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GIOVEDÌ 20 AGOSTO 2026

Recensione


10.0/10
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Fare una recensione su FLCL non è una cosa affatto facile: stiamo parlando di uno dei migliori prodotti animati mai realizzati, e quindi sarebbe molto difficile scrivere un unico testo senza divisioni. Per questo motivo, questa recensione sarà divisa in "capitoli": inizieremo dalla trama, per poi passare a un breve riassunto della storia della produzione, dello staff, delle musiche, della sceneggiatura e del comparto tecnico. Iniziamo.

Trama
Naota è un ragazzino timido e introverso, il cui fratello è partito per l'America per giocare a baseball, lasciando in Giappone la sua ragazza, Mamimi. Quest'ultima si affeziona molto a Naota, con cui sviluppa un rapporto abbastanza strano: si diverte a istigarlo e provocarlo, ma in fondo gli è davvero affezionata. La città in cui vivono è sovrastata da un'immensa costruzione a forma di ferro da stiro, che a determinate ore rilascia gigantesche nuvole di vapore. "Nella città non accade mai nulla, soltanto l'ordinario", ma l'entrata in scena di Haruko è tutt'altro che ordinaria. A bordo della sua Vespa investe Naota e, invece di soccorrerlo, torna indietro e lo colpisce in testa con il suo terribile basso elettrico. Gli spunta sulla fronte uno strano bernoccolo, che cresce sempre di più finché non ne fuoriesce un robot, Canti, che da quel giorno vivrà con lui.

Storia della produzione
Con l'inizio degli anni 2000 il digitale entra a far parte della produzione delle serie animate, e Gainax, in collaborazione con Production I.G., entra a gamba tesa in questo nuovo millennio lanciando un OAV di soli sei episodi, con dietro lo slogan «The New Digital Animation» (NDA): la volontà di usare le nuove tecniche portate dal computer, mischiandole con quelle classiche dell'animazione (sfondi dipinti, keyframe su carta, eccetera), ma utilizzando un compositing e una colorazione digitale senza precedenti. Purtroppo questo esperimento non andò come sperato: la NDA richiedeva una quantità di tempo totalmente eccessiva se si voleva mantenere quella qualità. Pensate che per i soli sei episodi ci vollero due anni di lavoro intensissimo: la produzione iniziò infatti nel 1998 e finì all'inizio del 2001. Per questo motivo la NDA, come tecnica rivoluzionaria, non è più stata adottata su larga scala, a meno che tu non sia un pazzo.

Staff
Alla regia Kazuya Tsurumaki, al character design Yoshiyuki Sadamoto e alla sceneggiatura Yōji Enokido, insieme al regista e a un gruppo di animatori che rientrano senza ombra di dubbio tra i migliori mai esistiti: il talento e la bravura di ogni persona all'interno di questo staff sono totalmente fuori scala. Tsurumaki, dopo aver lavorato come direttore dell'animazione e assistente alla regia in "Neon Genesis Evangelion", e dopo aver co-diretto "The End of Evangelion", ci stupisce ancora una volta mostrando tutta la sua bravura con movimenti di camera repentini e veloci e con stacchi che richiamano totalmente l'assurdo messo in scena dalla serie. La lista degli animatori è qualcosa che probabilmente non si ripeterà mai più: Sushio, Tetsuya Nishio, Shinya Ohira, You Yoshinari, Takeshi Honda, Hiroyuki Imaishi e Hideaki Anno in persona sono solo alcuni dei nomi che fanno parte di questo staff magistrale. Molti dei talenti che ritroviamo qui metteranno il loro primo tassello proprio in questa serie, tasselli che li porteranno poi a fondare lo Studio Trigger.

Musiche
Dovete sapere che sto scrivendo questa recensione con in sottofondo proprio le musiche di questa serie, composte da una band che non poteva non diventare la mia preferita in assoluto: sto parlando dei The Pillows. Sawao Yamanaka alla voce e alla chitarra ritmica, Yoshiaki Manabe alla chitarra melodica e il compianto Shin'ichirō Satō alla batteria: stiamo parlando di una delle migliori band giapponesi, tra le più importanti nella creazione del sound dell'alternative rock giapponese.
Le loro canzoni hanno un sound e delle sensazioni incredibilmente uniche: l'utilizzo estremo di power chord, la voce nasale ma incredibilmente iconica di Yamanaka (che spesso distorce o raddoppia la propria voce per creare cori, dando ancora più spessore all'unicità del sound), i cambi di tonalità a sorpresa tra strofa e ritornello o per il bridge finale (un trucco che usano spesso per dare la sensazione di "salto" emotivo tipica del loro sound), il contrasto netto tra la chitarra distorta a "muro di suono" nei ritornelli e la chitarra pulita, con chorus e delay, nelle strofe. Non cercano complessità metrica: la loro "tecnica" sta nell'energia e nella precisione ritmica della sezione ritmica, non nella sperimentazione poliritmica. Sono tutte queste cose a renderli unici.
Le loro musiche sono così importanti per questa serie che non sono i brani a essere scritti intorno alla sceneggiatura e alle scene, ma è vero il contrario: quasi tutte le canzoni utilizzate (tranne "I Think I Can") sono uscite prima della realizzazione degli episodi. FLCL, con ogni probabilità, non sarebbe mai esistito senza le musiche dei The Pillows: fu proprio Kazuya Tsurumaki a scrivere la trama dopo aver ascoltato un brano della migliore band alternative rock giapponese mai esistita.

Sceneggiatura
Come già accennato, Tsurumaki scrisse le linee guida della serie dopo aver ascoltato un brano dei The Pillows, ispirandosi in particolare a Light My Fire dei The Doors: pensate che scrisse la trama e queste linee guida in soli venti minuti, pausa pranzo compresa. La storia fu poi sviluppata da Yōji Enokido, che prese queste linee guida e le usò per creare una vicenda che a prima vista sembra assurda e priva di senso, ma che in realtà nasconde significati psicologici e una profondità disarmante. Ogni episodio è quasi a sé stante: in ogni puntata, infatti, spunterà dalla testa di Naota un robot della Medical Mechanica, che lui dovrà sconfiggere insieme a Haruko e Canti. Questo genera situazioni ai limiti dell'assurdo, con una miriade di citazioni e riferimenti alla cultura pop: un umorismo che si può definire frenetico e quasi nonsense, ma che non smetterà di farvi ridere, accompagnato da scene che invece vi faranno riflettere, e chissà, forse anche piangere.
I personaggi di questa sceneggiatura sono di sicuro la cosa più importante di essa, quindi perché non approfondire i principali? Come già successo in Evangelion con Shinji, attorno a Naota girano tre figure femminili: Mamimi, Haruko e la signorina Ninamori, e ognuna di loro rappresenta delle situazioni psicologiche legate al passaggio dell'adolescenza.
Con Mamimi vediamo una situazione di proiezione su Naota: ovviamente la proiezione che lei compie è quella del fratello su Naota, ma lo fa in modo attivo e ripetuto (le foto, le sigarette condivise, il linguaggio del corpo regressivo). Mamimi è bloccata in un momento preciso del passato (la partenza di Tasuku) e usa Naota, letteralmente, come sostituto oggettuale, nel senso psicoanalitico più diretto del termine. Per non soffrire (soprattutto dopo la notizia del tradimento) comincia quasi a fuggire dalla realtà, in un modo reso anche visivamente: l'assenteismo scolastico, il fiume, gli spazi liminali in cui si trova sempre.
Haruko rappresenta la libido stessa fatta persona: l'irruzione della sessualità come forza caotica, non integrabile, che non ha alcun interesse per il soggetto (Naota), ma solo per l'energia, il potenziale, che ne può estrarre (il Pirata Atomsk). In questo senso l'ambiguità edipica non rappresenterebbe un vero desiderio incestuoso in chiave metaforica, ma la messa in scena di come la pubertà appaia, dall'interno, per un tredicenne: un'irruzione esterna, aliena, incomprensibile, non richiesta, vagamente materna e sessuale allo stesso tempo, perché è così che il corpo e il desiderio si presentano per la prima volta a un adolescente, come qualcosa fatto a lui, non scelto da lui. Haruko sfrutta questo: le sue provocazioni fisiche (colpirlo, invadere il suo spazio, la carica sessuale nei gesti anche più assurdi) non sono casuali, è lei che alimenta attivamente quella tensione, sapendo perfettamente l'effetto che ha. Questo rende ancora più marcato lo squilibrio di potere: un'adulta (o pseudo-adulta, aliena) che manipola consapevolmente il desiderio sessuale nascente di un tredicenne per i propri fini. È coercizione psicologica travestita da gioco, da provocazione.
Ninamori, invece, rappresenta il vero interesse amoroso di Naota: lei cerca, un po' come Asuka, le attenzioni degli altri, soprattutto dei suoi genitori (per questo falsifica le votazioni della recita, cosa che viene spiegata apertamente nell'episodio stesso). Ninamori, ovviamente, non si accorge dei suoi sentimenti inconsci verso Naota, ma li esteriorizza più volte, per esempio quando indossa il pigiama di Naota o quando gli tocca le orecchie. Inoltre le situazioni dei due sono molto simili: il divorzio dei genitori, la performance di maturità forzata, una cecità più sottile sul proprio bisogno di fuga dalla famiglia.
Parliamo ora di Naota, il protagonista. Prima ancora che Haruko lo colpisca con il basso, Naota è già un personaggio che sta recitando una parte. Il suo tono disincantato, il "gli adulti sono tutti stupidi e patetici", il distacco ironico verso tutto ciò che lo circonda (compreso suo padre), non sono maturità reale: sono una corazza. È un bambino che ha deciso di saltare l'infanzia dichiarandola già superata, invece di viverla. La sua fantasia di "diventare adulto" non nasce dal nulla: è la continuazione logica di una strategia. Se puoi bypassare l'infanzia con il cinismo verbale, perché non bypassare anche l'adolescenza con un atto sessuale che sembra da adulti? Il problema, ovviamente, è che si tratta di una scorciatoia illusoria in entrambi i casi: il cinismo non è saggezza, e il sesso non è maturità, sono entrambe imitazioni esteriori di uno stato che Naota non ha ancora raggiunto internamente.

Qui si chiude bene il cerchio con le tre donne: Naota passa la serie a essere usato come oggetto di proiezione (da Mamimi, che vede in lui il fratello; in parte da Haruko, che vede in lui solo il contenitore di Atomsk), mentre lui stesso proietta su Haruko un'idea distorta di maturità che lei non gli sta affatto offrendo: lei non vuole "farlo diventare uomo", lo sta solo usando. Naota è quindi contemporaneamente vittima di proiezione e agente di proiezione: nessuno nella sua rete di relazioni lo sta davvero vedendo per quello che è, lui compreso, che non vede nemmeno se stesso. Da qui la cecità verso Ninamori, l'unica che gli offre una relazione senza filtri proiettivi. Naota, in un certo senso, sta cercando di diventare Tasuku per la stessa ragione per cui Mamimi tratta lui come se fosse Tasuku: entrambi stanno cercando di riempire lo stesso vuoto, da lati opposti dello specchio. Lei lo proietta su di lui, lui cerca di diventare all'altezza della proiezione. È un cortocircuito psicologico quasi perfetto: nessuno dei due si sta relazionando con la realtà, entrambi stanno negoziando con un fantasma condiviso.

Comparto tecnico
Arriviamo alla parte che adoro di più scrivere, quella del comparto tecnico: parleremo in dettaglio degli animatori più importanti, della regia e delle vere e proprie tecniche utilizzate per realizzare l'animazione.
La qualità tecnica di FLCL è qualcosa che ancora oggi è fuori da ogni standard immaginabile. La regia riesce a trasferire tutta l'assurdità delle scene attraverso movimenti di camera molto veloci e stacchi repentini nelle scene d'azione. Tsurumaki tratta la macchina da presa come se fosse reale: panoramiche a strappo, zoom improvvisi, camera a mano simulata nei momenti caotici. I tagli di montaggio spesso seguono il ritmo dei brani dei Pillows più che la logica narrativa pura: è un montaggio quasi da videoclip, con stacchi netti sul beat. Questo crea quella sensazione di "sovraccarico sensoriale" tipica della serie. I movimenti e le inquadrature, come la prospettiva, sono molto spesso estremamente esagerati, tuttavia la regia alterna questo tipo di ritmo frenetico a momenti molto più calmi, spesso concentrati su due personaggi in un'unica inquadratura: Mamimi e Naota, Naota e Haruko, oppure Naota con il padre.
La fotografia è, nella maggior parte dei momenti, calda, complice anche la palette utilizzata per gli sfondi: sembra sempre che stia per tramontare. Ma quando il sole tramonta e arriva la notte, l'atmosfera diventa fredda e cupa, pur potendo trasformarsi in qualcosa di poetico e romantico quando in scena ci sono personaggi come Mamimi e Naota, oppure in un vero e proprio palco scenico per l'azione, come nel primo episodio, quando Canti e il primo robot della Medical Mechanica si mettono in posa l'uno davanti all'altro sopra il ponte, con dietro i fari enormi della fabbrica Medical Mechanica.
L'animazione segue la stessa linea della regia: numerosi momenti di sakuga, un'animazione fluida, movimenti ed espressioni estremamente esagerati. Viene fatto uso di moltissimi stili grafici: dallo stile manga a quello di South Park, fino ad alcune scene con un 3D integrato in modo incredibile, o allo stile estremamente unico e distorto di Shinya Ohira.
Possiamo osservare molti animatori con i loro tratti distintivi: le pose e le espressioni esuberanti, con gli arti allungati, di Sushio; lo stile "snappy" portato all'estremo da Hiroyuki Imaishi, esponente della Kanada School, con impact frame e pochi inbetween, saltando molti fotogrammi chiave per dare ancora più senso di velocità estrema. Abbiamo poi You Yoshinari, con la sua fluidità estrema, ottenuta però senza il pesante utilizzo di smear, e con effetti (come il fumo) che ricordano quasi quello che si forma con l'azoto liquido, quindi molto più denso, o con esplosioni che ricordano più quelle di un incendio o di un lanciafiamme che un'esplosione in senso classico del termine. Se durante l'azione Sushio e Imaishi tolgono dettagli e distorcono le figure per esaltare ancora di più i movimenti, Yoshinari mantiene una quantità di dettaglio spaventosa, mantenendo la forma perfettamente visibile e distinguibile. Nonostante stili così diversi, questi tre mostri dell'animazione fondarono, proprio con FLCL, la Neo-Kanada School, che rappresenta appieno lo stile della serie.
Ovviamente sarebbe quasi impossibile fare un'analisi di ogni animatore presente nello staff, tuttavia ci tengo a nominare un ultimo nome: Shinji Otsuka, che rappresenta l'unione tra lo stile di Yoshinari e quello di Imaishi. Otsuka si dimostra un maestro nel character acting, con espressioni esagerate ed esuberanti senza però privarle dei dettagli, riuscendo a passare da uno stile fluido, propenso al non skip dei fotogrammi, a uno stile "snappy" come quello di Imaishi o Sushio.
Gli sfondi sono dipinti in modo eccelso. La città, Mabase, è disegnata come un sobborgo giapponese anonimo, quasi banale di proposito: case basse, cavi elettrici, ciminiere, dominato dalla mole della fabbrica Medical Mechanica a forma di ferro da stiro. È uno sfondo che comunica staticità e noia, reso però costantemente minaccioso dalla presenza aliena della fabbrica che sbuffa vapore.

Se state cercando un anime breve, con animazioni assurde e personaggi estremamente introspettivi, che vi rimarrà impresso per sempre nella mente, allora FLCL è quello che fa per voi. C'è bisogno di dire che lo consiglio?

Voto finale: 10