Vi è un'emozione a tratti inconsueta nel tenere tra le mani il volume unico Boy meets Maria di Peyo, penultima uscita in ordine di tempo della collana Queer di Star Comics, disponibile dal 25 maggio in fumetteria, libreria e negli store online.
E' un'emozione in parte suggerita dalla sovraccoperta del volume, patinata opaca dall'effetto delicatamente perlaceo e lucida nel titolo, e in misura non minore dalla straordinaria finezza dell'illustrazione che riveste l'albo; l'attraversa in lunghezza dal fronte al retro, tra orsi di pezza, abiti di trine, memorie d'infanzia, minuziosi dettagli e sapienti sfumature pastello tendenti al violetto, bianco e rosa.
 
Boy Meets Maria HD

Si percepisce fin da subito la sensazione che il racconto, al pari della sua leggiadra veste, racchiuda in sé qualche cosa di intimistico e prezioso, di insopprimibilmente fragile eppure tenace. Di qualcosa che non sfumerà, di una lettura che non passerà senza aver lasciato un segno distintivo.
Al primo giorno di liceo, il "Boy" Taiga conosce "Maria": come ci svela l'autrice Peyo in una nota di accompagnamento introduttiva alla lettura del volume, non si tratta di un incontro consueto del tipo "boy meets girl", né del tutto di un fatale "boy meets boy."
Non si nega la matrice boys' love, vista la pubblicazione nipponica nella rivista Canna da parte della casa editrice Printemps Shuppan che proprio in tale tipologia di opere è specializzata; al tempo stesso, circoscrivere Boy meets Maria puramente in tale ambito sarebbe fortemente riduttivo per un titolo capace di abbracciare un pubblico decisamente più ampio, in grado di affrontare con feroce schiettezza temi tortuosi come quelli della lacerante e disperata ricerca della propria identità di genere, della famiglia che può farsi al contempo custode di valori od ostacolo, della volubilità e dell'egoismo del cuore umano, e persino del cross-dress e delle allusioni gender-bender nella loro accezione più distorta.
 
"La sua ambiguità è una bella seccatura, no?"
 

Taiga Hirosawa l'irruenza ce l'ha nel nome, in una voluta assonanza con la tigre mascherata che sin da bambino egli idolatra come eroe,  nel vederla proteggere le donne e i più deboli nel suo telefilm preferito sul piccolo schermo.
Maria, invece, proprio nel nome si smarrisce, avviluppata in un'identità di cui non sa e non può tratteggiarne caratteristiche né confini. A leggerne le sillabe partendo dal fondo, la sfavillante Maria che brilla sul palco del teatro di scuola torna ad essere lo scostante liceale Arima, ma quale sia l'interpretazione di sé più calzante, nessuno lo sa, men che meno egli stesso.
La persona è una soltanto, ed è la medesima, ma la prospettiva su di essa cambia a seconda del punto da cui la si osserva e di chi lo fa: proprio le luci e le ombre che delineano la complessa figura di Maria sono dunque il perno attorno al quale s'innesta l'intera storia, ben equilibrata tuttavia su ambo i protagonisti.
 
Quando si muove su passi di danza, Maria è una persona dotata di una bellezza e grazia straordinaria; il genuino Taiga, animato da una purezza di cuore che sfiora la stoltezza, se ne innamora all'istante al primo sguardo, e glielo confessa con candore. Il ragazzo viene subito rifiutato e trattato in maniera sprezzante, ma Taiga è tanto sciocco quanto ostinato, e non intende permettere che il suo sogno vada in fumo.
Ed è davvero tutto qui, o quantomeno dovrebbe esserlo: in un incontro che nasce da un fraintendimento e potrebbe condurre a un facile pregiudizio di sorta, ma che diviene invece un'inimmaginabile opportunità di crescita per entrambi. Dalla semplicità di Taiga che non si fa fermare da barriere di genere che egli non vede, sino alla possibilità che si apre a Maria nell'andare oltre, attraverso lo sguardo privo di riserve del compagno di classe, superando finalmente l'impasse che ne blocca la persona sin dall'infanzia.
 
"Può darsi che io... mi sia comportato all'opposto... di come avrebbe fatto un eroe."
-
Taiga - 

Il desiderio di Taiga di poter arrivare un giorno ad avere una donna da proteggere al suo fianco potrebbe infrangersi quando scopre che non è da una donna che il suo sguardo viene ripetutamente rapito, invece dopo un primo momento di disorientamento non se ne fa più un gran dilemma. Maria, dal canto suo, gli sguardi altrui li rifugge da sempre, percependone la sottile derisione, la menzogna, la trappola, la morbosa curiosità di chi, nell'osservare Arima, crede di vedere qualcuno che lui non è.
Ad accomunarli vi è il palcoscenico, nel suo allestimento che consente a chi lo calca di lasciarsi alle spalle le proprie informi vesti e assumere sembianze diverse, compiere una trasformazione in qualcuno di così abbagliante da non potersi veder negate stima e ammirazione. Qualcuno di così forte e inattaccabile da somigliare a un eroe.
Forse proprio sentendo risuonare un simile richiamo recondito l'uno nell'altro, dopo il primo scontro fatale tra Taiga e Arima s'instaura una sincera amicizia anziché un allontanamento, fatta di dialoghi spudorati, di accesi alterchi e persino di vivide provocazioni, entrambi inconsciamente soggiogati dal genuino desiderio di guardare all'altro come al vero obiettivo da raggiungere.
 
"Taiga.
Tu rappresenti quello che sarei voluto diventare."

- Arima - 
 
Taiga ambisce a divenire un attore capace di smuovere l'animo delle persone così come il talento di Maria riesce naturalmente a fare, mentre quest'ultimo riversa in lui tutto il proprio impegno di tutor a fronte della tenace e ostinata determinazione del compagno di scuola.
Nel cammino intrapreso dalla loro amicizia si alternano momenti di divertissement a scavi vertiginosi nelle rispettive memorie del passato, che si fanno via via più profondi e angoscianti man mano che l'intesa tra i ragazzi fa breccia nelle crepe dell'interiorità di ciascuno dei due.
 
"Vorrei capire Arima.
Vorrei conoscerlo più a fondo... nei suoi lati più intimi."

- Taiga - 
 


Se Taiga inizia a mostrare insofferenza nel fermarsi sempre e soltanto all'apparenza delle cose, proprio grazie alla sua nuova e insistente presenza Arima finisce per ritrovarsi sempre più tormentato dal dualismo di genere di cui è vittima sin dall'infanzia. Per Maria il travestitismo in donna non è il frutto di una propria consapevole scelta, eppure non riesce a rigettare del tutto i panni in cui è stato costretto a vivere per troppi anni, al punto di scegliere di esibirsi al pubblico soltanto in vesti femminili, le uniche attraverso le quali sente di poter ostentare sicurezza. Perché Maria, che danzando risplende, pare poter sfumare nel nulla e racchiudersi in un bozzolo ogni volta che avverte il pericolo di una parola sbagliata. 
Maria, o per meglio dire Arima, è cresciuto circondato soltanto dalle parole più sbagliate, da parte di quegli adulti che, anziché guidarlo con affetto, ne hanno fatto un mero oggetto su cui riversare fallite ambizioni: i suoi capelli chiari, la pelle diafana e l'aspetto angelico lo rendono vittima di facile fraintendimento attirando chi, di lui, non è interessato che all'aspetto etereo, calpestando l'animo che si dibatte al suo interno. 
Così, l'atteggiamento algido che Arima assume nei confronti degli altri, impedendo a chiunque di penetrare a fondo nella sua persona, non è che il risultato di un cuore ripetutamente piagato, che se avvicinato eccessivamente ringhia come un animale ferito per non permettere a chicchessia di schiuderne i recessi, pur non desiderando in verità altro che di essere visto per ciò che è veramente.
 
"Io ti piaccio... come ragazza? O come ragazzo? Quale delle due?"
- Arima - 

L'aspetto fisico di Arima suggerisce poi un'ambivalenza che non si limita alle sembianze di Maria: la bellezza divina del giovane restituisce l'idea che il suo aspetto simile a uno straniero tradisca un'origine 'hāfu', sostantivo che prende a prestito la parola inglese 'half' per definire i giapponesi di sangue misto. Proprio questi ultimi, grazie ai loro tratti fisici diversi dalla massa, bersaglio di inevitabile attenzione, tendono a riversarsi nel mondo dello spettacolo, nel quale a differenza del rigido conformismo della società nipponica si tende a spingere l'atipicità e ad esaltarne talora la fluidità. Forse per la medesima ragione anche Arima se ne sente attratto, tuttavia il suo essere "mezzo" ne fa una creatura che non è completamente giapponese né del tutto occidentale, e pertanto non si può ritrovare appieno in nessuna categoria. Non un uomo, né una donna, che ha faticato strenuamente a 'diventare'. Non un orientale, ma nemmeno uno straniero.
Un volto che allo specchio non riesce ad associare il proprio aspetto alla personalità e al sentire interiore, mandando in frantumi il proprio 'io' attraverso una lenta e inevitabile agonia.
 
"E' impossibile cambiare qualcosa che nasce indefinito."
- Arima - 
 
arima docchi


La sua figura simile a un sole che abbaglia, ma al quale di conseguenza non ci si può avvicinare troppo, può far accostare il pensiero al personaggio di Ash Lynx del celebrato shōjo manga Banana Fish di Akimi Yoshida: al pari di lui, anche Arima ne condivide l'aspetto, certi traumi del passato, un carattere proattivo nei confronti degli altri ma al contempo freddo e impenetrabile, con l'eccezione di quell'unico giapponese dai capelli scuri e dagli occhi accesi d'entusiasmo che sa guardargli dentro per davvero.
Perché sì, alle spalle di Arima e con suo muto sconcerto, Taiga procede a veloci falcate: anziché fuggire a gambe levate dopo la vergognosa delusione amorosa subita, l'evento sembra invece indurgli un'accelerazione nella testa e nel cuore, nella ferma volontà di migliorare la sua impacciata recitazione nel club scolastico.
 
"Se a un maschio piace un altro maschio... o è costretto a indossare abiti femminili... è "sbagliato" perché la sua diversità lo rende strano agli occhi degli altri... è così che funziona il mondo."
- Taiga - 
 
taiga arima imbarazzo


Il suo impegno, l'occhio che osserva senza giudicare, la sua curiosità nel contemplare a fondo per cercare di comprendere le persone e il motivo dei loro atteggiamenti, sono la rappresentazione più genuina di ciò che sottintende un sentimento di accettazione senza riserve, anche in un risvolto psico-affettivo: Taiga ripete allo sfinimento di come non gli importi del fatto che Maria sia un ragazzo, di come non si senta definito né marchiato dall'etichetta di ragazzo gay, di come in fin dei conti per lui Arima sia soltanto e semplicemente Arima. Una persona nei confronti della quale si sente attratto, irrimediabilmente, a prescindere da ogni altra cosa.
 
"Ho capito che... anche... se hai il pisello, mi piaci lo stesso!"
"Io... ho aperto gli occhi! Non importa se sei un maschio o una femmina... i sentimenti che provo per te non cambiano!"

- Taiga - 

La singolare semplicità di questo messaggio, che il mondo LGBTQI+ fa riecheggiare in ogni dove, emerge con straordinaria intensità dalla lettura di Boy meets Maria, ricordandoci con veemenza che ogni volta che ci innamoriamo di qualcuno il sentimento che riversiamo sull'altro si esplica innanzitutto verso un essere umano, prima ancora che per un genere predeterminato.
E ciò accade ancora una volta, anche in questa storia tra due adolescenti tremanti, ed ancora una volta ne leggiamo come se delle loro tenere emozioni apprendessimo per la prima volta, perché ogni sentimento che protende verso l'altro, prima ancora che egoisticamente su sé stessi, è un sentimento che non deve ricercare alcuna legittimazione bensì ritenersi, di diritto, lecito fin dalla sua nascita.
 
"Finora ho sempre creduto che per un uomo fosse normale innamorarsi di una donna, ma guardando Arima mi viene da pensare che forse non c'è bisogno di fissarsi sul sesso di una persona."
- Taiga - 
 


In parallelo, anche lo sviluppo della propria identità di genere dovrebbe poter seguire un percorso interiore altrettanto libero ed autonomo, ma attraverso le infelici vicende di Arima ci viene dato di comprendere fin troppo bene come in determinati casi l'affrancare sé stessi non sia cosa scontata né tanto meno garantita. E questo accade tanto per chi ne subisce la frustrazione a suon di mormorii oltre le spalle, quanto per chi ne osserva i ripetuti inciampi in qualità di 'spettatore' esterno e impotente.
 
"Anche noi ci abbiamo riflettuto. La grande Maria... oppure Arima...? Quale dei due dobbiamo accettare per creare un ambiente in cui possa sentirsi a suo agio... ?"

"Neanch'io avevo mai visto prima un ragazzo come lui... dal cuore così lacerato in due generi."
 
Questa duplice prospettiva ci viene veicolata in Boys meets Maria mediante una serie di passaggi pregnanti e dolorosi, di constatazioni che pesano come macigni, di riflessioni che aprono squarci in un limbo d'incomprensioni ove si rischia di annegare senza vie di uscita.
Le mani tremano, nello sfogliare il volume ponendosi l'interrogativo di che cosa significhi essere veramente un giovane uomo o essere una giovane donna. Essere entrambi e nessuno al tempo stesso. E ciononostante divenire, per qualcuno, un'esistenza importante ed insostituibile, un sostegno forte e sicuro. Come, o forse addirittura meglio, di quell'eroe che si sognava da bambini.
Nel fissarsi a vicenda, Taiga e Arima intuiscono senza saperlo l'intensità che ciascuno dei due serba dentro; si permettono di guardarsi l'un l'altro abbassando ogni difesa, sino a scoprirsi nei propri punti più deboli ed imbarazzanti da ammettere, ed è così che il racconto converge in un lungo ed emozionante climax finale che lascia il cuore gonfio e palpitante di turbamento, solleticato da un certo tenero brio.
In un volume nel quale nessun dialogo è privo d'impatto, nemmeno i dettagli grafici paiono inseriti solo per una fortuita casualità; ci piace osservare, pertanto, anche quell'orso di pezza che nella delicatissima illustrazione a colori della prima pagina campeggia in un angolo della specchiera di Arima, e che all'interno della storia ritroviamo invece nel buio della stanza di un piccolo Taiga accovacciato in solitudine, quasi a ribadire quel dato legame nell'afflizione di due anime, e nello stesso tempo ribadire il messaggio di non essere mai del tutto soli con sé stessi.
 
"Io... non sono né una femmina né un maschio.
Io... io... cosa sono?"

- Arima - 

Il manga grida, muto, accorati appelli di aiuto: a non pensare che ciò che s'inscrive nella storia di Arima non possa accadere anche ad altri, a riflettere su come la violenza perpetrata tanto nel corpo quanto nell'animo possa mostrarsi con tale sfacciata crudeltà, a portare all'attenzione come il cross-play in questo caso non sia una piacevole evasione di fluidità né un'innocente allusione che gioca con il proprio genere, bensì gabbia e oppressione, ovvero tutto il contrario della libera e consapevole espressione di sé. Fino alla sconcertante scoperta che un adolescente maschio fa nel comprendere come nonostante tutto ci sia davvero una parte femminile dentro di sé; qualcosa che non sa come definire e che teme, ma di cui serba anche un'invidiabile padronanza, palese persino all'occhio esterno.
 
"Hirosawa... mi spaventa l'idea che tu possa scoprire la mia femminilità."
 - Arima - 
 
 
Così come Arima preferisce danzare e recitare come donna, anche Peyo sin da piccina ha preferito comunicare con le altre persone dipingendo, anziché con la parola, tramite l'uso del colore e del disegno.
Ci si chiede anche se l'autrice non abbia forse inteso, più o meno implicitamente, infondere qualcosa di sé in quella che è stata la sua ammirevole opera d'esordio.
Registrata biologicamente donna alla nascita, e così ricordata anche dai genitori dopo la prematura scomparsa della giovane a soli ventitré anni nell'agosto del 2020, Peyo ha in seguito firmato il proprio manga Kimio Alive con lo pseudonimo maschile di Kōsei Eguchi.
Se l'uso acquerellato del colore e la ricercata morbidezza delle illustrazioni rievocano una sensibilità tutta femminile, il tratto di Peyo per certi versi rimanda anche a un tocco maschile, attraverso l'emblematico utilizzo di uno stile grafico che non sfigurerebbe in uno shōnen manga: la struttura delle vignette si mostra infatti estremamente classica, rigorosa e ordinata nella composizione all'interno della tavola, con un uso marcato di retini scuri, linee pronunciate e sicure, figure umane solide, sfondi e ambienti precisi e realistici. Nulla a che vedere insomma con gli svolazzi da shōjo manga o con la duttile sensualità di certi boys' love.
Al contrario di quanto si narra nella storia, tuttavia, la bellezza di un disegno che pare pescare da più riflessi dell'autrice non è affatto indefinita, ma semmai caleidoscopica, capace di ammaliare per la pulizia del tratto così come per una sapiente leggiadria che si ammira nelle pieghe dei vestiti, nei chiaroscuri, nelle ombreggiature, negli occhi e nei capelli dei personaggi.
 
E se i protagonisti si distinguono per le loro personalità piacevolmente sviluppate a tutto tondo, i personaggi in secondo piano che li attorniano non sfigurano di certo: dai compagni di scuola di Taiga e Arima che fungono da elementi essenziali di sostegno alla crescita dei protagonisti, alle figure adulte e genitoriali delle quali si sottolinea soprattutto l'errore, la debolezza e una conflittuale irresponsabilità.
Nell'economia di un volume autoconclusivo, pertanto, si può facilmente perdonare alla storia che uno di tali passaggi chiave emerga con una certa prevedibilità per i lettori più smaliziati, dato che ai fini del racconto non se ne sminuisce l'ottimo sviluppo, così come quella certa brutalità mostrata in un diverso momento senza filtri né censure, atta ad indurre proprio il rigetto nel lettore.
E' uno stile già incredibilmente maturo, quello di Peyo, che è difficile non rimpiangere, sapendo che nuove opere di tale profondità non scaturiranno più da quelle talentuose mani.

 


Nel concludere la lettura di Boy meets Maria e chiudere il volume, che reca una delicata sfumatura rosa al di sotto della sovraccoperta, è ben possibile non saper trovare le parole più adatte a descrivere ciò che abbiamo tra le mani. Ci si scopre consapevoli, tuttavia, dell'intensità di un racconto che aiuta il lettore a maturare e conoscere, allargare i propri orizzonti, e crescere ancor più come persone.
E' un manga che proprio per la sua insita vocazione didattica e per la franchezza con cui si esprime sarebbe auspicabile che potesse trovare terreno fecondo nelle scuole, educando al rispetto e alle individualità, insegnando che le tematiche dell'identità e delle tante sfumature dell'amore non sono estranee alla vita di tutti i giorni, a prescindere dai loro vari colori. L'apertura e l'inclusione iniziano dopotutto proprio districando i nodi di ciò che appare complicato, ma che forse non lo è poi così tanto.

In un volume unico di ampio formato di dimensioni 15x21 cm, perfetto per restituire degno respiro alle belle tavole del racconto, Boy meets Maria non si presenta con quel tipo di carta bianca e di importante grammatura che l'editore Star Comics utilizza per le sue edizioni di pregio; questa versione lattiginosa, sottile e non priva di trasparenze rende tuttavia l'opera leggera tra le mani, flessibile e facilmente sfogliabile.
Ricordiamo che il manga è stata presentato dall'editore in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino tenutosi dal 19 al 23 maggio, ove si è tenuto anche il panel "Star Comics incontra Fumettibrutti, Tematiche queer nel fumetto giapponese e italiano", che ha visto per protagonista quest'opera assieme a Josephine Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, la quale ne ha reinterpretato i protagonisti in una esclusiva illustration card.
Il volume è disponibile infatti in due versioni al prezzo invariato di euro 8,90: la prima senza gadget, e la seconda con in omaggio la speciale illustrazione a tiratura limitata.
 
In Boy meets Maria Peyo non si risparmia donandoci un tenero e crudo racconto di formazione, una storia che si presta al cliché per scavare con apparente facilità nel tormento interiore, una narrazione che scorre intensa e vivace restituendo un'impronta più forte che mai.
E' un soffio d'amore instillato in due anime tanto contrapposte quanto affini, ma anche una testimonianza vivida dell'esistenza di una mangaka di talento di cui il mondo si è privato anzitempo.
L'incrollabile sincerità di Taiga che salva la disperazione di Arima, l'insostenibile bellezza di lui che si fa motivo di sprone per l'altro: un incontro che avvia molteplici trasformazioni, l'incamminarsi verso un futuro che accoglie senza più schernire.
Essere maschi o essere femmine potrebbe non importare più così tanto; si è esseri umani che esistono e respirano, semmai, che sognano e cadono, soffrono e amano, più che mai desiderosi di poter sentire come sente chiunque altro, e comunicarlo senza vergogna né paure.
Lasciamoci prendere per mano da Boy meets Maria, dunque, per imparare a mostrare fieri i nostri migliori valori ed anche le imperfezioni, quella bellezza che rechiamo dentro e fuori ed appartiene a noi soltanto.
Per essere prima di ogni altra cosa noi stessi. Ed esserne orgogliosi, soprattutto.


Boy Meets Maria 

Taiga adora i supereroi sin da bambino. Al liceo incontra la persona che gli cambierà la vita: è la “madonna” del club di teatro, soprannominata “Maria”. Alla vista di quella ragazza, che sul palco si distingue da tutti gli altri, s’innamora di lei a prima vista e il giorno stesso le rivela i propri sentimenti, chiedendole di diventare la sua eroina. La sua passione, però, dovrà scontrarsi con l'inaspettata realtà: quella fanciulla, celebre per la sua bellezza, è infatti un ragazzo… Un volume unico di ben 242 pagine, arricchito da tavole a colori e da un formato 15x21, che racconta con profondità il tema dell'espressione di sé e della sorprendente esperienza dell'amore! Disponibile anche in un’edizione con in omaggio un'esclusiva illustration card firmata Fumettibrutti!

Opera:  Boy Meets Maria
Editore: Star Comics
Nazionalità: Italia
Data pubblicazione: 25/05/2022
Prezzo: 8,90 €


Totale voti:   19  2  2


stelladicarta

Questa storia mi ha convinta a metà. Non so, certe cose mi sono piaciute, altre le ho trovate infantili (in primis il carattere di Taiga). Mi è spiaciuto moltissimo per il passato di Maria, ma non mi sento di promuoverlo a pieno.

 02/07/2022

Ilia86

Una storia molto impegnativa, che tratta argomenti davvero delicati, ma lo fa con molta sensibilità. Non è sicuramente un manga Boys love per tutti i palati, ma se si cerca qualcosa che parli di identità di genere questo è davvero un ottimo titolo.

 14/06/2022

Hamlet

Non fa per me. Ad averlo saputo... Una scena in particolare è talmente pesante e sconvolgente che avrei voluto fermare la lettura. Ho proseguito con sofferenza fino alla fine, ma niente. Quella unica tavola mi fa valutare l'opera in maniera negativa.

 09/06/2022

riko akasaka

Mi ha destabilizzata il contrasto tra il personaggio di Taiga troppo sopra le righe (quindi perfetto per una commedia) e la storia del tormentato Arima così cruda e sofferta.Manga bello e profondo, il personaggio di Maria entra nel cuore e non ne esce più

 07/06/2022

FoxyAlice

Manga che ho amato, sia per le parti dolci sia per quelle più crude. A un certo punto riesci proprio a capire i personaggi e dopo quella specifica scena ho sentito un pò l'amaro in bocca, ma penso sia proprio questo che voleva lasciare la storia.

 01/07/2022

Centos

Storia che copre diversi aspetti del non-binarismo, passando da più eventi che fanno in modo che il racconto non sia mai banale. Opera profonda e completa nell'evoluzione dei personaggi supportata anche da quelli secondari.

 02/06/2022

Arashi84

Bello, bello, bello. Sa essere crudo e al contempo incredibilmente delicato, rumoroso e insieme silenzioso, intimo e sfacciato.Convivono molte anime in questa storia, in primis quelle dei due protagonisti che si incontrano e si scoprono in ogni loro parte

 29/05/2022

Federicmanga

Opere di tale portata e di tale bellezza ne esistono poche, Boy meets Maria è una di quelle. Una storia di avvicinarsi e allontanarsi per capire i propri sentimenti e non ferirsi a vicenda; cercare il proprio Io e superare i traumi. Struggente e delicato.

 29/05/2022

mizu_kagamino

Non ho apprezzato molto la scelta di mostrare stupri e molestie senza un minimo di censura, ma a parte quello il volume nel complesso mi è piaciuto molto

 29/05/2022

zettaiLara

La ricerca dell'identità di genere attraverso due protagonisti che si scontrano,diventano amici, si ammirano e si feriscono,aprendosi l'un l'altro i rispettivi squarci nel cuore. Ironico e toccante, dolce ed educativo, spietato ed emozionante. Da leggere♥

 29/05/2022

CloveRed

La storia di per sé è interessante e ben disegnata, i due protagonisti sono carini e ironici (anche Arima involontariamente), il finale è molto tenero, ma non ho apprezzato la rappresentazione della madre di Yu che gioca con la vita del figlio. Edizione🔝

 26/05/2022

Arwen1990

La storia ingrana nella seconda parte, dopo un certo evento che sinceramente non mi aspettavo. Poi il rapporto dei due si evolve del tutto fino all'epilogo, ma sono così carini e buffi insieme..non si sa chi è più impacciato. Gli amici dei geni! Dolciotto

 26/05/2022

Hachiko94

Un bel volume per una splendida storia alla ricerca del proprio io: essere maschi o essere femmine? Una scena mi ha proprio colpito nel profondo, ma per fortuna il dolcissimo finale mi ha risollevato l'umore. Straconsigliato.

 25/05/2022


Altri Voti





Titolo Prezzo Casa editrice
Boy Meets Maria € 8.90 Star Comics