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Onnivoro88

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6,5
Questo film ha il merito di mettere in parallelo due culture differenti nel tempo e nello spazio che hanno in comune la passione e il costume delle acque termali. Roma antica e Giappone.
Da questo punto di vista è naturale che siano loro a generare una storia simile.
Il problema sorge quando gli attori che interpretano Romani, imperatore Adriano ecc..., degli attori nativi del sol levante. Non è proprio un dettaglio che passa inosservato. Al pari, se in Kenia avessero le stesse intenzioni e il cast fosse tutto nativo del paese produttore. Non è molto aderente alla realtà storica dell'epoca.

Meritano molto le ricostruzioni scenografiche storiche di Cinecittà. L'ambientazione è straordinaria e le musiche accompagnano degnamente: si vede e sente molto bene la passione e la stima per la cultura italiana.

Ma non hanno voluto sforare il badget degli effetti speciali e si potranno vedere un paio di scene in cui dei pupazzi girano in una vasca d'acqua roteante. Buttate lì forse per far ridere, forse perché appunto era più economico.

Detto ciò, lo consiglio per via dei lati positivi. Soprassediamo sui lati negativi, ma per quelli il voto ne risente.
Buona visione


 3
Tacchan

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Trasposizione cinematografica dell'omonimo manga di Mari Yamazaki, pubblicato in Giappone dal 2008 e giunto in Italia grazie a Star Comics, "Thermae Romae" è stato prodotto mentre l'opera originale era ancora in corso, cosa che apre la strada a stravolgimenti che rischiano di essere infausti per chi ha amato il manga.

Lucius Modestus è un architetto romano specializzato nella creazione di bagni termali. Di recente le cose per lui non vanno poi così bene, la moda del periodo difficilmente combacia con la sua visione di come le terme dovrebbero essere; si trova quindi in seria difficoltà, fintanto che viene in qualche modo trasportato nel futuro, in Giappone, luogo in cui scopre idee e invenzioni rivoluzionarie per il popolo romano. Le ricrea, con i mezzi del tempo, con grandissimo successo, tuttavia rimane tormentato, visto che si rende conto come tutto quanto ha realizzato non sia altro che un copiare quel popolo misterioso con cui viene continuamente in contatto. Nel mentre vi è un risvolto sentimentale, visto che la sua presenza in Giappone non passa inosservata.

Dopo un inizio divertente e scoppiettante, direi all'altezza del manga, il film perde di mordente e la sceneggiatura inizia a diventare un po' pasticciata. La prima parte, ovvero i contatti con il mondo giapponese e la riproduzione delle tecnologie del futuro con i mezzi a disposizione dei Romani, l'ho trovata estremamente divertente e spassosa. Avrei voluto che il film insistesse maggiormente su questa parte, invece vi è una virata più seria, ahimè non supportata dalla recitazione dei comprimari; Lucius deve evitare infatti che l'imperatore faccia un errore che potrebbe cambiare la storia dell'Impero Romano. In questo si inseriscono le questioni di cuore: con la moglie le cose non vanno bene e nel mentre una ragazza, Mami, è così persa per Lucius che arriva a seguirlo nel suo tempo. Il problema di queste due parti è la superficialità con la quale sono trattate: alcuni passaggi risultano alquanto leggeri, per esempio i problemi con la moglie e quanto accade di conseguenza. Posso anche capire che il film vuole essere comico e non ha pretese di un certo tipo, ma se vuoi mandare a pallino le cose, evita di andarti a infognare in argomenti di un certo tipo.

Nella seconda metà del film subentra una certa confusione e inconsistenza dei fatti narrati; credo che la cosa risulti sempre più evidente man mano che la guida data dall'opera originale si fa più sbiadita. Mancano poi le spiegazioni tecniche sui benefici delle terme e le nozioni che sono ben presentate e interessanti nel manga, qui a malapena accennate. Il finale lascia la porta aperta a un seguito, già realizzato, e si dimostra ben lontano dall'essere appassionante. Diciamola in modo chiaro: ho trovato la seconda metà del film noiosa e ho faticato a reggerla fino alla fine.

Dal punto tecnico ci sono alti e bassi: se è apprezzabile come il film, girato a Cinecittà, ricrei in modo efficace l'ambientazione romana, fa uno strano effetto vedere le comparse tutte occidentali e i protagonisti, romani nella storia, giapponesi nella pratica. Fortuna che dopo poco ci si fa l'abitudine, anche grazie all'ottima prova di Hiroshi Abe, nei panni di Lucius: si nota come il suo recitare sia su un livello decisamente superiore rispetto al resto del cast, colpevole di una gestualità esagerata che rende il tutto poco naturale e forzatamente caricaturale. Gli effetti speciali sono in un paio di casi decisamente sottotono, alcune sequenze, mi viene in mentre quella in cui i personaggi sono risucchiati in un vortice che congiunge le due ere, sono realizzate in modo quasi amatoriale. Meglio il comparto sonoro, con gli intermezzi lirici che sono un piacevole e curioso intermezzo.

"Thermae Romae" inizia bene, frizzante e divertente. Va calando fino a diventare noioso, ma riesce nel complesso a raggiungere la sufficienza. Nonostante questo, non posso che considerarlo un'occasione sprecata e non ritengo riesca ad essere all'altezza della controparte cartacea. Peccato.


 2
JokerRoses

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Prima di illustrare le caratteristiche del film con pregi e difetti, vorrei prima ringraziare chi ci ha permesso di vedere il film in anteprima a Lucca (molto tempo prima dell'uscita nelle sale italiane), ma anche AnimeClick.it che mi ha gentilmente dato la possibilità di andarlo a vedere al cinema.

Per chi conosce il manga edito da StarComics, ideato da Mari Yamazaki, in sette volumi, il film rivelerà un po' di sorprese. Benché infatti l'incipit sia lo stesso per entrambi, la storia subisce dei cambiamenti a livello di trama che danno la possibilità di rivivere la storia in una chiave diversa. Il racconto nasce dall'insoddisfacente carriera di un progettista di terme del periodo dell'imperatore Adriano, Lucius Modestus. Egli, infatti, nonostante abbia studiato ad Atene e abbia avuto ottimi maestri, non riesce a disegnare nulla che stupisca il pubblico sempre più esigente di Roma. Disperato analizza come la sua città sia caduta in preda allo squallore riscontrabile anche nelle stesse terme, che sono velocemente passate da luogo di riposo e riconciliazione con sé stessi alla stregua di un lupanare, ed è secondo me in questa veloce analisi sociale, compiuta da Lucius, che il regista e in primis la Yamazaki hanno voluto rendere più storicamente credibile il racconto, sottolineando come Roma, da città conservatrice, era finita, in seguito alle numerose conquiste, in un periodo di declino. Sempre più sconsolato, immersosi in una vasca di alcune terme, finirà catapultato nel moderno Giappone (in una modalità anche molto divertente per lo spettatore), dove apprenderà le comodità del mondo moderno ma anche alcune tradizioni del "popolo dalla faccia piatta", scambiato in un primo momento per un gruppo di schiavi barbari. Il tutto è contornato dai retroscena della corte imperiale alla quale il nostro si avvicina sempre di più, partendo dallo stesso imperatore che in lui vede un innovatore ma anche una sorta di salvatore (sopratutto in seguito a un particolare progetto), ma anche da vicende personali (a livello coniugale e non). Lucius non mancherà di creare una certa agitazione anche tra i Giapponesi, soprattutto in una ragazza, aspirante mangaka, Mami, che in lui vede l'eroe che la porterà al successo. Con questa trama il film vi divertirà ma anche vi farà ragionare su alcune tematiche, come il perseverare nella speranza e su come la storia sia importante.

La regia è stata brava nel giostrare gli eventi affinché fossero sempre divertenti, come la scelta del cantante lirico che attacca tra un viaggio temporale e l'altro o ancora la sottolineatura dello stupore del protagonista ogniqualvolta egli si trova di fronte a un oggetto dell'altro mondo (il caso più eclatante è la carta igienica).
Cast e regia sono stati molto abili e, al contrario di alcuni che hanno criticato il film per via degli occhi a mandorla dei Romani, posso rispondere che non stonano, come nel caso di Hiroshi Abe (Lucius).

In partenza avrei voluto mettere 10 a questo prodotto cinematografico, ma per via di alcune piccole cose ho preferito mettere 9. Alcune parti del manga io le avrei sottolineate di più (sarebbe risultato più divertente), come nel rapporto tra Lucius e sua moglie, o ancora avrei migliorato alcuni effetti visivi; per il resto è stato veramente divertente e, come avevo già anticipato in un mio commento, il film si adatta perfettamente ad essere visto da tutta la famiglia. Spero vivamente di avervi convinto attraverso queste righe a visionare il film di cui è stato già fatto il seguito. Buona visione!


 6
GianniGreed

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Il film di "Thermae Romae", basato sul manga omonimo di Mari Yamazaki, esce nel 2012, mentre il manga è ancora in corso di serializzazione, e per questo presenta una storia un po' diversa, ma non per questo meno godibile.
Ambientato nel periodo di massimo splendore dell'Impero Romano, il film ha per protagonista Lucius Modestus (interpretato dal bravo Hiroshi Abe), un architetto romano specializzato in bagni termali. A corto di idee, mentre si fa un bagno, finisce per qualche strano motivo nel Giappone moderno, dove scopre gli usi del popolo giapponese, che impiega una tecnologia molto più avanzata di quella dei Romani. Tornato a Roma nel suo tempo, mette in pratica queste idee rinnovando il modo di fare il bagno alle terme, diventando molto famoso, al punto che lo stesso imperatore Adriano ne richiede i servizi.
Il film inizia allo stesso modo del manga, ripresentando le stesse situazioni in modo molto simile, ma dopo un po' inizia a prendere una direzione tutta sua, che porta la storia su nuovi binari. All'incirca si può dire che il film copre gli eventi del manga fino al volume 3.

La cosa interessante è che il film è stato girato in gran parte proprio qui in Italia, nella storica Cinecittà, e il cast è pieno di attori italiani (credo, o comunque europei), mentre solo i ruoli più importanti sono affidati ad attori giapponesi. Questo fa all'inizio uno strano effetto, perché Abe che interpreta Lucius è chiaramente giapponese, ma quando finisce in Giappone viene chiamato "lo straniero". E' anche strano vedere un imperatore Adriano giapponese, ma bisogna scendere a compromessi, e dopo un po' ci si fa l'abitudine. Del resto gli attori non giapponesi nel film sono tutti doppiati (nella versione originale), e non si poteva fare tutto il film doppiato, poiché l'effetto non è il massimo.

La colonna sonora è piena di brani lirici delle opere più famose, come "La traviata" o "L'Aida", che ci stanno anche bene, ma comunque non ci azzeccano molto con le scene in cui sono messe, ma immagino che faccia più "Italia" rispetto a brani qualsiasi.

Buona è anche la costruzione dei vari set, che rendono bene le atmosfere della città per quelle che sono le ricostruzioni che si possono ricavare dai dati storici. Ogni tanto comunque qualche scena panoramica, tipo nel finale, puzza un po' troppo di CG, ma anche qua, chiudiamo un occhio.
Perché? Perché alla fine il film è godibile e divertente. Dura quasi due ore, ma scivolano via, senza che il film risulti pesante o noioso. E' divertente vedere come Lucius cerchi di comprendere la cultura giapponese, stupendosi di ogni cosa, al punto tale da commuoversi. Inoltre, anche se la storia presenta delle differenze con quelle del manga originale, il film ne riesce a cogliere l'essenza, ricreandone bene l'atmosfera. E le differenze aiutano lo spettatore che magari ha letto il manga, che quindi può godersi il film senza sapere già come finisce, ma soprattutto fanno comodo allo spettatore che non conosce il manga e può godersi il film, che risulta comunque comprensibilissimo.

Detto questo, lo consiglio proprio a tutti, perché è un film adatto a ogni tipo di pubblico, non solo a chi guarda anime e legge manga. E' un ottimo film da guardare per farsi due risate in famiglia, e per questo spero che ne esca presto la versione doppiata, dato che il film merita; sarebbe un peccato che la barriera linguistica possa impedirne la visione a un pubblico più generalista non abituato ai sottotitoli.

-Ci rivedremo?
-Si, ci rivedremo sicuramente, perché tutte le strade portano a Roma.