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Questa è un'opinione a caldo sul film dopo la prima visione al cinema.

Personalmente trovo difficile parlare di questo film, perché il mio giudizio in merito mi lascia molto combattuto: da grande fan di Shinkai infatti non posso che esserne deluso, ma da appassionato di animazione non posso davvero giudicarlo insufficiente. Cerchiamo di capire assieme il perché.

Trama: già raccontata più che bene nella scheda, la storia si imposta subito come una storia d'avventura di stampo adolescenziale. Hodaka e Hina sono entrambi due ragazzi privi di genitori, nel più classico degli stilemi narrativi, che cercano di affrontare la società moderna, strutturata e codificata per soli adulti, con le loro misere forze, e questo viene rappresentato davvero bene da Shinkai, che descrive uno spaccato realistico e verosimile del Giappone moderno che non perde la propria credibilità neanche nelle parti romanzate. La componente mistica rappresentata dal potere della protagonista invece è il motore di tutta la narrazione, e viene presentata e sfruttata più che bene dal regista. Il problema è che rimane fine a sé stessa. Il misticismo insito nella figura di Hina viene più volte raccontato da comparse, ma non viene né approfondito né affrontato del tutto (e la cosa è palese nel finale che, se a livello romantico chiarisce tutto, dal punto di vista mistico lascia in sospeso praticamente tutto), al contrario di quanto fatto per l'opera precedente, "Your Name.", dove invece tutto faceva quadrato in una costruzione articolata e ricercata di una quadratura comune della trama. Tutta quella ricerca e quei dettagli nel raccontare e far vivere le vecchie tradizioni allo spettatore, che nell'opera precedente erano parte integrante della narrazione, qua sono solo beceri pretesti narrativi fine a sé stessi. Così come lo è la storia romantica tra i due protagonisti. Come tradizione vuole, infatti, nel duo di protagonisti si instaura una relazione di supporto reciproco che sfocia in qualcosa di più... peccato che questo venga più detto allo spettatore dai personaggi che visto dal contesto. Shinkai infatti fallisce clamorosamente nell'inserimento delle scene romantiche all'interno della storia, vanificando addirittura la classica scena con i fuochi d'artificio, mantenendo i due protagonisti su un piano più amicale che sentimentale (la cosa diviene abbastanza palese quando il protagonista maschile rivede i propri ricordi con lei e questi ultimi non sono altro che classici ricordi di amicizia). Si perde quindi quel pathos sentimentale, che invece era molto forte nell'opera precedente, che qui rimane più un'ombra alla Miyazaki, con la differenza che in "Weathering with You" i protagonisti ancora immaturi scimmiottano sentimenti adulti senza però averli vissuti davvero... una versione né carne né pesce.

Grafica: mi piacerebbe dire che Makoto rimane Makoto, ma così non è, purtroppo. Chiariamo: la grafica generale rimane comunque spanne sopra molte altre produzioni, dagli effetti della pioggia (più gestita in stile miyazakiano che del vecchio Shinkai, discostandosi quindi da quella de "Il giardino della parole", ma non perdendone troppo in efficacia) a certi fondali chiave iper-dettagliati... ma la qualità stavolta è altalenante. La presenza della computer grafica e di sfondi meno dettagliati in certe scene secondarie (particolare meno evidente ma decisamente di impatto) avrà sicuramente accelerato i lavori sull'opera, agevolando la creazione di molte scene, ma ha fatto perdere molta poeticità alle stesse, rendendo il lavoro minuzioso di Shinkai meno appagante del solito nel suo complesso. Per fare un esempio pratico, la lunga scena dei fuochi d'artificio fatta in computer grafica, se fosse stata disegnata nel suo stile, avrebbe reso decine di volte di più... invece così è sembrato un semplice effetto per stupire, che non può che lasciare indifferente qualsiasi videogiocatore un po' navigato abituato a ben altri livelli di CG (compresi i bambini che giocano a "Fortnite").

Temi: i veri assenti dell'opera. Al contrario di tutte le sue produzioni precedenti qui Shinkai perde completamente qualsiasi legame con la tematica della "distanza", che a lui era tanto cara, sostituendola con il nulla cosmico. Tutti i temi mistici, come già detto in precedenza, sono accantonati. Il tema dell'equilibrio uomo-natura pure (con la semplice affermazione: "Il mondo è sempre stato pazzo, per cui chi se ne frega!"). Il tema del sacrificio del singolo per aiutare la collettività pure. Il tema dell'usare i propri poteri con fini sbagliati pure... ecc. Si assiste a un grande spettacolo hollywoodiano dove la veloce narrazione e la buona grafica ne fanno da padroni, ma la sostanza (tipica invece del cinema giapponese) viene completamente accantonata... e questo fa male al cuore.

Come dicevo all'inizio, "Weathering with You" è quindi un film da cestinare? No, perché è comunque una visione godibile, soprattutto per chi è abituato a un certo tipo di cinema commerciale. Lo classificherei però come un'ottima produzione al pari di "Your Name."? Certamente no. Personalmente penso che Shinkai con questo film abbia fatto un'enorme involuzione rispetto al precedente, e sinceramente non posso più dire di sapere cosa aspettarmi da lui per il futuro: l'intimista narratore de "La voce delle stelle" o de "Il giardino delle parole" sembra si sia perso nel potente fiume della ricca fama e popolarità, e questo per me non è altro che motivo di cordoglio.