Recensione
Dopo i tredici (dodici) episodi della serie principale e prima dell’OVA semi umoristico “desert pasta” che è il vero finale della serie animata ci troviamo in una storia nuova.
L’ambientazione è differente: non più il deserto occidentale ma la guerra contro il colosso dellaq federazione guidata dal partito comunista e dal generale Iosif (Stalin).
Il nostro maggiore Tanya vuole come al solito fuggire dalla guerra ma le sue molteplici capacità la portano ad essere sempre nell’occhio del ciclone perché, oltre ad essere fortissima come maga, è anche in grado di capire tattica e strategia migliori per vincere contro i tremendi nemici dell’impero.
E qui c’è da sottolineare che i soldati al suo comando sono stanche di combattere spesso ma di uccidere sembra non gliene importi una mazza: ma questo vale per tutti gli eserciti in azione.
Vi ricordate “La guerra di Piero” di De André?
E mentre marciavi con l'anima in spalle
Vedesti un uomo in fondo alla valle
Che aveva il tuo stesso identico umore
Ma la divisa di un altro colore
Sparagli Piero, sparagli ora
E dopo un colpo sparagli ancora
Fino a che tu non lo vedrai esangue
Cadere in terra a coprire il suo sangue
Piero si ferma un attimo e trema al pensiero di dover uccidere un uomo, l’avversario lo vede e lo uccide. Qui per ora niente del genere c’è quella che la Arendt chiamava la banalità del male (quando non diventa la banalità dell’odio): vedo un mio nemico, sono soldato lo devo uccidere al di la che io o lui siamo buone persone è un ordine lo eseguo. L’entità X sembra nutra gli uomini di indifferenza è odio: qui il detto “ama il tuo nemico” non è praticato nemmeno da Dio.
In tutta questa storia abbiamo modo di vedere presi in giro personaggi storici: compare anche un Gorbaciov (la macchia in fronte rossa)/ Berja assetato di sangue e libidinoso.
Ma la cosa forte sono i combattimenti, le spettacolari azioni di gruppo o il sorprendente scontro tra Mary Sue e Tanya.
E se anche la storia viene ricostruita con un’improbabile aggressione comunista alla Germania e si prende un po’ in giro il modo di combattere dei russi (ricordiamo che nella seconda guerra mondiale morirono 20 milioni di uomini) alla fine è solo un fantasy che prende spunto dalla storia ma se distacca.
E quindi invece di offendermi per queste eresie mi diverto e do’ un otto al film.
L’ambientazione è differente: non più il deserto occidentale ma la guerra contro il colosso dellaq federazione guidata dal partito comunista e dal generale Iosif (Stalin).
Il nostro maggiore Tanya vuole come al solito fuggire dalla guerra ma le sue molteplici capacità la portano ad essere sempre nell’occhio del ciclone perché, oltre ad essere fortissima come maga, è anche in grado di capire tattica e strategia migliori per vincere contro i tremendi nemici dell’impero.
E qui c’è da sottolineare che i soldati al suo comando sono stanche di combattere spesso ma di uccidere sembra non gliene importi una mazza: ma questo vale per tutti gli eserciti in azione.
Vi ricordate “La guerra di Piero” di De André?
E mentre marciavi con l'anima in spalle
Vedesti un uomo in fondo alla valle
Che aveva il tuo stesso identico umore
Ma la divisa di un altro colore
Sparagli Piero, sparagli ora
E dopo un colpo sparagli ancora
Fino a che tu non lo vedrai esangue
Cadere in terra a coprire il suo sangue
Piero si ferma un attimo e trema al pensiero di dover uccidere un uomo, l’avversario lo vede e lo uccide. Qui per ora niente del genere c’è quella che la Arendt chiamava la banalità del male (quando non diventa la banalità dell’odio): vedo un mio nemico, sono soldato lo devo uccidere al di la che io o lui siamo buone persone è un ordine lo eseguo. L’entità X sembra nutra gli uomini di indifferenza è odio: qui il detto “ama il tuo nemico” non è praticato nemmeno da Dio.
In tutta questa storia abbiamo modo di vedere presi in giro personaggi storici: compare anche un Gorbaciov (la macchia in fronte rossa)/ Berja assetato di sangue e libidinoso.
Ma la cosa forte sono i combattimenti, le spettacolari azioni di gruppo o il sorprendente scontro tra Mary Sue e Tanya.
E se anche la storia viene ricostruita con un’improbabile aggressione comunista alla Germania e si prende un po’ in giro il modo di combattere dei russi (ricordiamo che nella seconda guerra mondiale morirono 20 milioni di uomini) alla fine è solo un fantasy che prende spunto dalla storia ma se distacca.
E quindi invece di offendermi per queste eresie mi diverto e do’ un otto al film.
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