Recensione
Amane Gymnasium
8.5/10
Ho appena finito di leggere “Amane Gymnasium” di Usamaru Furuya, pubblicato in Italia da Coconino Press. Dopo aver letto e apprezzato “Shinju”, ero curioso di scoprire un'altra opera dell'autore e devo dire che, anche questa volta, Furuya è riuscito a sorprendermi, proponendo una storia molto particolare, surreale e difficile da inquadrare in un genere preciso.
La storia segue Amane Miyakata, una giovane donna che coltiva una particolare passione per la creazione di bambole dalle sembianze umane. Le sette bambole che realizza prendono improvvisamente vita, dando origine a un vero e proprio “gymnasium” popolato dai ragazzi che Amane aveva immaginato e caratterizzato in passato. Da questo presupposto nasce una storia che parte quasi come una commedia surreale, ma che nel corso dei volumi diventa progressivamente più articolata e soprattutto più personale.
I personaggi sono senza dubbio uno dei punti di forza dell'opera. Le sette bambole hanno personalità molto diverse tra loro e, nonostante siano state create dalla stessa Amane, sviluppano desideri, rapporti e conflitti propri. Questo permette a Furuya di costruire dinamiche molto interessanti tra i ragazzi, evitando che rimangano semplicemente delle “creazioni” della protagonista. Anche Amane stessa è un personaggio che cresce molto durante la storia: inizialmente appare come una donna che preferisce rifugiarsi nel proprio mondo immaginario piuttosto che affrontare la realtà, ma il rapporto con le sue creature la costringe progressivamente a confrontarsi con se stessa e con ciò che ha sempre cercato di evitare.
Le tematiche sono molteplici e, dietro l'apparente leggerezza della premessa, nascondono riflessioni più profonde. Il rapporto tra creatore e creatura è sicuramente uno degli elementi centrali, ma Furuya affronta anche temi come la solitudine, l'adolescenza, l'amicizia, l'amore e il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo.
Dal punto di vista artistico, Furuya è sempre una garanzia. Il suo tratto è dettagliato, elegante e particolarmente adatto ai personaggi che popolano il gymnasium. Le tavole riescono a passare con naturalezza da momenti più leggeri ad altri decisamente più intensi, mantenendo sempre una grande cura nei volti, nelle espressioni e nelle ambientazioni.
Nel complesso “Amane Gymnasium” è stata una lettura che ho apprezzato davvero molto. All'inizio non ero completamente sicuro di dove volesse andare a parare una storia basata su sette bambole che prendono vita, ma andando avanti ho trovato sempre più interessante il modo in cui Furuya sviluppa i personaggi e il loro rapporto con Amane.
Il mio voto finale è 8.5/10.
La storia segue Amane Miyakata, una giovane donna che coltiva una particolare passione per la creazione di bambole dalle sembianze umane. Le sette bambole che realizza prendono improvvisamente vita, dando origine a un vero e proprio “gymnasium” popolato dai ragazzi che Amane aveva immaginato e caratterizzato in passato. Da questo presupposto nasce una storia che parte quasi come una commedia surreale, ma che nel corso dei volumi diventa progressivamente più articolata e soprattutto più personale.
I personaggi sono senza dubbio uno dei punti di forza dell'opera. Le sette bambole hanno personalità molto diverse tra loro e, nonostante siano state create dalla stessa Amane, sviluppano desideri, rapporti e conflitti propri. Questo permette a Furuya di costruire dinamiche molto interessanti tra i ragazzi, evitando che rimangano semplicemente delle “creazioni” della protagonista. Anche Amane stessa è un personaggio che cresce molto durante la storia: inizialmente appare come una donna che preferisce rifugiarsi nel proprio mondo immaginario piuttosto che affrontare la realtà, ma il rapporto con le sue creature la costringe progressivamente a confrontarsi con se stessa e con ciò che ha sempre cercato di evitare.
Le tematiche sono molteplici e, dietro l'apparente leggerezza della premessa, nascondono riflessioni più profonde. Il rapporto tra creatore e creatura è sicuramente uno degli elementi centrali, ma Furuya affronta anche temi come la solitudine, l'adolescenza, l'amicizia, l'amore e il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo.
Dal punto di vista artistico, Furuya è sempre una garanzia. Il suo tratto è dettagliato, elegante e particolarmente adatto ai personaggi che popolano il gymnasium. Le tavole riescono a passare con naturalezza da momenti più leggeri ad altri decisamente più intensi, mantenendo sempre una grande cura nei volti, nelle espressioni e nelle ambientazioni.
Nel complesso “Amane Gymnasium” è stata una lettura che ho apprezzato davvero molto. All'inizio non ero completamente sicuro di dove volesse andare a parare una storia basata su sette bambole che prendono vita, ma andando avanti ho trovato sempre più interessante il modo in cui Furuya sviluppa i personaggi e il loro rapporto con Amane.
Il mio voto finale è 8.5/10.