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Non potete prescindere da questo capolavoro. Musiche, animazioni e dialoghi ipnotici fanno di quest'anime la summa del genere cyberpunk.
A New Port City la Sezione 9 indaga sul "Signore dei Pupazzi", un criminale dall'oscura origine che s'intrufola agilmente in qualsiasi cervello cibernetico per prenderne possesso. La vicenda s'intreccia con quella del maggiore Motoko Kusanagi che, come membro della Sezione 9, si trova a indagare con particolare interesse al caso del "Signore dei Pupazzi" animata dal desiderio di dare risposta alle sue domande circa il senso della vita.

Partiamo da qui. Che ne è della vita all'interno di una società che obbedisce ormai ciecamente alle leggi della tecnologia informatica? Qual è - sempre ammesso che esista ancora - il labile confine tra vita organica e vita tecno-rganica?
Qualora si prendesse come discriminante la presenza o meno di spirito, si è davvero sicuri di potere contare su questo fattore come discriminante di distinzione?
La domanda etico-morale deve procedere strettamente al passo del progresso tecnologico. Nuove realtà vengono originate dal boom del progresso scientifico e si candidano alla definizione di individualità riconosciute.
Queste le tematiche cruciali che Masamune Shirow infonde nel manga da cui è tratta questa superba opera.

Le musiche vagheggianti e oniriche riecheggiano magnificamente durante i bellissimi spleen di New Port City, che gode peraltro di una grafica notevole se pensiamo che questo film risale al 1995. I dialoghi poi mi sono parsi ipnotici; tematiche così interessanti e di confine non possono non colpire a sangue freddo l'immaginazione e condurre lo spettatore nel cuore della problematica. "Ghost in the Shell" è un'opera con cui bisogna fare i conti.