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"Sicuramente Domani" è una serie che ho iniziato per tre motivi: è su Prime, ha il doppiaggio in italiano e sentivo il bisogno di una storia d'amore malinconica.
Una volta partito il primo episodio, tuttavia, se n'è aggiunto un quarto decisamente di rilievo: era tantissimo tempo che non mi capitava di ascoltare Flavio Aquilone in un ruolo calmo, riflessivo e da protagonista.

In questo tipo di ruoli, reduce forse dal mio amore indiscusso per tutta la saga di "How to Train Your Dragon/Dragon Trainer", lo apprezzo sempre moltissimo perché lo trovo in grado di trasmettere perfettamente quell'irrequietudine dell'animo trattenuta e addomesticata, per così dire, per via di indole o necessità sociali, ma che si sente ribollire sotto l'apparente pacatezza del personaggio da lui interpretato.

La storia di "Sicuramente Domani" si svolge in un continuo alternarsi tra il tempo presente e flashback su diversi momenti del tempo passato, che vanno a costruire poco per volta le ragioni del distacco tra i due protagonisti.
Gyeong-do e Ji-woo si conoscono ai tempi dell'università, quando lei lo avvicina dopo averlo incrociato per caso e inizia a interessarsi alla sua personalità genuina, nella quale trova il conforto che le manca nella sua quotidianità, per ragioni che poco per volta vengono svelate.

La storia è un continuo alternarsi di momenti di avvicinamento e di distacco tra i due, che quasi da subito si rendono conto dell'amore che provano l'uno per l'altra ma che hanno difficoltà ripetute nel viverlo appieno.
Questo per via del carattere di entrambi — eccessivamente sdrammatizzante quello di lei, molto chiuso quello di lui — ma anche a causa di difficoltà esterne legate a segreti che Ji-woo nasconde e a decisioni che i due si trovano a dover prendere e che mettono in difficoltà il loro rapporto.

Nonostante a tratti la serie risulti rallentata e talvolta per questo un po' estenuante, per via del fatto che i due sanno perfettamente di amarsi e di voler stare insieme ma continuano a non riuscire ad ammetterlo con l'altro e con sé stessi, proprio per questo è un bellissimo spaccato di realtà su come noi stessi a volte, in alcune nostre relazioni, ci lasciamo andare a questo comportamento.

Quando Ji-woo continua a organizzare incontri "casuali" con Gyeong-do e conversare amabilmente con lui del tempo che hanno trascorso insieme; quando Gyeong-do tiene la foto sua e di Ji-woo sul comodino e la salva da complotti politici pubblicando articoli frutto di ricerche estenuanti ma si ostina a non volerla raggiungere… lo spettatore ha modo di fermarsi a meditare su quante volte, nella propria vita, si sia trovato in questa situazione con una persona a lui cara.

E uno dei punti positivi di questa serie è proprio questo: farci rendere conto che tutti noi siamo stati, almeno una volta nella vita, un po' Ji-woo e Gyeong-do, e aiutarci a capire che possiamo deciderci, oggi, a digitare finalmente quel numero e fare quella telefonata.
Oggi, e non "sicuramente domani".