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Pannero

Volumi letti: 10/10 --- Voto 8
"Gals!" è uno di quei manga che ricordo con affetto. Vi ricordate il periodo in cui la Dynamic/Dynit pubblicava un sacco di shoujo un più bello dell'altro, in edizioni con una bella sovraccoperta e piene di note? Ecco, "Gals!" risale a quel periodo.

Si tratta di uno shoujo manga che racconta le vicende di un gruppetto di tre amiche: la scatenata Ran, che è una cosiddetta "Gal", cioè una ragazza alla moda con la fissazione per lo shopping, energica e solare; Miyu, una ragazza carina e dolce, nonchè la fidanzata del fratello di Ran, e la timida Aya, che è la più assennata e chiusa delle tre.
Miyu e Ran conoscono Aya in un momento in cui la ragazza è sopraffatta dai suoi problemi personali, e decidono di aiutarla, stringendo con lei una bella amicizia.
Successivamente le tre ragazze sono chiamate ad affrontare piccoli battibecchi per il "dominio" del quartiere Shibuya (appunto un quartiere molto frequentato dai giovani a Tokyo), e a risolvere le loro vicende sentimentali, tra intrighi e amori a senso unico.

"Gals!" è uno shoujo fresco, leggero, divertente e emozionante.
I personaggi sono divertenti e non si prendono troppo sul serio, anche se ci sono dei momenti tristi e di rammarico (ai quali forse la Fujii non presta troppa attenzione), si va subito sul comico.

Parliamo delle tavole piene all'inverosimile di dettagli, che forse sono il punto più interessante del manga.
La Fujii, all'inizio un po' acerba nel tratto, fa sfoggio di una personalità incredibile, mostrando di avere un'anatomia dei personaggi tutta sua (ragazze e ragazzi altissimi, con gambe e braccia lunghe, molto magri, con il viso un pò grande e gli occhi enormi) ed è facile distinguere un personaggio dall'altro in questo guazzabuglio di persone.
I fondali, gli accessori dei personaggi, tutti i dettagli sono curati al millesimo, niente è lasciato al caso a raffazzonato.
La retinatura è molto presente e mai superflua.
La Fujii ha dimostrato di aver davvero a cuore la precisione delle sue tavole.
Molto, molto belle anche le illustrazioni a colori, di cui abbiamo un assaggio nelle copertine (e in casi come questo è davvero un peccato non avere le tavole a colori anche nei tankobon) in cui in un'esplosione di colori, l'autrice ci porta in un mondo colorato e sfavillante, intriso di una personalità unica e mai banale.

"Gals!" è uno shoujo poco impegnato, che vuole divertire il lettore e costruire la figura di una protagonista che risente molto su di sé il retaggio dei manga degli anni '90: spaccona, pigra e indolente, ma in qualche modo imbattibile e incrollabile, che non si scoraggia mai e che trascina tutti spronandoli a essere le persone che vogliono essere.
E' un tipo di eroina semplice, a volte un pò troppo gradassa, ma sempre simpatica.
E anche gli altri personaggi, per quanto inevitabilmente dei clichè, sono degli ottimi clichè! Miyu la dolce, Aya la timida, Rei il ragazzo freddo e distaccato, il suo amico un pò tontacchione ma gentile, Sayo (la sorella di Ran) che combina un sacco di guai e vorrebbe essere più grande, formano tutti un universo che non si può non ricordare col cuore colmo di nostalgia.
Quello che mi ha delusa di più forse, ironia della sorte per uno shoujo, sono proprio le vicende sentimentali di Ran (!) che probabilmente alla fine trovano poco spazio in confronto alla situazione sentimentale degli altri personaggi!
Ma si sa, Ran è troppo impegnata a pensare agli altri per occuparsi fino in fondo di se stessa. Credo.

L'edizione italiana, anche se uscì in tempi biblici, era molto carina, a un prezzo modico (che all'epoca era considerato quasi alto), era molto fedele all'originale e aveva molte note che spiegavano le parti più incomprensibili per un pubblico occidentale.
E' un peccato che Mihona Fujii sia scomparsa dalla scena dei manga italiani, e non posso fare altro che augurarmi che presto pubblichino qualche altra sua opera anche qui.


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Ransie Carter

Volumi letti: 10/10 --- Voto 8
Non lasciatevi ingannare dalle tavole colorate e dalle simpatiche ragazze in copertina, "Gals" può sembrare l'ennesimo shojo su ragazze alle prese ci classici patemi d'animo delle liceali, ma in realtà è molto più di questo. Sembra leggero ma nel corso dei dieci volumi che compongono questa opera, si affrontano un sacco di temi delicati.
La storia presentata è quella di Ran Kotobuki, ragazza all'apparenza frivola e modaiola, secondogenita di una famiglia di poliziotti (madre, padre e fratello maggiore e la sorella minore aspira a quel tipo di carriera), che passa il suo tempo nel quartiere di Shibuya, fra le sue belle vetrine. A farle da spalla in questa storia troveremo anche Aya, studentessa modello che viene "salvata" da Ran da una brutta strada che la giovane aveva intrapreso, e l'amica Miyu, fidanzata col fratello maggiore di Ran (con un bel bagaglio di disavventure sulle spalle).
Dieci volumi che ci raccontano la loro vita da studentesse, ma anche i normali problemi che una qualsiasi ragazza di quell'età si trova ad affrontare: amori, amicizie, insicurezze e rivalità. Ma anche situazioni limite, e forse anche l'intento dell'autrice, di far comprendere che non per forza bisogna intraprendere una brutta strada per tirare avanti. "C'è sempre un'altra soluzione", così mi piace vederla, così mi piace leggere il messaggio della Fujii.
Riguardo i disegni, a momenti trovo migliori gli sfondi che neanche i personaggi. Va bene che notoriamente le asiatiche son magre, ma qui abbiamo una palla, la testa, e degli stecchetti che reggono il tutto. I visi non son malvagi, ma è il resto del corpo che mi ha sempre lasciata un poco basita, ma non posso non elogiare la cura per i dettagli che la mangaka ha prestato. È innegabile che ha prestato davvero molta cura nella realizzazione delle sue tavole. Il character design può piacere o meno, alla fine è tutta una questione di gusti.
Per concludere, è una storia che regala risate e punti di riflessione, le storie d'amore ci sono, ma non sono così noiose o che sanno di "già visto", le ho trovate carine, in particolare sono affezionata alla coppia formata da Ran e Tatsuki, nonostante gli alti e i bassi mi piace moltissimo, e anche la storia fra Mami (la rivale di Ran) e Yuya.
Ho passato delle piacevoli ore leggendo questi volumi, "Gals" non è superficiale come potrebbe sembrare, solo leggendolo potrete apprezzarne le varie sfumature.


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riko akasaka

Volumi letti: 10/10 --- Voto 6
Alla ricerca di una lettura divertente e a poco prezzo ho comprato la serie completa in offerta ad una fiera. Pensavo ad uno shojo comico-demenziale senza alcun spessore, ma poi ho trovato trattati temi decisamente pesanti come stalking, bullismo, autolesionismo e molestie sessuali per dirne alcuni. La protagonista Ran è una specie di paladina della giustizia che lotta per ideali che si possono riassumere come libertà di vivere per se stessi e decidere in autonomia della propria esistenza.

Gals! fondamentalmente resta però un manga con ragazzine modaiole che fanno dell'apparenza il loro credo, a differenza del classico shojo l'amore passa in secondo piano, le gals scelgono cinicamente il fidanzato in base allo status che si può ottenere frequentandolo. Tra tutte le coppie la più inquietante è quella formata da Aya e Otohata, cioè dalla fan e l'idolo, coppia che sembra non volersi evolvere, - deprimente la scena in cui lei scoppia a piangere perché lui le regala il secondo bottone della divisa. Non apprezzo neanche la "storia d'amore" della protagonista, mai visto un fidanzato considerato di meno, sembra proprio che le sia d'impiccio.

I disegni sono carini, molto curati sotto l'aspetto moda, Mihona Fuji disegna persino le decorazioni delle unghie finte.
Lo consiglio comunque perché è un manga abbastanza divertente e meno superficiale di quel che può sembrare e sicuramente meno banale di molti altri shojo.


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Sonoko

Volumi letti: 10/10 --- Voto 10
Ecco un manga che mi piacerebbe rileggere. Lo comprai sulla scia del successo dell'anime, senza troppe pretese, ed invece mi è proprio piaciuto.
Protagonista è Ran, un'adolescente di Shibuya (noto quartiere di Tokyo), che costituisce un po' la pecora nera della sua famiglia. Infatti il padre è un ispettore di polizia, la madre è una donna poliziotto, il fratello maggiore è poliziotto la sorellina aspira a diventare detective, ma purtroppo lei pare non avere alcuna intenzione di seguire la tradizione di famiglia; non solo: è una studentessa piuttosto anticonformista, il suo interesse principale è vestire sempre alla moda (in particolare è una "gal") e come studentessa zoppica un po'.
Tuttavia Ran non è affatto quel cattivo soggetto che sembrerebbe essere da questa descrizione, in realtà ha anche lei uno spiccatissimo senso di giustizia e più volte si ritrova a risolvere situazioni difficili nel quartiere.
Il manga racconta le vicende quotidiane (anche sentimentali, ovviamente) di Ran, delle sue amiche Aya e Miyu e di alcuni ragazzi del quartiere.

La storia è apparentemente semplice e leggera, ma in realtà è interessante per diversi aspetti: innanzitutto ci mostra le principali mode giovanili in Giappone, le "gals", che si contrappongono alle "ganguro", nonché, anche se umoristicamente, la severità delle regole scolastiche anche sul vestirsi (Ran, con le sue meches rosse, non è vista di buon occhio); poi ci mostra alcuni problemi sociali lì comuni, come la pratica dell'enjo kosai, in pratica la brutta abitudine di uomini adulti di pagare giovani studentesse in denaro o in regali per la compagnia o anche per altro.

I personaggi sono fantastici e ben caratterizzati; Ran a volte mi pare un po' troppo saccente ma in fondo anche lei non è affatto male, la sua simpatia e la sua comicità prevalgono.
Il tratto della Fuji mi piace, anche se forse gli occhi delle ragazze sono un po' troppo grandi, ma mai quanto quelli delle ragazze disegnate dalle CLAMP.
In ogni caso il manga, anche per il finale che considero perfetto, merita a mio avviso un bel 10.


 8
Kotaro

Volumi letti: 10/10 --- Voto 8
Mi piace pensare a Gals come a un fumetto sui e per i giovani.
Sono loro, del resto, i principali fruitori e personaggi dell’opera, che vede come protagonisti un gruppo di ragazzi di oggi, né più ne meno. Personalità indubbiamente esagerate e stravaganti, ma anche uno specchio a suo modo veritiero di quello che è il mondo giovanile del Giappone contemporaneo, con le sue mode, i suoi modi di vivere e comportarsi, i suoi linguaggi, i suoi idoli e i suoi valori.
Approcciandosi a Gals, l’impressione è quella di un qualcosa di bambinesco e frivolo, con personaggi che pensano unicamente alla moda, all’estetica e all’apparenza, di esclusivo appannaggio dell’utenza femminile, dato lo stile grafico pieno di occhioni, fiori e sorrisi, e di qualcosa che non si riesce a comprendere se non si è giovani e non ci si è dentro. Eppure, è un fumetto che va valutato guardandolo un po’ più a fondo, poiché dietro la sua apparenza cool e modaiola, presenta una storia che può dare molto, in termini di insegnamenti, ai giovani a cui si rivolge.
Volendo fare un paragone, si possono accostare le tematiche di Gals a quelle presenti in GTO di Toru Fujisawa, solo che, mentre lì l’analisi del mondo giovanile veniva svolta dagli occhi di un insegnante appartenente a un’altra generazione, qui sono i giovani stessi ad analizzarsi.
In Giappone, la moda gal impazza e sempre più ragazze si truccano o vestono all’occidentale, ballano la parapara, passeggiano per Shibuya alla ricerca di negozi in cui fare shopping, frequentano i fast food all’americana o le chat su Internet. Le problematiche ritratte in Gals sono perciò estremamente veritiere, anche se volutamente esagerate in maniera fumettistica, e non è poi così campato in aria vedere Aya che si prostituisce, Miyu abbandonata dai genitori, le varie ragazzine che fanno di tutto, anche sconfinando nel vandalismo o nell’illegalità, pur di ottenere soldi da spendere in vestiti o accessori alla moda, i vari professori arrivisti o che maltrattano/abusano degli studenti e i vari personaggi che vivono all’ombra di genitori poco presenti o troppo intransigenti, l’attenzione maniacale data all’apparire, al possesso. Così come non è troppo inverosimile lo stravagante registro linguistico utilizzato dai personaggi di questa storia, fatto di neologismi bizzarri, inglesismi e diminutivi strampalati e spesso cacofonici, dato che, e studiando giapponese posso confermarlo, i giovani nipponici non sono affatto estranei a questo tipo di storpiature della loro lingua.
Tanta apparenza, dunque. Ma un manga di sola apparenza difficilmente riscontra i favori degli editori e fortunatamente Gals non è poi così vuoto come appare, poiché, se è vero che la quasi totalità dei personaggi è composta da ragazzi modaioli, apparentemente superficiali e spesso confusi, è altrettanto vero che nel cast è compresa anche un’intera famiglia di integerrimi poliziotti, che spesso e volentieri si occupa di consigliarli, guidarli e ricondurli sulla buona strada, questi ragazzi. I protagonisti stessi, del resto, dietro la loro patina di apparente superficialità, dimostrano di conoscere benissimo valori di fondamentale importanza quali l’amicizia, la lealtà, il rispetto della legalità, la fiducia reciproca, l’amore familiare, il rispetto di sé stessi, e si trovano spesso a dover rimuginare sui propri errori o a redarguire gli altri personaggi quando sono in errore, impartendo anche fondamentali lezioni di vita a chi legge, che, presumibilmente, ha la loro stessa età e quindi potrebbe più facilmente cadere negli stessi errori.

Prescindendo dallo spaccato di vita giovanile che propone, e valutando Gals unicamente come prodotto fumettistico, devo dire che non ha nulla da invidiare ad altri shojo manga del genere, presentando la vita di un eterogeneo gruppo di amici, personaggi tutti ben caratterizzati e a loro modo originali, anche se spesso un po’ irritanti nei loro modi surreali di comportarsi o parlare (vedere il figo, freddo ed egoista Rei che è da sbattere al muro, Miyu che è insopportabile nel suo parlare di sé in terza persona come una bimbaminchia, Aya che è sin troppo passiva, piagnona e remissiva). Si tratta comunque di personaggi ben costruiti, surrealmente comici ma anche amaramente un po’ veri, di cui è piacevole seguire le vicissitudini e che quasi mai lasciano la sensazione di essere lasciati in disparte, dato che l’autrice riesce a barcamenarsi bene con tutte le sue creature e a sviluppare in maniera più o meno approfondita tutte le sottotrame, siano esse romantiche o di vita vissuta, che le riguardano.
Su tutti, spicca però la protagonista Ran Kotobuki, una delle migliori protagoniste femminili mai apparse in uno shojo manga. Ran è solare, energica, carismatica, folle, esuberante, sicura di sé, e trascina tutti quanti, personaggi e lettori, a suon di risate nello svolgimento delle sue vicende, oscurando qualsiasi altro personaggio. Un tipo di personalità ben diverso dalla solita ragazzina comune e piagnucolona che instaura una tormentata storia d’amore col senpai figaccione, così come anche il suo ragazzo, il dementissimo Tatsukichi, è tutt’altro che un figaccione effeminato e scostante.
I personaggi di Gals condurranno tutti quanti un più o meno approfondito percorso di crescita sulla strada della vita, percorso che sarà al lettore visibilissimo, tra un ombretto variopinto, un’uscita a folleggiare o un abito alla moda, e alla fine della fiera, nel surrealissimo ed epico finale, ognuno di loro avrà trovato una sua ragion d’essere, riuscendo a farsi amare dal lettore.
Venendo a questioni puramente più tecniche, Gals è disegnato in maniera semplice, seguendo i dettami dello shojo anni ’90 e della rivista Ribon su cui è pubblicato. I personaggi, occhioni enormi ed espressivi e cascate di capelli, avranno corpi ed espressioni facciali deformabilissimi a piacimento dell’autrice a seconda di quale follia vuole fargli compiere per le tante gags che costellano la storia, e assisteremo ad una dettagliatissima riproduzione di abiti, borse, accessori, trucchi, motorini, cellulari, cianfrusaglie, videogiochi e qualsiasi altra cosa possa essere fruita dai giovani d’oggi, oltre che affreschi dettagliati e piacevolissimi di quel che è il quartiere di Shibuya, coi suoi mille palazzi, i divertimenti, la stazione di polizia e la statua eretta in onore del leggendario cagnolino Hachiko (qui meno leggendaria e più ridicolizzata dai personaggi stessi, ma il concetto c’è). E’ uno stile semplice eppur dettagliato, che fa suoi i meccanismi dello shojo manga anni ’90 e li rende in maniera frenetica, frizzante e personale, con un ottimo uso dei retini e delle ombreggiature per impostare le scene clou della storia.

Concludendo, Gals è una storia apparentemente molto leggera e bambinesca, ma che fa crepar dal ridere, se la si sa prendere, e sa trattare argomenti importanti nella giusta misura. Un fumetto cretino, ma che sa esserlo con maestria, mi verrebbe da dire, e che, nonostante tutto, non rinuncia a voler lasciare validi insegnamenti ai suoi lettori.
L’edizione Dynit è nella media di questa casa e presenta anche parecchi approfondimenti e note a margine per spiegare i costanti e difficili giochi di parole e riferimenti alla pop culture del Giappone di oggi.
Gli appassionati di shojo manga anni ’90 probabilmente lo apprezzeranno moltissimo, ma credo che si tratti di una serie da prendere con le pinze, dati i suoi continui riferimenti ad una società che Gals ritrae benissimo, ma che non è la nostra, e questo può rendere il fumetto di difficile comprensione per i lettori più “casual”, che magari non hanno sulle spalle una solida infarinatura di base del mondo giapponese di oggi.


 2
Riccardo80

Volumi letti: 12/10 --- Voto 7
Esiste uno shojo che punti più sulla comicità senza tralasciare il lato romantico? Ebbene sì: Gals!
Dal disegno e dalla presentazione dei personaggi, sembrerebbe rientrare in uno dei classici shojo manga con protagoniste complessate o sceme e amori con i bononi di turno (che esistono).
Ma Ran è una delle più divertenti, briose ed effervescenti ragazze mai apparse in un shojo manga (il fatto che sia la protagonista e mi piaccia è buon segno), superficiale all'apparenza (con tutte le sue manie da perfetta gal,) ma una vera amica e sempre pronta ad aiutare chiunque lo meriti.
Non ci si può che divertire con questo bellissimo manga!