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Utente9371

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Utente9371

Volumi letti: 10/18 --- Voto 7
'Monogatari' è l'ennesima serie di light novel (ma pubblicate da Kodansha) di NisioIsin, prolificissimo scrittore noto a molti, se non per questa serie, per il manga 'Medaka Box'. Iniziata come una serie di storie brevi sulla rivista 'Faust', l'esorbitante successo di queste e dell'anime ricavatone hanno convinto (o costretto?) Nisio ad espandere la storia, inizialmente una commedia / slice of life con elementi sovrannaturali, all infinito - trasformandola in un'epopea in sedici volumi è più. Putroppo l'esito è stato sopratutto negativo, e quella che in partenza era una bella trovata narrativa si trasforma, intorno al quinto volume, in un confuso pastone impossibile da seguire - o da apprezzare.

Araragi Koyomi è un'ex vampiro, solito solitario smidollato senza carattere alla Nisio (sulla falsariga di I-chan di 'Zaregoto') che si trova, per una ragione o l'altra, ad aiutare una serie di ragazze affette da Kaii, spiriti maligni di varia provenienza (alcuni tradizionali cinesi e giapponesi, altri inventati). Nonostante il tema sovrannaturale, la serie è sopratutto una commedia: fulcro sono le interazioni tra personaggi, sopratutto nei rutilanti dialoghi ed in frequenti scenette ai limiti del 'manzai' - o anche, a volte, del piccante. Nelle prime cinque storie (in due volumi) vengono introdotte una ragazza alla volta, e ciascuna viene aiutata da Araragi a superare i suoi traumi, entrando a far parte di una specie di 'harem' di amicizie - o anche amori; il terzo volume, probabilmente il migliore della serie, è un prequel che svela come Araragi sia diventato un vampiro, mentre il quarto ed il quinto sono 'side-stories' focalizzate sulle sorelle del protagonista, ed i loro scontri con alcuni cacciatori di spiriti / esorcisti.

Purtroppo, dal sesto volume in poi, la serie vira decisamente per il peggio. Nel tentativo (probabilmente dettato da necessità economiche e di animazione) di trascinare la serie nella dozzina di libri, Nisio comincia non solo ad aggiungere inutili sottotrame una dopo l'altra, soffocando le interazioni dei personaggi sotto una specie di infinita soap-opera; in aggiunta, appesantisce il suo stile di scrittura già di per sè complesso con frasi a vuoto, elucubrazioni senza capo nè coda; e spinge il fan service ai limiti dell'accettabile. Dal sesto volume in poi, in somma, le particolarità di contenuti e stile che avevano funzionato, per esempio, in 'Zaregoto' diventano solo una zavorra su di una serie che, chiaramente, era stata pensata come leggera commedia assurda e nulla più.

In sostanza, una serie che parte molto bene ma, purtroppo, perde colpi molto presto. Il mio consiglio e di leggersi i primi cinque volumi e poi virare sul meglio di Nisio - 'Zaregoto', 'Risuka' o 'World'.