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Nox

Episodi visti: 12/12 --- Voto 4
"Shichisei no Subaru" è un anime di dodici episodi andato in onda da luglio a settembre 2018.

Incominciata la visione, devo dire che il primo episodio mi aveva colpito in positivo. Sono stata velocemente delusa.
La storia inizia con sei bambini, amici di infanzia, che sono considerati delle vere e proprie leggende nel mondo MMORPG di "Union" ("Sword Art Online" references ne abbiamo?). Il loro party all'interno del gioco è chiamato Subaru, ed è conosciuto sia per i poteri (sense) dei giocatori sia per la loro capacità di distruggere mostri imbattibili con grande facilità. Va tutto benissimo, fin quando Asahi, uno dei membri di Subaru, viene colpita, perde la vita e viene eliminata dal gioco. Peccato che, come si scopre immediatamente, la bambina abbia anche perso la vita nel mondo reale. Sconvolti dal trauma, i membri di Subaru si allontanano, fra accuse e rancori.
Passano sei anni e Haruto, il nostro protagonista, viene invitato a giocare al nuovo MMORPG "Re'Union". Qui il ragazzo incontra nuovamente Asahi, per la quale non è passato nemmeno un giorno dall'incidente di tanti anni prima. Dopo un iniziale momento di esitazione, Haruto decide di aiutare la ragazza a scoprire la verità dietro il mistero della sua presenza nel gioco, ma per farlo avrà bisogno dell’aiuto di tutti gli ex-membri di Subaru. Riusciranno i due ragazzi a ricostruire la squadra e diventare nuovamente leggende?

L’anime sfortunatamente presenta problemi sotto ogni punto di vista.

La trama (o meglio i buchi di trama)
Molti punti, purtroppo, non hanno decisamente senso, abbassando profondamente il livello della storia. Giusto per fare qualche esempio: il mostro che l’intero Subaru non riesce a battere viene sconfitto in due secondi da Haruto, perché sì; tutti i giocatori vanno dietro ad Asahi per obbligarla a usare la sua capacità di vedere il futuro, ma come sperano di costringerla non ci è dato saperlo, visto che tutti la credono un giocatore normale che può uscire dal gioco in qualunque dato momento; le intuizioni di Asahi che sono sempre giuste, di nuovo, perché sì.

I personaggi
I protagonisti rappresentano un altro grosso fallimento. Prima di tutto, ci troviamo davanti alla fiera del cliché: il leader con gli istinti suicidi; la tsundere che risulta antipatica per la sua costante gelosia (questa rappresentazione dei personaggi femminili sta davvero cominciando a venirmi a noia); l’intelligentone che usa le Arti Divine (non chiedete, non lo so), che è anche uno stalker e ha un profondo desiderio di sacrificare la sua vita per le cose più cretine; il ‘figo’ biondo; la timidona e la ragazza-bambina. A essere onesta, però, non è questo ciò che mi ha dato più fastidio. Il problema principale consiste nel fatto che, dopo sei anni, i ragazzi non sono cresciuti per niente. Hanno ancora la maturità sessuale e sentimentale di bambini delle elementari: infatti, rispetto ad Asahi, non si nota nessuna differenza, sebbene gli altri personaggi, se ho fatto bene i calcoli, ora sono all'ultimo anno delle superiori (l’anno seguente andranno all'università, per capirci). Non essendoci stata nessuna crescita introspettiva, anche solo basilare come quella legata al cambiamento d’età, i personaggi risultano piatti e spesso antipatici, guidati meramente dalla loro gelosia e antipatia personale o da amore e buonismo sempreverde.

I dialoghi
Questa è probabilmente la parte che più mi ha fatto cadere le braccia. Il modo in cui parlano è semplicemente ridicolo. "Proteggerò il suo sorriso anche a costo di sacrificare la mia vita", frase stupenda, poesia pura, sicuramente copiata da un canto dantesco. Seriamente, ma chi dice cose del genere, chi? Ma questo è solo un esempio, ce ne sono milioni di questo tipo.

Il comparto tecnico
Onestamente le animazioni sono anche fluide e ben realizzate, ma sono così piene di colori, luci e parole magiche a caso, che, più di una volta, sono scoppiata a ridere pensando ai "Power Rangers".

Riassumendolo in una frase o meno: "Uno "Sword Art Online" wannabe, che per la banalità non riesce a trasmettere nulla".