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SABATO 12 SETTEMBRE 2026

Recensione


7.0/10
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Una piccola perla rara, lo ammetto.
Inizialmente non mi stava attirando particolarmente ed ero quasi sul punto di abbandonarlo, invece poi ha cominciato ad appassionarmi.

Kanna e Kakeru sono sposati da quindici anni, ma ormai sono sull’orlo del divorzio.
Inaspettatamente, Kakeru muore travolto da un treno nel tentativo di salvare un bambino nel passeggino caduto sulle rotaie.
Kanna si ritrova così vedova di un uomo che incolpa per aver pensato prima al benessere degli estranei piuttosto che a quello delle persone con cui aveva un legame.

Una sera, mentre attraversa un tunnel in macchina, Kanna scopre di aver viaggiato indietro nel tempo di quindici anni, tornando proprio al giorno in cui lei e Kakeru si sono conosciuti.
Capendo di amare ancora il marito, Kanna decide di provare a evitare che muoia.

Finché Kanna non decide di salvare Kakeru, non si capisce bene la direzione del film.
Kanna si lascia semplicemente trascinare dalla vita, bloccata in una storia d’amore che si è spenta durante i quindici anni passati insieme e che non l’abbandonerà mai, data la morte di Kakeru.
L’opinione pubblica elogia Kakeru, definendolo un eroe che ha dato la vita per salvare un neonato caduto sulle rotaie, mentre per Kanna è solo un egoista che ha messo al primo posto uno sconosciuto.

Ma quando Kanna rivede il Kakeru di cui si era innamorata, capisce che il suo amore è ancora lì e che il desiderio che Kakeru viva è più forte che mai.
Sfruttando il fatto che lei e Kakeru si conosceranno ufficialmente solo quella sera, e che ogni volta che attraversa il tunnel la giornata ricomincia da capo, Kanna ripete più e più volte quel giorno per portare a compimento il suo obiettivo.

Il cuore del film è assistere ai numerosi — e spesso maldestri — tentativi di Kanna per far sì che Kakeru rimanga in vita.
Alcuni sono tentativi mal pensati, come quando decide di far trovare a Kakeru il libro che lui aveva ordinato in libreria il giorno della sua morte.
Peccato che si renda conto all’ultimo di avergli fornito un libro con scoperte scientifiche con anni di anticipo: deve quindi riprenderlo di corsa e fuggire, per ritentare tutto da capo.

Sotto questo aspetto, quella parte avrebbe potuto essere un po’ snellita, perché alcuni strafalcioni sembrano messi lì solo per far ridere lo spettatore.
Ma dimostra anche che Kanna le prova davvero tutte per salvare Kakeru, andando a modificare piccoli dettagli che a prima vista potrebbero sembrare irrilevanti, considerando che il tutto avverrà quindici anni dopo — un tempo lunghissimo.

Il finale arriva attraverso un lungo discorso tra Kanna e Kakeru, che fa capire anche allo spettatore che certe cose devono accadere semplicemente perché è il loro destino.
E a volte, noi non possiamo far altro che accettarle.

Per tirare le somme, un film molto dolce che parte lento ma poi prende forma, dando un’importante lezione di vita da portarsi sempre appresso.