Recensione
Link Click
6.5/10
È vero che negli ultimi otto anni di animazione, ogni tanto, salta fuori un donghua che ce la fa: è abbastanza carino, non ti uccide brutalmente per la qualità delle animazioni o dei dialoghi, e sfoggia quel non-so-ché nella storia che gli permette di competere con le produzioni giapponesi più solide. Link Click è proprio uno di questi casi.
Faccio però una premessa fondamentale: ci si appassiona davvero a questa serie solo se ci si imbatte quando la seconda stagione è già disponibile. La prima stagione da sola ha una struttura alla Detective Conan, basata su indagini misteriose condotte tramite parziali viaggi nel tempo. Soltanto dopo la metà riescono a inserire un filone narrativo orizzontale e stabile, evitando la semplice ripetizione del "caso della settimana". A me è capitato di scoprirla solo di recente, potendo così spararmi anche le stagioni successive e avendo la possibilità di appassionarmi sul serio.
Veniamo alla trama: una buona gestione del tempo, ma con qualche buco. Cheng Xiaoshi e Lu Guang sono due amici dotati di poteri paranormali: il primo può viaggiare nel tempo entrando nelle fotografie esattamente nell'istante in cui sono state scattate, mentre il secondo è in grado di vedere le 12 ore successive a quello scatto e può quindi guidare il primo durante i viaggi temporali (hanno un legame telepatico). I due usano questa abilità per risolvere i problemi della gente su richiesta della loro landlady, un'amica d'infanzia di Xiaoshi la cui famiglia lo ha cresciuto dopo la misteriosa scomparsa dei genitori.
Le regole che i ragazzi si sono dati per evitare i classici paradossi temporali (effetto farfalla, paradosso del nonno) sono strutturate benissimo: rendono il peso di ogni errore commesso incredibilmente intenso e riescono a trasmetterlo alla perfezione allo spettatore. Anche come spiegano i diversi valori nei cambiamenti è gestito molto bene, non puoi cambiare una morte perchè è un "nodo" strutturale tra passati e futuro, ma puoi fare modifiche minori senza cambiare la storia, come ad esempio vestirsi in un modo diverso o dire la stessa cosa a qualcosa in modo differente. Il come la morte non è correggibile poi sarà un tormentone di tutte le stagioni quindi è davvero un plus che ci si accaniscano parecchio nella prima.
Tuttavia, se voglio essere onesta, ci sono buchi di trama e errorini qua e la. La faccenda dei genitori di Xiaoshi non viene minimamente approfondita nella stagione uno, nonostante la narrazione pretenda che tu empatizzi con il suo trauma da abbandono, e ci si perde in troppe missioni secondarie prima di far partire il vero plot principale. In compenso, il legame del trio (e in particolare la dinamica tra i due protagonisti) e l'alone di mistero sugli altri possibili possessori di poteri salvano nettamente la baracca.
Sul piano tecnico c'è qualche incespico di troppo. Le musiche sono molto carine e aiutano a spingere sul pedale del dramma, mentre opening ed ending risultano decisamente orecchiabili. Il character design e il tratto generale sono molto buoni per gli standard di un donghua, anche se non mancano scivoloni: l'animazione non è sempre fluida e c'è qualche evidente caduta di stile, ma nel complesso resta un prodotto godibile.
Il mio 6,5 è dovuto al fatto che la prima stagione si chiude con un mega cliffhanger gestito male, che ti costringe praticamente a recuperare subito il seguito. Ma se arrivate fino in fondo e il concept vi è piaciuto, vi assicuro che con le stagioni successive la serie migliora parecchio e il mistero si infittisce come si deve.
Faccio però una premessa fondamentale: ci si appassiona davvero a questa serie solo se ci si imbatte quando la seconda stagione è già disponibile. La prima stagione da sola ha una struttura alla Detective Conan, basata su indagini misteriose condotte tramite parziali viaggi nel tempo. Soltanto dopo la metà riescono a inserire un filone narrativo orizzontale e stabile, evitando la semplice ripetizione del "caso della settimana". A me è capitato di scoprirla solo di recente, potendo così spararmi anche le stagioni successive e avendo la possibilità di appassionarmi sul serio.
Veniamo alla trama: una buona gestione del tempo, ma con qualche buco. Cheng Xiaoshi e Lu Guang sono due amici dotati di poteri paranormali: il primo può viaggiare nel tempo entrando nelle fotografie esattamente nell'istante in cui sono state scattate, mentre il secondo è in grado di vedere le 12 ore successive a quello scatto e può quindi guidare il primo durante i viaggi temporali (hanno un legame telepatico). I due usano questa abilità per risolvere i problemi della gente su richiesta della loro landlady, un'amica d'infanzia di Xiaoshi la cui famiglia lo ha cresciuto dopo la misteriosa scomparsa dei genitori.
Le regole che i ragazzi si sono dati per evitare i classici paradossi temporali (effetto farfalla, paradosso del nonno) sono strutturate benissimo: rendono il peso di ogni errore commesso incredibilmente intenso e riescono a trasmetterlo alla perfezione allo spettatore. Anche come spiegano i diversi valori nei cambiamenti è gestito molto bene, non puoi cambiare una morte perchè è un "nodo" strutturale tra passati e futuro, ma puoi fare modifiche minori senza cambiare la storia, come ad esempio vestirsi in un modo diverso o dire la stessa cosa a qualcosa in modo differente. Il come la morte non è correggibile poi sarà un tormentone di tutte le stagioni quindi è davvero un plus che ci si accaniscano parecchio nella prima.
Tuttavia, se voglio essere onesta, ci sono buchi di trama e errorini qua e la. La faccenda dei genitori di Xiaoshi non viene minimamente approfondita nella stagione uno, nonostante la narrazione pretenda che tu empatizzi con il suo trauma da abbandono, e ci si perde in troppe missioni secondarie prima di far partire il vero plot principale. In compenso, il legame del trio (e in particolare la dinamica tra i due protagonisti) e l'alone di mistero sugli altri possibili possessori di poteri salvano nettamente la baracca.
Sul piano tecnico c'è qualche incespico di troppo. Le musiche sono molto carine e aiutano a spingere sul pedale del dramma, mentre opening ed ending risultano decisamente orecchiabili. Il character design e il tratto generale sono molto buoni per gli standard di un donghua, anche se non mancano scivoloni: l'animazione non è sempre fluida e c'è qualche evidente caduta di stile, ma nel complesso resta un prodotto godibile.
Il mio 6,5 è dovuto al fatto che la prima stagione si chiude con un mega cliffhanger gestito male, che ti costringe praticamente a recuperare subito il seguito. Ma se arrivate fino in fondo e il concept vi è piaciuto, vi assicuro che con le stagioni successive la serie migliora parecchio e il mistero si infittisce come si deve.