Hatsune Miku, per chi ancora non lo sapesse, è una vocaloid, cioè una cantante interamente creata al computer. In molti si sono chiesti nel corso degli anni se un ologramma potesse affrontare un intero concerto dal vivo. Ebbene, è possibile: l'Hatsune Miku Expo è un tour mondiale di concerti, organizzato da Crypton Future Media, che presenta anche una serie di eventi collaterali (mostre, workshop, cosplayer ...) dove i fan di ogni provenienza possono incontrarsi e condividere i vari aspetti della creatività e della cultura che circonda Hatsune Miku.
Un nostro utente, Dark Verdict, era presente al concerto tenutosi a Londra l'8 dicembre e ha voluto condividere con noi la sua esperienza. Ecco a voi il suo racconto.

 
MIKU EXPO 2018: QUANDO LA REALTA’ SUPERA LA FANTASIA
 

Si dice che il valore di un concerto si misura anche da quanto sei stanco dopo: non mi sorprendo allora di esser stato quasi K.O. tutta la domenica, mentre lottavo col sonno e con le infinite code ai controlli di sicurezza a Gatwick…ma non potevo smettere di canticchiare ancora le canzoni della sera prima, mentre attorno a me era pieno di facce scure ed assonnate.
Sì, ne è decisamente valsa la pena.
E sì, sono nel mio piccolo entrato nella storia.
Sono stato parte del grande Miku Expo 2018, che per la prima volta dalla sua nascita ospita un tour in Europa! È stata un’esperienza per cui, sinceramente, non bastano gli aggettivi: affascinante, stancante, affollato, eclettico, incantevole, bello, caldo, appassionante, movimentato, frenetico, questo e molto di più, ma se ne dovessi scegliere uno direi…

Magico.
 


Magico perché Hatsune Miku e tutti i suoi compagni hanno portato una ventata di novità anche qui nel Vecchio Continente, passando prima da Parigi, poi da Colonia e infine a Londra, là dove sono stato io. Assieme a lei sono venuti colori, personaggi, cosplayer, disegnatori, illustratori e tutto il particolare mondo che circonda i vocaloid. Il concerto è stato pieno di energia, intrigante e anche ben bilanciato, con i giusti cambi di ritmo tra canzoni più veloci e altre più lente, con tutti i personaggi che hanno avuto il loro momento di gloria: da Kaito e Meiko fino all’avvenente Luka (stupendo il secondo costume) e ai fortissimi Rin e Len. In più, la setlist delle canzoni è stata ottima, con ben 26 canzoni distribuite tra grandi successi, novità e canzoni anche meno famose: la band di supporto a Miku è stata poi fenomenale!

Il grande plus del concerto però è stata naturalmente Lei.
Ero immensamente curioso di assistere dal vivo al Miku Expo anche solo per rispondere alla domanda che tutti i fan si chiedono: "Ma dal vivo, com’è?"
Ragazzi, sembra vera. E’ incredibile.

 

La Miku che salta, danza e balla al ritmo di "Alien, Alien" è una scarica di energia pura, con tanto di precedente saluto ai fan in inglese (seppur molto semplice, resta sempre notevole), così come sale addirittura in piedi sulle casse acustiche (!!!) in certe canzoni. Tutti piccoli accorgimenti che la fanno sembrare davvero reale, plausibile come un qualunque cantante affermato, come un vero animale da palcoscenico.
La stessa Miku che poi canta dolcemente nel primo finale "Uta ni Katachi wa Nai Keredo" è l’altra faccia della medaglia, delicata ed elegante, quasi malinconica. Lei stessa che saluta persino i fan negli intermezzi delle canzoni la rendono ulteriormente umana e "concreta".
Le coreografie sono evidentemente frutto di grande lavoro, con Miku (e non solo) che salta, muove mani e gambe in modo impeccabile a ritmo perfettamente sincronizzato con i punti chiave delle canzoni. Le poche tracce "lente" nella line up sono il giusto modo per i fan di riposarsi dopo i primi pezzi potenti ed aggressivi, fino al gran finale con "Music like Magic" (la canzone ufficiale dell’evento) per poi chiudere alla grande con il costume nuovo e la coppia "World is Mine" e "Tell your World", perfetta chiusura per chi ha seguito lo show.
Ma il Miku Expo è stato qualcosa di più di uno show.
 

È un insieme di persone, di culture, di attività: dai numerosissimi cosplayer che hanno affollato gli eventi fino al bellissimo "laboratorio di pittura" dove potevi colorare la tua Miku seguito dallo staff, lo show è stato un grande accentratore di persone. Ho visto un sacco di giapponesi che hanno fatto tutto il tour (sia questo che il tour in America, notevole!) e abbiamo avuto modo di parlare con loro, gentilissimi e tranquilli.
Non dimenticherò il tifo nelle sfide a Bandori con qualcuno di loro, né i ragazzi che si esaltavano giocando all’ultimo Pokemon per la Switch! Ma non solo giapponesi, abbiamo visto persone provenienti veramente da tutto il mondo (anche più di qualche italiano!), persino dagli USA, dall’Islanda, dall’Azerbaijan, dalla Russia, dal Messico, da ovunque, tutti armati di magliette e glowstick, uno dei veri plus di questi eventi.
Le coreografie con i glowstick sono state stupende come colpo d’occhio (e fidatevi che due ore ad agitare questo bastoncino colorato è dura) ed è stato bellissimo vedere gente di tutte le nazioni saltare ed abbracciarsi sotto un’icona così particolare.
 

Il concerto è stato divertentissimo per merito delle persone presenti, dell’organizzazione precisa (seppur semplice) e dell’atmosfera magica che si è creata. Soprattutto in questo momento storico, eventi così vanno incentivati e la gente non deve temere di ritrovarsi assieme, per avere emozioni che non dimenticheranno mai.
Ricorderò per sempre l’aver visto più di qualcuno commuoversi alla prima canzone, nel momento in cui avevano probabilmente realizzato che il loro piccolo sogno di fan di assistere dal vivo a questo concerto, sempre così distante e "confinato" al Giappone, si era avverato.
Bello, no?
E più reale di quello che sembra.
Al prossimo Expo!