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Questa recensione contiene spoiler e si focalizza sullo sviluppo di alcuni personaggi mentre trascura altri aspetti che sono stati ben trattati da altri recensori precedentemente a me.

Apparentemente i protagonisti di questa opera sono all'apparenza Mahiro e Yoshino, ma le vere attrici di questa opera sono Hakaze Kusaribe e Aika Fuwa (o per meglio dire il suo lascito). Noi seguiamo dal primo all'ultimo episodio le azioni dei due ragazzi ma essi sono solo il mezzo, dei meri ingranaggi di un disegno superiore attraverso il quale il terzo grande protagonista all'interno della storia agisce, l'albero della genesi, il grande Deus ex Machina della storia e grande vincitore di tutta l'opera. Sono in realtà le due ragazze le vere protagoniste, quelle che compiono effettivamente le azioni in grado di iniziare, continuare e concludere la storia raccontata in questa opera.

Secondo il mio parere il punto forte della storia si basa sul prediligere logica, trattative e compromessi rispetto a battaglie e imposizione dei propri punti di vista con la forza. Ma questo punto è abbastanza semplice da individuare con il parallelo con le battaglie di Light e L che sorge spontaneo, tanto da mettere in ombra la complessa figura delle due ragazze che potrebbe sfuggire a una superficiale visione e su cui mi soffermerò.

Abbiamo Hakaze, la principessa e la tragicità del suo personaggio. Lei è la più grande maga di sempre, la più benedetta e la più protetta dalla grande divinità di quell'universo narrativo chiamato Albero della genesi. Questo sua investitura è nota a lei e a tutto il suo clan ma dei grandissimi privilegi che comporta questa situazione seguono sue gravi mancanze. È troppo confidente nelle sue abilità a lei donate, è presuntuosa e arrogante, è una leader che non accetta di essere contraddetta. Essere la più benedetta vuol dire per lei essere la portatrice della verità, ogni opinione diversa dalla sua sbagliata a prescindere e non degna di essere presa in considerazione. Questo comporterà all'esasperazione del clan e al tradimento, all'esilio e alla sua morte. Ma l'albero della genesi non ha finito i suoi piani nei suoi confronti e con un intervento da vero e proprio deus ex machina, violando tutti i principi della logica, la fa contemporaneamente viaggiare nel tempo e resuscitare. sventando il meticoloso piano di un amareggiato Samon. I suoi errori, la sua presunzione e mancanza di pensiero laterale porteranno per ben tre volte alla morte Aika, fidanzata del suo interesse amoroso Mahiro. Dentro di se è consapevole di questo fatto e ne soffrirà ma continuerà per la sua strada nella distruzione del suo "grande protettore" che non ha fatto altro che continuare a salvarla dai suoi errori. Hakaze deciderà inoltre di portandosi con se nel resto dell'avventura Mahiro, usato e gettato via dall'albero e moralmente costretto a seguire l'artefice della morte della propria ragazza per cercare di trovare un senso alla sua dipartita nel raggiungimento di un obbietivo superiore, come un tragico eroe greco guidato dal fato/albero.

Poi abbiamo Aika, una ragazza con un grande peso da sopportare da sola. Lei non la conosciamo mai di persona ma attraverso i ricordi dei due ragazzi e da quello che lasciato di se nei loro cuori e pensieri. Una futura femme fatale che ha conquistato i cuori delle uniche due persone non intimorite dalla sua presenza. Non intelligente come Yoshino e non dotata di un pensiero laterale efficiente come Mahiro, ma comunque in grado di reggere il confronto e la relazione con i due problematici ragazzi. Il suo modo di interpretare la vita e l'ossessione per L'Amleto e La Tempesta di Shakespere saranno significativi nella fase del lutto dei due che si protrae praticamente per tutto l'anime. Puntata dopo puntata si delinea un personaggio sempre più sfaccettato tanto che nell'incontro finale con Hakaze è come rincontrare una cara amica di vecchia data dopo tanti anni di lontananza. Il confronto con la principessa è tragicomico sotto diversi aspetti. Il tempo è tiranno, l'ora della sua morte si avvicina e lei trova l'unica soluzione apparente in grado di combaciare tutte le tessere del puzzle, il suo suicidio, che riesce ad accettare con la consapevolezza di garantire un futuro alle due persone più care, Mahiro e Yoshino. Una conclusione tragica ma che poteva essere forse evitata se Hakaze fosse stata più rapida nella spiegazione e avese lasciato più tempo di ragionamento ad Aika o più semplicemente portato con sé la reliquia per far trovare una soluzione ai due ragazzi. Una fine tragica, sia nella banalità di come poteva essere evitata, sia dall'artefice di tali errori, la donna innamorata del suo uomo che alla fine se ne approprierà.

Per concludere, un anime non perfetto ma che intrattiene, con un grande character design e una buona sceneggiatura, debole però nella seconda parte rispetto a una prima superba ma meritevole di considerazione nel complesso.