Spulciando tra saggi, interviste e articoli, sempre in cerca del nuovo approfondimento da scrivere, diventa abbastanza comune imbattersi in numerosi aneddoti dietro le quinte su questo o quell'anime, personaggio o studio di produzione. Piccole curiosità, non tali da realizzarne articoli dedicati, ma abbastanza interessanti da volerli diffondere agli interessati.

In questa rubrica andremo quindi a raccogliere alcuni di questi aneddoti e curiosità.

La fine delle maghette dello Studio Pierrot


Lo Studio Pierrot è stato uno dei più importanti creatori di anime majokko degli anni '80, grazie alle apprezzate Creamy, Persia, Emi e Yumi (più la successiva Fancy Lala di fine anni '90). Interrogato sul motivo per cui lo studio abbia smesso di realizzare tali serie, il fondatore e produttore dello studio Yūji Nunokawa ha risposto: "è dovuto semplicemente al calo di bambini in Giappone. Il numero di bambini sta diminuendo, e quindi anche il numero di compagnie produttrici di giocattoli è in calo, cosa che porta a una diminuzione delle serie di maghette e robot per bambini. Al momento c'è spazio solo per una serie importante di maghette per bambine alla volta."
 
La majokko dello Studio Pierrot

Fonte consultata:
Interview with Nunokawa Yuji: On Magical Girls and Male Fans (Parte Two) - Kindness Rather than Strenght (The Moè Manifesto: An Insider Look at the Worlds of Manga, Anime, and Gaming di Patrick W. Galbraith)

Il Maison Ikkoku di Mamoru Oshii


A quanto ci rivela Kenji Kamiyama, una volta Mamoru Oshii gli aveva raccontato che, mentre la lavorazione all'anime di Urusei yatsura era in procinto di concludersi, gli era stato offerto di occuparsi della trasposizione animata di un altro manga di Rumiko Takahashi: Maison Ikkoku. Sebbene avessero delle similitudini, il potenziale delle due opere era molto diverso, cosa che portò il regista a rifiutare la proposta. Per esempio, stando a Kamiyama, con Maison Ikkoku non avrebbe potuto godere della stessa libertà avuta con Urusei yatsura nel passare dalla letteratura classica alla fantascienza più estrema.
 

Fonte consultata:
Interview: Kenji Kamiyama Part 06 (productionig.com)

Un film di cui il Giappone possa andare fiero


Il mio vicino Totoro ambisce ad essere un film felice e commovente, un film che permetta al pubblico di tornare a casa con sentimenti piacevoli e gioiosi. Gli amanti si sentiranno più preziosi, i genitori ricorderanno la loro infanzia, i bambini inizieranno ad esplorare i boschetti dietro i templi e a scalare alberi alla ricerca dei totoro. Questo è il tipo di film che vorrei realizzare.
Fino a qualche tempo fa, alla domanda "Cosa il Giappone può mostrare fieramente al mondo?" adulti e bambini rispondevano "la bellezza della natura e delle quattro stagioni". Nessuno lo dice più al giorno d'oggi. Nonostante viviamo in Giappone e siamo senza dubbio giapponesi, continuiamo a creare film d'animazione che evitano il Giappone.
La nostra nazione è davvero diventata un paese così miserabile, privo di sogni?
In quest'epoca di internalizzazione sappiamo che le cose più essenzialmente nazionali sono quelle che possono diventare più internazionali. Perchè quindi non facciamo film divertenti e meravigliosi realmente ambientati in Giappone?
Per poter rispondere a questo dilemma abbiamo bisogno di un nuovo approccio. Questa nuova tipologia di film deve essere un intrattenimento fresco e vivave, privo di reminiscenza e nostalgia.
Ciò che abbiamo dimenticato
Ciò che non abbiamo mai notato
Ciò che siamo convinti di aver perduto
Credendo di avere ancora tutto ciò, propongo di realizzare Il mio vicino Totoro.

 
Hayao Miyazaki, 1 dicembre 1986
 

Fonte consultata:
Project Plan for My Neighbot Totoro (Starting Point 1979 - 1996 di Hayao Miyazaki)

L'eredità di Atom e il rimpianto di Tezuka


La prima grande esplosione dell'animazione televisiva in Giappone si ebbe grazie all'epocale successo ottenuto da Atom dal braccio di ferro, prima serie televisiva animata giapponese realizzata dalla Mushi Production di Osamu Tezuka. Il grande apprezzamento della storia del piccolo Atom spinse molti altri studi a dedicarsi alla TV, con risultati tuttavia altalenanti e con la qualità finale del prodotto spesso sacrificata per la filosofia "se si produce, avrà successo". Tezuka temeva che l'eccessiva presenza di anime scadenti potesse stancare il pubblico, soffocandosi da soli, tanto da arrivare quasi a pentirsi del ruolo avuto nel dilagare dell'animazione in TV e pensare che "sarebbe stato meglio che Atom non avesse avuto tanto successo".
 
 
Fonte consultata:
Osamu Tezuka, Una biografia manga, Coconino Press

Mr. Spock, da Star Trek a Lodoss


Uno degli avversari principali della saga di Cronache di guerra dell'isola di Lodoss è il mago oscuro Wagnard, fedele seguace della dea della distruzione Kardis. Yutaka Izubuchi, incaricato di definire graficamente i personaggi per la prima trasposizione animata del franchise, decise di ispirarsi a Star Trek per decidere come raffigurare il malvagio stregone. Evidente è infatti la somiglianza tra Wagnard e lo Spock malvagio del mondo alternativo dello specchio.
 
Spock e Wagnard

Fonte consultata:
Anime Expo 2006 - Yutaka Izubuchi Focus Panel (animenewsnetwork.com)