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AleNeko-chan

Episodi visti: 38/38 --- Voto 6
La storia racconta di Onoda Sakamichi; la sua grande passione per l'animazione lo porta alla ricerca di persone con cui poterla finalmente condividere. Tuttavia, arrivato al liceo, scoprirà chiuso il club di anime e manga e, in un modo o nell'altro, finirà per unirsi al club di ciclismo agonistico. Nonostante il ciclismo non fosse affatto nei suoi piani, nel nuovo percorso che intraprende finirà per trovare non solo una nuova grande passione, ma anche degli splendidi amici con cui condividerla.

Questa serie si attesta su buoni livelli per tutta la prima parte. I personaggi principali vengono presentati e risultano tutti ben caratterizzati e, perché no, anche simpatici. La storia procede lentamente, ma intrattiene bene senza mai annoiare. Insomma, tutta la parte di preparazione alla grande corsa che vedremo nella seconda metà della serie, l'Inter-High, è davvero buona. Peccato che questa clamorosa gara sulla quale, a forza di parlarne ogni minuto, si creeranno delle aspettative piuttosto alte, sarà noiosa, lunga, estenuante, a tratti ridicola e persino "disgustosa" (adesso vedremo perché).

È importante anche parlare dei cari ciclisti di cui seguiremo le avventure. Ho già anticipato che la squadra principale, la Souhoku, è un mix di personaggi che funzionano e riescono ad attirare le simpatie dello spettatore.
Bisogna però fare un eccezione per il nostro caro protagonista, che non riesce a scrollarsi di dosso lo stereotipo da "protagonista dello spokon": il classico ragazzo con un aspetto nella media, apparentemente senza talenti, anzi un completo disastro in qualsiasi cosa, ma che sorprenderà tutti diventando un fenomeno nello sport di turno. Un fenomeno capace di qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa. Quando guardo serie di questo genere, non mi aspetto mai il completo realismo, ma c'è un limite a tutto. Le imprese di Onoda sono spesso irrealizzabili, non solo per lui che tutto sommato è un principiante, ma anche per un ciclista professionista, o per un essere umano in generale. È davvero irritante vedere un protagonista che alla fine vince sempre, facendo vere e proprie stregonerie (non c'è altra spiegazione) e sentendosi dire da tutti che ha davvero un gran talento... Semmai ha la bacchetta magica!
Tra l'altro, essendo il protagonista "invincibile", gli esiti degli scontri diventeranno sempre più prevedibili, e addio pathos.

Oltre alla Souhoku, però, altre due squadre vengono in parte approfondite durante l'Inter-High, quando "finalmente" le vedremo in sella a gareggiare: l'Hakone e la Kyoto Fushimi. I sei membri dell'Hakone vengono ampiamente approfonditi con lunghi flashback sul loro passato. Tuttavia, con piccolissime eccezioni, questi flashback risulteranno sempre poco interessanti e decisamente non necessari; conoscere il passato di questi personaggi non solo non aiuta ad empatizzare con loro, ma darà la prova definitiva che quelli che abbiamo di fronte sono personaggi del tutto dimenticabili.
E ora parliamo di Lui. Il leader della Kyoto Fushimi (peraltro unico personaggio di rilievo dell'intera squadra) è, a mio parere, l'errore più grande che commette questa serie. Midousuji è probabilmente il classico personaggio psicopatico messo lì apposta per dare un po' di imprevedibilità alla serie. D'altro canto, come puoi prevedere le azioni di un completo squilibrato? Ecco, peccato che questo "espediente narrativo" sia una specie di essere "umano" con la lingua lunga un metro e con il corpo che, quando si contorce, emette i suoni di un serpente che striscia. Il fatto che sia così disgustoso e totalmente fuori contesto (magari in un soprannaturale?) non è neanche la cosa peggiore. Il problema è che è insopportabile. Vi posso garantire che, dopo aver visto questo rettile pedalare come un assatanato con la lingua di fuori, la bava a penzoloni, infastidendo ogni singolo ciclista che gli capita a tiro, facendo monologhi infiniti e noiosissimi sulla sua strategia di gara (no, non è interessante), ridendo e urlando come un pazzo, avrete seriamente voglia di incendiare il vostro PC (o qualunque media stiate usando). Peccato che nell'Inter-High lui compaia sulla scena quanto i protagonisti, perché, in fondo alla lista, potremmo anche aggiungere che è un ciclista molto forte.
Scontato aggiungere che non esiste (o comunque non viene mostrato in questa serie) un background che possa giustificare almeno in parte un atteggiamento simile, rendendolo un po' più comprensibile o perlomeno sopportabile.

In conclusione, questa serie è un lento decadimento in cui si passa da una buona serie senza infamia e senza lode al disastro più totale della seconda metà, sia per quanto riguarda la storia che i disegni, che diventano sempre meno curati e a tratti veramente orrendi (negli ultimi episodi in particolare). Ammetto che mi dispiace parecchio, perché fino a metà serie il voto sarebbe stato un sette/otto, ma non si può far finta che non esista il seguito e che questo non sia stato minimamente all'altezza sotto ogni punto di vista (personaggi secondari da dimenticare, gara infinita e spesso noiosa, espedienti completamente falliti per ravvivare la corsa, disegni terribili, scene fuori luogo). Posso solo dire che il potenziale la serie ce l'avrebbe, e non escludo che nella seconda stagione non possa rinascere dalle proprie ceneri. Gli do un sei sulla fiducia.


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Atsushi

Episodi visti: 38/38 --- Voto 8
Il ciclismo, uno sport difficile e appagante. Un ragazzo ignaro del suo destino. Una passione che si accende nel suo cuore. Questa è la storia di "Yowamushi Pedal", spokon che tratta in maniera egregia il ciclismo. Il protagonista della storia è un giovane ragazzo di nome Onoda Sakamichi, che aspira a creare il club degli "otaku" nella sua nuova scuola. Nel suo girovagare per la scuola alla ricerca di reclute per il suo club incontrerà Shunsuke Imaizumi e Shokichi Naruko, due aspiranti ciclisti che vogliono entrare nel club di ciclismo della scuola. Dopo poco lo convinceranno a unirsi a loro, perché Onoda ha un innato talento per "pedalare". Durante il loro cammino incontreranno molte altre squadre, con le quali gareggeranno per diventare i numeri uno.

Tutto sommato le animazioni non sono male, non saranno il top del top, ma sono più che guardabili. Il comparto audio è ottimo, con OST che danno la carica e delle opening ed ending fantastiche.

L'anime spiega abbastanza bene le basi di questo sport, entrando spesso nei particolari per spiegare bene alcuni tipi di bici o le meccaniche dei diversi tipi di tracciati. Non è niente di banale o troppo spinto, come super velocità o altre cose del genere, semplicemente l'anime fa capire la fatica e l'impegno che ci vuole per vincere le gare di questo sport più che agonistico. In diverse occasioni saranno proprio i personaggi a trasmetterci la fatica e la difficoltà che affrontano mentre corrono. La moltitudine di personaggi ben caratterizzati fa di quest'opera un ottimo mix di commedia e serietà.
Le ambientazioni, come i tracciati, sono ben definiti e anche di questi vengono spiegati alcuni particolari come la salita, la discesa e il piano, e i diversi atleti che ne preferiscono uno rispetto all'altro.

Le mie conclusioni sono che "Yowamushi Pedal" è uno dei migliori spokon degli ultimi anni, se non il migliore. Mi è piaciuto soprattutto che i personaggi mi trasmettessero le loro emozioni e la loro fatica mentre correvano, e pochi spokon hanno fatto lo stesso.


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Hachicchi

Episodi visti: 38/38 --- Voto 8
Sakamichi Onoda è al primo anno di superiori e non vede l'ora di iscriversi al club di anime del liceo Sohoku. Durante le scuole medie non aveva amici e non faceva altro che andare ad Akihabara, distante quarantacinque chilometri, in bici. Ciò che però scopre il primo giorno lo sconvolge: il club ha chiuso per mancanza di iscritti. Deciso più che mai, è intenzionato a trovare altri quattro membri per riformare il gruppo. Durante la sua ricerca si imbatterà prima in Shunsuke Imaizumi e successivamente Shokichi Naruko che, a causa degli eventi che si susseguiranno, lo convinceranno a unirsi al club di ciclismo. Così ha inizio la grande corsa di "Yowamushi Pedal".

Un ragazzino, che incarna la personalità di noi amanti della cultura otaku, alla ricerca di amici. Una passione che riunisce personalità di ogni genere e i principi di uno sport che spesso non viene molto considerato. Ho letteralmente divorato i trentotto episodi della prima stagione in due giorni! Eh eh, a volte tendo a esagerare...

Anche se l'opera di Wataru Watanabe non si è ancora conclusa, la ritengo completa sotto ogni punto di vista. Uno spokon fatto con i fiocchi, nonostante, come il genere vuole, tutto gira intorno al ciclismo; i profili psicologici dei protagonisti e di molti avversari son ben curati e illustrati dall'autore.

Ogni personaggio, tranne alcuni stacanovisti come il capitano del Sohoku, sa essere davvero esilarante, ma al contempo celare un tratto drammatico nel passato.
Watanabe inoltre ci mostra davvero molte o forse tutte le sfaccettature del ciclismo e delle emozioni che ne derivano. In poche parole è un'opera che va assaporata pedalata dopo pedalata.


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Nobume

Episodi visti: 38/38 --- Voto 3
Lo sport è il pedale della vita; una frase che ben veste le condizioni del protagonista di questa serie. "Yowamushi Pedal" è un anime sportivo, focalizzato quasi integralmente sulla passione per le corse ciclistiche in ambito liceale. Un classico spokon, con i suoi tanti eccessi sul piano fisico, ma forse fin troppo lineare nella trama e nelle evoluzioni, che, con l'andar del tempo, risulteranno sempre più banali, pesanti e noiose.

Il protagonista della serie è un otaku esile, di cui non c'è dato sapere parecchio, a parte la sua ossessione per i gadget e gli anime. Pur di andare nelle zone migliori per il suo shopping post scolastico, percorre chilometri e chilometri con una bicicletta vecchia e mal tenuta, percorrendo salite mentre canticchia la sua OST preferita. Inizialmente tutto ciò, seppur già eccessivo, risulta quantomeno simpatico; ci sta, lui pedala senza pensare, senza competizioni di mezzo, e si presenta come un personaggio un po' atipico, perché ci metterà un po' prima di convincersi a mollare la vecchia bici per tentare qualcosa di più. Persuaso soprattutto da un suo coetaneo e studente presso la stessa scuola, qua inizia il peggio: ci vengono presentati personaggi che hanno perso anni di vita dietro la bicicletta, ragazzini dagli allenamenti rigidi, abituati a corse con centinaia di partecipanti... in poche parole tutto quel che il nostro protagonista quattrocchi non è, eppure, si troverà sempre e comunque a superare. Non importa quanto l'autore enfatizzi i sacrifici e la forza del prossimo, la "pedalata del mingherlino" non si arresta mai, dando così una sensazione di regressione di quasi tutto il cast. In bicicletta si va da soli, ma questo sarebbe un contesto scolastico, un club che collabora per rinforzarsi da solo; peccato che ci ritroviamo sempre i soliti show, che pare abbiano messaggi subliminali sul quanto sono stupidi quelli che si allenano fino a star male. Questo punto si attenua nella terza fase di questa serie, dove l'ipocrisia regna sovrana: far marciare al massimo e in maniera brillante tutto il team del protagonista non vuol dire farli crescere, il tutto risulta sempre più deleterio per la serie, che diventerà presto uno spettacolo del buonismo, una fiera della piattezza. Sì, è vero, i buoni vincono sempre, ma quale sportivo è mai stato tifato davvero con il cuore, senza una controparte degna di tale nome? Questo è un altro problema che, con il procedere degli episodi, sarà sempre più manifesto: manca un antagonista come si deve. Uno realistico per motivazioni, uno che ti dà l'impressione di poter battere l'avversario con la sua tecnica. Un'ombra che ritroviamo in qualsiasi sportivo entusiasmante, ma che qua viene buttata al vento prima ancora che possa convincerci. Chi dovrebbe starci antipatico viene caricato di trash: espressioni al limite dello sgradevole, scaramucce simili a quelle tra bambini ci fanno percepire che nessuno sa plasmare un nemico, e più volte si avrà la riprova di quanto si senta la lacuna che si espande sempre di più.
Questo è in poche parole un anime pianeggiante, non c'è mai un sassolino che ti fa sobbalzare, e, quando si metteranno da parte le scene fuori dalla pista, si raggiungerà un livello di noia inestimabile. I comprimari sono un lavoretto ben svolto, ma niente d'eccelso. Li si riconosce visivamente e caratterialmente, ma non hanno grossi sviluppi: quelli legati alle corse sembrano persino fin troppo accollati a quelli dei loro presunti contendenti, non pensano mai a loro in singolo, su ciò che vogliono raggiungere senza amici o nemici di mezzo. Non crescono, ci vogliono far credere che con i loro grandi sforzi stiano diventando grandi uomini e grandi sportivi, ma la verità è che manca una maturazione psicologica e privata.

Sul piano tecnico ci troviamo di fronte a un modesto prodotto, che, pur sfiorando la quarantina di episodi, non ha mai avuto né picchi né discese clamorose. I personaggi, come detto, non sono il massimo della bellezza, spesso fin troppo esagerati, e anatomicamente improbabili. Lo si salva perché ci si trova davanti a un prodotto che non va preso sul serio, e che riesce con un buon doppiaggio a rendere un tantino umani tutti, che abbiano tre metri di lingua, il collo snodabile o due metri di mento appuntito. Le OST sono sul livello medio, con una canzoncina che ti entra nella testa, ovvero quella della serie preferita del protagonista, la quale si sentirà tantissimo. La regia, invece, non passa la prova, tende a non saper gestire il tempo delle gare, le allunga, stira e gonfia il più possibile, e questo, ovviamente, le rovina.

In poche parole, "Yowamushi Pedal" è uno spokon per gli amanti della non credibilità e soprattutto del buonismo; se cercate vera competizione, questo prodotto non fa per voi. Ha una buona parte iniziale, con una commedia che tutto sommato funziona, ma è carente dal lato sportivo. E quando il tuo punto debole dovrebbe essere il tema principale, non si può che venir bocciati.


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LaMelina

Episodi visti: 38/38 --- Voto 8
Con gli occhiali rotondi e i capelli arruffati, l'aria da eterno babbano e un gran bisogno di costruire dei legami, Onoda Sakamichi, protagonista dell'anime autunnale di trentotto episodi Yowamushi Pedal, che ci ha accompagnati per ben tre stagioni da ottobre 2013 a luglio 2014, ha molto in comune nell'aspetto col fratello rowlingiano. Più di tutto, anche Onoda è un maghetto nel suo campo: fagli poggiare i piedi sui pedali, le mani sul manubrio, il didietro sul sellino, insomma, dagli una bicicletta e lo scricciolo neoiscritto del club di ciclismo del liceo Sohōku ti farà magie! Non possiede un mezzo da corsa, non ha mai studiato le basi, nemmeno si è mai allenato con strumenti professionistici, soltanto gli piace andare ad Akihabara in bici per acquisti otaku, percorrendo la bellezza di 90 km in sella al suo trabiccolo da campagnolo. In versione "Georgie che corre felice sul prato", insieme alla sua bicicletta con cestino e campanello, dopo la scuola compie un immenso tragitto canticchiando la sigla del suo anime preferito. Al ritmo di "♫ Hime Hime, Hime! Suki Suki Daisuki Hime Hime! ♫", è capace di scalarti montagne con una due ruote, di superare buche e dossi, di resistere alla fatica e al puzzo di sudore, andando avanti, avanti, sempre avanti, in una metafora della vita riassumibile nel concetto nipponico del "susumu" (進む avanzare).

Dopo il fanta-basket, il fanta-volley, il fanta-calcio e il fanta-baseball, avvicinandosi all'obiettivo del fanta-tutto, è arrivato anche il fanta-ciclismo! Da un lato, la scelta di incentrare un anime sulle corse in bicicletta, sport che in Italia non ha molti accoliti o grandi intenditori tra i giovani, ha allontanato una grossa fetta di pubblico e annoiato un'altra. Tuttavia, Yowamushi Pedal è riuscito a costruirsi il suo zoccolo duro di fan, imboccando col cucchiaino le regole del ciclismo (senza però mancare di stravolgere la fisica quando occorreva!) e con una dose di umorismo, un'altra di romanticismo e bei sentimenti, con personaggi che si distinguono fra la massa e ti entrano nel cuore, ha trascinato con sé ragazze e ragazzi in questa avventura su due ruote! In realtà, anch'io ero molto scettica all'inizio, sia perché Yowapeda ha un chara design particolare, che si allontana dal classico stile "belloccio" o "kawaii" di certi spokon, ma soprattutto perché il ciclismo non sapevo com'è che avrebbe reso in versione animata, in episodi di soli ventiquattro minuti circa. Come volevasi dimostrare, sia il training camp, sia l'Inter-High, la gara tra istituti di scuola superiore, si sono prolungati per un gran numero di puntate, tant'è che addirittura nemmeno una serie di trentotto episodi è riuscita a completare la competizione interscolastica di tre giorni, richiedendo la messa in onda in ottobre di una seconda stagione.

A dispetto dei pregiudizi e di quei poco graditi episodi riempitivi, dove ci si concentrava sul passato "tragico" di personaggi secondari rendendo le corse e gli allenamenti ancor più infiniti, pian pianino ci si abitua al ritmo andante della serie. E sebbene le rimonte miracolose piovano dal cielo come la manna nel deserto, e i "buoni" hanno un'aureola di santità col diametro più grosso di quello della ruota della loro bicicletta, si riesce tutto sommato a passare sopra alle leggi della natura infrante e al buonismo di fondo che caratterizza un po' le storie sportive made in Japan. Sono soprattutto i personaggi ad avere lo scettro del potere fra le mani! Wataru Watanabe, autore del manga di Yowamushi Pedal che conta all'attivo ben terntaquattro volumi, presenta una carrellata di atleti, ognuno con caratteristiche differenti, con personalità di spicco, un aspetto sui generis, appartenenti a scuole di varie regioni e parlanti diversi dialetti, che diventa impossibile quasi non trovarne uno da farsi piacere! Inoltre, lo spirito ottimista della serie, che ti insegna a dare il meglio di te per perseguire la tua passione e il tuo sogno, a percorrere la strada insieme a delle persone che accuratamente hai fatto accomodare sul sedile del passeggero, a non lasciarti abbattere dagli avversari che in ogni modo ti sgambettano o spingono via dal traguardo, in puro stile spokon, trasferisce allo spettatore un senso di serenità dopo la visione. Ed è sempre bello quando un anime ti fa sbocciare il sorriso coi suoi buoni propositi, perché la realtà è già di per sé cruda e di speranza e coraggio non si può mai averne abbastanza...

Come ho già anticipato, il design dei personaggi non è bello da vedere e a tratti è infantile e spigoloso, eppure io son stata capace di innamorarmi anche di quello scarabeo di Makishima! Certo, al chara bisogna farci l'occhio! Dal punto di vista tecnico, ci sono episodi in cui c'è un calo nei disegni, come da consuetudine per le serie lunghe, però resta lo stesso a un buon livello complessivo. Belli gli sfondi, le divise delle scuole, la resa delle biciclette e... della lingua lunga e del corpo sinuoso di Midousuji lo snodabile! La colonna sonora e il doppiaggio pure sono gradevoli e azzeccati. Nelle ultime opening ed ending abbiamo gli stessi doppiatori ai microfoni per interpretare le canzoni d'apertura e chiusura della serie, con un effetto davvero positivo. A fine di ogni puntata, inoltre, ci sono dei siparietti comici, alcuni squisitamente ispirati, che mi hanno strappato non poche risate!

In attesa di vedere una conclusione più degna con la seconda stagione annunciata per ottobre 2014, dato che il trentottesimo episodio abbandona praticamente la vicenda nel momento clou, e con la speranza, piuttosto personale, di ospitare il manga nella mia collezione un giorno, do un bell'8 a quest'anime in bicicletta, che tra i raggi rotanti della sua ruota ha lasciato intravedere uno dei più bei panorami. Quel keshiki che solo quando sei col vento tra i capelli, l'orizzonte davanti, in compagnia delle persone giuste, puoi ammirare...


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Rea

Episodi visti: 13/38 --- Voto 9
In quanti, arrivati 'finalmente' alle superiori, hanno pensato di dare una svolta alla propria vita? È questo il medesimo obiettivo di Onoda Sakamichi, protagonista di questa serie, che dopo anni passati in solitudine per via della sua spiccata passione per anime, manga e videogiochi, spera adesso di poter entrare nel Club di Anime e Manga della sua scuola superiore, così da poter stringere le sue prime amicizie. Il dramma si consuma però quando scopre che il club è inattivo ormai da tempo, costringendolo a reperire lui stesso i membri necessari per poterlo riaprire: è a questo punto che si fa avanti il serioso compagno di classe Imaizumi Shunsuke. Quest'ultimo, dopo aver notato la sua peculiare abitudine di andare tutti i giorni a scuola in bicicletta, gli fa una proposta: se riuscirà a batterlo in una gara su per quella medesima collina che entrambi scalano ogni giorno, uno per allenarsi e affinare le proprie capacità di ciclista e l'altro con l'innocente intenzione di risparmiare i soldi del bus per destinarli a gadget e gashapon, allora entrerà a far parte del suo nuovo club per otaku. Cosa succederà? Riuscirà Onoda nel suo intento, o l'incontro con Imaizumi e con tanti altri nuovi compagni finirà per fargli capire che è ora che liberi il suo talento nascosto?

Tratto dall'omonimo manga di Wataru Watanabe, "Yowamushi Pedal" è una serie che a differenza dell'Occidente (in cui risulta essere ancora piuttosto sconosciuto) vede nel paese del Sol Levante diversi ammiratori, contando a suo seguito CD di character song, un OAV, tre spettacoli teatrali, una webradio e, appunto, quest'adattamento animato di trentotto episodi, che presumo andrà a coprire il primo importante arco del manga (di cui sono usciti fino ad ora trentadue volumetti).
Premessa: non mi intendo granché di ciclismo e bici, e ammetto di aver seguito fino ad ora pochi anime sportivi, senza lasciarmi catturare più di tanto. Nonostante questo, però, "Yowamushi Pedal" è stato vero e proprio amore a prima vista: la storia è leggera e tranquilla, anche se naturalmente non manca di qualche colpo di scena o di momenti coinvolgenti per scuotere l'attenzione dell'osservatore. Le vicende ti prendono immediatamente, fin dai primi episodi, in cui non puoi non prendere subito in simpatia la tenera sbadataggine di Onoda e non iniziare a parteggiare per lui; ma anche tutti gli altri personaggi finiscono poi per far sorgere una certa curiosità, in attesa di scoprire qual è lo stile che hanno sviluppato e che, di conseguenza, ricalca le loro peculiari caratteristiche, tanto fisiche quanto psicologiche (e sono queste anche le medesime caratteristiche che rendono la maggior parte dei personaggi straordinariamente umani e più vicini alla figura del liceale 'normale', con le proprie passioni, le proprie insicurezze, ma anche la capacità di godersi la propria età - figura che, a mio parere, in certi anime tende al contrario ad essere inutilmente idealizzata e resa anche troppo matura, per essere semplicemente quella di un teenager).

Mentre lo stile di disegno può non piacere a tutti (anche se ci ho fatto rapidamente l'abitudine), le animazioni sono piuttosto buone: fresche, piene di colori, vivaci, caratterizzate da fondali a mio parere deliziosi e un uso della CG un po' evidente, sì, ma fortunatamente non invasivo o "stucchevole". Animazioni che sfortunatamente sono penalizzate da qualche calo non esageratamente grave nella cura dei disegni, che finisce però comunque per farsi notare. Buone anche le OST e decisamente orecchiabili le sigle d'apertura e chiusura, da poco per altro cambiate per inaugurare il secondo arco della serie, che risulta già essere molto promettente.

Armata di fiducia e di aspettative, nonostante per adesso manchino ancora molti episodi alla fine di questa 'corsa', il voto che do alla serie è un 9: è vero che non si tratta di un anime particolarmente impegnativo o sconvolgente, ma questo non vuol dire che non possa essere una piacevole visione. Provate a dargli una possibilità, e sono sicura che non ne rimarrete affatto delusi!