Recensione
Tokyo Ghoul:re
7.0/10
Recensione di Eric Draven
-
Edizione: "Tokyo Ghoul: Re” (J-Pop, 16 volumi)
"Tokyo Ghoul: Re" è il seguito diretto del manga "Tokyo Ghoul", ma invece di riprendere la narrazione da dove si era interrotta, compie un salto avanti nel tempo e introduce un nuovo protagonista.
Superato lo spaesamento iniziale, diventa evidente il netto cambio di rotta adottato dall’autore, sia nel ritmo narrativo sia nel comparto grafico.
Dal punto di vista della narrazione, il sensei accantona il clima di tensione della prima serie in favore di un’impronta battle più marcata che vede un testa a testa tra fazioni ormai intente a fronteggiarsi di petto, ponendo maggiore enfasi sul conflitto rispetto alla costruzione del clima di tensione e persecuzione che abbiamo imparato a conoscere.
In questo nuovo contesto, viene dedicato maggiore spazio all’emotività dei personaggi principali, ampliando anche il cast secondario in modo spesso controproducente: i nuovi personaggi sono troppi, introdotti rapidamente e raramente approfonditi, finendo per confondersi tra loro e risultando anonimi agli occhi del lettore.
Scorrendo i volumi si nota inoltre una precisa scelta strutturale: l’autore concentra quasi sempre un colpo di scena o un cliffhanger nel capitolo conclusivo di ogni volume.
Una volta compreso il meccanismo, questi espedienti finiscono per risultare artificiosi, poiché il lettore si aspetta sistematicamente che “qualcosa” accada proprio in chiusura, riducendo l’efficacia della sorpresa.
La lettura risulta più lenta rispetto alla serie originale.
Ogni tavola richiede più tempo a causa dell’elevata quantità di balloon e vignette, spesso troppo numerosi per garantire una buona pulizia visiva e una lettura scorrevole.
Un ulteriore aspetto che salta all’occhio è, per l’appunto, il comparto tecnico e nello specifico l’alterazione dei modelli dei personaggi già conosciuti.
Tra continui cambi di acconciatura, vestiario e stile grafico, il sensei sfoggia tutta la sua volontà di “giocare” con la propria creatura, non sapendo tuttavia mai quando fermarsi e causando così un costante senso di spaesamento nel lettore che vede i personaggi mutare sotto i propri occhi con lo scorrere delle pagine.
Il supporto cartaceo si conferma di buona qualità: il formato riprende le proporzioni del classico tankōbon, risultando però leggermente più piccolo.
L’albo include perlopiù pagine rigorosamente in bianco e nero, stampate su carta bianchissima, semi-liscia e di elevata grammatura, mentre è anche presente una coppia di illustrazioni a colori poste in testa all’albo, racchiuso da un’elegante sovra-copertina.
In coda a ogni volume è invece presente un breve capitolo extra, solitamente comico e del tutto scollegato dalla trama principale, che aggiunge una nota di leggerezza alla lettura.
La rilegatura a colla, così come la qualità della carta si dimostrano sufficienti a garantire un prodotto solido e resistente all’ingiallimento.
Pro:
• La nuova natura del protagonista è funzionale a far riflettere sulle premesse dell’opera
• Maggiore spazio all’emotività dei personaggi
• Comparto tecnico estremamente curato nelle scene statiche…
Contro:
• … ma di difficile lettura, nonché confusionario, in quelle dinamiche
• Gestione di: vignette, baloon e testi
• Personaggi secondari troppo numerosi e poco distinti
• Flashback non chiaramente distinguibili
• Finale
In definitiva, "Tokyo Ghoul: Re" è un’opera che, pur mostrando sprazzi di profondità emotiva e qualche intuizione interessante, fatica costantemente a valorizzarli a causa di scelte narrative e stilistiche che appesantiscono l’esperienza.
Il cambio di tono rispetto alla serie originale non porta la nuova linfa sperata, bensì un allungamento dell’opera che finisce per logorare l’attenzione del lettore.
Anche il comparto tecnico non riesce a colmare le lacune che affliggevano già la precedente opera, ma continua a eccellere sempre sugli stessi temi: design dei personaggi e composizione delle tavole a pagina intera.
"Tokyo Ghoul: Re" rimane un’opera leggibile, ma raramente coinvolgente: un seguito che tenta di espandere il mondo creato da Ishida senza riuscire davvero a sostenerne il peso.
"Tokyo Ghoul: Re" è il seguito diretto del manga "Tokyo Ghoul", ma invece di riprendere la narrazione da dove si era interrotta, compie un salto avanti nel tempo e introduce un nuovo protagonista.
Superato lo spaesamento iniziale, diventa evidente il netto cambio di rotta adottato dall’autore, sia nel ritmo narrativo sia nel comparto grafico.
Dal punto di vista della narrazione, il sensei accantona il clima di tensione della prima serie in favore di un’impronta battle più marcata che vede un testa a testa tra fazioni ormai intente a fronteggiarsi di petto, ponendo maggiore enfasi sul conflitto rispetto alla costruzione del clima di tensione e persecuzione che abbiamo imparato a conoscere.
In questo nuovo contesto, viene dedicato maggiore spazio all’emotività dei personaggi principali, ampliando anche il cast secondario in modo spesso controproducente: i nuovi personaggi sono troppi, introdotti rapidamente e raramente approfonditi, finendo per confondersi tra loro e risultando anonimi agli occhi del lettore.
Scorrendo i volumi si nota inoltre una precisa scelta strutturale: l’autore concentra quasi sempre un colpo di scena o un cliffhanger nel capitolo conclusivo di ogni volume.
Una volta compreso il meccanismo, questi espedienti finiscono per risultare artificiosi, poiché il lettore si aspetta sistematicamente che “qualcosa” accada proprio in chiusura, riducendo l’efficacia della sorpresa.
La lettura risulta più lenta rispetto alla serie originale.
Ogni tavola richiede più tempo a causa dell’elevata quantità di balloon e vignette, spesso troppo numerosi per garantire una buona pulizia visiva e una lettura scorrevole.
Un ulteriore aspetto che salta all’occhio è, per l’appunto, il comparto tecnico e nello specifico l’alterazione dei modelli dei personaggi già conosciuti.
Tra continui cambi di acconciatura, vestiario e stile grafico, il sensei sfoggia tutta la sua volontà di “giocare” con la propria creatura, non sapendo tuttavia mai quando fermarsi e causando così un costante senso di spaesamento nel lettore che vede i personaggi mutare sotto i propri occhi con lo scorrere delle pagine.
Il supporto cartaceo si conferma di buona qualità: il formato riprende le proporzioni del classico tankōbon, risultando però leggermente più piccolo.
L’albo include perlopiù pagine rigorosamente in bianco e nero, stampate su carta bianchissima, semi-liscia e di elevata grammatura, mentre è anche presente una coppia di illustrazioni a colori poste in testa all’albo, racchiuso da un’elegante sovra-copertina.
In coda a ogni volume è invece presente un breve capitolo extra, solitamente comico e del tutto scollegato dalla trama principale, che aggiunge una nota di leggerezza alla lettura.
La rilegatura a colla, così come la qualità della carta si dimostrano sufficienti a garantire un prodotto solido e resistente all’ingiallimento.
Pro:
• La nuova natura del protagonista è funzionale a far riflettere sulle premesse dell’opera
• Maggiore spazio all’emotività dei personaggi
• Comparto tecnico estremamente curato nelle scene statiche…
Contro:
• … ma di difficile lettura, nonché confusionario, in quelle dinamiche
• Gestione di: vignette, baloon e testi
• Personaggi secondari troppo numerosi e poco distinti
• Flashback non chiaramente distinguibili
• Finale
In definitiva, "Tokyo Ghoul: Re" è un’opera che, pur mostrando sprazzi di profondità emotiva e qualche intuizione interessante, fatica costantemente a valorizzarli a causa di scelte narrative e stilistiche che appesantiscono l’esperienza.
Il cambio di tono rispetto alla serie originale non porta la nuova linfa sperata, bensì un allungamento dell’opera che finisce per logorare l’attenzione del lettore.
Anche il comparto tecnico non riesce a colmare le lacune che affliggevano già la precedente opera, ma continua a eccellere sempre sugli stessi temi: design dei personaggi e composizione delle tavole a pagina intera.
"Tokyo Ghoul: Re" rimane un’opera leggibile, ma raramente coinvolgente: un seguito che tenta di espandere il mondo creato da Ishida senza riuscire davvero a sostenerne il peso.