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Nox

Episodi visti: 12/24 --- Voto 5
"3D Kanojo: Real Girl" è un anime di dodici episodi andato in onda dall'aprile al giugno del 2018.

Tsutsui Hikaru è un otaku che respinge categoricamente qualsiasi contatto con il mondo reale popolato da bulli che lo prendono costantemente in giro. Sarà l’incontro con Igarashi Iroha a cambiare le cose: la bellissima ragazza è anch'essa incompresa da quelli che le stanno attorno, e viene considerata una ragazza facile e maleducata. I due inizieranno a frequentarsi quasi immediatamente, e questo li porterà pian piano a cambiare, trasformando Tsutsui da Pinocchio in un "bambino vero".

Inizierò parlando di quello che è allo stesso tempo il punto forte e debole dell’anime: i personaggi.
Un aspetto che mi è piaciuto è l’approfondimento psicologico dei personaggi che, volendo richiamare il titolo, divengono quasi tridimensionali nelle loro sfumature caratteriali; grazie ad essi vengono anche trattati temi importanti come il bullismo, le apparenze ingannevoli, il bello di avere pochi amici ma buoni e la volontà di non cambiare sé stessi per obbedire a delle frivole convenzioni sociali.
Il problema è che questi personaggi non si sopportano: Tsutsui è patetico e sta sempre a lagnarsi, la sua negatività fa veramente scendere la depressione e il suo complesso di inferiorità fa prudere le mani allo spettatore dalla voglia di tirargli due ceffoni.
Lei, poi, pare una morta che cammina, giuro che, quando si parla di poker face, questa ragazza non la batte nessuno. Allo stesso tempo, però, prova dei profondi conflitti interiori che si manifestano o in gelosia, per la quale si sente in colpa, o in crisi di pianto a ripetizione, perché lui "non capisce" i suoi sentimenti. Ma dico io, te lo sei scelto perché sembra un cane bastonato? Almeno non ti lamentare.
Se quindi sulla carta tutto questo approfondimento psicologico sembra interessante, in realtà risulta solo molto irritante. Il ragazzo diventato bravo a ignorare le emozioni degli altri e la ragazza che ha difficoltà ad esprimere le proprie emozioni non sono esattamente quella che definirei un’accoppiata vincente: lei vuole che lui indovini quello che pensa, anche se sa che lui è un disadattato, e invece di dire mezza parola in più si arrabbia con sé stessa; lui non ci arriva proprio e, invece di sforzarsi per migliorare, si piange addosso. Appare evidente che entrambi i protagonisti hanno un profondo bisogno di lavorare su sé stessi prima di poter anche solo pensare di cominciare una relazione.
Gli altri personaggi, poi, sono i loro degni compari: Ito sarà anche un bravissimo ragazzo, ma è strano forte, Ishino è l’immagine della ragazza soffocante e rompiballe che giustifica tutto dicendo "Va bene, perché è il mio ragazzo" (sì, ok, ma non è il tuo schiavo), Ayado è la copia femminile di Tsutsui, quindi vale quanto sopra, Takanashi Dio solo sa perché se lo tengono come amico, quando è chiaro che li disprezza tutti.

Per quanto riguarda lo sviluppo della trama, c’è di positivo che le situazioni stereotipate si risolvono di solito in pochi minuti, quindi non c’è il rischio di scene di adolescenza buttata per episodi a venire, ma, allo stesso tempo, manca una qualsiasi vena comica, e quindi le vicende risultano scialbe, se non addirittura pesanti.

Dal punto di vista del comparto tecnico, la grafica è veramente brutta, la colonna sonora invece non è male, in particolare mi è piaciuta l’ending.

Riassumendolo in una frase o meno: "Come ha fatto questo anime ad avere una seconda stagione?"


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npepataecozz

Episodi visti: 12/24 --- Voto 6,5
Sono meglio le ragazze 3D o le ragazze 2D? Questa domanda l’avremo sentita ormai milioni di volte. Quando accade, puntualmente, vediamo apparire l’otaku di turno che all’inizio tuona sulla superiorità delle ragazze 2D, ma che poi vede nascere e crescere intorno a sé un bell’harem rigorosamente 3D. E a quel punto il pover’uomo deve pure porsi il dramma della scelta: le protagoniste dei manga o dei videogiochi sono più dolci e aggraziate rispetto alle loro controparti reali, ma l’harem è 100% carne del Kyushu, lo vogliamo buttare?
Questa impostazione narrativa ha ormai una larghissima diffusione, tanto che, quando la incontro, non la considero più come un elemento di novità o di differenziazione, ma la faccio rientrare tra i tanti possibili canoni classici di un anime sentimentale. Ciò vuol dire che questa componente non può più essere criticata per quello che rappresenta, ma lascia allo spettatore la classica scelta mi piace, lo guardo/non mi piace, non lo guardo. Per essere più chiari: un anime sulla lotta non può essere criticato perché i suoi personaggi sono violenti; se la violenza non piace, allora ci si limita a non guardarlo. Lo stesso discorso vale per il personaggio otaku di cui si discute sopra: può non piacere, ma anche in questo caso non è corretto criticare la sua presenza; l’unica scelta possibile è non guardare anime in cui ci sono personaggi di questo tipo.

Se mi sono lasciato andare ad una divagazione così lunga è perché, ovviamente, “3D Kanojo: Real Girl” si basa proprio su questa situazione di partenza: Tsutsui è un otaku con grossi problemi nelle relazioni sociali; il suo unico amico è Ito, un altro otaku che ama andare in giro con delle orecchie da gatto sulla testa. Iroha, invece, è una ragazza molto frivola, che passa da una relazione all’altra e la cui unica qualità sembra essere la sua bellezza fisica. Quando Tsutsui difende Iroha dalle violenze di uno stalker, il ragazzo finirà inevitabilmente per attirare l’interesse della ragazza; il seguito potete immaginarvelo da soli.

“3D Kanojo: Real Girl” è un anime sentimentale modello base senza troppi optional: la storia, cioè, contiene molti degli elementi classici propri di anime di questo tipo e li sviluppa in modo tradizionale, senza grosse deviazioni rispetto ad altri anime già visti in passato. La sceneggiatura è certamente poco ambiziosa e contiene qualche controsenso, ma nonostante questo è abbastanza gradevole e capace di strappare almeno una sufficienza.
Ciò che, però, mi farà propendere per un voto leggermente più alto è la caratterizzazione dei personaggi, che io ho trovato piacevolmente realistica. Tutti i personaggi, chi per un motivo chi per un altro, sono dei “perdenti” che trovano redenzione a seguito degli eventi narrati nell’anime; ma il modo di pensare di chi ha vissuto molti anni come un disadattato non può cambiare alla stessa velocità con cui si svolgono gli eventi, ma cambierà più lentamente. E così, ad esempio, vedremo che Tsutsui non sarà quasi mai in grado di capire i sentimenti di chi gli sta intorno, in quanto il suo modo di pensare non è “programmato” per accettare il fatto che il suo modo di essere possa essere apprezzato da qualcuno; questa carenza gli impedirà di scegliere il comportamento “giusto” in tutta una serie di situazioni di cui o non ha esperienza o che ha vissuto in passato ma in maniera “traumatica”.

Se il mio voto aveva avuto un’impennata verso l’alto grazie alla presenza di questa componente psicologica nei suoi personaggi che, personalmente, ho valutato molto positivamente, allo stesso tempo c’è da segnalare un apparato grafico davvero troppo deludente, perfino per un “non esperto” come me. Buona invece la colonna sonora: la ending, in particolare, è decisamente orecchiabile.

In definitiva, “3D Kanojo: Real Girl” è un anime che si rivela essere esattamente ciò che ci si aspettava: un anime senza troppe pretese, nel bene e nel male. Un giudizio migliore, comunque, lo si potrà dare solo con le stagioni successive, quando l’anime svelerà finalmente tutti i suoi (pochi) segreti.