Recensione
Daemons of the Shadow Realm
7.0/10
Andando di nuovo alla ricerca di titoli fantasy che fossero diversi dal solito (isekai e tizio cacciato perché ritenuto a torto il più debole) mi sono imbattuto in questo e alla fine non posso dirmi né deluso né troppo entusiasta.
Partiamo da ciò che funziona: l'atmosfera misteriosa riguardante i rapporti tra i due clan, Kagemori e Higashimura, il cui profondo odio reciproco sa suscitare molta curiosità sui suoi antefatti.
A questo si aggiunge la labile distinzione tra bene e male: non solo i clan in lotta (entrambi non proprio monolitici al loro interno) ma anche i due fratelli, Yuru e Asa, possiedono sia un lato generoso e gentile sia aspetti estremamente duri, anche spietati, e questo aumenta la loro tipologia di azioni e la sorpresa su ciò che potrebbe accadere.
Terzo punto positivo è il ritmo narrativo: la regia sa bene come non annoiare, evita sempre i tempi morti e sa sfruttare adeguatamente le parentesi di azione, suspense e poi di umorismo, tutte costruite con materiale non certo originale ma gestito in maniera molto efficace.
Ci sono tuttavia tre difetti generali che racchiudono tutto quello che invece non va: il primo è che la serie sa creare mistero e interesse intorno ai due clan e purtroppo fallisce intorno a quello che dovrebbe essere l’enigma principale, ossia il potere posseduto dai due gemelli. Almeno per me questa vicenda non ha suscitato alcun interesse, essendo trattata in maniera troppo ridotta e superficiale.
Il secondo problema riguarda il fascino dei personaggi: anche qui non mi ha detto nulla e nonostante una certa varietà di caratteri sono stati tutti trattati in maniera piuttosto superficiale e fredda, sono soltanto tizi che fanno varie cose e il fatto che non sappiano coinvolgere nelle proprie vicende è grave, soprattutto se pensiamo che nella storia sono presenti momenti introspettivi (tra i due fratelli e non solo) che almeno in teoria dovrebbero commuovere e invece ci riescono poco o nulla, proprio perché questi personaggi non risultano simpatici e nemmeno antipatici, non catturano lo spettatore. Si dovrà attendere la comparsa di Iwan Yosano per avere finalmente un personaggio che, per quanto sia uno di quelli cattivi-cattivi, possiede almeno un vero carisma guerriero.
Un altro problema riguarda la distribuzione del materiale narrativo: di questo difetto è difficile accorgersene grazie al ritmo, che riesce sempre a mantenere desta l'attenzione, però in molte occasioni, una volta terminato l'episodio, si capisce che la trama è avanzata solo di pochissimo e, dilungando e accumulando un po’ a casaccio, hanno impiegato venti minuti per raccontare elementi che in realtà si potevano raccontare in dieci/cinque minuti. Insomma, nella serie è assai diffusa una sensazione di superfluo a scoppio ritardato.
Passando al lato tecnico è stato svolto un lavoro in generale molto buono, come animazioni e design, mentre le musiche le ho trovate abbastanza orecchiabili.
Per concludere, Daemons è una serie piuttosto godibile che tuttavia non riesce mai a raggiungere il livello eccellente o comunque ottimo e può risultare più interessante per gli argomenti collaterali e non per quello principale.
Partiamo da ciò che funziona: l'atmosfera misteriosa riguardante i rapporti tra i due clan, Kagemori e Higashimura, il cui profondo odio reciproco sa suscitare molta curiosità sui suoi antefatti.
A questo si aggiunge la labile distinzione tra bene e male: non solo i clan in lotta (entrambi non proprio monolitici al loro interno) ma anche i due fratelli, Yuru e Asa, possiedono sia un lato generoso e gentile sia aspetti estremamente duri, anche spietati, e questo aumenta la loro tipologia di azioni e la sorpresa su ciò che potrebbe accadere.
Terzo punto positivo è il ritmo narrativo: la regia sa bene come non annoiare, evita sempre i tempi morti e sa sfruttare adeguatamente le parentesi di azione, suspense e poi di umorismo, tutte costruite con materiale non certo originale ma gestito in maniera molto efficace.
Ci sono tuttavia tre difetti generali che racchiudono tutto quello che invece non va: il primo è che la serie sa creare mistero e interesse intorno ai due clan e purtroppo fallisce intorno a quello che dovrebbe essere l’enigma principale, ossia il potere posseduto dai due gemelli. Almeno per me questa vicenda non ha suscitato alcun interesse, essendo trattata in maniera troppo ridotta e superficiale.
Il secondo problema riguarda il fascino dei personaggi: anche qui non mi ha detto nulla e nonostante una certa varietà di caratteri sono stati tutti trattati in maniera piuttosto superficiale e fredda, sono soltanto tizi che fanno varie cose e il fatto che non sappiano coinvolgere nelle proprie vicende è grave, soprattutto se pensiamo che nella storia sono presenti momenti introspettivi (tra i due fratelli e non solo) che almeno in teoria dovrebbero commuovere e invece ci riescono poco o nulla, proprio perché questi personaggi non risultano simpatici e nemmeno antipatici, non catturano lo spettatore. Si dovrà attendere la comparsa di Iwan Yosano per avere finalmente un personaggio che, per quanto sia uno di quelli cattivi-cattivi, possiede almeno un vero carisma guerriero.
Un altro problema riguarda la distribuzione del materiale narrativo: di questo difetto è difficile accorgersene grazie al ritmo, che riesce sempre a mantenere desta l'attenzione, però in molte occasioni, una volta terminato l'episodio, si capisce che la trama è avanzata solo di pochissimo e, dilungando e accumulando un po’ a casaccio, hanno impiegato venti minuti per raccontare elementi che in realtà si potevano raccontare in dieci/cinque minuti. Insomma, nella serie è assai diffusa una sensazione di superfluo a scoppio ritardato.
Passando al lato tecnico è stato svolto un lavoro in generale molto buono, come animazioni e design, mentre le musiche le ho trovate abbastanza orecchiabili.
Per concludere, Daemons è una serie piuttosto godibile che tuttavia non riesce mai a raggiungere il livello eccellente o comunque ottimo e può risultare più interessante per gli argomenti collaterali e non per quello principale.