Ormai il freddo vero è arrivato e viene naturale (soprattutto per tutti i freddolosi come me) cercare conforto tirando fuori i maglioni più pesanti, i calzettoni termici e mettendo a tavola cibi caldi e sostanziosi.
Ovviamente questo vale a qualsiasi latitudine e in Giappone non sono da meno: il clima nipponico somiglia a quello dello stivale italico e in molte zone scende copiosa la neve oppure il cielo è terso ma soffiano venti gelidi. Quindi perché non scaldarsi per bene, magari al termine di una lunga giornata di lavoro con un bel piatto di oden?
Se non sapete cosa sia..... beh continuate a leggere!!
 

L'oden ha una lunga storia alle spalle: nasce infatti nel periodo Muromachi (1336-1573) come cibo da strada con il nome di Dengaku; all'inizio era composto da spiedini di tofu, di konnyaku o di pasta di pesce, cotti in una salsa a base di miso. Assunse la forma che ha adesso durante il periodo Edo: poiché molte persone si trasferirono nella capitale per lavorare, gli ambulanti pensarono fosse più semplice tenere in caldo e pronta una zuppa che non dover preparare sul momento degli spiedini.
 

Il miso fu sostituito dalla salsa di soia e il nome abbreviato in "den" a cui fu aggiunto il prefisso onorifico "o" da cui "oden" appunto. Dentro all'oden gli ingredienti sono i più disparati, variando sia a seconda del gusto di chi cucina, sia a seconda della regione.
Per capire cosa state mangiando, ecco una lista dei più comuni:

Uova bollite
Patate
Zucca
Daikon: Ramolaccio bianco gigante che somiglia ad un'enorme carota
Chikuwa: Pasta di pesce mista con fecola, albume d'uovo, zucchero, sale e aromi; si acquista già pronta nei supermercati.
Tsukune: Polpette di carne tipiche giapponesi
Konnyaku: Pasta gelatinosa venduta in panetti rettangolari di consistenza simile ai "nervetti", preparato con le radici di una pianta delle aracee.
 

Wiener-maki: Pasta di pesce a forma di salsiccia
Ganmodoki: Polpette fritte con tofu, alghe e verdure
Satsuma-age: Pasta di pesce fritta
Suji: Tendini di manzo
Konbu: Alga molto usata nella cucina giapponese
Hanpen: Pasta di pesce
Kamaboko: Pasta di pesce prodotta con le parti migliori dell'animale, mischiata a fecola, zucchero, sale e aromi vari, poi cotta a vapore.
Shirataki: Grossi spaghetti che una volta cotti diventando trasparenti, prodotti con la farina del tubero usato per produrre il konnyaku.
Involtini di carne avvolti in una foglia di cavolo
Kinchaku: Tofu fritto a forma di sacchetto e ripieno di mochi e carne macinata.
Tofu
 

Tutti questi ingredienti hanno lo scopo principale, vista la loro consistenza, di assorbire il brodo, per restituirlo ovviamente rovente al primo assaggio.
Se pensate poi che l'oden è servito in ciotole di coccio per mantenerne la temperatura per lungo tempo, capirete perché non è un piatto consigliato nella torrida estate nipponica....La tradizione poi vuole che nel brodo avanzato si cuociano gli udon, i mitici spaghetti di farina di frumento.
 

Ma come accennavo prima, esistono variazioni sul tema, soprattutto legate alla zona: ad Okinawa il brodo è a base di maiale e fra gli ingredienti non mancano mai i tebichi, che sono i piedini del maiale (ci si va giù pesante nonostante si sia in zona tropicale...).
A Shizuoka il brodo è scuro e a base di carne, mentre a Nagoya aggiungono il miso; a Osaka poi l'oden è detto Kanto-Daki, in omaggio a Tokyo, città in cui pare abbia avuto origine e che si trova proprio nel Kanto.
 

L'unico vero problema è che per assaggiare l'oden bisogna essere in Giappone durante la stagione invernale: è infatti in questo periodo che nei konbini appaiono come per magia vaschette colme di brodo in cui galleggiano i vari ingredienti e da soli (o con l'assistenza del personale del negozio) si può comporre il piatto a proprio piacimento, aggiungendo mnagari anche una punta di karashi (senape giapponese) al condimento.
Se si vuole stare più comodi ed essere serviti si può optare per un izakaya (l'equivalente nipponico del pub) anche se non sono molti quelli che lo aggiungono al menù; oppure avere la fortuna di incrociare un yatai, bancarelle fisse o carretti mobili che spuntano di solito durante i matsuri.
 

Esistono anche i ristoranti che fanno solo oden, i cosiddetti oden-ya, ma ovviamente, essendo un piatto molto stagionale, non sono in molti a dedicarsi a questa specialità.
Uno dei più famosi è a Tokyo, vicino al quartiere di Asakusa e si chiama Otafuku: inaugurato intorno all'epoca Taisho, circa un centinaio di anni fa, costruito in legno e dotato di un piccolo ma incontaminato giardino, serve non solo formule classiche, ma anche ricette più particolari, a base di maki-yuba e capesante. Non è super economico (per un pasto completo il conto si aggira intorno ai 3.000 yen, circa 25 euro), ma il lro oden arriva a contenere anche 35-40 ingredienti!
 

Altrimenti è possibile anche farlo in casa: nei negozi si trovano kit preconfezionati con tutto l'occorrente, anche il brodo dashi, alla modica cifra di 350-500 yen (3-4 euro).
Se volete invece preparare tutto voi.....pensate che fra preparazione e cottura ci vanno circa due ore.... proprio sicuri di voler tentare?

Fonte consultata:
TokyoCheapo