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DarkSoulRead

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Ogni autore ha un’opera mediante la quale matura e definisce il suo lato artistico. Se da questo punto di vista per Miyazaki possiamo definire fondamentale “Il mio vicino Totoro”, per Makoto Shinkai è in egual modo importante “La voce delle stelle”. Il secondo lavoro di Shinkai è il più significativo della sua carriera a livello formativo, e presentava già tutte le forme e le tematiche che sarebbero poi divenute il mantra dell’autore.

Mikako e Noboru sono due amici d’infanzia legati sin da bambini da un sentimento che non riescono a definire. Quando il loro legame inizia ad assumere parvenze d’amore, Mikako viene arruolata tra le forze terrestri per andare su Marte a combattere i Tarsiani (pericolosi marziani ostili) a bordo di un robot. L’unico mezzo a disposizione della ragazza per comunicare con Noboru è il cellulare. Ma più Mikako si allontana dalla terra più tempo impiegano le mail ad arrivare a destinazione; e quando la ragazza raggiungerà Sirio le mail impiegheranno otto lunghissimi anni a raggiungere il suo amato.

Un amore che si dilata nello spazio-tempo, fino a perdersi... per ritrovarsi di nuovo.
“La voce delle stelle” è senza dubbio un prodotto suggestivo, un esercizio sperimentale e a suo modo coraggioso, capace di emozionare senza colpi di scena forzati o fan- service; ma non è tutto oro quel che luccica.

Tralasciando alcune “imprecisioni” piuttosto fastidiose, come ad esempio il fatto che un’umanità in grado di colonizzare l’universo disponga di cellulari attempati capaci di comunicare a distanza soltanto via e-mail, ed alcune sporadiche incoerenze narrative, il vero problema de “La voce delle stelle” risiede proprio nella sua stessa forma.
L’amore a distanza è espresso in modo abbastanza originale, il mediometraggio infatti, come accennato prima, mostra tutti gli indiscutibili punti di forza dell’autore: dalla dolcezza narrativa all’impatto visivo, dall’armoniosità registica al tanto discusso voice- over. Questa struttura però, già ampiamente nota ai fan del buon Shinkai, potrebbe risultare stagnante ai più avvezzi del genere, e quella che per il 2002 era un’idea fresca e convincente, diventa oggi uno stereotipo, minata da una smoderata ridondanza del regista; paradossalmente “La voce delle stelle” soffre le opere successive del suo autore, risultando ad oggi soltanto il primo di una vasta gamma di prodotti simili tra loro, perdendo di fatto quell’unicità che lo contraddistingueva all’epoca. Provate a vedere “La voce delle stelle” dopo “5 cm per second” e capirete ciò che intendo.
Se vedeste “2001: Odissea nello spazio” capolavoro assoluto di Stanley Kubrick e successivamente “Rapina a mano armata”, suo film “minore” (e precedente) potreste si rimanere delusi dalle altissime aspettative generate da “2001: Odissea nello spazio”, ma questo non renderebbe necessariamente inutile la visione di “Rapina a mano armata”, non in quanto ottimo film ( cosa che “The Killing” indiscutibilmente è) ma proprio per la capacità del regista di comunicare cose diverse di film in film. È vero che ho citato uno degli autori più eclettici che la storia ricordi e che non tutti hanno la versatilità di Kubrick, ma è altresì vero che Shinkai ha un range di tematiche molto limitato, circoscritto anche da una ricercatezza visiva cosi maniacale da limitarne le sceneggiature. Perché anche il perfetto equilibrio tra storia ed immagini diventa stucchevole se le tematiche sono sempre le medesime e questo equilibrio implica, per forza di cose, che le immagini si ripetano di pellicola in pellicola. In senso lato, la sensazione è che sin dai suoi esordi Shinkai disponesse di un solo puzzle (sempre quello) dal quale, di volta in volta, cambiando ordine dei pezzi, otteneva prodotti “nuovi” che sapevano inevitabilmente di già visto, e questo, dopo quasi due decadi di attività, non è un fattore trascurabile.

Sono riscontrabili diverse limature stilistiche paragonando l’odierno Shinkai a quello di allora; le mal riuscite ed abbozzate scene d’azione in futuro spariranno del tutto e la pulizia delle immagini raggiungerà livelli sbalorditivi solo con i suoi lavori successivi. Tuttavia, tecnicamente, considerata anche l’amatorialità del prodotto, siamo su livelli più che soddisfacenti, con una resa grafica pulita e convincente che nulla ha da invidiare allo standard di allora.
“La voce delle stelle” è un mediometraggio senza dubbio meritevole di essere visionato,
un’opera che poteva restare una chicca e che si è vista inabissare dall’unilateralità del suo stesso autore.


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Scricciola_x

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
"La voce delle stelle" è un cortometraggio del regista ed autore Makoto Shinkai. Prima di vedere questo cortometraggio avevo già visionato due suoi film (“5 centimetri per second” e “Oltre le nuvole: il luogo promessoci”).
E devo dire che sono rimasta molto perplessa poiché questo artista viene considerato il nuovo Miyazaki, ma in base a cosa? In tutti i suoi film si riscontrano le medesime tematiche di “La voce delle stelle”, le medesime storie, medesimi o comunque molto simili finali, medesime impostazioni di dialogo, medesimi simboli “chiave”... E devo dire anche medesima capacità di conciliare il sonno.
In questi caso i protagonisti sono due ragazzi che si conoscono da piccoli alle scuole medie, nutrendo un sentimento reciproco che però non si riveleranno mai... Almeno fino a quando la ragazza, dopo essere entrata nell'esercito, è costretta a partire a bordo di un robot per una missione segreta nello spazio. Prima e seconda tematica che riscontreremo in tutte le altre opere del regista: l’amore a distanza ed il non “dichiararsi”, almeno non prima di un determinato “evento ostacolante” per la relazione.
Ciò che mi è piaciuto di questo film sono alcuni dialoghi molto riflessivi, con annesse frasi ad effetto che calzano a pennello.

Forse, come ho già detto, l’aver visionato precedentemente altri film dello stesso autore non mi fa essere pienamente oggettiva nel dare un giudizio su quest’opera, in quanto questa ripetitività e poca originalità mi ha deluso parecchio. Comunque il film ha alcune trovate molto interessanti e la durata di soli venticinque minuti lo rende fruibile e scorrevole nonostante il ritmo non proprio frenetico. Se siete fan di Shinkai, non potete lasciarvelo scappare.


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Kida_10

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
"Hoshi no Koe", letteralmente tradotto "La voce delle stelle", è un mediometraggio della durata di circa venticinque minuti prodotto interamente da Makoto Shinkai nel 2002.

Nagamine Mikako e Terao Noboru sono due amici d'infanzia, da sempre legati da un sentimento che va ben oltre la semplice amicizia, ma incapaci di esprimerlo. Un giorno Mikako viene arruolata nell'esercito e costretta a combattere una razza aliena nemica a migliaia di anni luce di distanza da Noboru. Man mano che la distanza fra loro aumenta, aumenta anche il tempo necessario per l'invio e la ricezione degli sms, arrivando sino ad otto anni e sei mesi.

E' una storia triste narrata nel classico stile alla Shinaki; la tematica principalmente trattata è quella della lontananza, che verrà poi ripresa e affrontata egregiamente nel successivo e più famoso lavoro del regista, "5 cm Per Second", ma già in questa prima e breve opera si potranno respirare le atmosfere di angoscia e solitudine per le quali il regista è diventato noto al pubblico. Ci tengo a sottolineare che "La voce delle stelle" è un'opera prodotta interamente da Shinaki in persona, dai disegni alle animazioni, sino alle musiche e alla sceneggiatura. Un lavoro che per vedersi realizzato ha dovuto attendere due lunghi anni. La trama è estremamente semplice, i personaggi sono solamente due, uno dei quali in particolare verrà approfondito maggiormente, ma in generale la caratterizzazione non è esaltante.

Dal punto di vista tecnico ovviamente non ci si può aspettare un capolavoro, non si possono pretendere miracoli quando, al posto di uno staff qualificato e competente, tutto il carico di lavoro è stato svolto da una sola persona. Il design dei personaggi è estremamente semplice, le animazioni tutto sommato sono fluide, i fondali sono dettagliati, ma ben lontani da quelli fantastici cui successivamente Shinaki ha abituato. Le musiche sono, almeno dal mio punto vista, ottime ed estremamente azzeccate, e il doppiaggio in lingua italiana più che adeguato.

Un'opera semplice, breve ma anche intensa. Se dovessi considerare il fatto che è stata realizzata dal solo Shinaki il voto si attesterebbe vicino all'eccellenza, ma volendo essere oggettivi il prodotto è da 6, prevalentemente per via di un comparto grafico comprensibilmente al di sotto della norma. Se avete apprezzato le altre opere del regista, rimane comunque una visione estremamente consigliata, in quanto gli elementi tipici che caratterizzano il suo stile sono presenti in abbondante quantità.


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Stairway90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Nel panorama dei film d'animazione nipponici, Makoto Shinkai è ormai diventato uno dei nomi più noti e addirittura non pochi lo identificano come "erede spirituale" di Hayao Miyazaki o ravvisano somiglianze fra la poetica del giovane regista e quella del cosiddetto "dio degli anime" (nonostante a ben guardare non sia affatto così). La sua opera d'esordio è però un OAV, un mediometraggio completamente amatoriale, ossia realizzato interamente dallo stesso Shinkai (disegni, animazioni, doppiaggio, sceneggiatura): La voce delle stelle.

Il tema centrale dell'opera è quello della dilatazione temporale, che è legato al concetto di relatività dello spazio e del tempo ed è ben espresso dal paradosso einsteiniano dei gemelli: per chi viaggia a velocità prossime alla luce il tempo passa in maniera differente rispetto a chi rimane sulla Terra, cosicché un viaggiatore spaziale invecchierebbe di poco mentre un suo ipotetico gemello, vivendo il tempo sulla Terra, si ritroverebbe a essere più vecchio. Questo è il dramma che devono affrontare i due protagonisti, Noboru e la sua ragazza, Mikako, che decide di arruolarsi nelle forze spaziali impegnate a combattere contro una misteriosa razza di invasori alieni chiamati Tarsiani. L'unico modo che ha Mikako per comunicare con il suo ragazzo è inviandogli SMS, sennonché man mano che si allontana dalla Terra il tempo necessario perché tali messaggi lo raggiungano aumenta: prima qualche mese, poi un anno, poi addirittura otto, quando la nave su cui viaggia, la Lysithea, fa rotta per il sistema di Sirio. Ed è davvero struggente vedere come i due personaggi vivono tale condizione, cercando però di mantenere saldo questo loro amore che trascende gli stessi limiti dello spazio e del tempo, le stesse distanze interstellari.

Chi ha già visto Punta al Top! Gunbuster noterà notevoli somiglianze fra quest'opera e La voce delle stelle. Anche in Gunbuster il tema della dilatazione temporale veniva affrontato, anche se dando poco spazio alle ricadute di ciò sulla vita dei personaggi, a parte mostrandoci le compagne di scuola di Noriko che crescevano, avevano figli e nipoti e invecchiavano; ma all'opera d'esordio di Hideaki Anno rimanda anche il tema della guerra contro gli invasori alieni che hanno attaccato l'umanità senza alcun apparente motivo, una guerra combattuta per di più con dei mecha (e qui abbondano anche i riferimenti, soprattutto estetici, a Neon Genesis Evangelion). Quello in cui Shinkai si differenzia è appunto l'accento posto al rapporto fra i due protagonisti e alle conseguenze della dilatazione temporale sulla loro relazione.

Dal punto di vista tecnico, La voce delle stelle si rivela un lavoro più che buono, considerando soprattutto il fatto che sia un OAV amatoriale: buono il doppiaggio, abbastanza curati i fondali, soddisfacente l'uso della CGI, non perfettamente riuscito il character design dei personaggi. La durata ridotta del mediometraggio (soltanto 25 minuti, insomma un episodio canonico di una serie anime) impedisce di approfondisce molte questioni circa, ad esempio, l'origine degli alieni o le sorti della guerra, in quanto tutto è sacrificato per concentrarsi, con risultati comunque soddisfacenti, sul rapporto dei due protagonisti e sulla loro interiorità, soprattutto su quella di Mikako. Si arriva così a un finale aperto ma struggente, che fa riflettere e commuove, pur lasciando, come si è detto, troppi buchi nella trama.

Sarebbe stato bello se Shinkai, balzato agli onori delle cronache e divenuto un nome nel mondo dell'animazione, avesse ripreso il suo progetto, che meritava tanto, magari sviluppando di più la sceneggiatura, magari facendone una serie OAV più lunga, un lungometraggio o addirittura una serie anime. Purtroppo però ha scelto altre strade.


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Rygar

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Non starò a ripetere ciò che stato abbondantemente esposto da altri recensori riguardo la realizzazione tecnica dell'opera e da chi ha tratto ispirazione. Non starò nemmeno a decantare la sfilza di premi che questa produzione sperimentale tra il 2002 e il 2003, non m'interessa. Ciò che m'interessa è ripercorrere insieme ai lettori il liet motiv di un'opera che funge da precursore di tutte le future opere del grande Makoto Shinkai, ossia la malinconia (non quella di una certa Haruhi), la distanza che non intacca la profondità dei sentimenti, la delicatezza platonica che eleva l'opera al sublime e la conclusione, spesso spietata e struggente. Tutto questo è presente ne "La voce delle stelle", tutto questo è la filosofia delle opere di un regista che ha saputo commuovere ed appassionare il pubblico da oltre un decennio.

La voce delle stelle è un OAV della stagione estiva 2002 della durata di circa 25 minuti. Dall'opera è derivata un'omonima light novel nel 2002 ed un manga nel 2004.

Trama: in un pianeta terra in cui la civiltà umana ha acquisito le tecnologie necessarie per i viaggi intergalattici due ragazzi delle scuole medie, Noboru Terao e Mikako Nagamine, scoprono il sentimento dell'amore, tuttavia la ragazza viene reclutata tra le forze terrestri per iniziare una battaglia spaziale contro i Tarsians, ossia una razza aliena scoperta su marte che nutre intenzioni ostili verso la Terra. La coppia è costretta a separarsi fisicamente, ma il loro sentimento perdura nonostante la distanzia spazio-temporale. Il solo metodo che hanno per poter comunicare è l'utilizzo di e-mail, le quali si fanno sempre meno frequenti man mano che l'astronave ove risiede la ragazza si allontana dalla Terra. La distanza diviene tale che trascorrono 8 anni per ricevere il messaggio. Che cosa succederà a questa coppia di amanti?

Grafica: per essere un'opera amatoriale e per essere il 2002 debbo ammettere che il comparto grafico è più che soddisfacente. Ambientazioni spettacolari, dettagliate e curate (il tipico passaggio a livello è presente anche qui), animazioni discretamente fluide. Character design scarno, accennato e bruttino. Mecha design valido.

Sonoro: nonostante la brevità dell'opera il comparto sonoro è più che egregio. Ogni musica è perfetta, che sia dolce o tragica. Ottimi OST. Effetti speciali all'altezza, ottimo adattamento italiano.

Personaggi: fondamentalmente i protagonisti dell'opera sono unicamente i 2 ragazzini amanti che crescono e combattono in solitudine. La loro caratterizzazione spicca fondamentalmente nei loro dialoghi scritti e traspare di meno nelle scene di vita quotidiana, donando maggiore importanza al fattore introspettivo. La loro interazione è accennata all'inizio per poi essere brutalmente stroncata a causa degli eventi. L'evoluzione comunque è ben presente.

Sceneggiatura: non perfetta poiché indirizzata all'emotività piuttosto che alla logicità (come fa un'e-mail a giungere dai confini dello spazio alla terra è un bel mistero, ma serve ai fini della trama, così come altre trovate), in ogni caso il lavoro svolto è egregio. La gestione temporale è la delizia dell'opera, gestita in maniera iperbolica, il tempo passa sempre di più, gli eventi si dilatano in maniera esponenziale. Ciononostante il ritmo si mantiene su livelli medi ed è costante. Non mancano le scene di combattimento e violenza ma non si sfocia mai nel volgare. Il fanservice è assente. I dialoghi sono meravigliosi.

Finale: veramente bello, platonico, commovente e onirico. Questo finale è l'impronta delle future opere di Shinkai. Un finale maturo e toccante, ricco di dialoghi ed emotività, e per questo aperto e malinconico.

In sintesi: La voce delle stelle va visto. Lo si può consigliare ai neofiti per introdurli al meraviglioso mondo di Shinkai e a coloro che già conoscono i suoi altri capolavori come sorta di "opera prima" in cui possono riscoprire il talento di questo grande regista.


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npepataecozz

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Quello dell'amore a distanza è stato, sin dalle origini, uno dei temi dominanti dei lavori di Makoto Shinkai; e proprio trattando questo argomento questo autore raccoglierà qualche anno dopo i suoi maggiori riconoscimenti col super celebrato "5 cm per second". So che, come al solito, andrò controcorrente ma a mio modo di vedere Hoshi no koe riesce ad esprimere in modo più credibile e disarmante il senso di vuoto e solitudine che scaturisce dalla lontananza rispetto a quanto riesce a fare in quello che viene considerato universalmente come il suo capolavoro. In quest'opera, infatti, la separazione dei due innamorati è davvero insanabile (anche se sono possibili obiezioni) e non il frutto di una scelta che io ho trovato incomprensibile.
In un mondo futuristico in cui l'uomo ha completato l'esplorazione e la colonizzazione del sistema solare, Mikako e Noboru sono due ragazzini innamorati l'uno dell'altro. Il sogno della ragazza è, però, quello di diventare pilota di teaser, ossia di robot da battaglia spaziali; quando effettivamente ci riuscirà inizierà il distacco dal suo amato. Un distacco che diventa sempre più struggente quanto più la ragazza è costretta ad allontanarsi dalla Terra: prima Marte, poi Giove, poi Plutone e infine Agartha un pianeta nel sistema della stella Sirio. La comunicazione tra i due ragazzi continua attraverso un fitto scambio di mail ma diventa sempre più difficile in quanto il tempo di trasmissione di ogni singola mail aumenta quanto più Mikako si allontana dal nostro pianeta: una volta su Agartha il tempo di trasmissione necessario è addirittura di otto anni.
E' possibile che i sentimenti di una persona superino il tempo e lo spazio e si preservino anche quando la fiducia in un possibile nuovo incontro tra i due innamorati viene meno per fattori indipendenti dalla loro volontà? La risposta che Shinkai dà al quesito è molto poetica e sembra essere affermativa; cambierà poi idea in lavori successivi. Io non sono d'accordo con nessuna delle due visioni ma sicuramente preferisco la poesia ad illogiche rinunce.
Hoshi no koe è un lavoro amatoriale che, da un punto di vista grafico m'è piaciuto molto: ho trovato incredibilmente indovinato il contrasto tra i disegni molto primitivi delle figure dei due protagonisti con fondali di qualità nettamente superiore. Non mancano, però, scelte che mi hanno fatto molto sorridere come quella di Mikako che guida il suo robot in divisa scolastica.
Eccellente la colonna sonora.
In definitiva Hoshi no koe si dimostra un prodotto che piacerà molto ai tanti ammiratori di Makoto Shinkai; e anch'io, che tradizionalmente non mi trovo d'accordo con la visione di questo autore su determinati problemi (cosa che comunque perdura anche per questo titolo), l'ho trovato molto apprezzabile. E data la sua breve durata è facile consigliarne la visione a tutti.


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irishman

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Piccola premessa nell'incipit di questa recensione: recensire un prodotto come "La voce delle stelle" è un compito piuttosto complesso, per svariati fattori. Innanzitutto esso è un anime estremamente di nicchia, e il 6 che corona la recensione prende corpo proprio da questo. Infatti è molto probabile che gli estimatori di questo lavoro possano essere molto pochi tra coloro che guarderanno "La voce delle stelle". Allo stesso tempo, però, non va dimenticato in sede di valutazione il fatto che quest'anime è stato praticamente creato da un solo autore, rispetto alla norma che vede staff piuttosto corposi all'opera in studi più o meno rinomati, e anche questo ha la sua importanza. Infine - e questo che ho lasciato per ultimo non è certo l'aspetto meno rilevante - c'è il fatto che i temi che permeano quest'OAV sono effettivamente interessanti, oltre che intrisi di una romantica e malinconica poesia, sebbene l'estrema brevità del prodotto non consenta, alla fine, di sviluppare tutti i concetti in modo esteso e appropriato.
Chiusa questa lunga premessa, veniamo a esaminare proprio il tema portante dell'OAV, che rappresenta la caratteristica che dà maggior lustro a questo lavoro di Makoto Shinkai.

Come avrete già appreso dalla scheda, il concetto principale che sta alla base di questa storia è l'allontanamento sempre maggiore tra i due protagonisti, allontanamento solo fisico, ma non sentimentale, visto che la protagonista femminile, Mikako, arruolata nelle forze di difesa terrestre, viene scelta per una spedizione all'estremità della galassia per contrastare una razza aliena ostile. L'unico mezzo che Mikako ha per rimanere in contatto con Noboru, il suo fidanzato, è l'email, che se nella fase iniziale del viaggio sarà afflitta da un ritardo di pochi minuti tra invio e ricezione, vedrà aumentare esponenzialmente questo gap, via via che il viaggio intrapreso dalla protagonista la porterà sempre più lontano dalla Terra, e quindi da Noboru. Dal lieve ritardo con cui i due ragazzi inviano e ricevono le prime mail, si passa quindi a tempi di consegna "biblici", superiori agli otto anni, tempi che, di fatto, finiscono per vanificare il significato e il senso dello scambio delle mail tra i due.

Al di là del contesto fantascientifico in cui questo concetto viene innestato, è sicuramente interessante e intuibile il senso che tutto questo richiama: la fragilità dei rapporti interpersonali e il fatto che l'incomunicabilità tra due persone possano essere perennemente in agguato e pronte a fare capolino di fronte a un qualsiasi evento, che può rivelarsi comunque più forte della volontà delle due persone in questione. E un tema così profondo non può che rivelarsi decisamente pregevole in un prodotto di questo tipo. Il rovescio della medaglia è la constatazione che tanto "ben di dio" sia stato un po' abbandonato a se stesso, rimanendo chiuso nel soffocante spazio di un breve OAV di poco più di 20 minuti, facendoci rimpiangere la possibilità che il tutto potesse avere uno sviluppo più ampio, con un seguito o una serie intera.

Per quanto riguarda il comparto grafico, non mi è piaciuto molto il chara design dei personaggi, con tratti un po' troppo spigolosi, ma questa è una mia valutazione soggettiva, e magari questo stile troverà degli estimatori. Ho trovato un po' anonimo anche il mecha design, anche se, essendo di fatto un aspetto secondario - in fondo l'ambientazione fantascientifica e i combattimenti dei mecha contro gli alieni sono soltanto l'escamotage narrativo su cui innestare il canovaccio -, non credo che questo abbia un peso così rilevante. Belli invece gli scenari su cui la storia si svolge, con il contrasto tra la Terra, dove è rimasto Noboru, luminosa, tranquilla ordinata, e lo spazio, dove il dramma bellico che vive Mikako si sviluppa, come a volerci ricordare la paradossale situazione del mondo attuale, in cui seduti sul nostro divano, e collegati a una CNN qualunque, possiamo osservare una delle tante guerre che affliggono il mondo come se fosse una realtà presente su un pianeta lontano anni luce o un semplice film a sfondo bellico.

La colonna sonora non presenta niente di memorabile, trattandosi anche di un lavoro così breve e fine a se stesso, ma non risulta sgradevole.
Chiudo l'analisi dell'anime con l'aspetto della caratterizzazione dei personaggi. Anche qui siamo di fronte a un prodotto "sui generis", visto che i personaggi in gioco sono solo due e comunque non verranno approfonditi più di tanto, visto che comunque siamo di fronte a una sola ventina di minuti di sviluppo della trama, e che l'autore sceglie di focalizzare la sua attenzione sulle emozioni legate alle difficoltà che i due protagonisti incontrano con l'invio e la ricezione delle mail. L'approfondimento psicologico è quindi volutamente limitato a un solo aspetto, per cui non mi sento di premiare, ma nemmeno di condannare, questo tipo di scelta, da parte di Makoto Shinkai.
Concludendo, ribadisco ciò che ho detto nell'incipit: siamo di fronte a un anime difficile, sia da recensire sia da guardare. Quando scrivo una recensione cerco di farlo calandomi nella mente di un possibile otaku interessato alla visione, per fargli capire se potrà apprezzare l'anime in questione. E di fronte a questo prodotto, tutto questo mi rimane difficile come non mi era mai capitato. "La voce delle stelle" ha dei pregi incontestabili, come anche dei difetti innegabili, primo tra tutti la brevità e il senso di incompiutezza che lascia, e non è per tutti. Molti ritengo che troveranno quest'anime noioso, piatto. Ma alcuni sicuramente apprezzeranno il bellissimo e difficile messaggio di questo prodotto. Forse quest'anime stesso è un po' come le email tra i due ragazzi. Per alcuni il messaggio è destinato a essere recepito immediatamente, per altri si perderà nei meandri dello Spazio...


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Argento

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Oggi, girovagando tra la neve della mia città, mi sono imbattuto in un negozio di fumetti dove non vado quasi mai. Non è che mi sia proprio imbattuto: sapevo benissimo dove fosse, ma non avrei mai creduto che vi avrei trovato un tesoro del genere.

"La Voce delle Stelle" racconta la storia di due ragazzi; Mikako e Noboru. I due frequentano l'ultimo anno della stessa scuola media, e hanno un rapporto molto stretto, tanto stretto che vorrebbero entrambi andare nello stesso liceo, così da poter essere ancora insieme dopo la fine dell'anno scolastico. La ragazza però è stata scelta per far parte di una missione spaziale, che la porterà sempre più lontano dalla Terra, lontano dall'amico Noboru. I due potranno sentirsi solo tramite le e-mail dei propri cellulari, distanti anni luce l'uno dall'altra, sia nello spazio sia nel tempo.

"La Voce delle Stelle" è la seconda opera di Makoto Shinkai, successiva al brevissimo (meno di 5 minuti) cortometraggio "Lei ed il Gatto". Rispetto a esso denota una crescita esponenziale. Tutto il film è stato fatto con un Mac dal solo Shinkai, con la collaborazione del musicista Tenmon per quanto riguarda le questioni legate alla colonna sonora. Nella versione originale addirittura era lo stesso Shinkai a occuparsi del doppiaggio del giovane Noboru, oltre che di tutta la grafica presente nel film. Non stupisce quindi che la realizzazione di questo corto sia durata quasi due anni. Tutto questo tempo rende bene l'idea dello sforzo fatto da quello che all'epoca era solo un ragazzo semisconosciuto.

Come detto, il film (termini come cortometraggio o OAV non rendono bene l'idea), iniziato nel 2000, venne terminato solo nel 2002. Nel mentre Shinkai ha trovato il coraggio di licenziarsi - faceva l'impiegato - e di dedicarsi esclusivamente all'animazione. Come riportato nelle parole dello stesso regista (anche questo termine è terribilmente riduttivo), senza il supporto economico al progetto dato da ComixWave e Mangazoo, probabilmente non avrebbe mai avuto il coraggio di farlo e di dedicarsi anima e corpo alla sua passione. Ma è comunque un gesto di grande impatto, dato che se vogliamo vederla in chiave romanzata è una scelta avvincente, ma in chiave realista avrebbe anche potuto portarlo ai margini della società. In caso di un fallimento probabilmente tutte le persone che lo avevano vicino sarebbero state pronte e giudicarlo.
Anche se finanziata, la scelta di mettersi in gioco, secondo me è il più grande insegnamento che ci offre "La Voce delle Stelle", così grande che riesce ad andare oltre i valori della storia presentata sullo schermo.

In conclusione quest'opera meriterebbe di essere vista da ogni appassionato di anime giapponesi. Mostra a livello tecnico le basi di quella che è appunto l'animazione al giorno d'oggi, cio che adesso, nelle opere prodotte dai grandi studi di animazione, viene relegato alla sessione extra dell'home video, mentre a livello di storia, "La Voce delle Stelle" può tranquillamente superare moltissimi film, che magari hanno avuto la fortuna di approdare nei cinema di tutto il mondo. Riesce così a superare il suo stesso limite di base: ovvero il non essere un film.
"La voce delle Stelle" (realmente) è un semplice cortometraggio, eppure per quanto possa sembrare strano, ha fatto il giro del mondo, al punto che lo si può trovare nelle case di tanti appassionati, anche nella mia. Non so quanti altri cortometraggi abbiano avuto questa fortuna, una fortuna costruita lentamente e con le proprie sole forze.
Questa storia non lascerà indifferenti coloro che avranno il coraggio di guardare oltre la luce riflessa da Agharta.

We may be the first generations of lovers separated by time and space.


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Zenzero

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
"La voce delle stelle" è un bell'OAV, niente male.
Per fortuna la versione italiana è buona, con dei doppiaggi di buon livello, anche se come al solito andiamo a tradurre il titolo in maniera diversa e per di più sbagliata. C'è una grossa differenza tra "La voce delle stelle" e il vero titolo, che rappresenta benissimo la storia raccontata, "Voci da una stella distante".
La trama parla del rapporto di corrispondenza tra due ragazzi che furono molto vicini in passato, ma che ora si trovano ad anni luce di distanza. Si può pensare a qualcosa di noioso, invece per fortuna, oltre alla corrispondenza e ai sentimenti dei due protagonisti, ci sono delle buone scene di combattimento che aiutano e rendono più piacevole la visione della storia, che ha anche il pregio di essere concentrata in una ventina di minuti.
La storia tra i due è al limite del commovente: tristezza nello stare da soli (specie nel caso della ragazza), mail (o messaggi, non ho ben capito) che arrivano dopo tanto tempo, ma allo stesso tempo il piacere della scoperta (sempre nel caso della ragazza) che però non bilancia la sua felicità e la sua tristezza.
Il finale è stato per certi versi come me lo aspettavo, anche se avrei sicuramente preferito qualcosina in più, e non mi riferisco alla tipologia, lieto fine o no che sia, ma sempre al rapporto tra i due. Diciamo che altri cinque o dieci minuti avrebbero giovato.
I disegni sono semplicissimi nel caso delle persone - le poche che si vedono - e molto più curati per le ambientazioni e i paesaggi. La musica finale infine trasmette ancora più tristezza sia per la sua cadenza sia per le immagini che l'accompagnano.
In fin dei conti "La voce delle stelle" è una bella opera anche se non un capolavoro; essendo essa solo di una ventina di minuti è facile darle un'occhiata, specie per chi ha la passione (come me) per le altre forme di vita. Una piacevole sorpresa.


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Ironic74

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Ci sono artisti che sono particolarmente sensibili a un tema in particolare e che non si reputano pienamente soddisfatti finché non l'hanno sviscerato appieno attraverso le loro opere; tra questi possiamo annoverare sicuramente Makoto Shinkai, conosciuto ormai anche da noi per la sua opera più premiata e diffusa, quel "5cm al secondo" del 2007 che lo ha fatto entrare, al pari di Momoru Hosoda, nella ristretta cerchia di coloro in grado di raccogliere il testimone dei mostri sacri del passato.

Non voglio scomodare paragoni imbarazzanti, di per sé li ho sempre trovati fuori luogo e fuorvianti, dato che ogni artista ha il suo cammino ben preciso e ognuno è l'espressione del suo tempo e dei mezzi che ha a sua disposizione. Shinkai, per l'appunto, è il figlio di questi ultimi quindici anni in cui lo scribacchiare delle matite e l'odore dei colori hanno fatto posto al ronzio dei computer. Sono questi gli anni in cui è possibile auto-produrre un film e farlo conoscere attraverso la rete al grande pubblico in maniera molto più rapida di quanto ci è voluto soltanto dieci anni fa per "La voce delle stelle". Shinkai infatti impiegò due anni per fabbricarsi il proprio OAV in casa con un semplice computer e tanta fantasia: persino il doppiaggio fu opera sua e della sua compagna. In quest'ottica trovo piuttosto ingenerose le critiche che questo titolo ha ricevuto riguardo alla semplicità dell'aspetto tecnico, in primis per l'anno in cui fu prodotto, il 2002, che ovviamente non offriva ancora le possibilità di cui ora possono usufruire giovani animatori come Hiroyasu Ishida - da vedere il suo corto "Rain Town" del 2011.

"La voce delle stelle " a mio parere va visionato per rendersi conto del processo di maturazione dell'autore, dell'elaborazione del tema della lontananza che toccherà la sua piena realizzazione in "5 cm al secondo" (anche se Shinkai pare non aver ancora esaurito l'argomento), ed è proprio per questo che condivido la scelta della Kazé di unire i due prodotti in un unico cofanetto.
L'aspetto fantascientifico della guerra contro gli alieni è il pretesto per descrivere i sentimenti di due ragazzi, il cui amore ancora in stato embrionale viene drasticamente interrotto dagli eventi che li porteranno a essere in due parti opposte del sistema solare, divisi dallo spazio e dal tempo. L'artificio del cellulare, anzi del messaggio telefonico, è chiaramente un puro espediente narrativo; il regista non è assolutamente interessato alla verosimiglianza della sua storia, e infatti sono tante le semplificazioni che fanno sorridere, ma che possono essere scusate dal budget ridotto: dal fatto che la protagonista combatta sempre in uniforme scolastica, al cellulare, che rimane sempre lo stesso nei decenni. La storia stessa è abbastanza ingenua, ma allo stesso tempo molto poetica.

L'aspetto tecnico è secondo me molto buono, tenendo conto di ciò che si è detto all'inizio. L'aspetto tanto curato dal regista dei fondali che tanto ho apprezzato nei suoi lavori seguenti è qui presente e anche da apprezzare, con i cieli larghi ricolmi di nubi, con i giochi di luce, con i colori soffusi a creare un'atmosfera tra l'onirico e il fiabesco. Il mecha design è invece parecchio grezzo, ma sicuramente non inferiore a produzioni a più ricco budget dell'epoca.
Questo titolo quindi merita a mio avviso una visione, trattandosi di un corto di neanche mezz'ora, magari da anteporre a quelli che sono i successivi titoli di quest'apprezzato regista. Rimango sempre dell'idea infatti che, per comprendere appieno la visione generale e il lavoro svolto da un artista, il metodo cronologico sia il migliore.


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Disillusion

Episodi visti: 1/1 --- Voto 3
Mi rendo conto di essere alquanto spaventato da quest'opera, spaventato dai risultati che ha ottenuto, grazie soprattutto alla conoscenza del fatto che essa è stata fatta quasi interamente da una sola persona e con mezzi propri. "La voce delle stelle" è un anime abbastanza commovente per quanto riguarda l'idea di base, tuttavia, trovo troppo scontato e non del tutto giusto difendere un'opera così tremenda con la scusa che sia realizzata quasi interamente da una sola persona.

Se devo essere veramente obbiettivo, la composizione dell'anime nel suo aspetto psicologico è appena sufficiente, quasi discreta. L'idea dei messaggi spediti che arrivano dopo anni è realizzata in modo da affascinare e commuovere, tuttavia a pensarci bene non è per nulla una gran cosa la storia d'amore impossibilitata a causa delle impensabili distanze; è semplicemente triste e, per come la vedo io, addirittura inquietante, spaventoso e da evitare come esempio. Vedo qualcosa di completamente sbagliato in tutto ciò. Comunque, sono punti di vista, e ripeto, per come la vedo io, la trama è solo sufficiente.
I personaggi non hanno davvero nulla di speciale, anzi li catalogherei sotto la media. Li trovo semplicemente mediocri e già visti e rivisti quasi identici in tante opere meno recenti di questa.

I veri problemi arrivano con la grafica e in generale con l'aspetto "fisico" dell'opera. Trovo che i disegni e le animazioni de 'La voce delle stelle' siano terrificanti e allucinanti. Non è mia intenzione criticare direttamente l'autore, che merita senza dubbio rispetto per il gesto compiuto, ma sinceramente, non mi sarei mai azzardato a portare avanti un'opera con disegni e animazioni tanto terribili e pessimi, tanto che alla visione sono arrivato a mettermi le mani nei capelli sgranando gli occhi. Penso di avere compreso l'intento, ma questi sono quasi i peggiori disegni e animazioni che abbia mai visto in un OAV.
L'audio è giusto quello di base, giusto per non lasciare muta l'opera, il doppiaggio è mediocre, i suoni sono nello standard e già sentiti. Le musiche sono quasi inesistenti e completamente anonime.

Un gran senso di vuoto e oblio mi pervade nella visione e nell'analisi di quest'anime, e non riesco bene a comprendere il senso della sua realizzazione. Per quanto buoni gli intenti fossero, trovo che 'La voce delle stelle' sia venuto fuori terribilmente male a causa del suo aspetto grafico decisamente mostruoso e spaventoso. Di norma non sono il tipo di persona che giudica l'opera solo per il disegno e in generale l'aspetto grafico di un anime, ma in questo caso il livello grafico è uno dei peggiori mai visti, e trovo impossibile non tenerne conto.

Non ce la faccio, non riesco a dire di consigliare quest'anime e mi stupisco che sia piaciuto. Da guardare proprio solo se non si ha neanche il minimo interesse neanche per il character design e se ci si interessa unicamente della storia senza pretese d'analizzare anche solo un minimo tutti gli elementi dell'anime per non rischiare di ammettere che esso sia, per quasi tutti i suoi aspetti, un autentico obbrobrio messo su un piedistallo con la scusa che è realizzato da una persona sola.

Disegni: ★☆☆☆☆
Storia: ★★★☆☆
Personaggi: ★★☆☆☆
Musiche: ★★☆☆☆
Voto in decimi: 3,5.


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Turboo Stefo

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
"La voce delle stelle" è conosciuto ai più come "The Voice of a Distant Star", letteralmente "La voce di una stella lontana", un titolo che ricalca meglio l’ideologia dell’opera che invita lo spettatore a riflettere sulla dura realtà anche se attraverso mezzi atipici.
L’autore è Makoto Shinkai che grazie a questo piccolo grande prodotto è stato notato da pubblico e critica per le sue doti poetiche che gli hanno donato numerose nomee.

Mikako Nagamine è una quindicenne come tante, vive la sua giovinezza in modo spensierato e cerca la sua dolce storia d’amore con Noboru da ricordare per sempre; ma nello spazio si svolge una guerra spietata contro nemici alieni e Mikako viene arruolata tra le forze armate. Salirà così sui robot umanoidi accompagnata solo dal suo cellulare e dal pensiero della distanza che la separa dal ragazzo, colmata solo in parte dai messaggi sempre più lenti ad arrivare.
In soli 25 minuti non è possibile raccontare una storia particolarmente complessa o ben costruita, così l’autore decide di raccontarla a grandi linee e di soprassedere a qualche forzatura per permettere al messaggio profondo e malinconico di esprimersi il meglio possibile, dando solo in parte al resto della storia lo spazio che merita.
I dialoghi non sono il fulcro narrativo, come si potrebbe pensare: sono semplici e ridotti all’osso lasciando parlare così i pensieri dello spettatore e i lunghi silenzi, che hanno lo scopo di simulare l’attesa infinita alla quale sono sottoposti i giovani amanti.
E' atipico il modo in qui viene invitato lo spettatore alla riflessione. La distanza tra i due ragazzi è immensa e una mail impiega lungo tempo per arrivare, inoltre il tempo di attesa si espande in modo esponenziale e in questo modo la mente rischia di andare in confusione per cercare di comprendere i passaggi temporali, ma il tutto è lo stesso immediato e di facile comprensione.

Il comparto tecnico è modesto al primo impatto, la maggior parte degli sfondi e degli elementi è stata creata interamente al computer, compresi i personaggi. I modelli poligonali sono spigolosi e discretamente dettagliati, con animazioni minime. Alcuni sfondi invece sono disegnati manualmente e saranno un tutt’uno con i personaggi immobili.
Ottima è la regia, che regala inquadrature pragmatiche come si addice al tipo di opera. E' felice inoltre la scelta per l’interno dei mecha, come fossero un unico grande schermo: in questo modo la giovane Mikako appare sola nell’infinito spazio.
Il mecha design è basilare, mentre la protagonista anche a bordo delle macchine rimane in divisa scolastica, come se fosse una scelta di... budget.
Se fosse stato una produzione di uno studio, "La voce delle stelle" sarebbe stato un lavoro veramente mediocre anche contando il fatto che era l’anno 2002, ma in verità l’intera opera è stata creata dal solo Makoto Shinkai con il suo computer, e con una piccola collaborazione della moglie, che per due anni non ha fatto altro. 730 giorni per soli 25 minuti di filmato: un lavoro immensamente grande per un uomo da solo, e dopo avere saputo questo particolare ovviamente si guarderà il prodotto con un occhio meno critico.

La colonna sonora è quasi inesistente, ma a buona ragione. Ci saranno un paio di arie dominate dai toni caldi e profondi del pianoforte, ma più importanti sono i silenzi che sottolineano la solitudine e l’attesa.
L’unico aiuto avuto dall’autore è stato dalla MangaZoo, che ha dato fiducia al suo progetto finanziando la parte audio, sia per le tracce sia per gli effetti sonori, mentre il doppiaggio è stato effettuato sempre dallo stesso Shinaki con la moglie.

In Italia il film è arrivato in DVD tramite la D/Visual solo con la traccia originale e i sottotitoli, mentre la versione successiva della Kazé, al menù principale permette di scegliere se vedere la versione originale sottotitolata o quella doppiata in italiano, che è anche discretamente eseguita. In questo modo si può velocemente scegliere la versione preferita.
Sempre dalla Kazé è disponibile anche un cofanetto in edizione limitata di 5cm Per Second, sempre di Shinkai, che contiene anche quest’opera.
"La voce delle stelle" è un breve spaccato della dura realtà, dove in mancanza di un contatto fisico la mente corre ad aggrapparsi a messaggi digitali per sopperire alla distanza fisica tra i cuori.
E' una storia che rimembra quelle vecchie dei militari che spedivano le lettere alle amate in patria, mentre in questa chiave futura anche le donne combatteranno e invece della posta ci saranno le mail digitali.
"La voce delle stelle"è un prodotto che va visto anche solo per rispetto per l’autore, per l’immenso lavoro nel quale si è immerso per inseguire un sogno.


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Kid Icarus

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
La voce delle stelle è un ottimo corto del maestro Shinkai. L'idea di fondo è assai azzeccata e particolare, in un mondo dove ci sono battaglie nello spazio con esoscheletri e navi spaziali comunicare è ancora troppo difficile, così per mandare un sms dallo spazio alla Terra ci vuole un tempo sempre più grande in proporzione alla distanza. La storia si basa dunque su uno scambio di messaggi tra due innamorati di cui uno sulla Terra e l'altra che sta viaggiando nello spazio in una nave da guerra.
Il disegno dei personaggi è molto grossolano ma al contrario quello dei paesaggi è davvero magnifico. Shinkai dà il suo meglio con gli ampi spazi e i paesaggi urbani. Consiglio a tutti la visione, la durata è circa 30 minuti. Per goderlo appieno consiglio la versione con audio giapponese e sottotitoli in italiano.


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micheles

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Sembra proprio che Makoto Shinkai diriga sempre lo stesso film: che il titolo sia "Lei e il suo gatto", "La voce delle stelle" oppure "5 cm al secondo" la storia è sempre quella degli amanti a distanza. Nessuno dei film di Shinkai mi è piaciuto come storia: personaggi che stanno anni e anni a rimuginare su amori adolescenziali mi sono francamente antipatici, mi viene da dire: "datevi una svegliata!". Premesso ciò, ho voluto dare un'occhiata all'anime perché è piuttosto breve e volevo vedere le differenze con il manga omonimo di Mizu Sahara, che lessi qualche tempo fa (voto 5,5).

La differenza principale è che il film è più breve, mancano dei personaggi secondari e inutili descritti nel manga, e soprattutto manca l'inconsistente finale del manga. Già la sola concisione e l'assenza delle pecche del manga porta l'anime alla sufficienza, anche perché l'idea di partenza è buona: inoltre va premiato il lavoro enorme di Shinkai che ha realizzato il film tutto da solo. Gli sfondi, i giochi di luce e il mecha design sono a mio avviso eccezionali, questo è da riconoscere. Le animazioni sono limitate, evidentemente anche per problemi di budget, ma visto il tipo di film che si è voluto realizzare, basato sul tempo che non passa mai per degli amanti separati, le animazioni statiche sono assolutamente appropriate alla trama.
Per tutti questi motivi mi sento di assegnare un 7. Secondo me è meglio questo di "5 cm al secondo", che pure a livello tecnico è eccelso.


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Onpu-chan

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Da brava neo-fan di Shinkai eccomi a vedere e recensire anche Hoshi no Koe, un OAV della durata uguale a una puntata di un anime, e tuttavia così intenso da sembrare lungo e farti sentire la lunga fatica che Shinkai, da solo, ci ha messo per realizzarlo.
Sotto il profilo tecnico, come già molti hanno detto, La voce delle stelle è assolutamente strabiliante per un anime realizzato al 90% da una sola persona. Come si noterà nei successivi film di Shinkai, il suo forte sono i fondali, le ambientazioni, l'animazione di tutto tranne che dei personaggi. Già, perché l'unica cosa che purtroppo contrasta con la bellezza della grafica, è il design dei 2 personaggi e in particolare proprio i loro visi: infatti, laddove l'inquadratura mostra solo una mano o spesso anche altri particolari del corpo, il disegno è anatomicamente ottimo. Ma sui visi si vede moltissimo che il tratto è acerbo, al livello di una persona che ha appena iniziato a disegnare in stile manga.
Il doppiaggio, anch'esso amatoriale, è piacevole: ho sempre sostenuto che Shinkai sia bravo a doppiare, e anche la sua ragazza se la cava; non ho ancora visto né l'edizione dei doppiatori professionisti giapponesi né quella italiana. Tuttavia, trovo che il ridoppiaggio giapponese poteva essere anche evitato, sia perché quello di Shinkai va già bene così sia perché si conserva un ulteriore tratto di amatoriale che tanto rende strabiliante questo film.

Ora veniamo però al punto dolente: la trama. Forse qui Shinkai si è fatto prendere dalla foga di dover creare il suo primo vero film, cercando di attribuirgli una trama importante ma, ahimè, secondo me ha fatto il passo più lungo della gamba. In 24 minuti è davvero impossibile parlare di guerre spaziali, altri mondi e psicologia dei personaggi, tutto insieme. Così, per quanto il messaggio a livello emozionale rimanga poetico e toccante, esso viene oscurato dalle tante domande e assurdità generate da una trama inevitabilmente abbozzata. Alcuni esempi su tutti: in base a che cosa vengono scelti dei ragazzini di 15 anni per combattere nel bel mezzo della galassia e non astronauti professionisti? Basta davvero andare bene a scuola e cavarsela nello sport per essere spedito a pilotare un robot ad anni luce da casa? E perché la protagonista non rifiuta l'incarico? Che ne pensa la sua famiglia, che mai viene menzionata? Come mai, nonostante la tecnologia così avanzata, un pilota è ridotto a comunicare con un cellulare generazione anni '90 che recapita le e-mail dopo anni? Queste e tante altre domande rimangono senza risposta, e penso sia un po' troppo. Shinkai avrebbe fatto meglio a scegliere una trama di fondo più semplice, come quella di Byosoku 5 Centimeter, e limitarsi a parlare della distanza tra le persone come lui sa fare bene.

Ciononostante, non me la sento di mettere un voto sotto la sufficienza a un OAV auto-prodotto così bene. Perciò il mio voto è una media tra un 10 alle intenzioni, all'impegno e al merito di una persona che ha creato tutto questo da solo, e un 4 dovuto alla trama.
P.S.: Sarebbe bello se Shinkai, ora che ha un minimo di staff e mezzi migliori, facesse un remake di questa sua prima opera, stavolta con un buon character design come quello dei suoi film attuali, una lunghezza adeguata (almeno un'ora e mezza) e una trama quindi più approfondita. Sarebbe davvero un'ottima idea.


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SeiyaJJ

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Hoshi no koe, tradotto in italiano come “La Voce delle Stelle”, è un episodio OAV girato dal promettente Makoto Niitsu; al secolo <i>Makoto Shinkai</i>.
Attualmente sulla cresta dell’onda, Shinkai, oltre a essere considerato un regista di successo, è anche un doppiatore, nonché animatore. Sin dall’infanzia, appassionato di manga, anime e di letteratura, il trentottenne regista di Nagano, sul finire degli anni ’90, ha iniziato a dare sfogo alla sua creatività con l’opera sperimentale <i>Lei e il gatto (Kanojo to Kanojo no neko)</i> , rapendo la curiosità della critica e degli addetti ai lavori nel settore dell’animazione, prima ancora che dei fan.

Con <i>Hoshi no Koe</i>, che ha ispirato anche un adattamento cartaceo curato da Mizu Sahara, il regista spinge il suo genio creativo verso auree destinazioni; attraverso un concept di tipo fantascientifico, tenta - e probabilmente ben riesce - a presentare allo spettatore i tormenti di una relazione amorosa a distanza, nonché tutto ciò che comporta la lontananza e la conseguente incomunicabilità. Se la storia d’amore adolescenziale porterebbe a suggerire un’atmosfera e un trasporto sentimentale tipico di quella determinata fascia d’età, l’impostazione malinconica e l’ambientazione futuristica fanno sì che i contenuti riflessivi vengano estrapolati dal contesto scolastico-giovanile, per colpire nel profondo spettatori di ogni età; i quali saranno trascinati via dal consueto e immersi in un universo d’ introspezione profonda.

Protagonisti della vicenda sono <i>Mikako Nagamine</i> e <i>Noboru Terao</i>, due ragazzi delle medie che si promettono – con innocente affetto - di proseguire gli studi insieme, frequentando lo stesso liceo. Tale promessa, però, sarà presto disattesa, poiché Mikako viene arruolata nelle forze dell’ONU e lanciata nello spazio a bordo dell’astronave Lysithea con la missione di pilotare degli avanzati robot, i Tracers, per combattere i Tarsians, pericolosi alieni che infestano le galassie.
Sarà durante questo viaggio interstellare che l’amore platonico tra Mikako e Noboru si rafforzerà. La distanza esponenzialmente crescente tra le loro persone farà sì che le e-mail - unica forma di linguaggio che ancora li tiene in contatto - inviate da Mikako arrivino con sempre maggiore ritardo, fino a culminare in un messaggio che viaggia nell’etere per otto lunghi anni.
Il finale è da interpretare, il regista quasi intenzionalmente ci distrae con roboanti esplosioni cosmiche, lasciando lo spettatore a riflettere nella candida luminescenza del proprio se stesso.

Opera auto-prodotta, dal basso costo economico ma dalla grande validità contenutistica e graficamente brillante, <i>La voce delle stelle</i> pecca leggermente di pretenziosità, riscontrabile nella forte sperimentazione dell’autore, che si prende qualche libertà tecnica non proprio esatta, e nel messaggio che s'impegna a restituire.
In virtù di questo mio personale giudizio globale su “La Voce delle Stelle” di Makoto Shinkai, mi dispenso dal consigliarne a tutti la visione.
Voto 7, breve ma intenso.


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Swordman

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
<i>La voce delle stelle</i> (in originale <i>Hoshi no koe</i>) è considerata l'opera prima del regista giapponese Makoto Shinkai, divenuto poi celebre anche per altri lavori, ma balzato sotto le luci della ribalta per aver realizzato praticamente da solo e quasi “artigianalmente” questo corto animato.

La storia è incentrata su due amici d'infanzia, Noboru e Makiko. I due, molto legati dall'amicizia, sono però destinati a separarsi quando Makiko viene reclutata dall'esercito per una spedizione spaziale volta ad affrontare una non meglio identificata razza aliena ostile.
Dalla sua solitudine nello spazio aperto Makiko inizia a spedire messaggi a Noboru sulla Terra, messaggi che però impiegano sempre più tempo ad arrivare man mano che la distanza aumenta.

È attraverso questo sempre più dilatato scambio di messaggi da distanze sempre più siderali che arriva il messaggio vero e ultimo dell'anime che non risiede per me nell'affrontare il distacco e la separazione dell'amato, ma in un feroce grido d'affermazione dei sentimenti e dell'individuo come “assoluti”, contro le “relativistiche” leggi del tempo e dello spazio che farebbero seppur involontariamente sparire questi sentimenti. <i>“Un sentimento che trascende il Tempo”</i> (per fare una citazione) e anche lo spazio insomma.
Tecnicamente si nota lontano un miglio l'artigianalità del disegno dei personaggi e la fattura delle animazioni, chiaramente sotto questo punto di vista l'anime non regge il confronto quasi con nessun altro. Sorprendenti invece gli sfondi che risultano molto evocativi e affascinanti, quasi delle piccole opere d'arte.

Come per molte altre opere, ho deciso di vedere <i>“La voce delle stelle”</i> dopo averne sentito a lungo parlare bene. Sicuramente il risultato è sorprendente se si considera la sua genesi realizzativa; è anche un anime che porta un messaggio piuttosto importante. Tuttavia non se ne possono ignorare i limiti tecnici e della narrazione della storia che, anche per via della breve durata, lascia molti punti insoluti.
Rimane comunque un titolo interessante, meritevole di visione (anche per ampliare la propria“cultura di base” nell'animazione giapponese) e che ci lascia con delle speranze e con vari spunti di riflessione.


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Doppelgänger

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Nel 2046, i giovani Mikako e Noboru si vedono separati quando la prima si arruola nell'esercito per fronteggiare una razza aliena ostile, mentre il secondo continua la sua vita sulla Terra. L'unico mezzo di comunicazione che i due hanno sono i messaggi tramite telefonino, che però richiedono sempre più tempo per essere ricevuti man mano che Mikako si addentrerà nello spazio profondo. Il loro rapporto resisterà a questa dura prova?

Realizzato al 90% da un'unica persona, Makoto Shinkai, questo piccolo OAV di 25 minuti è l'esemplificazione di come la semplicità (se non povertà) di mezzi possa andare di pari passo con la bravura narrativa, specie quando si ha qualcosa di chiaro da dire.
E La voce delle stelle, adattamento dell'omonimo manga, ha un messaggio, forte e delicato: l'amore è un qualcosa che resiste nel tempo e nello spazio?
La risposta è meno ovvia di quanto possa sembrare, perché i protagonisti soffrono davvero la lontananza, e ognuno cerca di affrontarla a modo suo.
Certo, a volere essere pignoli si può obiettare che il tema della lontananza sia affrontato in maniera unilaterale, ossia non si approfondisce se e come Makoto senta la distanza dei familiari, del luogo di origine, e così via, visto che risulta un po' difficile credere che l'unico problema della lontananza sia la mancanza di Noboru, il cui amore peraltro era in forma molto embrionale.
Ma comunque, tralasciando queste debolezze nella trama quello che ci resta è una piccola perla, fatta di paesaggi poetici, momenti quasi onirici, e che di sicuro sa colpire emotivamente.

Sul fronte tecnico il giudizio è ambiguo, poiché se è palese che la qualità grafica sia tutt'altro che eccelsa, pur vantando, l'anime, una discreta computer grafica, il buon design dei mezzi, i suddetti bei paesaggi e poco altro salvano la baracca rendendolo abbastanza piacevole da guardare, specie considerando che tutto l'aspetto visivo è stato realizzato da un'unica persona.
"La voce delle stelle" è consigliato di cuore a tutti. C'è chi lo osannerà come capolavoro, chi ne vedrà i limiti, ma dubito che possa risultare un'esperienza negativa, specie per la sua brevità.

Voto: 8.


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Pan Daemonium

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
"La voce delle stelle" è un'opera davvero buona, per essere sostanzialmente quasi del tutto amatoriale.
Tecnicamente non eccelle nella morfologia dei personaggi, ma gli scenari e le parti spaziali e tecnologiche sono fatte molto bene, sembra quasi di essere di fronte ad animatori esperti.
Il tema principale, inoltre, è ben studiato: la distanza fra due amanti. Una distanza non solo fisica, cioè spaziale, ma anche temporale e mentale.

Spaziale perché la ragazza è costretta, seguendo i suoi sogni, a viaggiare verso i limiti del Sistema Solare e poi addirittura verso Sirio, una stella distante 8,6 anni luce dal Sole. Temporale perché l'unico modo di avere rapporti verbali con il proprio amato è inviargli delle mail, che però, con l'aumentare della distanza, arrivano sempre più sporadicamente. Nel momento in cui la ragazza è nel SS di Sirio impiega quasi 9 anni a far raggiungere la propria mail al giovane. Direttamente correlata è la distanza mentale, cioè la tendenza dell'uomo a dimenticare ciò che non ha sotto gli occhi costantemente. Quest'ultima distanza, però, è la meno marcata e, anzi, scompare nel finale, dove l'autore vuole sottolineare come tutti questi ostacoli (spaziali, temporali e mentali) non riescano comunque ad intaccare un sentimento puro come quello provato dai due giovani protagonisti.

Molto bello è il finale, in cui avviene un soliloquio a testa, ognuno per conto proprio, che però s'intreccia irrimediabilmente e spontaneamente con quello dell'amato: questo a dimostrare la similarità di vedute dovuta al sentimento provato. Non ci si faccia confondere dagli avvenimenti: l'intreccio dei monologhi non è temporalmente coincidente, anzi: il monologo del ragazzo avviene 9 anni dopo il monologo della ragazza. Insomma, anche un lasso di 9 anni non deleteria un sentimento che continua a far sì che il feeling, la lunghezza d'onda tra le due anime gemelle rimanga perpetuamente intatta e solida.


 2
Nae

Episodi visti: 1/1 --- Voto 4
Mi rendo conto di stare andando pesantemente controcorrente, ma ho tutte le intenzioni di spiegarlo il mio 4 e preciso fin da subito che non è la grafica artigianale a spingere in basso il voto. Riconosco l'impegno di Makoto Shinkai, senza dubbio è stato grandioso: il gesto però, non l'opera; l'opera non è grandiosa, la storia è mediocre, i personaggi banali e la conclusione scontata.
La trama vede un mondo futuristico che è alla caccia di alieni, i Tasiani, che hanno dato un input pesante alla tacnologia terrestre, ma hanno anche dato il via a una guerra stellare. L'ONU seleziona ragazzini delle medie allo scopo di formare un gruppo di piloti per i Tracers, robottoni in grado di competere con le forze aliene, che invece sono (sembra) entità biomeccaniche, ma nessuno si scomoda a spiegarlo, tanto meno la protagonista, che nel bel mezzo di una battaglia si preoccupa della recezione del cellulare se si allontanano ulteriormente dalla Terra, invece di pensare a come salvarsi la pelle - e qui non ho parole.

Mikako e Noboru sono due amici e compagni di Kendo alle scuole medie quando la prima scopre di essere stata selezionata per combattere gli alieni chissà dove nell'universo, e ovviamente dire "No" non è nelle opzioni papabili. Così prima d'iniziare il liceo la fanciulla parte per lo spazio, prima per l'addestramento su Marte, e poi via verso lidi sconfinati a caccia dei tarsiani, il tutto con la divisa scolastica delle scuole medie, tanto in addestramento quanto in combattimento. Ora, io capisco che l'opera è artigianale, ma se Shinkai ha disegnato quei bei robottoni poteva farcela a fare una tutina spaziale senza troppe pretese, o una plagsuit alla Evangelion, che ricordo è del '95, quindi l'idea non doveva nemmeno farsela venire.

Il contatto tra i due amici dopo la partenza della ragazza è il cellulare con cui lei manda mail a Noboru. Perché, ebbene sì, c'è la tecnologia per fare i salti warp, ma per contattare la Terra si usa il cellulare, lo stesso modello del telefono di Bell, con copertura intergalattica, che però ha lo scarto temporale per la distanza spazio-tempo. Infatti, man mano la flotta si distanzia dalla Terra, più gli anni luce si fanno ampi, più tempo è necessario perché le mail arrivino sulla terra, ed è questo il perno della trama, lo scarto temporale e la distanza. Ora, senza offesa, ma io questo colpo di genio non lo riesco a vedere e dopo la visione dell'OAV non l'ho percepito.

Il fatto che i due siano ragazzini aiuta a rendere ridicola la faccenda legame: Noboru vive una vita normale, pertanto crescendo e affrontando l'adolescenza ineluttabilmente il ricordo dell'amica, quasi amante, forse amata, deve mutare, divenire un bel ricordo che ha un suo lapillo ogni volta che suona il beneamato telefono, ma che non domina la sua vita. Mentre, invece, ha più senso l'attaccamento morboso della ragazza a questo suo contatto con il passato, con la se stessa libera dalla guerra, anche se, diciamolo, una mail alla mamma per dirle sono viva, dopo i combattimenti, poteva anche sbattersi a mandarla. Però questo lato della faccenda non è esposto, in quanto non era il punto centrale dell'anime e sono ben disposta a riconoscerlo.
La conclusione a cui arrivano la sedicenne pilota in sincrono con il venticinquenne Noboro è a mio avviso un picco di agrodolce non necessario, in un anime dove il centro sono loro due e tutto è stato scartato per loro due, ma di loro due non è stato detto abbastanza per scartare tutto il resto. E per resto intendo: chi sono gli alieni?, cosa sta succedendo?, come scelgono i piloti?, ma perché mettere 'sta cosa dello spazio?, etc. Non è un qualcosa di miracoloso, è qualcosa che lascia scettici, ed è così che mi sono sentita guardando quest'anime.

Il vero miracolo di Makoto Shinkai non è questo, il suo essere un genio sta altrove e per la precisione sta in Byousoku 5 Centimeter. Lì, senza lo spazio, senza la follia del cellulare, il delirio degli alieni e via dicendo, è riuscito a rendere quella malinconia impalpabile ma inarrestabile che crea la distanza e la separazione forzata: è riuscito a toccare l'anima di quell'emozione tanto sottile quanto penetrante.


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BigBossToni

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
E' incredibile come a volte bastino un po' d'immaginazione, del tempo a disposizione e soprattutto una grande creatività e determinazione per riuscire a creare qualcosa che sembra impossibile sia scaturito dalla (geniale) mente di una singola persona. Makoto Shinkai è l'unico nome che troverete nei titoli di coda de La voce Delle Stelle, e non per pura dimenticanza. Geniale, con le sue sole mani e l'ausilio di un Macintosh è riuscito a dar vita e spessore a una storia surreale quanto emotiva. Ha creato un universo e lo ha popolato di due sole persone, due ragazzi delle medie inseparabili amici e silenziosamente innamorati. E ha conferito loro una voce, la sua voce per Noboru, e la voce della sua ragazza per Mikako.

Due ragazzi i protagonisti di tutto, e senza che si senta il bisogno di vederne altri.
L'universo popolato da loro due soltanto è più bello che mai, ma è in pericolo. Una razza aliena, i Tharsiani, proveniente da Marte minaccia la Terra, ed è preciso compito di pochi eletti salvare il pianeta dal pericolo incombente. Fortuna vuole che Mikako sia stata scelta per schierarsi in prima linea in questa guerra interplanetaria che la vedrà pilota di un mastodontico mecha all'estenuante ricerca della schiva razza aliena. Ma la difesa dell’umana specie le costerà l'allontanamento da ciò che di più caro ha al mondo.
La razza aliena è fuggiasca, e a ogni avvistamento le distanze tra lei e Noboru aumentano vertiginosamente. Metro di misura di questa distanza non saranno i consoni anni luce, bensì il tempo d'invio di una e-mail, unico strumento con cui Mikako riesce a contattare Noboru. Da pochi minuti si passerà a ore, interi giorni, sei mesi superato il confine del Sistema Solare, e quasi un decennio una volta alle porte di Sirio. Ciò che per Mikako son state solo poche ore di viaggio per Noboru saranno interi anni. E man mano che le distanze si faranno incolmabili, nelle menti dei due giovani ragazzi si anniderà la consapevolezza di non poter vivere il loro tempo insieme.

Distanze che aumentano e speranze che si affievolisco, che fendono lo spazio e il tempo in due frammenti che viaggiano a velocità diverse, sempre più lontani, ma mai abbastanza da sopprimere l'indissolubile sentimento che lega i due ragazzi.
Un tempo che scorre dolcemente accompagnato da una colonna sonora davvero sublime, dove malinconiche melodie ci catapultano nella tristezza di un allontanamento, e acuiscono il senso di nostalgia di un percorso di vita condiviso divenuto irrealizzabile.
Melodie che si vivacizzano nei momenti più concitati che vedono all’opera il potenziale bellico dei mecha, scene queste ultime che evidenziano i limitati mezzi a disposizione dell’autore per la creazione di quest’opera d’animazione. Per quanto curata e fluida, il limiti nell’utilizzo della computer grafica si fanno evidenti proprio nelle scene di combattimento, ma avendo queste ultime puramente lo scopo di giustificare il viaggio intrapreso da Mikako, tale pecca passa praticamente inosservata. Da osservare invece, e fino allo strenuo, sono gli stupendi fondali che donano colore foto-realistico ai paesaggi rendendoli incredibilmente poetici.
Una poesia. Perché in fin dei conti La Voce Delle Stelle è una bellissima poesia.


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BluVega

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Makoto Shinkai dopo essersi laureato in letteratura giapponese ha iniziato a dedicarsi all'animazione producendo, completamente da solo, dei piccoli ma bellissimi cortometraggi. Uno di questi è proprio Hoshi no Koe, La Voce delle Stelle, in cui, secondo me, arte e poesia sono coniugate magistralmente, con il risultato finale che la storia è di una tale forza espressiva da mozzare il fiato. Una storia triste, malinconica e commovente che, nonostante l'ambientazione fantascientifica, va dritta al cuore parlando di vita vissuta e sentimenti reali.
Assolutamente da non perdere.


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ivan180378

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Pittoresco questo breve anime. E' una pennellata romantica ambientata nel futuro. Parla di due ragazzi entrambi studenti, innamorati, che si trovano separati da distanze siderali, poichè lei diventa pilota di un robot e combatte contro un popolo alieno. Unico contatto fra di loro: SMS che impiegano anche anni per arrivare.
E' una breve pennellata di poesia e di romanticismo. Carino, ma eccessivamente breve per poter meritare un voto superiore. Consigliata comunque la visione.


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shuuchan

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Più che l'anime a meritare elogi è l'autore, Makoto Shinkai, in grado di realizzare un'opera come questa utilizzando solo il suo PC, la sua pazienza e le sue doti creative. Nonostante la breve durata, l'opera è in grado di catapultarci efficacemente in un mondo fatto per lo più di silenzi. Lo spunto di partenza è tanto semplice quanto acuto: per quanto possa essere rapida anche la comunicazione tramite cellulari può avvenire al massimo alla velocità della luce. E se i due protagonisti della storia, all'inizio compagni di classe, finissero per trovarsi separati l'uno dall'altra da milioni di chilometri di spazio profondo? La risposta è evidente: per ricevere anche un solo sms sarebbero necessari anni. Così i due finirebbero per essere separati non solo nello spazio, ma anche nel tempo ("Al Noboru di 25 anni da Mikako di 16 anni"). Abituati grazie alla tecnologia all'immediatezza della comunicazione, per tutti noi questo anime può essere un pugno nello stomaco perché tratta una storia d'amore senza contatti possibili anche se fortemente desiderati. E l'unica consolazione è la certezza di sapere che i propri pensieri sono gli stessi della persona amata, ovunque essa sia nell'universo. Tecnicamente, proprio per la sua realizzazione "casereccia", l'opera è particolare: a fondali eccezionali, effetti di luce strepitosi e buona computer graphic si affiancano un character design insicuro e animazioni non sempre naturali. D'altra parte si tratta comunque di realizzazioni decorose, realizzate (ricordiamolo) da una persona sola: ed allora si possono ben definire "fenomenali". Per lo stesso motivo anche la colonna sonora non brilla. Eppure svolge dignitosamente il suo compito. Ma la vera forza dell'anime sta nella sua poesia: Shinkai è stato in grado di instillare poco a poco nello spettatore un'incommensurabile nostalgia, usando per lo più un linguaggio fatto di inquadrature e giochi di luce.
Un'opera che non si può dimenticare facilmente.

Alexander

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Alexander

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Devo fare i complimenti a questo Makoto Shinkai, creare un film (anche se dura solo 20 min) con una grafica del genere, quasi completamente da solo non è certo una cosa che capita tutti i giorni.
Tuttavia in sé e per sé mi è sembrato leggermente inferiore a Kigeki: non c'è la stessa atmosfera e la stessa tensione, e soprattutto non ha una vera fine... Resta sospeso così a mezz'aria come se fosse incompiuto, questo è l'aspetto che mi è piaciuto di meno...
Comunque se consideriamo che è stato fatto da una sola persona è di sicuro un capolavoro; se decidesse di dedicarsi a serie vere e proprie, mi sa che ne vedremo delle belle!


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ALUCARD80

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Uno dei primi lavori di Shinkai, e forse uno fra i più belli.

Come già gli "esperti nel settore" avranno notato, questa breve, intensa e romantica storia di circa trenta minuti ha preso molto dall'ormai noto Gunbuster, nota opera della Gainax, antesignana del genere mecha - spaziale dai risvolti psicologici. La voce delle Stelle in realtà ne è solo ispirata, e si concentra esclusivamente sulla storia di due ragazzi, i protagonisti di una storia alquanto singolare. E' chiaro sin dalle prime battute chi i giovani sembrano essersi innamorati l'uno dell'altra, ma il fato li dividerà in una delle maniere più insospettabili: in un futuro molto vicino a noi (eppure ben poco probabile) la razza umana è alle prese con la lontana minaccia di una guerra interplanetaria con una misteriosa razza aliena, e alcune persone vengono scelte per combatterla, prevalentemente gente giovanissima, che durante il viaggio attraverso lo spazio giungerà a contatto con gli alieni in età "adatta" per poterli combattere. Purtroppo, la ragazza di questa giovane coppietta è una delle persone scelte per combatterle e ai due non rimarrà altro che tenersi in contatto via sms (sarebbe più corretto dire che si scrivono e-mails tramite cellulari piuttosto potenti e alquanto singolari, vista la distanza da cui si scrivono) per potersi parlare. Ma man mano che il viaggio della ragazza proseguirà, la distanza dalla terra aumenterà e i messaggi impiegheranno sempre più tempo per giungere: all'inizio si tratterà di qualche ora, poi di giorni, e via via dilatandosi fino a periodi lunghi anni.

Come chiaramente si intuisce la storia è semplicissima, l'idea già vista (ma sicuramente non banale) e la visione di un amore adolescenziale trattato in questo modo risulta struggente, triste e bellissimo. Sebbene l'anime duri poco riesce a trasmettere tutte le sensazioni che probabilmente Shintai voleva regalare agli spettatori, anche grazie a una gamma di colori pastellati, brillanti e inquadrature e tagli degni di un film d'autore. Sconcertante è stata la notizia di quando ho appreso che lo stesso Shintai ha realizzato da solo, su un semplice Machintosh (!) l'intero cortometraggio, e a quanto ho letto è stato persino doppiato con mezzi, per così dire, "artigianali".
Eppure, nonostante la CG sia piuttosto semplice (e a ragioe se proprio si vuole trovare un punto debole di tutto l'OAV), il resto incanta letteralmente: musiche coinvolgenti anche se si tratta di una colonna sonora ristretta che si riduce ad una manciata di brani, animazioni in alcuni tratti quasi surreali, inquadrature studiate e scenari meravigliosi che catturano letteralmente l'occhio sono i tasselli di un mosaico sapientemente creato da un artista che è partito semplicemente dal suo pc e ne ha tirato fuori una vera e propria opera d'arte; mai come ora si dovrebbe sottolineare l'esempio di come l'amore per l'animazione e per il disegno accostati ad un certo talento e a tanta buona volontà possono far scaturire piccoli capolavori, e Hoshi no koe è un esempio lampante di tutto ciò, non che una bandiera e un incoraggiamento per chi vorrebbe emergere in questo (difficile) mondo.

In definitiva si tratta di una storia romantica, volendo anche di un esperimento d'animazione, una sorta di punto d'inizio del viaggio artistico di un autore che ha mostrato (anche prima, a dire il vero) grandi potenzialità, e che soprattutto qui fa intendere di avere ben altro da poter dare al mondo dell'animazione. Se lo vorrete guardare, mezz'ora spesa bene.


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Mifune

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Il signor Makoto Shinkai è davvero un genietto. Dopo il precedente She and Her Cat continua la sua ascesa verso l'olimpo degli autori con questa intensa opera. Questa volta non si punta più su un linguaggio sperimentale ma confeziona un anime tipico. Certe scelte grafiche e visive comunque sono azzeccatissime e nuove. Poi c'è da considerare che anche se questa volta si affida ad un numero maggiore di collaboratori il risultato finale forse non è all'altezza. Certo i limiti sono principalmente di budget, ma questa volta invece di cercare di nasconderlo o sublimarlo lo mette in mostra con una CG davvero scadente.

TRAMA
Una storia d'amore tra una ragazza Mikako Nagamine arruolata nell'esercito per combattere gli alieni e un ragazzo Noboru Terao rimasto sulla terra in attesa del suo rientro. La loro storia d'amore è narrata tramite le e-mail che i due si mandano. Queste e-mail però impiegano sempre più tempo ad arrivare a destinazione e sottolineano la distanza fisica tra i due, che comunque continueranno a loro modo la storia d'amore.

RECENSIONE
Regia: Makoto Shinkai
Sceneggiatura: Makoto Shinkai
Musica: Tenmon
Produttore: Yoshihiro Hagiwara
Animazione: Makoto Shinkai
Sound Producer: Kiyoshi Okabe
Sound Recording: Youji Nishimura
Voice Direction: Toshiki Kameyama

Ok ci troviamo davanti ad un caso raro di anime autoprodotto, quindi anche in questo caso non si può criticare questa opera come una normale serie. Tecnicamente dimostra tutti i limiti finanziari, anche se molte scene utilizzano una fotografia particolare e una regia ingegnosa che funziona. La scelta di utilizzare la CG sicuramente da un lato gli facilita il lavoro ma purtroppo da un altro lato, abituati come siamo a CG davvero eccezionali, è davvero bruttina e poco curata. Il mio non vuole essere un assalto ad un autore che comunque dimostra delle capacità sicuramente superiori alla media. La storia narrata come un racconto epistolare funziona e la distanza viene percepita dallo spettatore in maniera molto realistica grazie alle e-mail. I combattimenti non sono il massimo ma servono unicamente come metafora del rapporto che stanno vivendo i due giovani. Lontani e vicini tra le stelle.

MY OPINIONE
Mi è piaciuto tanto She and Her Cat, così tanto che questo prodotto mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. Certo criticare un autore che spende solo 500 euro e con il suo Mac crea autonomamente venticinque minuti di anime sembra una bestemmia. Eppure a me questo lavoro non mi ha convinto.

INFINE
Si si si e ancora si. Voglio un altro anime di questo regista/autore/artista. Voglio vedere come cresce, come diventa adulto. E vorrei sopratutto che fosse un esempio per tutti i ragazzi che si vogliono cimentare con cortometraggi sia animati che live-action. Insomma non si può fare altro che inchinarsi davanti Makoto Shinkai e alla sua bravura.


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hideki20

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Devo dire che quest'anime inizialmente non mi interessava molto... l'ho iniziato a vedere con poca attenzione, ma a quasi metà storia ero completamente assorto dal racconto e alla fine per apprezzarlo proprio dall'inizio l'ho rivisto subito. Il responso finale è che è un vero e proprio capolavoro da vedere assolutamente.
Ci sono alcuni problemi riguardo la trama, ma a dire la verità non li avevo mai notati.
Dopo aver visto l'anime consiglio di leggere assolutamente il manga... che chiarisce molte cose e secondo me migliora al 10000% il finale che l'anime lasciava troppo aperto.
Poi se vi è piaciuto o vi ha colpito quest'anime guardatevi anche "Byousoku 5 Centimeter" che a mio parere è anche meglio ^^


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Caio

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Un corto costruito superando le distanze e il tempo ma fondato su un messaggio semplice quanto importante "io sono qui". La riflessione che segue è "tu ovunque sia, sappi che io sono qui anche per te". E' un bellissimo messaggio molto maturo che il regista maschera tra la guerra umani alieni e le riflessioni dei due protagonisti. Tolte le scene di azione , certo spettacolari, ma poco interessanti al fine del messaggio da trasmettere al lettore, la pellicola segna con le sequenze in solitaria il tema dell'esisto in quanto sono. Bella rilettura di Kaplan in chiave più ludica ma bella.

jerboa83

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jerboa83

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
L'idea della distanza è interessante, ed anche i due personaggi principali sono tratteggiati piuttosto bene, anche se la brevità dell'OAV non permette di cogliere molte sfumature. Belli gli sfondi, un po' "plasticosa" la CG a tratti. Se da una parte il modo in cui l'anime è stato realizzato pende decisamente a favore, così non è per la trama, praticamente inesistente ad eccezione del tema principale.

Piacca

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Piacca

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Capolavoro!!!!

Ho visto Hoshi no Koe quasi per una casualità, ne avevo sentito parlare... ma non mi ero mai addentrato nell'opera. E poi, beh ... amore a prima vista!
Certo alcune situzioni tipiche dei manga e anime (tipo i ragazzini delle medie chiamati a combattere... ah sti giapponesi... ok dare fiducia alle giovani generazioni... ma, sarà che sto invecchiando io :P...., si esagera un po hihihi) posson esser dure da digerire ad un primo sguardo, ma il film non è questo, il film parla di altro. Bisogna chiudersi le orecchie e far ascoltare il cuore! E solo allora il mediometraggio sarà compreso appieno.

MatteRove

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MatteRove

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Ok un altro capolavoro del Makoto in fase di allenamento per i 2 successivi lavori. Il tema è il solito: "La sofferenza della Lontananza" non solo fisica, ma soprattutto "mentale" e "meta-fisica". Le frasi d'effetto poi non mancano di certo e la tristezza che permane per tutta la storia tende davvero all'assoluto. Forse i robot non erano cosi necessari, ma comunque va benissimo davvero benissimo cosi. Tendente all'eccellenza!

tomino74

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tomino74

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Un autentico piccolo, grande gioiello dell'animazione. Un miracolo costruito da un'unica persona praticamente da sola? Che sia questa la nuova frontiera dei fan-film? Chissà se in Italia dopo l'esperienza di Dark Resurrection (film di buona fattura su Star Wars girato da fan italiani) non vedremo anche da noi anime fatti in casa ripetendo l'esperienza del buon Makoto Shintai. D'altro canto lo stesso Shintai non ha fatto altro che mettere a frutto le sue conoscenze tecniche e il suo amore per gli anime. La Voce delle Stelle è un mix tra la space-opera (tipo Nadesico e Gunbuster), il fantarobotico (Gundam, Evangelion) e il sentimental-scolastico (Le situazioni di lui&lei). Certo stare a riflettere su alcuni particolari potrebbe guastare la visione di questo mediometraggio. Chiedersi, ad esempio, perchè l'esercito spaziale delle Nazioni Unite stia a reclutare ragazze delle medie per una spedizione interstellare non ha molto senso (lo richiede la trama ed è un cliché, punto). Oppure come mai le navi spaziali possano fare dei Balzi ultraluce sino a Sirio ma le comunicazioni radio sino alla Terra no. Inutile anche chiedersi come la protagonista riesca (anche se via, via con un tempo di attesa sempre più lungo) ha mandare delle mail con il suo cellulare da Marte, Giove e Sirio. Un premio al gestore che è riuscito nell'impresa!
Piuttosto anche ridicolo anche il fatto che la nostra eroina dello spazio combatta sul solito Mobile Suit simil-Gundam ancora con l'uniforme scolastica addosso! Sono inezie però: qui l'autore ci parla dei sentimenti che le distanze e il tempo possono erodere ma non cancellare, della bellezza della natura (bellissima la scena della pioggia su un pianeta alieno di Sirio), dell'infinità dello spazio e dei suoi pericoli (rappresentati dagli extraterrestri Tarsiani). Insomma cosa si può volere di più da una persona sola? Semmai questo La Voce delle Stelle è un esempio virtuoso da imitare, una sorta di guanto di sfida che speriamo che (prima o poi) venga raccolto da qualche italiano.

Naco

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Naco

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Devo ammettere che molto probabilmente il mio giudizio in proposito sarà molto condizionato dal fatto che ho prima letto il manga e poi ho visto l'anime.
Con questo, non voglio dire che non mi sia piaciuto: nella sua brevità, vi avverte tutto il sentimento che unisce i due. Particolarissima la storia, pur nella sua sobrietà: due ragazzi divisi dal tempo e dallo spazio che, nonostante tutto continuano a volersi bene e a pensare l'uno all'altro.
A differenza del manga che vi è stato tratto però, la storia corre un po' veloce, laddove, l'opera cartacea si sofferma di più sui sentimenti del ragazzo e porta alla storia nuovi personaggi, non essenziali, ma comunque utili a dare quello spessore in più ai due protagonisti.
Ma la vera bellezza di questa opera, secondo me, non è solo nella particolarità della trama, quanto nella sua realizzazione. Splendida. I disegni, il character, le musiche... tutto. Quando ho letto come è stato realizzato, non ho voluto crederci.
Unica pecca che ho riscontrato, nella visione in italiano, è stata la scelta dei doppiatori: per il ragazzo, nulla da dire, ma lei... non ho trovato un minimo di sentimento, nel modo in cui recitava e questo ha inciso probabilmente anche nel mio approccio all'opera, a livello di pathos.

The Drill-Man

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The Drill-Man

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Anche con questo breve anime, Makoto punta direttamente al cuore dello spettatore: impossibile non farsi trascinare da questa storia d'amore che va contro spazio e tempo.
Una regia magistrale accompagnata da una colonna sonora creata dal maestro Tenmon rendono questi 25 minuti veramente speciali.
Insomma, veramente straconsigliatissimo a tutti.
Per chi non lo sapesse successivamente all'anime è uscito anche il manga, che approfondisce la storia già raccontata e la continua, mettendoci una fine (o quasi).

Riccardo.7

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Riccardo.7

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Makoto Shinkai, hai fatto vibrare le corde della mia anima. La Voce delle Stelle è qualcosa di meraviglioso, fondali curatissimi, oggetti iper dettagliati come ad esempio il giornale di carta elettronica (si vede solo per qualche secondo) ma vi si possono leggere articoli interi ( zoom please ;) ), e vogliamo parlare dei Robot ? Stupendi ! La cabina di pilotaggio sferica, non è una novità, ma basta far caso alla voce che Makoto Shinkai ha usato per il computer di bordo, e allora capirete che quell'uomo è un gigante dell'animazione, un perfezionista. I personaggi non sono molto ben definiti a livello grafico per una scelta dell'autore, perchè la forza di Hoshi no Koe è la trama.
Nagamine e Noboru vivono nella stessa città, frequentano la stessa scuola e purtroppo da anni va avanti una guerra tra gli umani e una razza aliena; Nagamine viene selezionata fra migliaia di ragazze/i per diventare pilota dell'esercito terrestre e quindi deve partire per marte dove dovrà addestrarsi. Il solo mezzo di comunicazione di questi due ragazzi innamorati (mai dichiaratisi) è l'email spedita dai loro rispettivi cellulari (in Giappone da molti anni nei telefonini usano l'email e non l'sms). Man mano che la distanza fra Nagamine e Noboru aumenta, aumenta anche il tempo di recapito delle email, durante l’addestramento l’astronave “Lisitea” viene attaccata dai “Tarsiani” viene quindi effettuato un Salto Spazio Temporale di anni luce; Nagamine riesce ad inviare una email appena prima dell’Hyper Drive, Noboru che da mesi aspetta un messaggio verrà a sapere che un’email per arrivare a destinazione, ora impiegherà anni…
Makoto Shinkai ha realizzato questo Anime da solo con l’ausilio di un computer MAC da circa 500 euro, da solo…
Struggente, appassionante, splendido.
La Voce delle Stelle mi è piaciuto tantissimo anche perché, io e mia moglie viviamo a 700 Km di distanza e sono 7 anni che andiamo avanti così... mi sono ritrovato nella storia ed ho sofferto ed amato assieme a Nagamine e Noboru !!!!

Ren

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Ren

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Opera amatoriale, ma realizzata con vera maestria!
Un intreccio che, seppur breve, riesce a evidenziare ed a trasmettere le emozioni dei protagonisti...
Splendidi i fondali ed i paesaggi, con una cura certosina nell'inserire piccoli dettagli, che si colgono man mano che si rivede l'Oav; ottime le colonne sonore, che accompagnano egregiamente le scene, e la canzone-immagine "through the years and far away" inserita nella conclusione.
Per gustarlo appieno consiglio vivamente di visionarlo insieme al manga, che approfondisce gli aspetti che nell'anime, per esigenze di tempo, vengono solo accennati ^^

Godlike

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Godlike

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Penso che "poetico" sia il termine migliore per definire questo prodotto.
La trama tutto sommato mi soddisfa, almeno per un corto di 20 minuti. Non penso ci sia sempre bisogno di plot mozzafiato, con colpi di scena che si sussuegono uno dopo l'altro e si intervallano a fighissime scene di combattimento. La trama è semplice, eppure d'impatto, emozionante.

Tecnicamente strepitoso, ricordiamo che si tratta quasi di un prodotto amatoriale.
Nota di merito va ai paesaggi, veramente stupendi

Zelgadis

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Zelgadis

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Casualità, stavo apunto recensendo Gunbuster e mi è venuto in mente Hoshi no Koe. I due prodotti hanno molto in comune. Di certo pensare che sia stato realizzato con mezzi artigianali fa davvero impressione, tuttavia la trama non è riuscita ad impressinarmi molto. Tanto per capire, dopo il finale di Gunbuster avevo un groppo in gola; dopo la visione di Hoshi no Koe mi ero mezzo addormentato. Bellissimi i disegni, ma proprio i personaggi non sono riusciti a coinvolgermi. Cmq una piena sufficienza ci sta.

Zooropa

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Zooropa

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Bellissimissimo! Una tragica quanto impossibile storia d'amore vissuta contro tutto e tutti, la guerra agli alieni, lo spazio e il tempo! L'altra cosa che mi ha lasciato a bocca aperta è stata il sapere che questo anime è stato fatto in casa da Shinkai sul suo Mac e che i doppiatori originali erano lui e la sua ragazza! Guardatelo e fidatevi...non manderete più un SMS/email alla vostra ragazza/o con lo stesso spirito di prima.