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smallus99

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Uno slice of life leggero e divertente, con una comicità semplice ma efficace, con anche un grande numero di approfondimenti e curiosità su snack e dolci giapponesi.
La serie scorre velocemente e si prendono subito in simpatia i personaggi che, ognuno con le sue caratteristiche, riesce sempre a strappati una risata.
Gli episodi sono quasi sempre autoconclusivi, e ciò permette di avvicinarsi alla serie anche in maniera rilassata.
La serie si presta ad essere guardata anche più volte magari in compagnia.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
Una volta feci assaggiare ad un mio amico un cioccolatino dal sapore un po' particolare. Quando gli chiesi com'era, lui mi rispose in questo modo: "Fa proprio schifo, però è buono". Non ho saputo trovare un esempio migliore per descrivere la sensazione che ha lasciato in me la visione di questo anime, un'opera che ha dimostrato di non conoscere le mezze misure: o è terribilmente divertente o è assurdamente noioso. Proprio per questo, ancora adesso non so dire se nel complesso l'anime m'è piaciuto oppure no; qualunque fosse la mia risposta a questa domanda, infatti, essa sarebbe al tempo stesso una mezza verità ed una mezza bugia.
Ciò che invece posso dire con certezza è che questo titolo offre diversi spunti di riflessione su cui ritengo giusto soffermarmi. Cominciamo, dunque.
In Giappone, i dagashi sono le "caramelle economiche", ossia quelle il cui prezzo è alla portata anche dei bambini. Se ripensiamo alla nostra infanzia, ricorderemo senz'altro che questo tipo di prodotti erano disponibili anche nelle salumerie sotto casa per cui, all'apparenza, non sembrerebbero una peculiarità del paese del sol levante e men che mai ci si immaginerebbe che qualcuno potesse dedicargli addirittura un anime. Le cose, però, sono molto diverse da come sembra: i dagashi, infatti, non possono essere considerati alla pari delle nostre caramelle in quanto le superano abbondantemente per varietà, fantasia e addirittura per storia. Moltissimi dagashi, infatti, hanno visto la luce per la prima volta uno o più secoli fa ed hanno accompagnato l'adolescenza (e non solo) di intere generazioni; così oggi sono considerati a tutti gli effetti parte della tradizione dolciaria giapponese.
Ed ecco comparire la parola chiave: "la tradizione". Non importa quanto possa risultare noiosa la cosa, se c'è da sostenere un'arte o un prodotto tipico giapponese, sembra entrare in scena un occulto "ministero per la conservazione delle tradizioni nazionali" che si impegna ad incoraggiare la produzione di un anime che abbia l'intento di promuovere le vecchie glorie del paese. E Dagashi Kashi è proprio un opera di questo tipo.
Kokonotsu è l'ultimo erede di un negozio di dagashi che è stato tramandato da padre in figlio per moltissimi anni; ma, contrariamente alle aspettative del padre You, il ragazzo non ha nessuna intenzione di rilevare l'attività, ma aspira invece a diventare un mangaka di successo. Questa disputa subisce un forte scossone dall'arrivo in paese di Hotaru, una vera e propria maniaca dei dagashi che propone a You di unirsi all'importante azienda di famiglia; quest'ultimo, a sua volta, decide di accettare la proposta a patto che la ragazza riesca a convincere Kokonotsu ad ereditare il negozio di famiglia. L'impresa sembra quasi impossibile, ma a favore della bella Hotaru gioca un dettaglio tutt'altro che trascurabile: Kokonotsu è rimasto immediatamente affascinato dalla ragazza perché il caso ha voluto che sia praticamente identica al principale personaggio femminile da lui disegnato nei suoi manga. Peccato, però, che Hotaru si rivelerà essere completamente fuori di testa...
Diciamo subito che la storia in sé è di una noia mortale: ogni episodio è un vero e proprio spot per un diverso tipo di dagashi e, in tutta franchezza, di queste celebrazioni non me può fregare un accidenti. Ma se questo è vero, a tenere su il livello questo anime ed evitargli un drop immediato c'è un uso del genere demenziale che ho trovato davvero fantastico. In alcuni episodi esso riesce a raggiungere perfino punte di primissimo livello: il primo, in particolare, deve essere considerato un vero e proprio "must" per chiunque ami questo genere. Peccato, però, che, quando la qualità dell'aspetto demenziale cala, ad occupare la scena restano solo i noiosissimi discorsi sulla storia dei dagashi; così lo spettatore smette improvvisamente di ridere e comincia a sbadigliare insistentemente.
Veniamo ai personaggi. Anche qui si assiste ad un incredibile paradosso: i personaggi secondari sono, infatti, più divertenti di quelli principali. Saya e Tou sono un vero spasso, sono dotati di una comicità innata tale da suscitare il riso anche a seguito di un semplice sguardo o una semplice espressione del volto. Meno divertente ma comunque molto positivo è anche il personaggio di You: le sue performance sono più soggette ad alti e bassi rispetto a quelle degli altri due ma è comunque sempre piacevole da guardare. Kokonotsu, al contrario, non è né carne né pesce: devo dire di averlo trovato piuttosto anonimo considerando la totalità delle sue apparizioni.
Ma il personaggio che secondo me proprio non funziona, e so che in molti non saranno d'accordo, è proprio Hotaru, ossia proprio colei che, in teoria, avrebbe dovuto essere la vera mattatrice di questa storia (nonché quella dotata delle "oppai" più grosse). Pensata come una figura completamente fuori di testa a causa del suo viscerale amore per i dagashi, la ragazza fallisce miseramente nel suo tentativo di rendersi vagamente divertente perdendosi in mille sciocchezze ed idiozie prive di qualsiasi componente comica. A sua discolpa va però detto che l'autore le assegna proprio il compito più ingrato, ossia quello di fare da spot ai diversi tipi di dagashi; e non so dire se in assenza di questa componente mi avrebbe dato la stessa impressione. Ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte; ed ideata così, Hotaru risulta essere un personaggio davvero irritante.
In molti hanno avuto da ridire sulla qualità dell'apparato grafico, che in effetti è abbastanza inusuale; ma a mio avviso non è questo il punto debole di questo anime. Non sarà il massimo, ma non è nemmeno così male.
Valutando tutti i pro e tutti i contro, sono arrivato a due conclusioni. La prima è quella di assegnare a questo anime almeno la sufficienza; alcuni episodi mi son piaciuti davvero tanto e non posso non tenerne conto. La seconda, invece, riguarda Kotayama, l'autore di questa storia. Credo, con tutta sincerità, che sia il caso di tenerlo d'occhio per il futuro, perché, se decidesse una buona volta di smettere di legare il suo nome a prodotti tradizionali giapponesi per dare sfogo liberamente alla sua brillante vena demenziale, probabilmente nei prossimi anni potrà darci grandi soddisfazioni.


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Angia

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Dagashi Kashi" (ovvero "caramelle economiche" oppure con significato di contraddizione, se letto 'daga shikashi') è una serie anime della stagione invernale 2016 basata sull'omonimo manga disegnato da Kotoyama e serializzato sulla rivista Weekly Shounen Sunday della Kodansha, con 4 volumi all'attivo alla conclusione della serie animata.

La storia comincia in un'estate e si svolge in un paesino balneare dove la famiglia del protagonista, Kokonotsu Shikada, gestisce un negozio di dolcetti e merendine. Kokonotsu (soprannominato Kokonatsu, gioco di pronuncia con la parola inglese "coconut") ha il sogno di diventare un giorno mangaka, anche se il padre si ostina a convincerlo ad ereditare l'attività di famiglia. Dopo l'ennesimo tentativo fallito di quest'ultimo e vedersi di nuovo affidato la cura del negozio, davanti a Kokonotsu si presenta Hotaru Shidare, una bella fanciulla che si dichiara intenzionata a reclutare il padre di Kokonotsu, You Shikada, per lavorare per la sua azienda, cioè la Shidare Company, una delle maggiori ditte produttrici di dolciumi. Una volta capito che You accetterà di venire reclutato se in cambio suo figlio deciderà di ereditare l'attività familiare, Hotaru farà il possibile per raggiungere il suo scopo...

Dopo di che, vediamo Hotaru che tenta in tutti i modi di convincere Kokonotsu a ereditare il negozio Shikada, mandando messaggi nascosti attraverso sfide e degustazioni a suon di dolciumi, non facendo passare però inosservata la sua passionale e ossessiva mania per questi ultimi. Passiamo dunque il tempo a guardare episodi più o meno tranquilli sulla quotidianità dei personaggi caratterizzati da storie praticamente autoconclusive che presenteranno di volta in volta una gran varietà di dolcetti e merendine con tanto di storielle narrate sulle loro origini e curiosità.

Questo si può dire che sia l'unico punto a favore di "Dagashi Kashi" (che a quanto pare ha ricevuto le autorizzazioni necessarie per mostrare tutti quegli snack che esistono realmente), almeno per me, tanto da dargli un 7, perché per il resto della serie si salva ben poco o niente. Si fiutava qualcosa di divertente in questo titolo, ma mi sono trovata a guardare qualcosa di divertente in modo diverso. La demenzialità la fa da padrona. C'è una leggera dose di fanservice grazie alla presenza di Hotaru, poi per il resto hanno giocato molto sull'ambiguo con lei ed il suo sentimento fiammante per i dolci, perché ogni volta se ne esce con frasi provocanti che fanno pensare a qualcosa di erotico e puntualmente tira fuori qualche dolce o snack. Povero Kokonotsu, che viene sempre deluso e schiacciato da un paio di caramelle (non che tifassi per loro due, eh).

Ora passiamo a qualcosa che ho gradito meno della serie: i personaggi, che sono pochi e si contano giusto su una mano: Hotaru, padre-figlio Shikada e i fratelli Endo. Non tanto perché siano poco caratterizzati, quanto perché abbastanza snervanti. Hotaru dovrebbe essere la figura portante, invece è quella che praticamente ho sopportato di meno, la sua passione per i dolci non dovrebbe essere una colpa, ma per come lo manifesta mi ha abbastanza irritata, non sempre, ma spesso, specie quando esce dalla serietà o perde l'autocontrollo per i dolci. Kokonotsu sembrava quasi l'unico sano di mente, ma solo fino a un certo punto. Il padre sembra essere quel tipo di personaggio che ha una doppia faccia, ma non s'è visto ancora nulla di diverso da come appariva all'inizio. Tou è un personaggio stereotipato classico in tutti gli aspetti, ma qualcosa di diverso è riuscito comunque a offrirlo anche lui; la sorella Saya è la seconda che sembra stare apposto con la testa, ma la sua bravura nel giocare tutti i giochi, anche se non li ha mai sfiorati con un dito, non mi convince.

Per quanto riguarda la storia, strada facendo mi sembra che abbia perso pezzi della trama presentata, ma, essendo una trasposizione dal manga, non so se la colpa sia imputabile all'anime. Credevo che l'ambizione di diventare mangaka fosse un elemento abbastanza focale, invece non se n'è parlato più di tanto dopo l'inizio. Il padre e Hotaru non mi pare che ci abbiano messo tutto sto granché per convincere Kokonotsu a ereditare il negozio, tant'è che, dopo i primi episodi, l'insistenza è calata molto, per poi riportare in vita l'argomento verso la fine con una conclusione pacifica senza costrizioni...

La grafica è buona e i disegni altrettanto, anche se non amo gli occhi con pupilla piccola che caratterizzano la serie, ma sono gusti personali.

In conclusione, un 7 per le presentazioni sui dolci, altrimenti sarebbe stato un 6 promosso sull'orlo.


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Eversor

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"Dagashi Kashi", un anime che sa di dolci e snack. Opera del 2016, composta da 12 puntate e classificabile come commedia slice of life, dove vengono raccontate le giornate più o meno tranquille dei vari protagonisti, impegnati in un piccolo negozio di caramelle.
Una storia semplice e divertente, dai ritmi candidi e tranquilli, accesi solamente dalla passione dei vari protagonisti e dalla loro voglia di divertire e appassionare. Non ci saranno avventure mirabolanti e nemmeno nemici da sconfiggere, situazioni intricate da risolvere o altro… solamente un negozietto di provincia e giusto un manciata di personaggi. Basta questo per riuscire a creare qualcosa di veramente interessante.

Kokonotsu Shikada è il protagonista, figlio di You Shikada ed erede del negozio. Eppure lui, seppur amante dei vari snack, ha un sogno completamente diverso: vuole diventare un disegnatore di manga. Il padre pare accettare in malo modo questa scelta, fa qualche pressione, ma nemmeno tanto esasperata.
Tutta cambia, però, con l'arrivo della bella, sensuale e un po' pazza Hotaru Shidare, figlia del proprietario di uno dei maggiori negozi di caramelle della nazione. Ha affrontato un lungo viaggio solamente per ingaggiare il "leggendario" You e assumerlo nell'azienda di famiglia. Peccato che quest'ultimo non abbia alcuna intenzione di seguirla, a meno che Kokonotsu non lo sostituisca nella gestione dell'attività. Una condizione irrevocabile, che costringe dunque Hotaru a una vera e propria lotta per far cambiare idea al giovane protagonista.
Puntata dopo puntata, dolcietto dopo dolcietto, cerca di mostrare a Kokonotsu il piacere e la bellezza di gestire il negozio. Chissà se riuscirà nel suo intento…

I protagonisti della vicenda sono essenzialmente cinque: Kokonotsu, ragazzo semplice e spontaneo, che vuole affrontare la vita a modo suo, anche se dovesse andare contro alle tradizioni familiari; You, il padre buono, dolce e un poco svampito; poi viene quella folle di Hotaru, che pare avere per la testa solamente i dolci e gli snack vari. Un vero e proprio uragano di guai, che sconvolge tutto e tutti dopo il suo passaggio. Ogni volta si inventerà qualcosa di diverso, che renderà la vita di Kokonotsu tanto divertente quanto impossibile.
Oltre a questi, però, non bisogna dimenticarsi dei due fratelli Endou: il giovane Tou e la bella Saya, amica d'infanzia e cugina del protagonista, nonché segretamente innamorata di quest'ultimo. Un affetto puro e spontaneo, che intenerisce per il modo in cui viene trattato e per la semplicità di questo rapporto. Non si tratta di una commedia sentimentale, per l'amore c'è poco spazio, eppure Saya ci prova lo stesso (anche se in maniera poco dirompente) a conquistare il cuore del suo caro cuginetto.
Forse i vari protagonisti non offriranno uno studio psicologico così approfondito, e forse l'ambientazione in cui vengono inseriti potrà apparire anche piuttosto superficiale. Eppure non si può che legare con i vari ragazzi che si incontreranno lungo questo appassionante cammino. Una forza derivante proprio dalla loro semplicità e dal fatto che non vogliono mostrare nulla, e nemmeno insegnare qualcosa allo spettatore, se non forse un paio di curiosità sugli snack giapponesi e la loro storia. Una morale si potrebbe forse trovare alla fine, nel momento della scelta di Kokonotsu, ma questa non è presente all'interno della serie, e dunque tutto e rimandato al futuro.

La grafica è ciò che riesce a tenere incollato lo spettatore davanti allo schermo. Ammetto dirlo, ma se non fosse stata all'altezza, tutto l'apparato circostante non avrebbe retto in modo così saldo. Colori limpidi e solari, disegni ben dettagliati e con uno stile piuttosto particolare, almeno per quanto riguarda il design dei volti dei vari personaggi. Non sono riuscito a staccare gli occhi da quelli di Kokonotsu e del padre che, a mio avviso, sono leggermente strabici.
Le atmosfere mantengono in tutti gli episodi toni rilassati, che evidenziano ancor di più il clima generale della commedia. Ovvero una storia senza alcuna pretesa, che affronta la vita con un sorriso stampato sul volto e un dolcetto in mano.
Ottimo il doppiaggio e molto buone le musiche, che scandiscono i tempi dell'anime e ci fanno ballare tra una scena e l'altra (ovviamente in senso figurato).

Il finale è piuttosto vago; di fatto non c'è una vera e proprio conclusione, per una storia che continua, ma che, per forza di cose, trova uno stop di fronte alla dodicesima puntata. Ecco allora che i protagonisti ci salutano, promettendo futuri sviluppi e dolci sempre nuovi. Riuscirà Kokonotsu a realizzare il suo sogno di diventare mangaka? Oppure si lascerà andare al suo amore per i dolci e prenderà in gestione il negozio di famiglia? Cosa ne sarà di Hotaru? E della bella Saya?
Tante domande che necessitano una risposta, ma, almeno per ora, niente da fare.

Voto finale: 7


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Kida_10

Episodi visti: 12/12 --- Voto 5
"Dagashi Kashi", letteralmente tradotto "Caramelle dolci economiche", è una serie della stagione invernale 2016 prodotta dalla Feel, composta da dodici episodi di durata canonica, e tratta dall'omonimo manga ideato e disegnato da Kotoyama.

Shikada Kokonotsu è un giovane ragazzo che sogna di diventare mangaka, anche se suo padre cerca continuamente di spingerlo ad ereditare l'attività di famiglia: un semplice negozio di caramelle situato in una piccola area rurale.
Le sue avventure iniziano quando Shidare Hotaru, graziosa quanto stravagante ragazza, nonché erede di una famosa azienda di caramelle, viene a trovarlo durante l'estate con lo scopo di arruolare suo padre all'interno della compagnia. Le condizioni affinchè questo avvenga sono semplici: Hotaru deve convincere Kokonotsu ad ereditare il negozio.

"Dagashi Kashi" è un'opera estremamente semplice, una commedia dove caramelle e dolci fanno interamente da padroni. La trama è inesistente, ogni episodio è autoconclusivo e racchiude al suo interno due storie ben distinte da circa dieci minuti l'una. Detto questo, è evidente che di grandi sviluppi non se ne vedranno, né dal punto di vista narrativo, né da parte dei personaggi, che tuttavia godono di una discreta caratterizzazione e riescono a farsi apprezzare. Un'opera che a mio avviso sarà sicuramente più apprezzata in patria, in quanto crea la propria comicità attraverso dei prodotti tipicamente giapponesi, e da noi, o almeno dal sottoscritto, completamente sconosciuti.
"Dagashi Kashi" diverte? Non sempre, anzi quasi mai, purtroppo. Alcuni episodi sono noiosetti e difficili da digerire, soprattutto se non si entra nell'ottica della serie. Nella seconda metà la narrazione diviene più fluida e piacevole da seguire, le puntate più divertenti e soprattutto meno soporifere.

Il comparto tecnico si comporta discretamente, proponendo un bizzarro ed originale design dei personaggi, delle animazioni fluide e dei fondali ben dettagliati che si sposano perfettamente con una curata ambientazione. Adeguato il doppiaggio, e simpatiche Opening e Ending. Il finale è piuttosto deludente, non conclude nulla, neanche parzialmente, e non invoglia a seguire, nel caso venisse prodotta, una futura seconda stagione.

In conclusione, "Dagashi Kashi" si è rivelata essere una semplice commedia, divertente solamente a tratti. Un'opera nel complesso insufficiente, della quale non mi sento di consigliare la visione.


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Dublinayr

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Dagshi Kashi è un anime da 12 episodi, tratto dall'amonimo manga, di genere comico. Esso ha per protagonista un giovane ragazzo giapponese, Kokonotsu, il cui padre gestisce un piccolo negozio di dagashi. Quest'ultimo vorrebbe che il figlio gli succedesse nell'attività di famiglia, ma Kokonotsu ha il sogno di diventare mangaka e per tale motivo i due litigano. Dopo uno di questi litigi arriva nel loro negozio una stupenda ragazza chiamata Hotaru Shidare, ereditiera di una famosa azienda dolciaria giapponese: costei è venuta per reclutare il padre di Kokonostu nell'azienda di famiglia. Egli decide di accettare l'incarico solo quando Hotaru riuscirà a persuadere Kokonotsu a gestire il negozio. La trama sostanzialmente è questa e non subirà altri sviluppi, visto che l'anime è solo una scusa per mostrarci le bizzarie di Hotaru e i dagashi di cui lei è ghiotta: anzi sono proprio questi ultimi due i pilastri su cui si regge l'anime. Nei vari episodi, autoconclusivi e formati da più scenette, Hotaru mostrerà le prelibatezze dei dagashi a Kokonotsu e/o ai suoi amici e il suo comportamento bizzaro nel farlo sarà la vis comica della serie: non vi anticipo nulla perché non voglio rovinare la sorpresa a chi non ha ancora visto l'anime. Per quanto riguarda i dagashi posso dire, da quello che ho capito, che il termine fa riferimento ad una serie di prodotti fra i più disparati: caramelle, bevande in polvere idrosolubile, spuntini salati preconfezionati e così via. In più, come chicca finale, alla fine di ogni episodio ci veranno mostrate le immagni reali dei dagashi di cui si è parlato nell'episodio stesso. Per quanto riguardo i personaggi, essi sono solo cinque: oltre ai tre già citati, vi saranno i fratelli Tou e Saya, amici di Kokonotsu, del quale Saya sarà segretamente innamorata, ma non aspettatevi progressi su questo fronte. Come ho già detto, l'anime di regge sui dagashi e su Hotaru, anzi sopratutto su di lei, visto che gli altri protagonisti non hanno una personalità che spicca. Per quanto riguardo la comicità, va detto che essa farà a volte ridere e molto spesso sorridere, ma non si spinegerà oltre: insomma non è un anime con cui sganasciarsi dalle risate. Tuttavia quest'anime mi è piaciuto: Hotaru è un personaggio che non si dimentica e la visione dei dagashi fa venire l'acquolina in bocca. Do a quest'anime un 7 pieno, consigliando a tutti di dargli almeno un'occhiata.

AkiraSakura

Episodi visti: 12/12 --- Voto 3
Innanzitutto, prima ancora d'imbastire un'invettiva contro un'opera sulla quale non c'è praticamente nulla da dire - bel paradosso - in quanto vuota, inconcludente e fine a se stessa, conviene chiedersi: ma che cos'è veramente 'sto "Dagashi Kashi"? Una commedia romantica? No, assolutamente. Fossero tutte così le commedie romantiche, allora Jake LaMotta sarebbe il principe azzurro più ambito dalle fujoshi di tutto l'universo. Uno slice of life? Ni, perché il tutto è talmente statico e prolisso che trasmette una sensazione strana, come se la vita dei suoi protagonisti sia a tutti gli effetti una non-vita, un cazzeggio totale senza alcuna perturbazione esterna che vada al di là di qualche monotono cliché autoreferenziale da adolescenti in calore. Un porno? Magari lo fosse! Vorrebbe esserlo, ma non trova il coraggio per spingersi oltre ai soliti quattro beceri doppisensi che stufano quasi subito - la protagonista infoiata e mentalmente instabile che succhia una grossa caramella a forma di... lascio indovinare a voi cosa; il protagonista scemotto che le schizza sui vestitini pucci pucci un liquido zuccheroso biancastro che ricorda tanto lo... dai, avete capito. Ma che tristezza però. Matematicamente, una volta a puntata, dopo pesantissimi minuti in cui non succede praticamente nulla di divertente, come da rituale, avviene il tanto atteso - ma ne siamo proprio sicuri? - doppiosenso tanto triste quanto volgare. Ma che vita sessuale avranno mai le persone a cui è rivolta un'opera del genere? La risposta mi pare ovvia. Detto ciò, riprendendo l'incipit dello scritto, "Dagashi Kashi" è un ecchi? Se veramente lo fosse, sarebbe un insulto a tutti i numerosissimi ecchi in circolazione che riescono a risultare molto più espliciti, meno ipocriti e quantomeno divertenti.

Perché no, questa schifezza inclassificabile NON è divertente. In tutta la sua svogliatezza, cattiva realizzazione tecnica, vuoto pneumatico e "simbolismi" scatologici, "Dagashi Kashi" annoia, e di brutto. Lo spettatore otaku più hardcore potrebbe difenderlo per via delle due bambole gonfiabili/feticci sessuali che ronzano attorno al solito ragazzetto inconcludente che non sa che fare della sua vita - diventa grande con me! - asserisce nel primo episodio la milfona semi-tossicodipendente - le sue caramelle blu possono essere interpretate come la metanfetamina pura al 99% prodotta dal signor Walter White - dai seni enormi citata in precedenza. Altro doppiosenso da depressione, siccome non si vedrà alcuna scena di sesso esplicita ma innumerevoli altre provocazioni della carne che non troveranno MAI compimento. Non si vedrà manco una mutandina, lo dico a tutti voi che negli anni novanta vi sollazzavate con "Aika". Siete avvertiti. Piuttosto, andatevi a leggere un manga di Go Nagai.

Quando non c'è qualcosa che si potrebbe definire come "sceneggiatura", è lecito chiedersi quale sia il pretesto per far "interagire" un ragazzino scemo con le due "signorine" che gli sbavano dietro senza che lui se ne accorga: l'amica d'infanzia piatta (in tutti i sensi) che in una puntata appare addirittura - ma chi l'avrebbe mai detto! - in versione loli, intenta a farsi toccare dal suddetto senza alcuna risoluzione della tensione sessuale, in quanto lui è rimbambito, e la già citata, vergognosa Hotaru, che non mi accingo neanche a descrivere - rinvio il lettore alle innumerevoli doujinshi hentai a tema per conoscere meglio la caratterizzazione del personaggio. Presentate le due cesse della situazione - il character design è orrendo, sproporzionato e con ombreggiature e lineamenti risibili -, per rispondere al quesito sollevato conviene sottolineare che "Dagashi Kashi" sia essenzialmente una pubblicità di dolciumi, quei dagashi che gli danno il nome e di cui il padre del protagonista possiede un negozio che poco interessa a quest'ultimo, dacché a quanto pare è molto più affascinato dal disegno. Lo scopo di Hotaru, almeno dal punto di vista formale e "narrativo", sarebbe quello di convertire il ragazzo al culto dei dolciumi, dei quali ella è una sorta di maniaca ossessiva-compulsiva (!). Insomma, le martellanti pubblicità che ci avvolgono ogni giorno - a parte quei pochi illuminati che molto saggiamente hanno deciso di non guardare più la televisione - in cui ogni sorta di oggetto viene sessualizzato, dalle automobili sino ai telefonini, non sono poi così diverse da "Dagashi Kashi", che utilizza lo stesso stratagemma per sessualizzare i dolciumi. Questo processo, tuttavia, volendo astenersi da un'invettiva contro la perversione del consumismo attuale, dal quale ahimè è impossibile affrancarsi completamente a meno di diventare dei barboni delle strade che rovistano nella spazzatura, viene fatta a malo modo, goffamente, senza una regia che si potrebbe definire tale né alcuna trovata grafica brillante. Pertanto, alla luce della totale inettitudine di questo obbrobrio, per chiudere il discorso, ripeto che - repetita iuvant, dicevano i romani - "Dagashi Kashi" vorrebbe essere un qualcosa di divertente, ma ahimè mette soltanto tanta tristezza.