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Scrivo questa recensione dopo aver da poco terminato la visione della serie, perciò di seguito butterò giù un po’ di impressioni ancora a caldo.
Se dovessi riassumere quest’anime in una frase, direi: “Tutto fumo e niente arrosto”.

Nonostante sia uno dei pochi anime che ha potuto vantare una trasposizione di ventiquattro episodi, le tempistiche sono state gestite malamente e la trama non è mai decollata del tutto.
La storia ingrana molto lentamente e, quando finalmente un episodio si chiude con un cliffhanger, nel successivo la situazione si risolve subito con un nulla di fatto, smorzando quel poco di tensione che finalmente si era venuta a creare.

Protagonisti di questa favola fantasy sono Chise - una ragazzina di sedici anni - e il mago Elias, sebbene siano tutti gli altri personaggi più o meno secondari a mandare avanti la storia.
La protagonista inizialmente è molto passiva, e bisogna attendere troppi episodi per riuscire a empatizzare un po’ con lei e vederla agire. Elias invece sembra avere una personalità piuttosto contorta ed enigmatica all’inizio, ma più semplicemente si rivela poi essere ancora un bambino per molti aspetti.
Come si può immaginare, con due caratteri così è difficile prevedere che tipo di relazione potrebbe svilupparsi, e difatti il tutto resta sempre e solo abbozzato (a tal proposito il titolo stesso della serie, per quanto visto finora, è un po’ fuorviante).
Anche i flashback non sono del tutto esaustivi per comprendere appieno le dinamiche, ma, trattandosi di un manga ancora in corso, do il beneficio del dubbio sulla possibilità che sia il manga stesso a non aver ancora svelato alcuni passaggi.
Sicuramente la storia ha del potenziale, ma personalmente ritengo che il ritmo della narrazione sia davvero troppo lento, tenendo poi conto che è etichettato come shounen; questo non significa che allora deve avere per forza un ritmo forsennato, ma più semplicemente intendo dire che avrebbero dovuto cercare di realizzare un miglior equilibrio tra avventura e slice of life. Sottolineo che, non avendo letto il manga, non so se attribuire questa mancanza alla sceneggiatura dell’anime o se invece un tale squilibrio sia proprio del manga, e dunque l’anime ne è soltanto una copia fedele.

Sulla “confezione” invece non c’è alcun appunto particolare, anzi! I paesaggi lasciano a bocca aperta, così come i colori che animano le scene; la prima opening e la prima ending sono di ottimo livello.

Tirando le somme: comparto tecnico eccellente, storia con buon potenziale ma narrazione al limite del soporifero e personaggi che non convincono; il risultato finale è discreto.
Voto: 7