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4.0/10
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Scrivo questa recensione con rammarico, perchè se durante la stagione autunnale 2013 c'era una commedia sentimentale le cui prime puntate mi avevano convinto era proprio Golden Time, purtroppo però la magia finisce presto e lascia spazio ad una voglia non indifferente di lasciare perdere la serie. L'anime è tratto da una light novel scritta da Yuyuko Takemiya, gia notà per la sua precedente opera "Toradora", ad operare la trasposizione in 24 episodi è sempre J.C.Staff, che però in questo caso non da certo il meglio di se, ma su questo punto ci torneremo dopo. La trama è piuttosto semplice, riassumendola in poche parole tratta di un ragazzo, tale Tada Banri, che in seguito ad un incidente, con annessa amnesia, è combattuto nella scelta della propria anima gemella, le due candidate sono Kouko e Linda, la prima è la solita figlia di papà che non corrisposta dal bel Mitsuo, pensa legittimamente di mettersi con un suo amico; Linda invece è il vecchio amore di banri, ed ogni volta che gli torna una sprazzo di memoria diventa nuovamente il suo unico pensiero. I protagonisti sono deludenti: hanno un carattere irreale che pesso appare forzato, costantemente tristi e confusi, neanche fossero nella peggiore tragedia. I difetti di questa serie sono tanti ed evidenti, ad esempio la lentezza nella progressione narrativa, che di per sè non è certo una pecca, in questo caso assume un risvolto pessimo e da l'impressione che per una buona metà della serie non accada nulla se non fatti a random, oltretutto, spesso ricorrenti. I flashback ammazzano del tutto il ritmo ed anch'essi sono oltremodo ripetitivi negli argomenti e nelle tematiche, a dar il colpo di grazia al giudizio sulla sceneggiatura la difficoltà nell'immedesimamento verso i protagonisti, e lo dice un ventenne che vive in una situazione simile alla loro.
Da un'analisi tecnica emerge chiaramente come J.C staff abbia trascurato questa serie in favore di altri anime a cui lavora durante il periodo, il risultato è un livello di animazione appena sufficiente se teniamo conto del fatto che è una serie del 2014, il character design non rende giustizia alla bellezza delle protagoniste femminili. Per quanto riguarda le colonne sonore e le sigle stendiamo un velo pietoso.
Tirando le somme si tratta di un'opera che, quantomeno in questa sua veste animata, non si distingue dalla mediocrità, ed anzi, a tratti si rivela una pessima commedia ed un' ancora peggiore storia d'amore.