Shino non sa dire il suo nome è sicuramente uno dei titoli più interessanti usciti in quest’ultimo periodo. Firmato da Shuzo Oshimi, mangaka noto soprattutto per I fiori del male (entrambe le opere sono edite in Italia da Panini-Planet Manga), si tratta di un racconto breve ma intenso condensato in un unico volumetto ad alto tasso di emotività.
 



In questo manga, uscito per la prima volta in Giappone nel 2011, il sensei ci presenta una storia delicata e toccante, scritta sulla base di esperienze vissute da lui stesso in prima persona, raccontata attraverso le vicende di una liceale di nome Shino, che si ritrova a dover combattere delle vere e proprie battaglie quotidiane contro il suo disturbo: una forma di balbuzie che le impedisce la pronuncia di alcune particolari sillabe, fra cui quelle del suo nome. Tutto ciò, quindi, le rende impossibile la socializzazione e la ragazza fa un’enorme fatica a relazionarsi con gli altri, a meno di non essere derisa o allontanata dai suoi interlocutori.

Il problema è amplificato soprattutto dalla sua giovane età. L’adolescenza è un periodo in cui le relazioni sociali e le conoscenze rappresentano una componente fondamentale. Naturalmente Shino è a disagio e terrorizzata al solo pensiero di doversi presentare alla sua classe in occasione del primo giorno di liceo e, nonostante l’esercizio e l’impegno dimostrato a casa, al fine di migliorare la propria pronuncia, il suo intervento a scuola risulta comunque goffo e ridicolo agli occhi della classe, motivo per il quale ben presto diverrà oggetto di scherno all’interno delle mura scolastiche.

Fortunatamente, qualche tempo dopo, Shino incontra una ragazza di nome Kayo, chitarrista scontrosa e schiva, appassionata di musica (i poster di Bob Dylan e dei Flaming Lips nella sua stanza riflettono probabilmente i gusti musicali dell’autore), che riesce a coinvolgerla in un piccolo progetto musicale, un duo in cui la timida ragazza mostra un inaspettato talento nel canto; Shino si accorge, piena di stupore, che cantando, la sua balbuzie sparisce, seppur momentaneamente, e riesce finalmente ad esprimersi senza dover inciampare in fastidiose pronunce. La musica, quindi, è per lei una specie di terapia, una vera e propria liberazione, uno strumento che le permette di aprirsi al mondo, priva di preoccupazioni e inutili ansie. Quando tutto sembra andare per il meglio, però, entra in scena un giovane di nome Kikuchi, un compagno di classe che in precedenza aveva deriso Shino ma che, rapito dall’improvvisata esibizione del duo in un angolo di strada, manifesta la volontà di diventare un componente del gruppo. Ciò accade, ma la sua presenza peggiorerà ulteriormente lo stato d’animo della nostra protagonista, diventando per lei ulteriore fonte di stress e angoscia.

 



Shino non sa dire il suo nome è un fumetto che ha come principale punto di forza il notevole coinvolgimento emotivo, strettamente legato al tema portante di questa storia, in cui il sensei si mette a nudo rivivendo un periodo molto delicato della sua vita, che quindi costituisce una parte di sé decisamente intima e senza dubbio complicata da esprimere a parole e disegni. Valutando la storia da un punto di vista più ampio, sorgono diversi altri temi trattati in secondo piano, ma fondamentali per l’unicità del manga. Uno fra tutti è l’emarginazione, in una comunità che raramente, ormai, tollera le difficoltà del singolo individuo, che pretende l’uniformità e l’omologazione, che corre veloce e non aspetta. Pagina dopo pagina, infatti, il racconto lascia emergere il carattere egoista dell’essere umano e l’autore ci aiuta a comprendere quanto in realtà stia diminuendo l’empatia nei confronti dei nostri simili. Ci mostra inoltre quanto possa essere più facile puntare il dito e schernire, invece di aiutare e comprendere. Un altro tema è sicuramente l’amicizia, con il conforto morale che da essa scaturisce.

Anche in questo caso, come spesso accade in narrazioni simili, si conferma essenziale il ruolo dell’amicizia, in una vita colma di momenti di sconforto come nel caso della protagonista. Perciò, andando avanti nella lettura, si può notare quanto la figura di un’amica come Kayo sia determinante per Shino nel suo percorso di liceale e soprattutto di adolescente. Tuttavia, la ragazza non riesce a comprendere le effettive cause del suo problema. Ipotizza che ciò non dipenda dal suo corpo, ma dalla sua psiche, che ciò sia dovuto all’ansia, alla timidezza e all’insicurezza, e che quindi sia il risultato di una serie di fattori psicologici. Questo aspetto non viene approfondito dall’autore, che evita di usare dei termini troppo specifici e tecnici per una lettura più facile e comprensibile.

 



I personaggi principali sono sufficientemente tratteggiati ed approfonditi, sia dal punto di vista del character design che dal punto di vista psicologico. La strana coppia Shino/Kayo è molto ben assortita. La personalità timida, introversa e insicura di Shino fa da contraltare al carattere forte, deciso ed esuberante di Kayo (ma in parte è solo una facciata che nasconde un lato altrettanto insicuro). Esemplare è la scena ambientata a casa di Kayo, in cui le due ragazze si cimentano nel loro primo approccio alla musica. Dopo alcune incomprensioni iniziali, il rapporto tra le due ragazze andrà avanti in modo molto travagliato, tra alti e bassi, fino alla commovente scena finale. L’entrata in scena di Kikuchi segnerà un ulteriore elemento di destabilizzazione per Shino. Sarebbe stato interessante seguire un’eventuale evoluzione della sua personalità e delle sue relazioni con gli altri (in particolare con Kikuchi), della sua crescita personale, e del modo di affrontare le sue debolezze, ma l’autore ha lasciato volutamente degli spazi vuoti da far riempire alla fantasia del lettore.

I disegni sono molto belli nella loro semplicità, non si distinguono per eccessi di virtuosismo o per originalità del tratto, ma svolgono egregiamente il loro compito illustrativo. Il character design è morbido e pulito, l'autore dà il meglio di sé nell'espressività dei volti, sempre perfetta nel descrivere le emozioni dei personaggi. I fondali sono essenziali e descrittivi, con un moderato utilizzo dei retini. Illustrazioni minimali e delicate affiancano una narrazione resa scorrevole dal linguaggio semplice e diretto dei dialoghi, e dai silenzi, evocativi più di mille parole. L'efficace illustrazione di copertina coglie l’essenza di una ragazzina timida e insicura, ma allo stesso tempo graziosa, dai lineamenti armoniosi e gli occhi brillanti.

 

 

L’edizione Planet Manga si presenta con un volume unico di 216 pagine rilegate in brossura fresata, in formato 13x18cm, con sovraccoperta lucida a colori, al costo di 6,50 €. La traduzione è affidata a Laura Giordano, mentre una interessante postfazione scritta dall’autore ci rivela la genesi dell’opera con numerosi spunti autobiografici.


Nel complesso, Shino non sa dire il suo nome è un manga adatto a tutti, anche se non è il solito manga scolastico, sentimentale e spensierato. È consigliato a chi ha voglia di imbattersi in una lettura non troppo lunga ma impegnata, a chi si sente incompreso e trascurato, e magari potrebbe immedesimarsi in Shino, o semplicemente, a chiunque sente la necessità di riflettere su un tema inusuale, come l’ansia da stress o altri disturbi psicosomatici. Racconti del genere hanno come principale pregio quello di arrivare ad un pubblico molto vasto, di indurlo a riflettere a proposito di situazioni di sofferenza che potrebbero interessare chiunque e dai quali nessuno dovrebbe sentirsi completamente estraneo.

 

Titolo Prezzo Casa editrice
Shino non sa dire il suo nome € 6.50 Panini Comics