrice, quelli li ricordavo benissimo.
Peccato.



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Non so che idea abbiate dell'otaku medio nipponico, ma questi, nell'immaginario collettivo giapponese, è una figura spregevole, un sottoprodotto umano ignaro delle basilari norme di igiene personale, un ciandala recluso nel buio di una stanza, morbosamente dedito al culto dei suoi hobby.
Prospettiva che, con virtuosismo da prestigiatore, si può ribaltare però senza vergogna, se si tiene bene a mente che il mondo otaku, per le case di produzione di anime, manga ed eroge, è una fonte spropositata di reddito, da stigmatizzare in pubblico, ma da lusingare sottobanco.

E visto che ogni tanto bisogna pur far gongolare l'ego represso di questa stirpe negletta, ecco che l'AIC Build ha pensato bene di deliziarci con "Oreimo" - vi prego, non costringetemi a scriverne per intero il titolo, perché è veramente stupido -, anime la cui protagonista non è che la trasfigurazione del concetto stesso di otaku: bella, alla moda, atletica e studiosa, Kirino è infatti la figlia perfetta che ogni buon papà dagli occhi a mandorla vorrebbe avere. Beh, quasi perfetta, se consideriamo la sua segreta passione per gli eroge dalla trama incestuosa, passione che l'accomuna pericolosamente ai quei suoi compatrioti socialmente emarginati, e che la costringe a vivere in perenne contraddizione con la sua reale natura.
Un'adolescente modello con perversioni da maniaco… a pensarci bene un concept assurdo, che permette tuttavia di abbozzare un divertente affresco su un universo colorato e stravagante, il cui popolo, dipinto forse con eccessiva indulgenza, può orgogliosamente dichiarare il suo amore per doushinji, cosplay e visual novel, in una satira (non certo velenosa) delle sue manie e dei suoi comportamenti grotteschi.
Nella rivalità tra Kuroneko, gothloli fanatica di anime sofisticati e intellettuali, e Kirino, schiava del moe più insulso, "Oreimo" offre gli spunti migliori, soprattutto quando le due ragazze si confrontano sui loro personaggi preferiti, Meruru e Maschera, a loro volta parodie dei generi majokko e seinen.

In un simile contesto, forzare l'inserimento di un elemento sentimentale non ha molto senso, poiché corre il serio rischio di risultare quanto meno stucchevole. Evidentemente, non l'hanno pensata così gli autori, i quali hanno avuto la brillante idea di guastare l'atmosfera dell'anime con la patetica descrizione del rapporto tra Kirino e suo fratello Kyosuke: servizievole fino alla nausea nei confronti della sorella, Kyosuke è infatti un personaggio vuoto, inutile, inspiegabilmente deferente verso colei che lo tratta come uno zerbino, psicologicamente piatto dalla prima all'ultima puntata.
Fastidiosamente pendente verso tematiche siscon, l'anime è oltretutto reso più irritante dalla patologica predilezione di Kirino per le cosiddette 'sorelline' - acerbe lolite innamorate del loro 'oni-chan' - capace di insinuare più di un dubbio sulla finalità stessa dell'opera: "Oreimo" vuole divertire, o vuole solleticare le perverse fantasie degli otaku più lascivi?
La propensione per la seconda possibilità è forte; ci fosse almeno un'evoluzione nel personaggio di Kyosuke, un progressivo allontanamento dal rapporto morboso con la sorella, ci si potrebbe forse ricredere: invece, senza scendere nei dettagli, va constatato con rammarico che la situazione non muta nemmeno nei quattro episodi speciali (i quali, identificati come "True route", illudono lo spettatore alimentando la speranza di un ipotetico cambiamento).
Peccato, se questa serie si fosse limitata a prendere bonariamente in giro le abitudini degli otaku, il mio giudizio su di essa sarebbe stato tutto sommato favorevole.

A salvare in parte la baracca ci pensa la superba realizzazione tecnica, che presenta l'anime in una confezione davvero di pregio: animazioni fluide, disegni eccellenti, opening con immagini differenti per ogni singolo episodio, e sigle di chiusura sempre diverse.
Un lavoro indubbiamente lodevole, che non nasconde però le pecche di un'opera che cerca con troppa spudoratezza il favore della fetta di pubblico cui è indirizzata.
Da guardare se volete farvi qualche risata sulle stravaganze degli otaku, o se avete bisogno di un corso accelerato per familiarizzare con il lessico relativo al loro mondo.



7.0/10
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"Salmon-chan" è uno special della durata di circa cinque minuti, prettamente improntato sul genere comico e avente una protagonista alquanto particolare e fuori dal comune, ma soprattutto fuori di testa - sfido chiunque a non considerarla tale dopo essersi imbattuto nelle sue imprese assai masochiste.
L'idea è davvero molto originale e sfido - di nuovo - chiunque ad affermare il contrario: avete mai intravisto lontanamente un salmone avente una faccia umana? Io penso proprio di no. Eppure io ho avuto quest'opportunità magnifica e non sono riuscita a trattenermi dalle risate, anche se inizialmente non vi nascondo che ero molto perplessa al riguardo.

Lo special si apre con un uomo che annuncia l'esistenza di un salmone dotato di viso umano, e la prova è impressa sul video che tiene in mano: chi sarà mai questo salmone misterioso? Ma è la nostra Salmon-chan, ovviamente!
E' una protagonista dalla pettinatura adorabile, disegnata in modo adorabile, con un'espressione altrettanto adorabile stampata su quel bel viso e tanta voglia di passare a miglior vita. Salmon-chan, che sia diretta nelle fauci di un orso o in una vasca di acqua bollente, non cambia mai perché il suo obiettivo sarà sempre lo stesso.
Lo special è suddiviso in mini-capitoli che durano qualche secondo ciascuno e che, a turno, vi mostreranno l'estrema voglia di vivere non-provata minimamente dalla nostra Salmon-chan.

Complessivamente "Salmon-chan" è il riassunto delle atroci modalità con le quali un salmone che ha il viso di una bambina vuole cercare di porre fine alla propria vita. No, non sto scherzando, vi assicuro che è la verità. Inoltre costei, la nostra prode Salmon-chan, non ha preso della droga, non è ubriaca e non credo sia stata appena mollata dall'amatissimo fidanzato. Quindi penso che così ci sia nata, ecco, cioè deficiente al cubo.
"Voglia di vivere saltami addosso", lo potremmo anche chiamare, dato che questo piccolo salmone kawaii dai codini rosa tende a cercare di suicidarsi nei modi più dolorosi e improbabili che esistano. Perciò avrete a che fare con un salmone masochista, tenero nell'aspetto, ma che tenterà continuamente di finire all'altro mondo.
In tutta sincerità, io questo piccolo special l'ho letteralmente adorato: certe cose, così assurdamente demenziali, sono il mio pane quotidiano (sì, sono spudoratamente di parte e lo ammetto).

Dunque vi lascio con un consiglio spassionato che spero seguiate: guardatevelo e per cinque minuti entrerete a far parte della grande epopea di Salmon-chan finalizzata al suicidio! Ne vale assolutamente la pena, soprattutto per deriderla e prendervi gioco di lei - perché non riuscirà ad ammazzarsi nonostante ci provi ancora e ancora con grande determinazione. È una povera fallita anche in questo, compatiamola.
Perché in fondo è tanto pucciosa, con quei bellissimi codini di un incredibile rosa - salmone - moscio.
Ah, mi raccomando, non perdetevi l'inquadratura su Salmon-chan versione shoujo manga con gli occhi grandi che brillano come se fossero glitterati e le ciglia lunghissime che sbattono come le ali di una farfalla: quella è la scena migliore.
PS: secondo me questa è amica intima di quella pazza masochista Shokupan Mimi, ci scommetto tutto.