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MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE 2026

Recensione


1.0/10
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Ennesimo anime originale bocciato. E poi si lamentano perché non ne fanno di più. Se la qualità è roba tipo questa, dusk beyond the end of the world e sparks of tomorrow (che non è originale ma ha cambiato così tante cose dal romanzo da cui è tratto che praticamente lo è) allora ci credo.

Perché? Perché presenta lo stesso problema di base degli altri: "Ho pensato a una premessa e al finale, ma non ho idea di cosa metterci in mezzo per renderlo interessante". A parte i primi due episodi e gli ultimi due o tre, tutto il resto sembra un mucchio di inutili filler. Persino Luca, pur essendo un bel personaggio, alla fine risulta superfluo. Come alla fine sembrano superflui tutti i personaggi, Mari compresa, perché la storia non ti lascia dentro niente.

Non ti lascia dentro niente perché nemmeno l'autore sembra sapere cosa voleva dire fino alla fine. Si è capito che voleva fare una decostruzione della Sirenetta (e già l'idea in sè è pessima perché il decostruzionismo mi fa schifo, è la filosofia dei dementi) ma senza sapere come e cosa decostruire esattamente. Alla fine il messaggio si suppone volesse essere femminista, anche per come cerca di ritrarre la strega come "povera vittima incompresa ingiustamente demonizzata" e il re suo padre come un bigotto cattivo cattivo ma la cosa non convince, così come non convincono i tentativi disperati di farti odiare la famiglia di Lara, principalmente perché la storia abusa talmente tanto del meccanismo "Questo personaggio è cattivo, no in realtà è buono, no in realtà è cattivo" che perde d'impatto.

Alla fine il messaggio della serie sarebbe "non hai bisogno di amare nessuno, tranne te stesso/a". Avevo previsto fin dall'inizio che sarebbe andata a finire così. Nessuna storia d'amore. Non ho mai creduto all'idea dello yuri perché, francamente, tutte le interazioni tra Lara e Mari mi sono sempre sembrate normali rapporti di amicizia. Erano solo i soliti maniaci dello slash ad insistere, decisi come sempre a vedere attrazione omoerotica ovunque (ammetto che il bambino travestito - ugh - era un campanello d'allarme ma poi mi sono ricordato che negli anime queste cose ci son sempre state, per loro semplicemente non hanno lo stesso significato). Le stesse persone che hanno fatto i capricci quando hanno capito che tra Bakugo e Kirishima di My Hero Academia o tra Keith e Lance di Voltron non sarebbe mai successo nulla (diamine, ricordo di aver letto di fan che aggredivano verbalmente gli autori sui social... dei folli). Vederli agitarsi dopo il finale è altrettanto gratificante. Semplicemente non riescono ad accettare di essersi presi in giro da soli.

In conclusione, Goodbye Lara è una serie vuota, che, come altri anime originali, cerca di compensare puntando tutto sull'animazione, che è la sola cosa fatta bene. E ci credo, visto che alla regia c'è gente che appunto fino a ieri faceva quello: l'animatore. Solo che, appunto, c'è una ragione per cui gli anime fatti bene hanno gente messa ad animare ed altra gente messa a scrivere.

Un altro punto a sfavore è che la serie mi sa tanto di essere stata concepita per il mercato estero: i designs scopiazzati dalla Disney, l'idea di base del decostruzionismo (che gli americani adorano e cercano di imporre come modello culturale a tutti i paesi nella loro sfera), il tema pseudo-femminista... se questo è il risultato, è l'ennesima prova di perché i veri fans anime non vogliono che questo accada. Perché accettare l'influenza americana negli anime porta solo peggioramenti. Gli anime sono diventati popolari proprio perché offrivano un alternativa migliore (anche perché libera da influenze e temi politici e sociali) ai prodotti occidentali. L'ultima cosa che vogliamo è che li imitino.

Se volete una reinterpretazione anime e moderna della Sirenetta guardatevi ChaO. E' migliore sotto ogni aspetto. Storia, romance, temi ed anche animazioni.