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Oasis

Episodi visti: 24/24 --- Voto 6,5
In sede di recensione della prima stagione di "To Aru Kagaku no Railgun", sottolineavo la staticità sostanziale di un prodotto che mi diede l’impressione di non avere un destino filmico preciso. Un’accozzaglia di personaggi iscritti in blocchi di marmo che non evolvono di un millimetro sia dal punto di vista caratteriale sia nelle mansioni normalmente assegnate loro dalla storia, e una trama raggruppata in pochi episodi intervallati da puntate monografiche un po’, diciamo, “pigre”. Insomma, non un granché, parzialmente recuperato dalla buona realizzazione tecnica e dalla qualità dei disegni.

Questa seconda stagione mi aveva invece inizialmente sorpreso, esordendo nel migliore dei modi grazie a una saga connotata da una trama strutturata e concentrata sull’eroina principale, senza inutili ‘spalle’ che, a ragion veduta, considero la vera zavorra dell’intera serializzazione. Nell’arco temporale dedicato alle ‘sorelle’, Mikoto Misaka affronta quel necessario processo di crescita del personaggio, aiutata ma non sovrastata da Kamijo. Tra momenti di forza e debolezze, lo sviluppo della trama principale attenua quella fastidiosa aura di superbia respirata per tutta la prima stagione intorno alla protagonista, rendendola finalmente gradevole e, soprattutto, umana. Il risultato si sostanzia in un ritmo avvincente e, soprattutto, più veloce, condito da una buona dose di emozioni a volte anche contraddittorie ma, finalmente, profonde.

Se l’intera serializzazione si fosse fermata al sedicesimo episodio, avrei dato un 7 o anche di più a un anime che alla buona qualità tecnica e impiantistica avrebbe finalmente affiancato una trama di un certo spessore. Peccato che negli ultimi otto episodi dedicati a Febri i difetti di base dell’intera serializzazione si sono ripresentati addirittura accentuati. Una storia che dire stereotipata è poco, un minestrone di personaggi e personaggini poco caratterizzati per non dire noiosi al limite dell’inutilità e cattivi (molto tra virgolette), poco approfonditi, tanto da apparire stupidi in base alle scelte effettuate. In tutto questo anche la protagonista, cresciuta insieme a Kamijo, sembra tornare ad essere solo quel mix di forza e superbia alla lunga stancante.


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Swordman

Episodi visti: 24/24 --- Voto 9
Annata ricca di sequel quella del 2013 in cui diversi anime hanno trovato la loro naturale prosecuzione. Tra di essi anche A Certain Scientific Railgun al ritorno con la stagione "S" incentrata sulla saga più importante della storia personale di Mikoto Misaka e su uno degli episodi principali della serie madre A Certain Magical Index.

La "S" infatti indica l'arco narrativo delle "Sisters", il primo della novel originale nel quale vengono puntati i riflettori sulla figura della "Railgun" Mikoto Misaka e che ora viene narrato assumendone il punto di vista. Senza anticipare molto a chi non ne sa nulla possiamo dire che dal DNA di Misaka, che lei stessa aveva donato per la ricerca scientifica, vennero create in realtà alcune migliaia di suoi cloni o "sorelle minori" che poi sarebbero state impiegate in un esperimento ben più crudele di quanto immaginabile.
È proprio sul rapporto fra lei e le sue sorelle (e anche viceversa) che si incentra buona parte della serie; in un primo momento Misaka non ha molta considerazione delle sue "Sisters", quasi le schiva o non le accetta come tali, ma alla fine riuscirà magari non del tutto ad esserne una sorella maggiore vera e propria ma almeno una grande amica.
Un percorso che però è duro, doloroso e assai amaro per la nostra "Biri Biri" che per la prima volta va in crisi sia dal punto di vista psicologico che fisico. Un viaggio nell'oscurità di questo personaggio che pare proiettarsi al di fuori di esso nelle atmosfere dell'anime, più cupe e tenebrose che in passato. Non a caso vedremo parecchi momenti importanti di questa fase svolgersi di notte, un bel cambiamento rispetto alle atmosfere solari della prima serie.
Non di meno, Misaka neanche supererebbe la notte senza un aiuto dall'esterno. Aiuto che chi già aveva nota la storia di "Index" sa provenire dall'eroe Touma Kamijou, un personaggio senz'altro "di prim'ordine", che domina la scena nella sua parte culminante. Beh, del resto lui è il vero protagonista della storia, ma è anche uno dei fattori che spingono la crescita di Misaka ancor prima del suo intervento nella presente vicenda.

La seconda, e più breve parte dell'anime, rientra maggiormente nei ranghi delle più solari arie iniziali tuttavia, per certi versi, potremmo anche ritenerlo un "battesimo del fuoco" per la nuova Misaka pur avendo un registro più leggero e disimpegnato. Una breve mini-saga in cui saranno coinvolti a vario titolo quasi tutti i personaggi che appaiono in Railgun. C'era in effetti bisogno di una parentesi più spaccona e vivace di alleggerimento dopo che l'importante ma anche tirato arco delle "Sisters" aveva assai attinto all'empatia dello spettatore.

Ancora una volta la serie animata di Railgun viene curata dalla J.C Staff che conferma il buon lavoro della prima serie implementando se necessario qualche sensibile miglioramento. Disegni e animazioni tengono sempre botta per tutta la durata dell'anime raggiungendo punte di alto livello. Da apprezzare in particolare sono i fondali, a volte veri e propri dipinti ricchissimi di colori e dettagli.
Notevole anche la colonna sonora, ancora una volta impreziosita dalle canzoni dei Fripside come le due molto energetiche opening, "Sisters Noise" e "Eternal Reality", dal ritmo J-pop con tocchi di elettronica e senza dimenticare le melodiche ending specialmente la seconda, "Links", che purtroppo si sente solo in chiusura di pochi episodi.
Tutto si condensa poi in un finale esaltante dove tutto succede in un ripidissimo cliffangher da cavalcare sull'onda di tutte le theme song della serie ivi comprese alcune della prima serie ("Level 5 Judelight" ndr...).

Sintetizzando dunque il succo della presente recensione, A Certain Scientific Railgun S è un sequel che riesce a superare il suo predecessore (anche se in realtà la storia è sempre unica). Fanno la differenza la parte di storia che viene raccontata (ricordiamo i molti sporadici filler del primo anime) e dei personaggi di peso come "un certo" Touma e "un certo" Accelerator che si uniscono a un cast già ricco di per suo.
Giudizio finale assai tendente al livello 5.


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Watashiwa7

Episodi visti: 24/24 --- Voto 6
Visto che le tre recensioni precedenti hanno dato come valutazioni 9 - 8 - 7 non me la sono sentita d'interrompere la serie. No, perché io stavo per dare 5, e ancora adesso non sono sicuro che quest'anime meriti la sufficienza.

Ma andiamo per gradi, voglio spiegare il motivo del mio disappunto. "To Aru Kagaku no Railgun S" è l'attesissimo sequel della serie spin-off di Index. La storia di Misaka, delle sister, di Accelerator e compagnia aveva incantato in molti nella precedente serie animata, sapere che sarebbe stata riproposta in maniera più curata m'ha fatto sentire... elettrizzato.
E infatti le aspettative sono state ripagate pienamente, ho divorato gli episodi uno dietro l'altro. La trama la conoscevo già, ma non m'importava. L'anime mi intratteneva esattamente come avrebbe dovuto.
Per quanto riguarda il comparto tecnico nulla da eccepire, disegni favolosi, ost carina, doppiaggio ben realizzato. Tutto perfetto.

Tutto perfetto fino alla conclusione dell'arco narrativo riguardante le sister. Poi il disastro. Va bene, gli ultimi episodi sono un filler per far concludere la serie a 24 episodi, ma anche un filler può avere una sua dignità.
Non in questo caso, chi ha scritto la sceneggiatura di questa seconda parte andrebbe legato ad una sedia ed obbligato a sorbirsi la sua "creatura" per mille volte di fila. E magari frustato, così, perché rende più graziosa la scenetta.

Evito di fare spoiler, ma anche se fosse in questo caso non rovinerei nulla. La trama è così prevedibile, piena di stereotipi e deus ex machina, che mentre guardavo gli episodi mi vergognavo. Non so per chi o per cosa, ma non provavo altro che vergogna.
E noia. Perché prima del "gran" finale non succede assolutamente nulla, parlano e parlano più che altro per allungare il brodo e arrivare, sofferentemente, all'episodio 24.

Mi verrebbe da dire "chi lo vuole guardare può arrivare all'episodio 16 e poi smettere, tanto non si perde nulla", ma so che nessuno mi ascolterebbe. Dopo 16 episodi così gradevoli è difficile credere che gli altri siano di tutt'altro livello. Ma è esattamente quello che succede con questa serie. Ed è un vero peccato, perché a causa di questo filler probabilmente le vendite non saranno granché e non faranno la terza serie. Che invece sarebbe incentrata su una parte mooolto interessante.


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Rygar

Episodi visti: 24/24 --- Voto 7
Non è facile recensire un'opera come Railgun S, poiché non si tratta di un semplice caso di sequel/spin off focalizzato sulle avventure di Misaka Mikoto dopo le vicende della prima serie di Index. In questo caso ammetto la mia difficoltà nel trovare un'opportuna collocazione temporale, poiché sono presenti tanti elementi: talvolta nuovi personaggi, talvolta la (re)visione di alcuni episodi del passato sotto altre ottiche, talvolta la presenza di alcune saghe prima/dopo gli episodi del passato, non mi ha aiutato a capire, e di conseguenza ad apprezzare questa seconda (?), serie di Railgun.

A certain scientific Railgun S è un'opera della stagione primaverile 2013 composta da 24 episodi di durata canonica. L'opera deriva dall'omonimo manga del 2007.

Trama: la saga di Railgun si focalizza nella città di Gakuen Toshi (alias la città accademia) e narra le vicende della terza esper di livello 5 Misaka Mikoto (conosciuta con lo pseudonimo di Railgum, ossia un cannone sperimentale a accelerazione magnetica che utilizza proiettili a tungsteno), in Railgun S si citano le Sisters, ossia i cloni di Misaka utilizzati come cavie per la realizzazione di un esper di livello 6 utilizzando l'esper di livello 5 attualmente più potente, ossia Accelerator.

Grafica: nulla da eccepire. Anche in Railgun S il comparto grafico si dimostra all'altezza delle aspettative. Splendide ambientazioni, discretamente variegate e realizzate con grande cura. Ottime animazioni, fluide e veloci. Character design perfettamente fedele alla saga e piuttosto gradevole. Mecha design gradevole.

Sonoro: il comparto sonoro è buono. Opening molto tecno/discotecara, può piacere come non può piacere, l'ending è più orecchiabile. Gli OST sono estremamente tipici anche se leggermente ripetitivi. Gli effetti sonori sono ottimi. Il doppiaggio è più che collaudato.

Personaggi: sempre loro, sempre validi, con l'aggiunta di qualche new entry, la cui caratterizzazione è all'altezza dei personaggi già consolidati. Buona l'introspezione e l'evoluzione complessiva. Ottima interazione.

Sceneggiatura: probabilmente è migliore di ciò che ho percepito, purtroppo non ho compreso in quale orizzonte temporale si collochi Railgun S. Non ho capito se si tratti di un prequel, di una reinterpretazione di Railgun, di un sequel o di altro. Ho percepito una gestione temporale piuttosto confusionaria, in cui non si comprende quale filone temporale si segua. Il ritmo è altalenante, con episodi di vita quotidiana estremamente lenti e poco utili ai fini della trama. Rispetto alla saga principale di Index le scene d'azione presentano un quantitativo di violenza inferiore e c'è un certo quantitativo di buonismo. È presente un moderato quantitativo di fanservice. I dialoghi sono buoni.

Finale: buono e completo. Il finale è esaustivo e chiude l'ennesimo arco narrativo.

In sintesi: ammetto che la mia valutazione è relativa alla mia comprensione, e al momento lo reputo un prodotto discreto, inferiore ad Index, nonostante ciò è valido e divertente. La visione dell'opera è consigliata quasi esclusivamente a chi già conosce l'universo di Index.


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erebo82

Episodi visti: 24/24 --- Voto 8
Nonostante dubiti che qualcuno non sappia di cosa stiamo parlando farò una piccola introduzione a Railgun S.
Seconda serie dello spin off di To aru majutsu no Index, nata in seguito al successo della serie originale ed alle simpatie attirate da Mikasa nei suoi confronti, si concentra contrariamente ad Index esclusivamente sul lato scientifico della città accademia riprendendo in parte le storie della serie originale viste da un punto differente rielaborate con delle aggiunte nel manga creato appositamente per questo spin off.

Probabilmente questa seconda serie è stata una delle più attese a causa del primo arco narrativo che riprende la storia delle sisters con tutti i retroscena che non avevamo potuto apprezzare nella serie originale, l'adattamento è stato fatto benissimo introducendo anche alcuni personaggi che nella light novel si incontreranno più avanti (non avendo letto questa parte della novel non posso esserne certo, ma il gruppo delle Item dovrebbe comparire solo più avanti) e mostrando chiaramente e senza contrasti con le scene di index i sentimenti che prova Misaka.

Se questa seconda serie si fosse fermata a questo un bel 10 pieno non gli e lo avrebbe tolto nessuno, il problema è che dovendo trarre il maggior profitto possibile hanno creato un secondo arco filler (per curiosità ho dato un'occhiata alle scan del manga, quindi posso confermarlo) cercando di riprendere in qualche modo il concetto di base delle sisters... ovviamente un fallimento.
Ciò che molti utenti vogliono da questa serie è vedere il lato dell'altra medaglia, gli incontri con Touma, quindi sarebbe stato più piacevole un secondo arco magari simile ma più corto e meno annacquato da giornate inutili passate con la piccola Febri farcito invece dall'appuntamento con Touma e i restroscena con Unabara (il tizio con il pugnale azteco che prende l'aspetto degli altri per intenderci, personaggio tutt'altro che inutile e che rivedremo più avanti, nella novel almeno), e magari qualche altro retroscena dello scontro di Kuroko con Musujime (la teleporter) per il recupero del Remnant.
In pratica se in un'ipotetica terza serie non dovessero decidere di cominciare con i filler citati sopra (abbastanza strano chiamarli filler, in quanto collegati alla novel, ma comunque assenti dal manga) ci dovremmo ritrovare direttamente al daihaseisai.
In pratica un secondo arco filler inutile e fine a se stesso scelto al posto di "filler" interessanti ed utili ad un approfondimento o introduzione di cose che verranno.

In conclusione primo arco davvero ben fatto che si va ad inserire alla perfezione nel mondo di Index, secondo arco carino e piacevole da guardare se si ignora tutto il mondo che vi sta attorno (nessuno domani si ricorderà di Febri-chan...).
Un merito particolare inoltre va alle varie citazioni all'Endimione (nei primi episodi e nell'ultimo se non sbaglio), l'ascensore spaziale fulcro del film da poco uscito non originalmente presente nella serie, ma a cui qui hanno accennato in modo da farcelo entrare e non farlo spuntare dal nulla.


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Musso92

Episodi visti: 24/24 --- Voto 9
Probabilmente questa volta mi sono permesso di lasciare un pò di spazio alla soggettività per quanto riguarda la valutazione che ho dato a questa serie, ma non potevo fare altrimenti, a mio parere To Aru Kagaku no Railgun S è stata la miglior serie della passata stagione primaverile. Immagino di non dover accennare nuovamente alla trama o ai personaggi, essendo un sequel mi aspetto che già li conosciate, per cui passiamo direttamente alle considerazioni.

Io vedo semplicemente Railgun S come una valida riproposizione della miglior saga di Index, quella delle Sisters appunto, vista però questa volta dal punto di vista di Misaka, dandoci quindi modo di sapere come ha vissuto la vicenda prima dell'arrivo di Touma. Che dire a riguardo? Credo che se la serie si fosse fermata all'episodio 16, con la fine effettiva della saga, non mi sarei fatto problemi a dare un bel 10 complessivo, visto che qualunque elemento decidiamo di prendere in considerazione è stato sviluppato perfettamente: i personaggi sono magistrali, passiamo da una maggiore introspezione delle Sisters e dello stesso Accelerator, e a nuovi personaggi come Nunotaba, Shokuhou Misaki, o ancora meglio il gruppo ITEM, che riescono a dare non pochi grattacapi a Misaka; la storia poi ci viene narrata dal punto di vista della persona che più è stata coninvolta in questo esperimento, ovvero la stessa Misaka, che una volta scoperta l'atrocità degli esperimenti cercherà di fare ogni cosa per fermarli, ricorrendo addirittura all'aiuto di Touma, che se con Index avevo imparato a detestare, qui riesce a figurare quasi come un eroe, risollevando la propria immagine dopo la mediocrità in cui era caduta con Index II; il ritmo è incalzante, la noia inesistente, e nonostante già sapessimo grossomodo l'andamento della trama il coinvolgimento è alle stelle, insomma, tutto perfetto. O quasi.

Purtroppo, per dover concludere la serie entro le standard 24 puntate si è decisi di ricorrere agli odiosi filler, che se nella prima serie di Railgun sono stati abbastanza gradevoli, qui non riescono a tenere il passo con la magnificenza dell'arco delle Sisters, e dedicare intere puntate all'accudimento di una bimba trovata chissà dove ha fatto precipitare l'entusiasmo che era riuscita a suscitare la serie nella prima metà della stagione. La saga filler in se non è brutta, ma si poteva fare molto di meglio.

Su tutto il resto non ho niente da puntualizzare, il comparto tecnico è di altissimo livello, le OST sono carine come sempre, e le Opening (in particolare Sister's Noise) sono semplicemente fantastiche, tutto come nella prima stagione insomma. Per questo, nonostante l'epilogo un po smorzante ho deciso di concedere un pienamente meritato 9 alla serie, e non mi faccio problemi ad ammettere che sia stata la miglior serie di tutto l'universo di Index/Railgun. A questo punto mi chiedo se riuscirò a dare un bel 10 alla prossima stagione, visto che la saga successiva sarà ancora migliore di questa. Come faccio a saperlo? Recuperate le scan del manga, non ve ne pentirete.