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Hatake Rufy

Episodi visti: 73/73 --- Voto 6
Occhi di Gatto è la serie anime ispirata al manga Cat's Eye di Tsukasa Hojo, divisa in due stagioni formate da trentasei e trentasette puntate, di cui la prima segue le vicende del manga, mentre la seconda segue vicende completamente differenti. L'anime ha riscosso molto successo in Italia, infatti la prima visione andò in onda nel lontano 1985, proprio lo stesso anno in cui si concluse sulle reti nipponiche.

La trama vede protagoniste tre sorelle, Hitomi Kisugi, Rui Kisugi e Ai Kisugi, che gestiscono il bar Cat's Eye, ma in verità sono tre criminali molto abili, quindi il bar è una specie di copertura usata per far calare possibili sospetti. Inoltre, rubano soltanto opere d'arte appartenute a loro padre Michael Heinz, con l'obiettivo di trovare qualche indizio sulla sua scomparsa. Le tre criminali diventeranno molto famose e per questo verrà affidato il compito di acciuffarle all'investigatore Toshio Utsumi, nonché fidanzato di Hitomi.

Lo sviluppo della storia è molto lineare e fluido; incomincia molto bene, attirando subito l'attenzione grazie anche alla trama un po' incasinata per via della relazione tra Hitomi e Toshio, che crea molta suspense tra le sorelle. Gli episodi non sono moltissimi, ma purtroppo c'è l'effetto indesiderato che colpisce gran parte degli spettatori, ovvero la monotonia; con lo scorrere degli episodi, salirà un po' di noia o pesantezza nel seguire la storia, ma questo è un effetto negativo che colpisce soprattutto gli anime di questo genere, in cui gli episodi sono collegati tra loro da un filo così piccolo da rendere tutto il resto quasi trasparente.
I personaggi della serie fanno rialzare la considerazione positiva che stavo perdendo episodio dopo episodio, infatti le tre protagoniste sono ben realizzate e studiate, come il resto dei personaggi, che hanno un buon impatto sulla trama, come ad esempio l'investigatore, che sarà un personaggio molto influente per le tre criminali. Inoltre, i nomi dei personaggi sono stati modificati nella serie italiana, proponendo quindi nello stesso ordine precedente Sheila, Kelly e Tati; l'investigatore invece si chiamerà Matthew.

La grafica è molto vecchiotta, ma, considerando quegli anni, non ci si può aspettare di meglio: lo stile dei disegni non mi convince, ma non sono per nulla orrendi, poi l'animazione è piuttosto accettabile; il comparto sonoro è nella norma, con un buon doppiaggio in italiano e una sigla molto carina che per anni mi è rimasta nella testa, cantata da Cristina D'Avena.
In conclusione, consiglio quest'anime agli amanti del genere, a chi ama ancora vedere anime un po' vecchiotti che riaccendono ricordi di quando si era piccoli; personalmente non amo molto questo aspetto grafico vecchio, ma questa storia l'avevo lasciata a metà e volevo concluderla.
Voto finale: 6 e mezzo


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doctor Octopus

Episodi visti: 73/73 --- Voto 10
Dopo il travolgente successo delle prime due serie di Lupn III, arrivò nelle reti Fininvest quest'anime incentrato su tre ladre in cerca del padre... E fu subito successo. I nomi erano americanizzati - all'epoca, sembra che non si potesse fare altro, visto che andavano di più gli anime con i nomi italiani o americani -, ma le storie ti prendevano da subito. Furono prodotte due serie anime, uscite l'una di seguito all'altra, la prima fedele alle trame dell'autore, Tsukasa Hojo, la seconda con trame libere, ma sempre interessante da vedere.
Come mito, le tre gatte eguagliano in popolarità il personaggio di Lupin III, tanto che in uno degli episodi le tre gatte sfidano persino la cosiddetta "moglie di Lupin", e si lasciano vedere sempre con piacere. Non si sapeva per chi parteggiare, perché le tre gatte erano graziose, ma il poliziotto che le inseguiva, innamorato, a sua insaputa, di una delle ladre, era simpatico e sfortunato.
C'è chi ama sopratutto la prima serie, ma io le adoro entrambe, anche se la storia termina con un nulla di fatto (si pensava a una terza serie anime?): il padre delle ragazze è ancora uccello di bosco e le tre sono ancora libere di compiere furti. "Occhi di Gatto" è una serie avventurosa-umoristica, che si concentra sulla prima parte del manga, facendo diventare i sette personaggi fissi (Sheila, Kelly, Tati, il detective Mathew, l'informatore delle gatte Marlos, la detective Alice e il commissario della polizia di Inunari) dei veri e propri miti. Mito, mito, mito: non ci sono altre parole da dire.


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npepataecozz

Episodi visti: 73/73 --- Voto 6
Qualche anno prima della creazione del suo anime più conosciuto (City Hunter), Tsukasa Hōjō realizzava il suo primo grande successo, ossia questo Cat's eye. Se vogliamo limitarci al nostro paese, inoltre, l'ordine d'importanza va indubbiamente invertito, in quanto se più o meno tutti conoscono il nostrano "Occhi di Gatto" e riconoscono il celebre gingle di Cristina D'Avena dopo solo poche note (giusto qualche giorno fa un venditore ambulante a bordo del suo furgoncino mezzo scassato lo riproponeva ad altissimo volume), lo stesso non si può dire delle avventure di Ryo Saeba e soci, che pure hanno avuto un buon gradimento da parte del nostro pubblico.
Quasi inutile è ripercorrere i tratti salienti della trama: "occhi di gatto" è il nome di una banda di ladre composta da tre sorelle il cui obiettivo è quello di recuperare i dipinti del padre, un famoso artista. A complicare le cose, o a renderle più semplici, a seconda dei punti di vista, una delle tre ragazze è fidanzata proprio con il poliziotto che dà la caccia alle tre "gatte", e ciò sarà origine di diverse situazioni piuttosto imbarazzanti.
Cat's eye è un classico e, come ho detto più volte, i classici meritano sempre rispetto: non andrebbe mai dimenticata l'importanza che hanno avuto nella nascita e nello sviluppo del fenomeno "manga e anime" e per questo ritengo che certe ingenuità possano essere tranquillamente perdonate, anche perché facilmente giustificabili dall'anno di produzione.

Pur tenendo conto di questo non riesco però a esprimere un parere troppo favorevole su quest'anime: non mi ha mai fatto impazzire, nemmeno ai tempi che furono. E' troppo lungo, troppo ripetitivo, troppo scontato. E se ciò non bastasse, a mio avviso non ha nemmeno avuto un'influenza troppo rilevante sugli anime successivi, frutto, forse, del fatto che questo enorme successo sia un fenomeno esclusivamente italiano dovuto in larga parte alla lentezza dei ricambi televisivi: si pensi che se tra la creazione di Occhi di Gatto e quella di City Hunter sono passati 2-3 anni, tra la trasmissione della versione italiana del primo e quella del secondo sono passati circa vent'anni.
In definitiva ritengo sia giusto assegnare a Occhi di Gatto la sufficienza, ma nemmeno un punto in più. E' stato senz'altro un anime gradevole ma troppo monotono e molto meno divertente di quanto si crede in giro. Senz'altro l'anime è un ottimo esordio per il suo autore; meno male, però, che poi ha deciso di dedicarsi a City Hunter, tutto un altro mondo.


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maxichiarolanza

Episodi visti: 73/73 --- Voto 10
All'inizio non avevo interesse per questa serie ma, dopo aver visto alcuni episodi della storia di queste tre bellissime ragazze, mi sono ricreduto. Le loro vicende e le loro spettacolari imprese hanno aperto una breccia nel mio cuore. Ritengo che la Occhi di Gatto sia dunque un anime mitico, nel suo genere inferiore solo al celebre Lupin 3.
Così come l'anime mi è piaciuta anche la canzone cantata da Cristina D'Avena, artista che secondo me merita un 110 e lode per la passione che mette nel suo lavoro.

Il personaggio che ho ammirato di più nella storia è quello del signor Marlos perché ricorda il misterioso Charlie della serie "Charlie's Angels". Delle tre gatte mi è piaciuta invece Sheila perché è molto più furba rispetto alle sorelle. Matthew al contrario è stato deludente perché non ne combina una giusta e viene sempre rimproverato per i suoi fallimenti.
La grafica è ottima così come la colonna sonora (di cui però non ricordo il nome).
L'unica cosa che mi ha particolarmente rammaricato di tutta la storia è l'ultimo episodio. Nonostante questo però Occhi di Gatto, per merito del grande lavoro fatto da Tsukasa Hoyo rimarrà sempre un magnifico capolavoro. Non posso non dare dunque un 10 a questa ironica e romantica commedia in stile poliziesco.

simona

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simona

Episodi visti: 73/73 --- Voto 9
Altra serie cult in cui il punto di forza sono le tre bellissime e astute sorelle protagoniste. Le vicende alternano sempre momenti comici - in cui Sheila cerca di ricevere informazioni dal suo fidanzato poliziotto, per mettere poi a segno i furti della banda - a esilaranti inseguimenti che si concludono sempre in maniera negativa per il povero Mattew. In questo modo si mescolano scene divertenti, sentimentali e di azione in modo affascinante. Con il susseguirsi degli episodi, il focus della storia, si sposta dagli spettacolari furti della banda Occhi di Gatto, allo strano e complesso rapporto tra Sheila e Mattew. Per concludere, una serie divertentissima che mi è rimasta nel cuore.


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Apachai

Episodi visti: 73/73 --- Voto 8
Questo anime è stato creato dagli stessi autori di “City Hunter”. Ad essere più precisi è stato creato prima del capolavoro che narra le gesta del mitico Ryo Saeba, ed è stato un anime di culto negli anni '80.

La trama narra di tre sorelle orfane che gestiscono un bar. Sembrano tre ragazze come tante altre però di notte si trasformano in ladre professioniste degne del miglior Lupin. A volte risultano essere molto ciniche e cattive, anche violente in situazioni che lo rendono necessario.
Il motivo per cui rubano però è diverso da ciò che si può immaginare, infatti, lo fanno solo per completare una collezione che aveva iniziato il loro defunto e amato padre.
A rendere ancora più pepata la storia c’è Matthew, ottimo poliziotto che cerca di fare carriera e nemico giurato delle “gattine”. E' innamorato di Sheila, forse la più carismatica, delle tre sorelle. Questo amore per la Sheila barista e l’odio per la Sheila ladra crea situazioni davvero particolari. Ovviamente il nostro Matthew è all’oscuro della doppia vita della sua dolce amata.
La storia va avanti in modo spumeggiante e non mancano gli intermezzi comici e demenziali, cosi come non mancano momenti in cui si scoprono lati oscuri e a volte drammatici della vita delle nostre tre protagoniste.

La grande metropoli che fa da sfondo alla trama di quest’anime è davvero ben fatta, con paesaggi a volte suggestivi e atmosfere elettrizzanti.
Graficamente è davvero ben curato, le scene degli inseguimenti sono degne dei migliori film di azione Hollywoodiani. I protagonisti invece sono praticamente uguali a quelli di “City Hunter” infatti, Matthew è quasi identico a Ryo Saeba, mentre Tati è uguale a Kaori.
Sicuramente un anime da vedere e, nonostante sia molto datato, è ancora godibile e attuale. D’altronde i capolavori sono eterni.
Buona visione.

P.S.: vi invito a trovare in “City Hunter” i riferimenti fatti a questo anime. Ce ne sono molti, alcuni davvero carini. Uno ve lo dico io: fate caso al nome del bar aperto dal mitico Falcon.
Buon divertimento.


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ALUCARD80

Episodi visti: 73/73 --- Voto 8
A cominciare dalla sigla di Cristina d’Avena, a finire alle tute satinate blu velluto delle tre ladre più belle di sempre, questo anime è diventato a tutti gli effetti un cult di proporzioni mondiali, tanto da ispirare col suo titolo addirittura marche di vestiti, locali pubblici, giochi o eventi mondani.
A mio parere, si tratta dell’anime poliziesco più bello che si possa ricordare, e ancora oggi forte di una varietà di pregi notevoli: dal comparto tecnico, al chara davvero intrigante (gli stessi autori realizzeranno più avanti il celeberrimo City Hunter), passando per una colonna sonora indimenticabile.

Occhi di gatto è la storia di tre sorelle che di giorno gestiscono un bar come tanti altri e di notte, da buone “Jekyll e Mr Hyde” divengono ladre implacabili, vere e proprie gentildonne, delle sorte di Lupin al femminile dai modi decisi e anche violenti, se necessario.
Ma cosa spinge le tre belle e giovani donne ad agire in questo modo, andando contro una legge che fra le sue file annovera Matthew, poliziotto in carriera, fra l’altro innamorato di una delle tre ragazze? La risposta è proprio negli oggetti che il trio si prodiga nel rubare. Opere d’arte, oggetti storici e simili, con l’intenzione di completare una collezione che era inizialmente il sogno del loro caro padre defunto, anche se l’evoluzione della storia farà venire a galla, episodio dopo episodio, segreti di questo oscuro passato.

L’intera struttura dell’anime è di pregevole fattura: scenari di metropoli dai fondali con atmosfere impareggiabili, scene del crimine e fughe rocambolesche degne del miglior film d’azione rendono Occhi di gatto un anime unico nel suo genere, dotato di una dinamicità senza pari per i prodotti dell’epoca. Da sottolineare come siano curate e morbidamente conturbanti le figure delle tre sorelle (Kelly, Sheila e Tati), flessuose, di nero vestite, simili in tutto e per tutto a sensuali gattone che non si fanno scrupoli a tirare fuori gli artigli quando serve, pur di portare a termine i loro furti.
La storia verte principalmente sulla dualità, bene o male, della vita della “protagonista”, se così si può dire, del trio, ovvero Sheila. Fidanzata quasi a “tempo pieno” con Matthew, si troverà più volte a doverlo fronteggiare, suo malgrado, durante le sue peripezie notturne. Uno degli aspetti positivi dell’anime è la sua capacità di fondere comicità, gag molto semplici ma efficaci con momenti drammatici e di grande azione, tutto condito da una velata sensualità che le tre belle ragazze diffondono semplicemente con la loro presenza.
Ottima la colonna sonora, decisamente belle le animazioni, ancora di tutto rispetto per i giorni nostri, capaci di rendere le situazioni sia statiche che dinamiche appieno, sia quando lo scenario è una grande metropoli, fredda, buia e artificialmente illuminata, sia quando si tratta di una baita di montagna o calde spiagge tropicali.

In definitiva, uno dei migliori titoli di quel periodo, che ancora oggi riscuote un successo incredibile.


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demone dell'oscurità

Episodi visti: 73/73 --- Voto 10
Il cartone poliziesco per antonomasia secondo solo a Lupin, dietro di esse, le gatte, c'è dello stesso autore, nel bronzo di questo speciale podio, City hunter.

C'è una cura nei disegni dei personaggi femminili, delle location e dei colpi davvero enorme, la cosa che mi ha sempre affascinato è il disegno dei lineamenti dei capelli di Sheila, la più agile delle gatte, quando si muovono i suoi capelli sembra di sentirli vivi al punto di bucare lo schermo, un effetto davvero sorprendente.

Per non parlare dei tratti delle opere d'arte da rubare, sempre curate nei minimi dettagli sia loro che i sistemi d'allarme, così come il commissariato, tutto in un'atmosfera noir-blue rintracciabile oggi in un film in carne ed ossa quale Il Cavaliere Oscuro.

C'è anche il tempo per la mondanità e la "vita normale".

Le tre gatte lavorano come delle bariste, in copertura al loro vero lavoro, e Matthew che è un pezzo grosso della polizia si innamora di Sheila, senza sospettare minimamente che fosse una delle ladre che insegue da tempo, quindi anche in questo anime c'è tempo anche per l'amore.

Ma le scene d'azione, i colpi portati a segno e i piani per realizzarli coprono praticamente tutta questa parte "amorosa" che può essere vista come momento di pausa ai movimentati frame che ne seguono di lì a poco, il tutto diretto con sapiente maestria e senza particolari errori.

Però il cartone nasconde un profondo senso di dolore, l'amore che le sorelle hanno per loro padre e che vogliono assecondare in ogni sua volontà, motivo per cui diventano delle grandi ladre specializzate in furti di opere d'arte, di cui la prediletta era proprio Sheila, laddove le altre sorelle sono di continuo sostegno per lei, ma l'ombra paterna rimane comunque insostituibile.

E proprio da Sheila muovono tutti i fili della trama di questo cartone, senza di lei, il cartone perderebbe tre quarti della sua importanza, visto come è stato concepito, un anime che non ci si stanca mai di rivederlo per la sua grande realizzazione.

Anch'esso rientra nel novero dei pilastri degli anime giapponesi che hanno avuto grande successo in Italia, accompagnati da una sigla con una Cristina D'Avena molto in sintonia sul pezzo, e difatti diverrà uno dei suoi maggiori successi.


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Laurelin

Episodi visti: 73/73 --- Voto 8
Una grafica molto bella con una buona caratterizzazione dei personaggi. Titolo in linea con i canoni dell'epoca, di facile comprensione e pieno do romanticismo e buoni sentimenti. I contrasti nel caratteri de personaggi e le loro gag rendono il titolo molto piacevole. Spesos si gioca molto con la sensualità ed il carisma delle protagoniste, le quali però presentano tratti di spiccata umanità. Sarei curiosa di leggere il manga.

Gojyina-chan

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Gojyina-chan

Episodi visti: 50/73 --- Voto 6
Sebbene da piccola adorassi Tati-Ai per il suo ingegno, devo dire che è stata una serie che mi ha lasciato alquanto perplessa e, nonostante il passare degli anni, mi desta le medesime perplessità.
Se il padre delle tre è scomparso durante la 2° Guerra Mondiale (diciamo '40- '45) e le ragazze, negli anni '80 avevano all'incirca 25-20 e 16 anni... Come caspita hanno fatto a nascere DOPO la scomparsa del sopraccitato babbo?! O__O''''
Ok, apparte questo, è una serie ho amato molto, soprattutto per la sigla davvero bella, una delle prime in cui le protagoniste erano donne, ma non necessariamente streghette alla Creamy.
Nonostante questo gli episodi sono ripetitivi e al limite dell'inverosimile.
Forse era sulla falsariga di Lupin, ma davvero le tre gatte facevano dei colpi allucinati! O_O
Senza però lo humor e l'ironia di Lupin III.
Morale: sei nostalgico, ma nulla di più.
Negli anni 80 ci sono stati Anime molto, ma molto più belli.

Fra X

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Fra X

Episodi visti: 73/73 --- Voto 8
Una delle serie più divertenti e dinamiche che abbia visto. Visto vabbé da piccolo, ho avuto modo di apprezzarla ancora di più quando è stato riproposto ad inizio 2003 anche perchè ho colto certi aspetti che prima onestamente mi passavano inosservati.
La serie vede protagoniste tre sorelle, Kelly, Sheila e Tati, gestrici di un bar, che fanno le ladre per recuperare oggetti del loro padre per ritrovarlo. Loro amico, è anche loro inseguitore, è il poliziotto Matthew, innamorato e fidanzato, o mezzo fidanzato, con la seconda.
Tra la prima e la seconda serie c' è veramente una vera e propria differenza di grafica. Poi è cambiata anche la regia. Devo dire che l'ultima volta che l'ho visto ho preferito la prima, quindi facciamo un 9 a questa e un 7 all'altra. Media 8.
Sarei curioso di leggere il fumetto devo dire.

hero

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hero

Episodi visti: 0/73 --- Voto 10
Meraviglioso anime in completo stile anni 80, gli do 10 perché adoro le opere di Hojo anche se forse per realizzazione tecnica non lo meriti a pieno. Comunque storia interessante e personaggi ben caratterizzati in perfetto stile Hojo, poi belle ragazze e divertente al punto giusto. Certo le tre gattine non ne sbagliano una e questo fa perdere un pò di credibilità, ma il bello è anche questo. Unica pecca... 'edizione Mediaset. Se volete gustarvelo prendetevi i DVD della Yamato.
Dimenticavo, gli episodi li ho visti tutti. Se avete visto City Hunter non potete certo perdervi quest'altro anime che ne è il degno preludio. Ancor più interessante è il manga che certo risulta più profondo dell'anime, ma sicuramente l'anime resta un ottimo modo per passare del tempo divertendosi, non ci troverete certo la profondità di Evangelion, ma è sempre un opera da non perdere.

Master File

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Master File

Episodi visti: 65/73 --- Voto 9
Quando ero piccola, non so per quale motivo, ma ho sempre preferito non vederla... invece, ora che Italia 1 l'ha ritrasmessa, ho cominciato ad appassionarmi totalmente episodio dopo episodio! A parer mio, anche se è un anime non troppo recente, è comunque bellissimo... mi piace il legame forte che unisce le protagoniste, le 3 sorelline che vivono l'una per l'altra. E poi, mi sono totalmente "innamorata" del personaggio di Ai!!! E' troppo... troppo! ^^ E' la più piccolo, apparentemente la più indifferente, forte e scherzosa della situazione, ma il fatto che sia l'unica a non aver mai ne visto ne sentito il padre, la rende dolcissima in alcune episodi. Beh... che dire? Dopo aver letto le vostre recensioni, credo che mi prenderete per pazza, ma... io do 9! (non do 10 solo perchè mi da sui nervi il fatto che Hitomi diventi quasi la protagonista... solo perchè sta con Toshio mo tutto gravita su di lei... grrr ^^') W le KISUGI SISTERS!!!

essex77

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essex77

Episodi visti: 73/73 --- Voto 9
Quando ricordo questa serie il mio cuore e' pervaso da una dolce malinconia. La sceneggiatura si rivela un po' piatta nella prima serie per poi migliorare notevolmente nella seconda. Ottima l'idea originale, molto buono il design dei personaggi, deludenti gli sfondi e animazione che rientra nella norma. L'idea di fondere diversi generi(drammatico, erotico, comico, romantico) mira a catturare piu' persone possibili e a rendere il prodotto più apetibile ad un pubblico più largo.

Rampage

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Rampage

Episodi visti: 10/73 --- Voto 5
Sarebbe un 5.5, ma... Questa serie l'ho vista la prima volta qualche anno fa, quando Mediaset per motivi a me sconosciuti decise di ritrasmetterla. Personalmente non sono riuscito a farmela piacere, nonostante si trattasse di una serie realizzata dall'autore di City Hunter.
Trama banale, personaggi troppo irreali e sempre uno strambo lieto fine ad ogni puntata, mi domando come facciano le protagoniste ad uscire sempre da certe situazioni impossibili, bah!
Se vi capita tra le mani non aspettatevi niente di speciale da questa serie!

Testu

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Testu

Episodi visti: 30/73 --- Voto 5
Una delle pochissime serie che nella mia infanzia mi annoiavano totalmente e che dopo una prima visione ho scansato il più possibile. Sicuramente le protagoniste sono affascinanti e le scene in cui dimostravano una certa agilità erano ben realizzate, ma al tempo stesso poco verosimili per la facilità con cui sguciavano via dai luoghi del furto o stendevano spesso con ginocchiate (o altro) chi le ostacolava, tra cui anche quel poveraccio di Matthew perennemente preso per i fondelli. L'uso e lo sfruttamento di questo personaggio in particolare l'ho sempre trovato ridicolo e deprimente, praticamente fungeva da: banco informazioni, sacco da boxe, difensore vocale del trio che lo umiliava, fidanzato raggirato e... per il resto era totalmente inutile, se loro come ladre hanno un'eccessiva preparazione, lui come poliziotto è un completo fallimento, buono solo a prendersi strigliate dal suo capo. Il rapporto poi con Sheila è quanto di più triste ci possa essere, per quanto ci tenesse un briciolo a lui non esitava a servirsene, ed il motivo che la spingeva insieme alle sue sorelle a recuperare le opere d'arte del padre non addolciva il dispiacere per questo povero ingenuo. Altro fattore fastidioso era il nome del locale gestito dalle ragazze che pur avendo lo stesso nome d'arte della banda di ladruncole, non ha mai fatto nascere un dubbio decentemente forte. Oltre a questo la longevità e la formula delle puntate, abbinata al giornaliero lieto fine per le micette diventava anche irritante dopo un pò. Personalmente di questa serie apprezzo solo la vecchia sigla.

zizzithefox

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zizzithefox

Episodi visti: 36/73 --- Voto 8
Do 8 perché io adoro Tsukasa Hojo, e non ci posso fare niente.
Ad ogni modo sono rimasto piacevolmente colpito dalle scene di doccia della protagonista; nelle prime sei puntate ce n'è una a puntata.
Vero, l'anime è molto diverso dal manga. A parte i nomi delle protagoniste che si fa fatica ad ascoltare dei nomi tanto tamarri dopo ventanni (colpa della traduzione), è un'opera godibile, degno preludio a quel capolavoro assoluto che è City Hunter.
Nella protagonista c'è già quel tratto di femminilità dirompente che si ritrova in altre donne di Hojo, e di umanità che hanno tutti suoi personaggi. Kaori Makimura è un esempio su tutte, in barba alla sua presunta mascolinità. Tutto sommato le tre sorelle risultano godere di un fascino che rende a tratti quasi plausibile che riescano a far ammattire il povero Matthew/Toshio, al quale tocca una parte da vero...!!! Per quanto, io stesso, se mi trovassi ad avere a che fare con tre sorelle così,... :-)