Nell’anno 197X la Terra viene invasa da un esercito alieno, lo Space Demon Empire, che sovrasta senza troppi sforzi le tradizionali forze di difesa terrestri, a partire dalla città di Tokyo che viene messa a ferro e fuoco. Come ultima risorsa contro l'invasore, il Laboratorio di Robotica Spaziale sviluppa il Geppy-X, un super robot costruito con Super Boosted Armor X Hyperalloy e alimentato dall'energia di alta qualità generata dalla Teoria della Fisica del Professor Kureishi. Il Geppy-X si compone di tre mezzi da combattimento ausiliari: il Fighter Jet Falcon, il veloce Shark Sub e il potente Panther Tank, ognuno manovrato da un giovane pilota, Kei, Hitoshi e Riki, che fanno assumere al robot tre diverse forme a seconda delle esigenze.


"Dedicato a tutti i bambini degli anni '70". Già con questa frase di apertura 70s Robot Anime: Geppy-X crea un solco che apparentemente sembra precludere un qui presente classe '86, figlio non per sua scelta più delle turbe adolescenziali di uno Shinji Ikari che delle eroiche gesta di un Koji Kabuto. Ma sono abbastanza sicuro che chi ha creato 70s Robot Anime: Geppy-X perdonerebbe questa intrusione in punta di piedi nella circostanza di un gap generazionale sempre arduo da colmare, specie quando si tratta di videogiochi, a maggior ragione del fatto che di anni ne sono passati altri ventisette da quando il gioco ha fatto il suo debutto sul mercato nel 1999. In quel periodo i "bambini degli anni Settanta" concludevano il loro periodo di studi e si accingevano ad entrare nel mondo degli adulti e del lavoro, un periodo della vita in cui magari risulta un po' prematuro il manifestarsi di un senso di nostalgia per i prodotti dell'infanzia, ma i più grandicelli, quelli che magari avevano visto il primo episodio di Mazinger Z nel 1972, avevano già trent'anni e qui già ci siamo dal punto di vista temporale. Ma Geppy-X, come fonte di ispirazione, guarda principalmente alla Getter Saga la cui produzione non si fermò negli anni Settanta e attraversa proprio in quel periodo una stagione di revival con le serie Getter Robot Go e Shin Getter Robot di Ken Ishikawa, aprendo di fatto ad una serie di successive nuove produzioni affini con altri eroi nagaiani.
 

70s Robot Anime: Geppy-X



Che ad Aroma piacessero i robottoni lo si poteva intuire già con Shin Senki Van-Gale: The War of Neo-Century, peculiare gioco di azione con mech uno contro uno pubblicato per PlayStation nel 1997. Si segnalano anche un paio di incursioni nelle licenze anime, nello specifico due Tenchi Muyo per Sega Saturn, salvo poi scomparire con l'avvento del nuovo millennio. 70s Robot Anime: Geppy-X è l'ultima opera uscita da questo misconosciuto studio di sviluppo, un Canto del Cigno che guarda dunque al passato, in tutto e per tutto conforme alla estetica ma soprattutto ai toni che risultassero i più familiari e nostalgici possibile, in totale controtendenza di un periodo in cui si guardava più al futuro e alle tendenze del momento, tra successi shonen e creature virtuali, con Mobile Suit Gundam come unico franchise robotico che riusciva a mantenere una certa popolarità in campo videoludico, dove Bandai e il marchio Banpresto riempivano gli scaffali senza troppi sforzi produttivi, anzi diciamolo pure, anche con schifezze micidiali, lasciando per l’appunto fuori il resto.
Un dettaglio storico tutt’altro che secondario, che eleva 70s Robot Anime: Geppy-X al di sopra di una logica commerciale facilmente comprensibile, una volta avviato il primo di questi quattro CD-ROM (il massimo avvistabile su PSX, non fosse per Tokimeki Memorial 2), in gran parte dovuta al massiccio utilizzo di filmati FMV, Aroma preferisce gestire infatti la sua creatura in modo uniforme, quasi immoto. Una scelta che serve anche a rinnovare la lettura dell'animazione seriale Settantina come qualcosa di statuario e già mitologico, non ancora avvezzo a riletture e mutazioni (per questo bisognerà attendere i primi anni 2000), che sotto il profilo meramente spettatoriale si traduce in una stabilità e prevedibilità accogliente, anche perché le canzoni che si susseguono assecondano un leit-motiv ricorrente, cosa che le rende nuove e al contempo già familiari al primo ascolto, anche per chi non è nato nel '71 giacché la musica è l'elemento che maggiormente tende a travalicare i confini generazionali, specie se tra i nomi coinvolti troviamo anche Hironobu Kageyama, inconfondibile voce delle più celebri sigle di Dragon Ball Z.
 

70s Robot Anime: Geppy-X



Come facilmente intuibile, è la presentazione a rendere davvero speciale 70s Robot Anime: Geppy-X, rispetto ad altri shoot 'em up del periodo, con i quattro CD-ROM impiegati che testimoniano l'enorme sforzo riversato in un prodotto che trasuda passione per l'animazione d'epoca da ogni fotogramma. Similmente al peculiare picchiaduro Evil Zone (Eretzvaju), palesatosi anch'esso su PlayStation nel 1999, l'avventura è strutturata in modo tale da simulare una vera e propria messa in onda con tanto di sigla di apertura, intermezzo con finto spot pubblicitario, sigla di chiusura e anticipazione per l'episodio successivo, per un totale di otto episodi, che possono sembrare pochi ma che in realtà vanno anche un po' oltre la durata tipica del genere degli sparatutto a scorrimento, contando poi che il gioco non esaurisce le sue cartucce con una singola run. Alla fine del quarto episodio, uno dei tre protagonisti esce di scena venendo sostituito da un nuovo personaggio; la svolta narrativa viene determinata a seconda di quale pilota principale è alla guida nel momento in cui viene effettuato il colpo di grazia al boss del livello, aprendo di fatto la strada a tre percorsi diversi per la seconda metà della storia.
 

70s Robot Anime: Geppy-X



Dal punto di vista del gameplay 70s Robot Anime: Geppy-X è un discreto shoot 'em up a scorrimento: le tre forme del Geppy, ognuna dotata di due spari a loro volta caricabili (per un totale di quattro varianti a testa, corredato infine dal classico colpo speciale screen clean), cui si aggiunge poi il potenziamento Geppy XX, unitamente alla possibilità di girarsi (con il tasto cerchio), sono elementi che contribuiscono a rendere il gioco sufficientemente vario per tutta la sua durata, nonostante non si raggiunga la raffinatezza dei caposaldi del genere. Graficamente Aroma propone un ibrido tra elementi 2D, immagini pre-renderizzate e creazioni poligonali, in particolare per quanto riguarda i boss in maniera vagamente affine ai coevi G-Darius e R-Type Delta ma con un risultato prevedibilmente meno coeso di questi due che giocano proprio su un campionato diverso, e non scomodiamo il Saturn. Le intenzioni di farci rivivere le sensazioni di anime traballano nel momento in cui il gioco propone cut-scene con una CG non proprio esaltante anche per gli standard dell'epoca, e la differenza qualitativa con le sequenze animate ne minano l'uniformità stilistica, ma per chi è appassionato dell'epoca PSX, con tutte le sue scelte tecniche pioneristiche non sempre perfettamente riuscite, possono contribuire a far parte del fascino del gioco. Proprio questo connubio tra 2D e 3D potrebbe rendere alcune fasi di gioco un po' confuse, la difficoltà non è proibitiva ma l'hitbox, ovvero la porzione dello sprites del Geppy che subisce danno, non è immediatamente chiara e questo rende difficoltoso orientarsi nella pioggia di proiettili; lo swap tra le tre forme conferisce un momento di invulnerabilità e di questo sicuramente il giocatore ne terrà conto nelle fasi più avanzate.

Conclusa l'avventura principale si potranno sbloccare ulteriori scenari, anche tramite cheat, per ripercorrere i livelli impersonando i personaggi secondari Wild John (palesemente ispirato a Texas Mack di Getter), Queen Fairy, il lentissimo R-64 e il potente Atlanger. Quest'ultimo è interessante perché in un gioco in cui tutto è citazionistico, ma comunque originale, Atlanger è il cameo di una linea di modellini componibili realmente esistente, prodotta da Aoshima a partire dal 1975 con discreto successo, nonostante l'assenza di una serie animata di riferimento.

Akira Kamiya (Ryoma Nagare, Kenshiro, Ryo Saeba) su Kei capeggia un cast di doppiatori che propone un mix di veterani del calibro di Gorō Naya (prima, storica voce di Zenigata), e Kazuya Tatekabe (Takeshi Goda di Doraemon, Tonzura di Yatterman), e nuovi talenti dell'epoca, in particolare sulle ragazze. Ma è la già accennata colonna sonora il vero fiore all'occhiello del gioco, che include, oltre al già citato Kageyama, insert song cantate da Isao "la voce del Sol Levante" Sasaki (Kyashan, Hurricane Polymar, Grendizer e molti altri), Akira Kushida (Kinnikuman, Xabungle, oltre a svariati tokusatsu), Monsieur Yoshizaki dei Crystal Kings (Hokuto no Ken) e infine MIO, la voce che su YouTube ha fatto sembrare Heavy Metal L-Gaim più bello di quello che è realmente.
 

70s Robot Anime: Geppy-X



Bliss Brain se ne esce nel 2026 con una versione rimasterizzata 70s Robot Anime: Geppy-X del tutto inaspettata, ma di pregevole fattura, che pur non potendo fare miracoli con fondali poco definiti e filmati in CG che mostrano anche oltre il peso dei propri anni, le cut-scene animate brillano di nuova risoluzione e colori più accesi, ripristinando anche i 24 fotogrammi al secondo, contro i 15 concessi all'epoca dall'hardware PSX. Sono presenti ovviamente tutti i contenuti del gioco originale, incluso il corposo bestiario con tutte le descrizioni, e i cheat per sbloccare gli scenari aggiuntivi sono stati testati e funzionano anche in questa nuova versione; conclusa una volta l'avventura con i crediti limitati, tutte le successive partite si possono affrontare con i tentativi infiniti. In ogni caso, il remaster include funzioni di accessibilità come salvataggio rapido e riavvolgimento, rendendo il gioco alla portata di tutti. Di buona qualità la traduzione in italiano, non era scontato, mentre il prezzo di lancio di quasi 40 euro potrebbe essere una barriera per qualche curioso in più. Testato su PS5 in versione PS4. Disponibile anche per Xbox Series, Nintendo Switch e PC.
 

70s Robot Anime: Geppy-X

 

Un videogioco si può valutare con la testa ma anche con il cuore, e dinnanzi a cose come 70s Robot Anime: Geppy-X il secondo non può che prendere il sopravvento. Ama la forma, Aroma, più che la tecnica, sa come maneggiare i sentimenti di una generazione e non ha alcun timore reverenziale nel farlo. Nell'addobbare l'ossatura di un consueto shoot 'em up dell'era PSX, 70s Robot Anime: Geppy-X trabocca di citazioni visive e narrative, quasi potesse porsi come un compendio degli sviluppi estetici di un decennio animato che ha fatto dell'iconicità e della forza espressiva un'attrattiva indelebile nella memora collettiva.