Spulciando tra saggi, interviste e articoli, sempre in cerca del nuovo approfondimento da scrivere, diventa abbastanza comune imbattersi in numerosi aneddoti dietro le quinte su questo o quell'anime, personaggio o studio di produzione. Piccole curiosità, non tali da realizzarne articoli dedicati, ma abbastanza interessanti da volerli diffondere agli interessati.

In questa rubrica andremo quindi a raccogliere alcuni di questi aneddoti e curiosità.

Le peripezie di Silent Mobius


Il manga e l'animazione come sono oggi devono dunque molto a Kia Asamiya e a Silent Mobius, nel bene e nel male. Perchè allora la diffusione di quest'opera fuori dal Giappone ha sempre conosciuto un destino sfortunato? Innanzitutto è necessario citare il fatto che la stragrande maggioranza delle edizioni occidentali si è basata su una pessima traduzione inglese, pubblicata all'inizio degli anni '90 negli Stati Uniti. In Europa, brutte traduzioni che si basavano su una traduzione già pessima (e errata) in sè hanno dunque fatto di Silent Mobius un fumetto dai contenuti a dir poco ostici, un ennesimo caso di manga dal dialogo molto lineare in Giappone che diventa una sorta di campo minato per i lettori delle sue versioni straniere.
Poi, l'edizione americana - e di conseguenza quelle europee da essa derivate - subì un'improvvisa interruzione quando al povero Asamiya capitò di trovare in una libreria di Ikebukuro che importava manga dagli Stati Uniti una versione inglese che lui non aveva licenziato. Risultato: saltò la testa di colui che aveva pubblicato l'edizione incriminata, ma per un lungo periodo i rapporti tra l'autore e la casa nippoamericana che editava Silent Mobius restarono a dir poco gelidi.
Quando il clima tra le due coste del Pacifico sembrava migliorare, il caos scoppiò in casa dell'editore di Asamiya, Kadokawa: in una lotta fratricida per il controllo del gruppo, uno dei fratelli Kadokawa venne silurato in malo modo e tutto il suo team, che curava la gestione dei diritti per l'estero dei diritti dell'editore, lo seguì per fondare un'altra casa editrice in aperta competizione, dove confluì anche tutta la sezione editoriale del produttore di giocattoli Bandai.
Proprio quando la situazione sembrò tornare sotto controllo, l'allora presidente di Kadokawa venne arrestato per possesso di stupefacenti e il suo posto affidato al figlio. Reduce da studi internazionali, questi sembrava destinato a prendere in mano le redini del licensing verso l'estero; senonchè anche lui finì sotto processo per importune avance a sfondo sessuale nei confronti di un dipendente, lasciando l'azienda proprio nelle mani di quel zio "ex-defenestrato".
Nel frattempo, Asamiya, forte della fama di Silent Mobius, pensò bene di affidarsi ad editori ben più stabili. Diventato l'idolo degli artisti di mezzo mondo, venne inoltre chiamato a disegnare storie per Batman e Guerre stellari. E' in questo momento che decise di abbandonare in toto l'editore Kadokawa per riprendere Silent Mobius, completarlo e portarlo all'editore Tokuma, che ne ha curato un'edizione a merito chiamata Complete Edition.

 

Fonte consultata:
- Il mondo di Silent Mobius (Silent Mobius vol.2, edizione d/books)

Il divertimento che si prova volando


Nella prima stesura della storia di Last Exile, i due ragazzi protagonisti erano stati pensati come dei cadetti militari. Fu solamente con le successive revisioni che il regista, Koichi Chigira, si rese conto che in quel modo non sarebbe riuscito a trasmettere pienamente la bella sensazione che si prova volando. Rendendoli invece dei corrieri del cielo sarebbe stato possibile esprimere tutto il divertimento del volo. Fu su questa consapevolezza che venne poi costruita la versione finale dell'opera.
 

Fonte consultata:
Intervista al regista Koichi Chigira (Last Exile Booklet DVD 1 BOX 1 Collector's Edition Shin Vision)

Il Dragon Ball più visto


Nella classifica dei cento anime televisivi più visti di tutti i tempi (basata sullo share del miglior episodio di ogni serie), Dragon Ball si è posizionata al 21° posto grazie alla puntata del 21 gennaio 1987, in grado di toccare il 29,5% di share. L'episodio andato in onda quel giorno, il 47° della prima serie, paradossalmente è un episodio non particolarmente significato, in cui Bulma e Goku si recano dal Maestro Muten per farsi prestare un aereo / sottomarino con cui immergersi nell'oceano e ritrovare una delle sfere del drago (insieme col tesoro dei pirati che dicono si trovi in quella zona). Nel frattempo, l'esercito del Red Ribbon è alla caccia di Goku e si appresta a invadere l'isoletta.
 

Fonte consultata:
Classifica degli anime più visti in Giappone (nendai-ryuukou.com) [versione italiana]

Guardare troppi anime fa male al cervello


Quando venne incaricato di realizzare un seguito del primo Gundam, Yoshiyuki Tomino non ne fu particolarmente contento. Non solo in quanto la prima serie non era stata pensata per avere un prosieguo, ma anche per tutte le imposizioni produttive che ricevette per tale progetto. In un'epoca in cui la figura dell'otaku stava diventando sempre più importante nelle logiche produttive dell'industria degli anime, Tomino stava iniziando ad odiare sempre di più questa nuova serie, le motivazioni per cui era stata prodotta e la produzione stessa. Avendo una visione estremamente negativa degli otaku, col finale della serie volle mandare loro un forte messaggio, ovvero che guardare anime e basta non fa bene alla salute mentale.
 

Fonte consultata:
- Enciclopedia (Mobile Suit Z Gundam A New Translation Booklet DVD BOX Dynit)

Il manga informativo e le storie per salaryman


Nella seconda metà degli anni Ottanta l'ingresso dei grossi gruppi multimediali nell'industria del manga apre un nuovo mercato di grandi dimensioni. Tutto comincia nel 1986: il quotidiano economico Nihon Keizai Shinbun, voce ufficiosa dell'oligarchia al potere, affida a Shotaro Ishinomori, la cui carriera è in quel momento quasi a un punto morto, il compito di pubblicare a puntate gli atti di una serie di seminari organizzati per analizzare (e incensare) il modello economico giapponese; i volumi dei Segreti dell'economia giapponese a fumetti (Nihon manga keizai nyumon) si vengono in 550mila copie in un solo anno.
Nel 1987 l'Asahi Shinbun - considerato come il più a sinistra dei grandi quotidiani giapponesi - pubblica la versione a fumetti di Made in Japan, autobiografia del presidente della Sony e realizzata da un altro grande veterano, Takao Saito; seguono varie agiografie che glorificano la Honda, il gigante dell'alimentazione Ajinomoto e l'istituto finanziario Nomura. Fra il 1989 e il 1993 Ishinomori realizza per Chuo Koron-sha, editore dell'intellighenzia giapponese, una Storia del Giappone in 48 volumi supervisionata da una cinquantina di accademici. Approvata dal ministero dell'Educazione, che aveva già introdotto Tezuka e Sanpei Sato (autore della striscia comica Fuji Santaro) nei manuali della scuola elementare nel 1985, questo monumento a fumetti diverrà presto un classico per tutti gli studenti dell'arcipelago.
A fianco a questo manga informativo (joho manga) appaiono anche opere definite salaryman manga o businness manga. Queste serie descrivono in modo molto dettagliato l'universo delle grandi aziende o quello di un grande albergo, il mondo losco degli usurai specializzati nel martoriare le piccole e medie imprese in difficoltà, i problemi delle campagne in via d'abbandono, il lavoro degli avvocati e il funzionamento dei tribunali, i retroscena della vita politica o del mestiere del giornalista, e mille altri temi suscettibili d'interessare gli studenti universitari o i colletti bianchi. Questi manga creano un nuovo pubblico che si aggiunge a quello del seinen manga, all'interno del quale intercettano i trentenni attivi nella vita lavorativa e li seguono passo passo nell'avanzamento delle loro carriere. Negli anni novanta le serie informative, i salaryman manga e i seinen costituiranno circa un terzo delle tirature delle riviste e conduranno il manga a nuovi primati.
 

Fonte consultata:
Dall'intrattenimento ai media: l'avvento del manga informativo (Il manga - Storie e universi del fumetto giapponese di Jean-Marie Bouissou)