Recensione
"Mune ga naru no wa kimi no sei" (in italiano “Per colpa tua mi batte il cuore”) è uno shōjo fatto e finito, di cui non c’è granché da dire.
Anche solo un breve accenno della trama fa intuire immediatamente a quale categoria appartenga questo prodotto: Tsukasa ha sempre avuto una cotta per Hayato e, durante l’ultimo anno delle medie, si dichiara, ma viene rifiutata.
Hayato la vede solo come un’amica e Tsukasa accetta la cosa, nonostante lui continui a piacerle.
Ora che sono al liceo, per Tsukasa le cose non sono cambiate, ma lei non si accorge che Hayato comincia a provare qualcosa per lei.
Il film si lascia guardare e scorre, ma è sprovvisto di quel qualcosa che permetta allo spettatore di ricordarlo una volta terminata la visione.
Le situazioni e i personaggi proposti sono ciò che si vede in qualsiasi altro shōjo, e si capisce subito quale direzione prenderà il film mentre lo si sta guardando.
Stesso discorso per il finale, intuibile fin da subito e su cui non ci si deve sforzare più di tanto.
Come sempre ci si ritrova davanti al classico triangolo amoroso — che diventa un quadrato quando compare l’ex ragazza di Hayato — ma senza mordente: non tiene sulle spine lo spettatore riguardo alla scelta finale di Tsukasa.
Tsukasa è sempre stata innamorata di Hayato, ma mentre lui le rimane accanto ritenendola un’amica, lentamente arriva anche Hasebe, che invece di provarci con decisione le sta semplicemente vicino, sperando quasi che Tsukasa capisca da sola che lui è lì e che ne è innamorato.
Perfino l’ex fidanzata di Hayato non rappresenta un vero ostacolo: sparisce praticamente da sola.
Riesce solo a far sentire Tsukasa a disagio per via della relazione avuta con Hayato, ma poi si fa da parte perché la storia deve andare avanti e i sentimenti di Hayato devono virare verso Tsukasa.
Purtroppo è difficile dire altro di questo film perché rappresenta il vuoto più assoluto.
La storia è vista e rivista, i personaggi non hanno carattere — sembrano quasi gusci vuoti — e per cercare di dare linfa vitale al film vengono inserite le solite situazioni tipiche degli shōjo.
Ovviamente non può mancare la dinamica della protagonista trattata come un oggetto da possedere, con i due maschi alfa che si azzuffano per decidere chi starà con Tsukasa, come se stessero discutendo su chi mangerà un pezzo di carne succulenta.
Se siete amanti sfrenati degli shōjo, di quelli che non volete perdervene neanche uno, questo film si rivelerà una visione carina e piacevole.
Se non appartenete a questo genere, allora è meglio andare oltre.
Anche solo un breve accenno della trama fa intuire immediatamente a quale categoria appartenga questo prodotto: Tsukasa ha sempre avuto una cotta per Hayato e, durante l’ultimo anno delle medie, si dichiara, ma viene rifiutata.
Hayato la vede solo come un’amica e Tsukasa accetta la cosa, nonostante lui continui a piacerle.
Ora che sono al liceo, per Tsukasa le cose non sono cambiate, ma lei non si accorge che Hayato comincia a provare qualcosa per lei.
Il film si lascia guardare e scorre, ma è sprovvisto di quel qualcosa che permetta allo spettatore di ricordarlo una volta terminata la visione.
Le situazioni e i personaggi proposti sono ciò che si vede in qualsiasi altro shōjo, e si capisce subito quale direzione prenderà il film mentre lo si sta guardando.
Stesso discorso per il finale, intuibile fin da subito e su cui non ci si deve sforzare più di tanto.
Come sempre ci si ritrova davanti al classico triangolo amoroso — che diventa un quadrato quando compare l’ex ragazza di Hayato — ma senza mordente: non tiene sulle spine lo spettatore riguardo alla scelta finale di Tsukasa.
Tsukasa è sempre stata innamorata di Hayato, ma mentre lui le rimane accanto ritenendola un’amica, lentamente arriva anche Hasebe, che invece di provarci con decisione le sta semplicemente vicino, sperando quasi che Tsukasa capisca da sola che lui è lì e che ne è innamorato.
Perfino l’ex fidanzata di Hayato non rappresenta un vero ostacolo: sparisce praticamente da sola.
Riesce solo a far sentire Tsukasa a disagio per via della relazione avuta con Hayato, ma poi si fa da parte perché la storia deve andare avanti e i sentimenti di Hayato devono virare verso Tsukasa.
Purtroppo è difficile dire altro di questo film perché rappresenta il vuoto più assoluto.
La storia è vista e rivista, i personaggi non hanno carattere — sembrano quasi gusci vuoti — e per cercare di dare linfa vitale al film vengono inserite le solite situazioni tipiche degli shōjo.
Ovviamente non può mancare la dinamica della protagonista trattata come un oggetto da possedere, con i due maschi alfa che si azzuffano per decidere chi starà con Tsukasa, come se stessero discutendo su chi mangerà un pezzo di carne succulenta.
Se siete amanti sfrenati degli shōjo, di quelli che non volete perdervene neanche uno, questo film si rivelerà una visione carina e piacevole.
Se non appartenete a questo genere, allora è meglio andare oltre.