Recensione
Goodbye, Lara
9.0/10
È la prima recensione che pubblico, preso dal bisogno di scrivere ciò che penso su questo meraviglioso anime di cui ho appena visto l'ultimo episodio. È una recensione scritta molto di getto e con una leggera dose di rabbia, che sarà motivata a tempo debito.
Per evitare qualsiasi problema: spoiler alert, non andate oltre se non l'avete finito.
Come punto di partenza va evidenziato un dato di fatto, che piaccia o meno a chi ha guardato questa serie con scarsissima attenzione: Goodbye Lara è uno yuri, che narra una bellissima storia d'amore tra la marinide Lara e l'umana Mari. Se si perde di vista l'identità yuri di questa serie diventa impossibile farne un'analisi seria e si finisce per non comprendere niente di questa delicatissima e a tratti tragica storia.
Lara è cresciuta per tutta la sua vita con l'ossessione, istillatale dal padre-re, per l'amore: vive per cercare il principe della sua vita e nel farlo rischia di morire andando dai "perfidi umani", peraltro contravvenendo alla legge dei suoi. Qui la sua storia si intreccia con quella di Grace, la terribile strega che rivede sé stessa in Lara e nella sua curiosità verso gli umani, la quale darà a Lara una spinta nella sua ricerca ossessiva, come se volesse usarla per compiere ciò che non era riuscito a fare lei in passato: trovare l'amore con un umano.
Sia nella pressione del padre che in quella di Grace, Lara si ritrova costretta a cercare questo amore che le è stato imposto come unica possibilità della sua vita, o da sacrificare per salvare il regno dei marinidi, o per soddisfare l'ossessione della strega. Fino all'episodio 12 è una ragazza ossessionata da un obiettivo che, senza neanche rendersene conto, non è il suo, ma è il frutto di condizionamenti che ha subito sin da bambina, cresciuta in una società che la vuole ridurre alla sua sola funzione biologica.
Alla luce di quanto scritto, trova spiegazione un finale apparentemente senza senso: Lara, dopo aver rifiutato le imposizioni familiari/sociali, andando via spezza anche quel destino prescritto da Grace, quello dell'amore fiabesco eterno e ideale, per cercare sé stessa, un obiettivo per cui vivere, un obiettivo che sia solamente suo e di nessun altro.
Lara così rompe quella finta dicotomia che le era stata imposta e, pur non negando mai i sentimenti che la legano a Mari, che non sono assolutamente oggetto di discussione, sceglie di andare via e sperimentare una vita nuova. Finalmente liberata la testa da quei pesanti fardelli patriarcali e favolistici, è animata da una nuova consapevolezza, nata proprio dalle esperienze vissute con Mari che l'hanno portata a comprendere il reale carattere del suo amore, veramente "vero" e non frutto delle pressioni del padre o di Grace. È un amore sovversivo tanto sulla terra quanto per i marinidi, che rifiuta la totalità del sentimento tipico del romanticismo becero ribaltato da questa opera, che lascia uno spazio di autonomia al soggetto e che non lo rende schiavo di un copione già scritto.
Goodbye Lara non è "una storia d'amore", è la ribellione alla banalità di queste, è un grandissimo rifiuto dell'amore romantico, inteso come sentimento che travolge e totalizza l'esperienza di vita di un individuo, ed è la storia di una ragazza che sceglie di vivere come vuole nonostante le conseguenze che deve subire, e subirà, per questa sua scelta, di vivere né per amore né per legge.
Per concludere, non credo che questa recensione sia esaustiva rispetto alle tematiche di questa piccola perla di anime (per esempio molto si potrebbe dire su Luca e su come Lara proietti su di lui quel suo ideale di vero amore romantico, oppure sul personaggio di Mari) ma credo di aver scritto tutto ciò che ritenevo necessario esternare, perché un anime del genere merita di essere visto, compreso e apprezzato.
Per evitare qualsiasi problema: spoiler alert, non andate oltre se non l'avete finito.
Come punto di partenza va evidenziato un dato di fatto, che piaccia o meno a chi ha guardato questa serie con scarsissima attenzione: Goodbye Lara è uno yuri, che narra una bellissima storia d'amore tra la marinide Lara e l'umana Mari. Se si perde di vista l'identità yuri di questa serie diventa impossibile farne un'analisi seria e si finisce per non comprendere niente di questa delicatissima e a tratti tragica storia.
Lara è cresciuta per tutta la sua vita con l'ossessione, istillatale dal padre-re, per l'amore: vive per cercare il principe della sua vita e nel farlo rischia di morire andando dai "perfidi umani", peraltro contravvenendo alla legge dei suoi. Qui la sua storia si intreccia con quella di Grace, la terribile strega che rivede sé stessa in Lara e nella sua curiosità verso gli umani, la quale darà a Lara una spinta nella sua ricerca ossessiva, come se volesse usarla per compiere ciò che non era riuscito a fare lei in passato: trovare l'amore con un umano.
Sia nella pressione del padre che in quella di Grace, Lara si ritrova costretta a cercare questo amore che le è stato imposto come unica possibilità della sua vita, o da sacrificare per salvare il regno dei marinidi, o per soddisfare l'ossessione della strega. Fino all'episodio 12 è una ragazza ossessionata da un obiettivo che, senza neanche rendersene conto, non è il suo, ma è il frutto di condizionamenti che ha subito sin da bambina, cresciuta in una società che la vuole ridurre alla sua sola funzione biologica.
Alla luce di quanto scritto, trova spiegazione un finale apparentemente senza senso: Lara, dopo aver rifiutato le imposizioni familiari/sociali, andando via spezza anche quel destino prescritto da Grace, quello dell'amore fiabesco eterno e ideale, per cercare sé stessa, un obiettivo per cui vivere, un obiettivo che sia solamente suo e di nessun altro.
Lara così rompe quella finta dicotomia che le era stata imposta e, pur non negando mai i sentimenti che la legano a Mari, che non sono assolutamente oggetto di discussione, sceglie di andare via e sperimentare una vita nuova. Finalmente liberata la testa da quei pesanti fardelli patriarcali e favolistici, è animata da una nuova consapevolezza, nata proprio dalle esperienze vissute con Mari che l'hanno portata a comprendere il reale carattere del suo amore, veramente "vero" e non frutto delle pressioni del padre o di Grace. È un amore sovversivo tanto sulla terra quanto per i marinidi, che rifiuta la totalità del sentimento tipico del romanticismo becero ribaltato da questa opera, che lascia uno spazio di autonomia al soggetto e che non lo rende schiavo di un copione già scritto.
Goodbye Lara non è "una storia d'amore", è la ribellione alla banalità di queste, è un grandissimo rifiuto dell'amore romantico, inteso come sentimento che travolge e totalizza l'esperienza di vita di un individuo, ed è la storia di una ragazza che sceglie di vivere come vuole nonostante le conseguenze che deve subire, e subirà, per questa sua scelta, di vivere né per amore né per legge.
Per concludere, non credo che questa recensione sia esaustiva rispetto alle tematiche di questa piccola perla di anime (per esempio molto si potrebbe dire su Luca e su come Lara proietti su di lui quel suo ideale di vero amore romantico, oppure sul personaggio di Mari) ma credo di aver scritto tutto ciò che ritenevo necessario esternare, perché un anime del genere merita di essere visto, compreso e apprezzato.