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alex di gemini

Volumi letti: 14/14 --- Voto 9
"Nabari" è una storia di ninja, ma non potrebbe essere più diverso da Naruto. Il protagonista Miharu, è un ragazzino effeminato nell’aspetto e senza doti particolari. Almeno finché non scopre di essere posseduto da un arcano e misterioso potere, lo shinrabanscio. E scopre che il mondo dei ninja esiste davvero, diviso in cinque potenti sette, decise a sopprimere il pericoloso potere in lui presente, come fu con tanti altri prima di lui. Ma con quale setta allearsi? E se , in questo mare di intrighi ci fosse, in fondo qualcosa di molto più grande di quanto non si pensi?. Indubbiamente vivremo un lungo thriller , dato che , al contrario di Naruto, i combattimenti saranno spesso e volentieri solo l’ultima ruota del carro. Ma Miharu non sarà solo, poiché troverà presto alcuni amici, in primis il misterioso Ioite. Guerriero di punta di una setta ma destinato, a causa della sua tecnica micidiale, a subire una morte prematura, stringerà un amicizia con il nostro molto intensa. Ma bucherà anche il manga, dato che il lettore non potrà non affezionarsi alla sua figura che prima affascina, poi crea mistero e alla fine tristezza. La sua odissea e la sua amicizia con Miharu mi hanno insegnato quanto siano profonde quelle due frasi di Jim Morrison: "Forse non sarò mai nessuno nella vita, ma nessuno potrà mai essere come me" e "Basta un attimo per cancellare una vita, ma non basta una vita per cancellare un attimo". Bella poi la storia d'amore di Tobari , ninja trentenne con la sua donna: un tema che non si vede da nessuna parte quello di un amore con una donna di dieci anni più vecchia del proprio uomo. Tema non facile, ma molto ben descritto. La storia segue l’anime fino al settimo volume, poi vira per un altro sentiero, dato che l’anime era stato concluso con un finale inventato a causa dei lunghi tempi di realizzazione della controparte cartacea. ll manga si è rivelato un ottimo prodotto da un punto di vista grafico, con uno stile perfetto e unico, pesante, dettagliato, leggero allo stesso tempo, varrebbe la pena di leggerlo solo per la grafica. Ma oltre alla forma abbiamo anche la sostanza: qui i personaggi sono descritti ancora meglio e si è potuto introdurne di nuovi ed approfondire meglio la trama. Miharu è descritto realmente a 360 gradi, è meno ameba rispetto all'anime, tanto che, più di una volta, combatte corpo a corpo. Per non parlare di Ioite il cui tormento interiore viene descritto completamente. La complessa trama di intrighi è descritta alla perfezione, tanto che, a suon di tradimenti, potremo tirare il fiato solo all'ultimo minuto. Bello anche il finale ove, pur con il dolore delle perdite subite, i personaggi arriveranno a raggiungere almeno un poco dell' agognata pace.
Pur non essendo tenero con i manga ritengo che sia la versione cartacea sia molto migliore di quella animata e, con un pizzico di generosità, un nove lo concedo volentieri


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Nirvash00

Volumi letti: 14/14 --- Voto 8
Nabari è una manga del 2004 scritto da Yuhki Kamatani, dal quale successivamente è stato tratto un omonimo anime. L'opera narra le vicende di Miharu Rokujo, ragazzo schivo e taciturno, che vive la sua vita indifferente a tutto ciò che accade intorno a lui; egli possiede però inconsapevole la tecnica segreta Shinrabanshō, in grado di fornirgli la conoscenza per modificare anche il mondo; sarà l'incontro con il giovane Yoite, utilizzatore della tecnica mortale Kira, a cambiare il corso della sua vita e porlo alla fine davanti ad una serie di scelte.
Se in questa serie ninja si cercano continui combattimenti super-spettacolari si può restare delusi: Nabari a questi sostituisce molto spesso dialoghi tra i protagonisti, dove si analizzano tematiche come la voglia di scomparire, l'indifferenza e le scelte da prendere, la volontà di morire senza poterlo fare e molte altre; i combattimenti sono perciò presenti ma non continuamente. Spesso anzi si ha quasi l'impressione che i nemici non siano così nemici tra di loro, cosa che a volte può lasciare qualche punto interrogativo.
I personaggi principali risultano tutti ben caratterizzati (in particolare una menzione va a Miharu, Yoite, Shijima e Kouichi Aizawa, che ho trovato molto originali nello loro modo di essere, speranze e comportamenti), ognuno nasconde segreti che saranno piano piano svelati in una trama che, dalla metà in poi circa si presenta differente dall'anime, permettendo così anche a chi ha visto l'opera animata di potersi godere il manga senza sapere il finale.
I disegni sono precisi e puliti, forse i personaggi sono un po' troppo magri in alcune circostanze. L'edizione italiana JPOP è ottima anche se ho rilevato qualche errorino di traduzione (non molti comunque).
In definitiva un ottimo manga che consiglio per chi ama il genere ninja ma ricerca anche qualche elemento di diversità.

p4r4n014-321321

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p4r4n014-321321

Volumi letti: 14/14 --- Voto 10
Mi è difficile fare una recensione a questo manga ora che sono così coinvolta, possiamo dire immersa nella fase acuta dell'innamoramento. Ho comprato in blocco i primi 10 numeri ad un prezzo d'occasione non conoscendo praticamente nulla della trama, semplicemente attratta dalla copertina del primo e, appunto, dal fatto che fosse una vera offerta. Motivi superficiali che in modo del tutto imprevisto mi hanno portato a scoprire questo manga incredibile.

Oggettivamente posso dire che Nabari è un'opera di altissimo livello per introspezione di tutti personaggi, dal protagonista alla comparsa, per profondità dei temi trattati e per sviluppo della trama in generale e dei combattimenti in particolare. Su quest'ultimi mi soffermerei un attimo, parlando del tanto inevitabile quanto abusato paragone con Naruto. Sono legata a filo doppio con questo manga ormai da 6 anni, seguendolo assiduamente, ma non ho problemi a riconoscere che Nabari gli sia nettamente superiore in tutto.
I personaggi decenti di Naruto sono ben pochi (per quanto mi riguarda uno solo, l'unico motivo per cui ancora seguo la storia) mentre come già detto Nabari ha una rosa molto ricca di personaggi incredibilmente curati e realistici. Non tutti piacevoli o amabili, una storia così penso sarebbe irreale, ma anche quelli che possono risultare antipatici al lettore per un dato motivo oggettivo mantengono la loro spiccata personalità che, quantomeno, permette loro di farsi apprezzare.
Tra i combattimenti del primo e del secondo manga poi c'è un abisso. Nabari, per come la vedo io, ha ridato un vero senso al termine "shonobi". I suoi sono ninja come realmente dovrebbero essere, non come in Naruto dove ormai con certi strani poteri oculari si preparano anche il caffé.
Il protagonista poi. Miharu è lontanissimo dal prototipo di eroe da manga shonen. Non è eroico, non è santo, non è arrogante, non è idolatrato da tutti. La gente attorno a lui ovviamente lo protegge in quanto contenitore della tecnica suprema, ma sempre in modo estremamente naturale e per nulla ridondante. Miharu ammette senza problemi quando ha paura, fa il bambino petulante per ottenere un gelato, si finge distaccato a tutto per non avere problemi ma non riesce a simulare un profondo coinvolgimento quando entra in gioco Yoite.
Ecco, citando Yoite ho anche parlato del perché all'inizio ho considerato difficile fare una recensione senza che questa finisse per venir inquinata dal mio coinvolgimento emotivo. Il rapporto tra lui e Yoite mi ha toccato nel profondo. Riconosco che l'autrice c'è andata giù pesante con l'ambiguità, la loro dichiarata dipendenza reciproca a volte sembra davvero portare ad un risvolto sentimentale per nulla velato. Tuttavia non è questo che lo rende speciale, di qualsiasi natura sia il legame che li unisce è vero e commovente al punto che dopo aver finito di leggere il volume 10 stavo quasi per piangere. Ed ho anche capito per quale motivo la ragazza da cui l'ho comprato abbia venduto la serie quasi regalandola nonostante le mancassero solo quattro numeri per concluderla. Quello che accade nel 10 non è affatto facile da metabolizzare. Tuttavia, per quanto abbia concluso la lettura di quel volume con un nodo allo stomaco e gli occhi lucidi, ho recuperato anche gli ultimi quattro perché, come già detto, il manga è troppo meritevole da tutti i punti di vista per poter pensare di non concluderlo.
Non nego che un poco biasimo l'autrice per una sua scelta narrativa che considero furbescamente sentimentale piuttosto che logica e giusta, come il gettare negli occhi del lettore una cipolla per provocare un coinvolgimento emotivo piuttosto forzato, però bisogna comunque riconoscerle che, nel bene e nel male, ha sviluppato in modo eccellente ogni singolo sviluppo della trama dall'inizio alla fine del manga.

Assegno un 10 semplicemente perché non avrei mai potuto fare altrimenti, ma in realtà sarebbe un 9 e mezzo unicamente per i disegni. Davvero belli, lo puntualizzo subito: con gli occhi incredibilmente espressivi, il tratto morbido e raffinato e gli sfondi puliti. Tuttavia in alcune vignette occasionali l'autrice rende i personaggi con gli arti davvero troppo magri, ma chiaramente è inutile da parte mia specificare che un difetto a dir poco insignificante che ho fatto notare non con spirito critico ma sempre con l'assoluto rispetto che ho per quest'opera.


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Spirit Eater

Volumi letti: 14/14 --- Voto 9
"Nabari no yo" è uno shonen in quattordici volumi portato in Italia in edizione di lusso a 5.90 Euro da J-pop.

La storia si incentra sulle vicende di un giovane ragazzo di nome Miharu Rokujo il quale scopre che i ninja in realtà esistono e si sono semplicemente adattati ai tempi odierni. Infatti sia il suo professore di inglese che un compagno di classe al liceo si riveleranno essere ninja veri e propri, capaci di manipolare il fuoco e gli altri quattro elementi.
Miharu apprenderà inoltre di possedere dentro di sé una tecnica segreta denominata Shinrabansho, in grado di manipolare le leggi che regolano il nostro mondo.
Prevedo i pensieri di chi legge questo trafiletto... "ma Naruto non parla più o meno della stessa cosa", "basta ninja non se ne può più!". Bene queste idee sono completamente errate. "Nabari" non è un classico shonen manga pieno di mazzate e tecniche speciali superspettacolari. Siamo infatti davanti ad un prodotto più adulto in cui vedremo un mondo degli shinobi più crudo nonché più realistico. Mi spiego meglio, i ninja non sono guerrieri dai mille valori ma assassini pronti a uccidere pur di raggiungere il proprio scopo.
Le scene di azione non mancheranno certamente, ma ciò che rende molto piacevole "Nabari" è il fatto che vengano approfonditi i rapporti sentimentali tra i vari personaggi in modo da renderli più umani, facendoci inoltre comprendere i motivi delle azioni di ciascuno.
I combattimenti saranno principalmente di carattere psicologico e ruoteranno anche attorno ai principi dei vari personaggi: ci sarà chi non vorrà uccidere, ci vorrà uccidere per ripicca o ancora chi combatte per il semplice fatto che gli è stato ordinato. Questi modi di pensare ci verranno naturalmente giustificati attraverso flashback e quant'altro.
Probabilmente uno dei fattori di successo di "Nabari" risiede nel fatto che tra i due protagonisti maschili si instaurerà un rapporto di profonda amicizia che arriverà a sfiorare l'amore. Per carità, questo non è uno shonen-ai con scene di carattere esplicito ma comunque viene reso più o meno noto che i due tizi si vogliono molto bene. Questo tipo di relazione, essendo non spudorata, riesce non solo a risultare sopportabile ma addirittura piacevole. Lo svolgersi della trama non è scontato e i vari colpi di scena sono molto piacevoli e a volte anche completamente imprevedibili.
Il finale è decisamente adatto e gli avvenimenti che immediatamente lo precedono riescono a chiarirci completamente tutti i retroscena della storia.

Il tratto dell'autrice è estremamente gradevole; forse i modelli sono un po'troppo magri ma le tavole a colori, che in una parte possiamo gustarci anche noi italiani grazie all'edizione j-pop, e il character desing sono estremamente curati. Lo stile è molto curato e longilineo. Forse un po' troppo femminile ma adattissimo all'opera. Le scene di azione sono molto chiare.

Nabari è uno shonen che, partendo da basi non troppo originali, riesce a evolversi in qualcosa di molto appassionante. La trama molto avvincente è condita da ottimi disegni


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Vantsu

Volumi letti: 14/14 --- Voto 7
Manga decisamente migliore dell'anime da partire dalla metà della versione cartacea.
Questo manga ci mostra la vita dei ninja e degli shinobi al giorno d'oggi, il "mondo nascosto", concetto che, perdonate la mia stupidità, avevo un po' confuso nell'anime.
Il protagonista è Miharu Rokujo, ragazzino indifferente che non si preoccupa di nulla e di nessuno, fintanto che non viene coinvolto in questo mondo di ninja. È forse una reazione emozionale e un po' scontata, tuttavia ben dosata in tutta l'opera, e oltre al protagonista troveremo personaggi più e meno particolari.
Manga consigliato a chi ama i ninja, o a coloro ai quali piacciono cose abbastanza sentimentali ma non troppo smielate.


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tsuna x-burner

Volumi letti: 14/14 --- Voto 8
Nabari è uno shounen manga scritto da Yuhki Kamatani, portato in Italia da J-Pop al costo di 5,90 euro.

Mi sono avvicinato a quest'opera prima di tutto con l'anime, successivamente all'uscita del manga ho deciso di comprarlo perché ero venuto a sapere che cambiavano un po di cose; devo ammettere che ne sono rimasto piacevolmente sorpreso dal primo all'ultimo volume.

La trama si incentra su Miharu Rokujo, un ragazzo che vuole vivere tranquillo senza immischiarsi in situazioni troppo complicate e vuole rimanere indifferente pressoché a qualsiasi cosa. Questa situazione cambia quanto Kouichi Aizawa e il professore Tohbari Kumohira insistono per farlo entrare nel "Club di Nindo". Lui rifiuta ripetutamente perché indifferente a queste cose, ma purtroppo un giorno viene attaccato da dei veri ninja e in suo soccorso arriveranno proprio Aizawa e Kumhira che si scoprone essere dei veri Shinobi. Dopo questo attacco viene a conoscenza dell'esistenza del mondo di Nabari, il mondo dei ninja e che lui è al centro di questo mondo in quanto dentro di lui è nascosto l'arte segreta, lo "Shinrabansho" capace di esaudire qualsiasi desiderio.

Questa è un opera fenomenale, infatti riesce a fondere diversi elementi come ninja, amicizia, sentimenti e commedia. Inoltre non è la solita storia di ninja alla "Naruto" ma una cosa piu profonda e malinconica. Il mondo di Nabari nasconde personaggi molto tristi che hanno dovuto rinunciare a molte cose proprio per questo mondo. La malinconia accompagnerà tutta l'opera dall'inizio alla fine e questa porterà numerosi colpi di scena (soprattutto verso la fine che spiazza il lettore). I personaggi sono caratterizzati in modo favoloso, ognuno ha una sua storia che si viene a scoprire pian piano e questa caratterizza i personaggi dai protagonisti a quelli secondari.

Il tratto è pulito, chiaro e piacevole l'unica pecca potrebbero essere gli sfondi molto risicati e i personaggi un pò troppo effeminati nel disegno. L'edizione è ottima con sovraccoperta e pagine a colori. Per concludere consiglio l'opera a tutti gli amanti degli shounen che cercano una storia profonda e coinvolgente, diversa dal solito.


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okoi

Volumi letti: 14/14 --- Voto 5
Miharu, ragazzino votato all'indifferenza, viene a conoscenza della presenza nel suo corpo della tecnica segreta "Shinrabansho", portatrice di enorme conoscenza. Il professor Tobari, che ha consacrato la sua vita alla protezione di Miharu, convince il ragazzo della necessità di liberarsi della tecnica, ed insieme a Raimei e Koichi lo protegge da chi è intenzionato ad impossessarsi del potere racchiuso in lui. L'indifferenza di Miharu, però, verrà messa a dura prova dall'incontro con Yoite, shinobi ad un passo dalla morte, che vorrebbe approfittare della tecnica segreta per uno scopo molto particolare …

Quel che sorprende, nella gestione della trama, è l'assoluta mancanza di coesione. Gli schieramenti appaiono fin da subito decisamente definiti, eppure nel contempo non c'è pagina in cui uno scagnozzo al soldo dei cattivi non si redima improvvisamente, o viceversa: il manga è uno spensierato susseguirsi di shinobi deliziosamente voltagabbana, ed è estremamente difficile per il lettore cogliere quale sia l'ennesima molla scattata nel cuore del traditore di turno, che prima sparava ad un tizio e poi ci conversa amabilmente non più di due vignette dopo.
Naturalmente i nessi logici, che saltano sin da questi livelli minimi, non mancano di esplodere anche a livello macroscopico; il colpo di grazia definitivo lo dà la sciagurata scelta, all'incirca ai 2/3 della serie, di scindere nettamente in due la vicenda, il collegamento fra le due parti diventa labilissimo, e dopo amnesie, lunghi sonni e sparizioni pare di aver a che fare con un altro manga.
Prescindendo dal fatto che l'evento che divide in due la trama è un vero e proprio suicidio, visto che toglie di mezzo uno dei pochi elementi interessanti del manga (ma questa è un'opinione del tutto personale), non si può non notare come questa scissione abbia il potere di cambiare in maniera radicale la struttura di ciò che la segue rispetto a ciò che la precede: era tutto sommato appassionante la struttura vagamente episodica della prima parte, in cui Miharu e compagni vanno alla ricerca delle diverse tecniche segrete (ed è la parte che ho apprezzato di più); già a metà di questa fase iniziale la ricerca comincia a languire e a perdere importanza, ma è dopo il "terribile evento" che il manga cambia del tutto: due volumi in cui la trama quasi languisce, se si esclude qualche scaramuccia, ed un improvviso precipitare di eventi (scatenati da chissà cosa poi …) che tra gli ultimi due volumi risolve in fretta e furia (e, diciamocelo, in maniera piuttosto prevedibile) l'intera vicenda, con tanto di commovente sviolinata finale.

Commovente, poi, per modo di dire. La caratterizzazione dei personaggi lascia a desiderare, per il semplice fatto che i singoli modi di essere vengono messi da subito in evidenza, ma non c'è un soggetto in grado di rispettare pienamente sé stesso fino alla fine. Talmente tanti i personaggi che poi si ha pure il difetto di trovarsi davanti un protagonista che, più che indifferente, risulta invisibile.
Inoltre, l'autrice ha la poco nobile dote di riuscire a far sfumare qualsiasi emozione in una bolla di sapone. Tra sguardi languidi e frasi trite e continue redenzioni, alla fine quel che si ottiene è che potenziali forti emozioni lasciano del tutto apatici.

Meritano invece i disegni, curati e con uno stile riconoscibilissimo, dinamici ma delicati. Molto belle le copertine, soprattutto per le sfumature; si raggiunge il massimo con le pagine a colori dell'ultimo volume. Buona anche l'edizione J-Pop, anche se la casa editrice sa fare di meglio (mi riferisco soprattutto alle sovraccoperte).

In definitiva, Nabari è un manga che parte benino, ma poco dopo si rivela senza arte né parte, perdendosi nel tentativo di incantare con una tragicità più spesso suggerita che effettivamente presente.
Letto come uno shounen, Nabari risulta eccessivamente perso nell'introspezione. Letto per la sua anima riflessiva e intimistica, si vede chiaramente quanto sia esasperato ed innaturale il suo lirismo.
Insomma, lo boccio, ritenendolo troppo indeciso fra la sua natura di manga d'azione e il suo tentativo di analisi psicologica.

Utente17267

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Utente17267

Volumi letti: 14/14 --- Voto 10
Opera di Yuhki Kamatani, "Nabari no Ou", qui in Italia semplificato come "Nabari", sbarca in Italia grazie alla J-pop a un prezzo di € 5,90.
La catalogazione di questo manga lo vede appartenere al genere shounen, ma ciò non deve trarre in inganno: "Nabari" è profondamente diverso dai soliti shounen mainstream (come non citare "Naruto"?); è un manga che vuole appartenere a tanti generi, che vuole sfiorare ogni campo senza mai cadere nell'esagerazione, riuscendo quindi a non appartenerne a nessuno. La delicatezza e la profondità con cui la Kamatani riesce a esprimere i sentimenti dei personaggi del suo manga mi affascina e fa rabbrividire al contempo: ognuno, a partire dai protagonisti fino ad arrivare ai personaggi più marginali, ha una psicologia propria accomunata alle altre da un'umanità resa alla perfezione. A fare da sfondo al manga c'è un perenne senso di malinconia: il protagonista, Miharu Rokujo viene caratterizzato con una personalità apatica, disinteressata a tutto e a tutti; quello che mi aspettavo di vedere (mentre guardavo l'anime), era un cambiamento che lo portasse a interessarsi effettivamente al mondo di Nabari, al titolo di "re" o altro... E invece no! Probabilmente la mia era solo abitudine a storie di questo tipo, abitudine allo shounen classico. E altrettanto probabilmente è stato proprio per questo suo saper essere diverso che ha incominciato a piacermi. Chi riesce davvero a far riallacciare Miharu alla vita è Yoite, un personaggio che per buona parte della serie riesce a tenere in piedi gran parte della trama diventando un personaggio essenziale per lo svolgersi della storia: senza Yoite, "Nabari no ou" sarebbe stato profondamente diverso.

Per come lo vedo io Nabari non pretende di essere geniale, non punta troppo sul ragionamento, né vuole essere un secondo "Naruto", nulla di tutto questo: si parla di ninja, di ninjutsu e tutto ruota attorno alla tecnica segreta posseduta dal protagnista. Eppure questo non fa che da sfondo a una storia ben più profonda e umana. Ciò che fa da protagonista a Nabari è il percorso umano intrapreso dai protagonisti e il racconto dei sentimenti che li accompagnano.

Personalmente trovo il semplice paragone con "Naruto" un'assurdità: incentrare una storia sui ninja solo perché già un altro manga lo fa sarebbe un plagio? Non riuscirei a convincermene neanche volendolo. C'è poi la storia del clan Shimizu che assomiglia molto a quella presente in "Naruto": qui non posso dar torto, ma se proprio volessimo parlare di somiglianze allora anche "Naruto" dovrebbe molto ad altre opere - "Hunter x Hunter", giusto per citarne una. Nabari è Nabari, Naruto è Naruto e, visto che l'ho citato, HxH è HxH. Possono piacere come possono non piacere e a me, anche se in modi diversi, piacciono tutti e tre.

Forse il mio è un semplice parere personale, ma se dovessi descrivere Nabari in una parola, questa sarebbe "poetico". Questo mio pensiero si è accentuato sopratutto dalla metà del manga in poi, e questo per me sottolinea anche la grande differenza che c'è tra anime e manga: l'anime si ferma troppo presto, va avanti intraprendendo un percorso a sé stante; non posso dire che non mi sia piaciuto, ma dopo aver letto fino in fondo il manga non posso che rendermi conto di quanta sia la differenza che li separa.
Ultima ma non ultima cosa, i disegni della Kamatani sono assolutamente bellissimi, parte da basi incerte e forse un po' anonime per arrivare a uno stile suo ben riconoscibile e definito.

Beh, questo è sicuramente uno dei manga ai quali sono più affezionata sentimentalmente; ho amato leggerlo e ogni volta che lo rileggo non posso che notare qualche dettaglio che la volta prima mi era sfuggito e quindi amarlo sempre di più: ragion per cui non posso che consigliarlo. In realtà vorrei dire "consigliarlo a tutti", ma purtroppo non credo che "tutti" lo apprezzerebbero. Dopotutto sono i manga mainstream o stracolmi di fanservice ad andare, no? Beh, l'idea che mi ha sempre dato Nabari è quella di essere un manga "puro"; non so se questo sia il termine giusto però seduta stante non credo riuscirei a trovarne uno migliore. Se quindi volete provare qualcosa che esuli dai soliti standard degli shounen mainstream o degli shoujo "sbarluccicosi", se volete un manga ricco di emozioni e avvincente, beh, "Nabari" potrebbe piacervi sul serio.


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^Tsukimi-chan27^

Volumi letti: 14/14 --- Voto 10
Nabari è tutto: shoujo, shounen, shounen-ai, drammatico, costernato da shinobi e sentimenti. Nabari è tutto.
Nabari è una serie di quattordici numeri di Yuhki Kamatani, che debutta in Italia grazie alla J-Pop.

Miharu è un quattordicenne indifferente inconsapevole di avere all'interno del suo corpo lo Shinrabansho, segreta e potentissima arte degli shinobi. Tobari è il professore d'inglese della sua scuola. Koichi è un suo compagno. Raimei è un samurai. Raiko, suo fratello, è accusato di avere sterminato tutta la sua famiglia, lasciando viva solo la sorella. Infine abbiamo Yoite, sedicenne, ninja e utilizzatore del Kira, tecnica proibita che gli permette di infliggere dolore alle persone. Tutti loro, vogliono utilizzare Miharu e lo Shinrabansho per i propri scopi.
I personaggi hanno storie tristi dietro, in un'ambientazione ai nostri giorni. Nulla di più avvincente!

Nabari riesce a mescolare ninja, combattimenti e forti emozioni in una maniera talmente perfetta da incutere quasi timore. Le storie dei personaggi sono trattate molto bene e sono davvero, davvero tristi. Di Nabari a mio avviso è tutto meraviglioso: i personaggi, ciò che indossano, come parlano, le azioni che compiono... Per me è un capolavoro. Chiunque lo paragoni a Naruto non ha capito nulla. Miharu non è Naruto, Yoite non è Sasuke. Perciò se non avete apprezzato Naruto, non passate davanti la serie di Nabari senza pensarci nemmeno un attimo.
Ma Nabari non è nemmeno la storpiatura di "Death Note", infatti Yoite non uccide i criminali per lo stesso motivo di Light/Kira - il termine è uguale a quello della tecnica segreta solo perché questo in giapponese significa "killer".

Le tre opere sono diverse con la "d" maiuscola. Soprattutto perché ciò che incanta davvero di Nabari non sono le tecniche segrete o come queste vengono applicate, no. E' la purezza dei sentimenti che vengono trattati a rendere Nabari un vero capolavoro. Il fatto che un'amicizia come quella tra Yoite e Miharu venga descritta e sviluppata in questo modo, che il rapporto fraterno tra Raimei e Raiko non venga infangato da sangue e bugie, l'eterno desiderio di Koichi che sembra così irrealizzabile... E' questo che amo davvero di Nabari. E non solo: i disegni sono stupendi e i personaggi sono caratterizzati benissimo; la storia è inoltre coerente e nulla è campato in aria.
Temi tristi e seri vengono trattati con delicatezza per non urtare troppo il lettore. Un altro punto a favore.

L'edizione J-Pop è meravigliosa. Ha un formato poco più grande del normale, sovracoperta, pagine a colori e carta bianchissima e per nulla trasparente. Inoltre l'inchiostro non resta sulle dita durante la lettura essendo completamente assorbito dall'ottima carta utilizzata.
Consiglio Nabari a ragazzi e ragazze di tutte le fasce d'età, ma parlando anche di morte, forse sarebbe meglio leggerlo superati come minimo i dieci anni. Lo consiglio anche a coloro che non hanno apprezzato "Naruto" e "Death Note" perché, come ho già accennato, non ha nulla a che fare con le due opere. Infine, lo consiglio anche a chi ha amato "Naruto" e "Death Note", ma che ha voglia di uno shounen diverso dal solito.


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Turboo Stefo

Volumi letti: 14/14 --- Voto 9
Partorito dalla mente di Yuhki Kamatani, "Nabari no Ou", dal quale è stato ispirato l'omonimo anime, è una serie in 14 volumi inaspettatamente introspettiva e sentimentale pubblicata sulla rivista Monthly GFantasy della Square Enix, la rivista che ha ospitato anche E'S, "Pandora Hearts" e "Black Butler".

Dopo una misteriosa disgrazia quando era piccolo, Miharu si ritrova a vivere da solo con la nonna con uno strano velo d'indifferenza che ricopre il suo sguardo e le sue emozioni. Un giorno viene incalzato dal compagno Koichi e dal professore Kumohira, fin troppo fissato sul ragazzo, per partecipare al loro club di Nindo sottolineando come abbia del talento per diventare uno Shinobi, ma la verità è ben più complessa e pericolosa. Il Nabari no Ou, il mondo nascosto degli Shinobi, si sta radunando intorno al ragazzo che diventerà il centro di questa realtà parallela per via dello Shinrabansho, ovvero la conoscenza suprema che è stata "scritta" in ogni cellula del suo corpo ed è in grado di compiere qualunque cosa, un potere che porterà alla guerra gli Shinobi di Banten e quelli dei Lupi Grigi.
Una storia complessa e piena di misteri si para davanti all'atipico protagonista e l'inizio non è uno dei più invitanti alla lettura: l'autrice si dedica fin troppo alla commedia sfruttando l'indifferenza e le false facce "carine" di Miharu, o le particolarità degli altri personaggi, come lo strano attaccamento verso il ragazzo e la fobia dei trasporti del professore. Dopo questa breve fase iniziale però subentrano toni e situazioni sempre più duri e cupi, e la storia offre un'evoluzione continua e graduale sfruttando sempre più fitti colpi di scena e rivelazioni che permeano la lettura di suspense e stupefacenti cambi di rotta, soprattutto per via dei personaggi e delle loro motivazioni personali nate da diversi sentimenti.

Proprio i sentimenti alla fine risultano il punto cardine della storia. Saranno infatti questi ad avvicinare Miharu a Yoite - utilizzatore della tecnica segreta Kira e pericolo maggiore negli scontri. I due, condividendo una tristezza comune, si uniranno in segreto creando una terza fazione nella guerra del Nabari, dando vita così a nuovi intrighi e intrecci nella storia. Proseguendo, anche gli altri personaggi subiranno approfondimenti e soprattutto evoluzioni. Otre ai due protagonisti, infatti, anche i comprimari subiranno dei notevoli cambiamenti, valorizzando così l'ottima caratterizzazione insita nei personaggi.
Arrivando verso la conclusione il lettore sarà duramente spiazzato. Infatti quello che sembrava diventato il filone principale della storia termina molto prima del previsto, e sarà proprio da lì che Miharu potrà compiere l'ultimo passo verso la verità che si cela dietro tutto. Dopo una piccola fase di stallo inizia quindi il vero finale dal ritmo sempre più serrato e costellato di shockanti verità. Dopo il finale triste e imprevedibile troverà posto anche un ultimo malinconico messaggio.

Il tratto della mangaka è irregolare, spigoloso e talvolta anche impreciso. Il suo character design è l'unico segno distintivo - personaggi molto snelli e grandi occhi -, ma in breve tempo riesce a trovare la giusta chiave per evolvere il disegno a nuovi lidi con dei semplici ritocchi. Oltre a una maggiore accuratezza e precisione nel tratto, si nota come i pochi retini vadano gradualmente sparendo lasciando quasi completamente tavole luminose con pochi neri, se non in particolari situazioni violente.
Le scene d'azione sono relativamente poche se rapportate alle situazioni in cui il dialogo domina la narrazione, però quando presenti possono offrire coreografie semplici ma ben riuscite.

L'edizione italiana della Jpop offre dei volumetti dalla buona qualità, ovvero una sovraccoperta, una buona rilegatura, pagine bianche di elevata grammatura e ottima stampa. Dopo i primi volumi sono presenti anche le pagine a colori iniziali e nell'ultimo volume ci saranno anche altre due pagine a colori presenti nel finale.

Senza girarci intorno con mille parole, "Nabari no Ou" seppur con alcuni buoni combattimenti, non è un manga d'azione, anche se ciò potrebbe sembrare contraddittorio visto che parla di Shinobi, ma riesce a regalare una storia imprevedibile e in continua evoluzione, costellata da tanti personaggi ottimamente caratterizzati e permeata di tanto, tanto sentimento. Anche troppo, infatti alcune situazioni tra Miharu e Yoite potrebbero far pensare a qualcosa che va ben oltre l'amiciza e quindi disturbare qualche lettore.
Se siete alla ricerca del classico shounen, quindi, "Nabari" potrebbe deludere, ma se volete leggervi una storia avvincente, ricca di emozioni e ottimi personaggi, non deluderà affatto.


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.:FlygonX:.

Volumi letti: 14/14 --- Voto 8
La storia si incentra su Miharu Rokujo, ragazzino indifferente a tutto e tutti, che si ritrova a dover entrare nel mondo di Nabari essendo il possessore dell'Arte segreta più potente al mondo, lo Shinrabansho. Il suo unico desiderio è riuscire a cancellare la tecnica segreta dal suo corpo, e in ciò verrà aiutato dal professor Tobari e da Raimei e Kouichi del villaggio di Banten. Tuttavia gli altri villaggi ninja desiderano ottenere la tecnica segreta e uno in particolare, i membri del villaggio di Iga, sono i più attivi in questa ricerca. Da questo villaggio viene inviato Yoite, il quale entrerà in stretto contatto con Miharu smuovendolo dal suo torpore.

Ho assegnato come voto 8 in quanto lo ritengo uno dei migliori manga in circolazione; il disegno della Kamatani è a un livello veramente elevato, con un ottima cura dei dettagli anche se, alle volte, tende a disegnare personaggi in spazzi bianchi senza tener conto di un minimo accenno di sfondo. La trama è buona, gli argomenti trattati, il mondo dei ninja, potrebbero catalogarlo come un classico shounen, tuttavia più che sull'azione, ci si concentra sulla personalità di ciascun personaggio, il proprio passato e la propria crescita verso il futuro. Nulla è lasciato al caso, ognuno ha il suo scopo, il suo perché e ognuno dà e riceve importanti lezioni di vita. In particolare i personaggi di Yoite e Miharu, instaurano un rapporto affettivo molto importante, il quale finirà per essere il motore della storia ben oltre l'eliminazione dello Shinrabansho. L'autrice riesce abilmente a mescolare momenti di serietà, riflessione e commozione, con scenette comiche e divertenti, spingendo, in generale, per una riflessione maggiore su ciò che realmente ci circonda e su come ci si approccia agli altri.

In definitiva, pur non essendo un capolavoro assoluto, con vendite stratosferiche, ne consiglio la lettura e l'acquisto, essendosi rivelato per il sottoscritto una lettura piacevole ed emozionante, e inoltre un acquisto eccellente.


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byakuran

Volumi letti: 6/14 --- Voto 9
Nabari è un manga davvero poetico e delicato. Nonostante sia uno shonen sui ninja, i combattimenti non sono molti, tutto si basa su una storia avvincente e ben orchestrate e sulle relazione che si creano tra i personaggi. Il tratto e molto raffinato, quasi tendente allo shojo, con personaggi maschili un po' effemminati, la qual cosa a volte mi dà un po fastidio sinceramente. A parte questo trascurabile dettaglio, c'è da dire che la psicologia dei personaggi è resa davvero bene soprattutto quella di Miharu e di Yoite, due personaggi davvero atipici e per molti versi simili.

Sono personaggi freddi, enigmatici, direi quasi apatici. Nonostante siano circondati da persone affezionate a loro e che si considerano loro amici, sentono comunque un grande vuoto dentro e sono alla continua ricerca del loro posto nel mondo, di uno scopo. Addirittura Yoite rifiuta e non comprende qualsiasi forma di affetto e il suo unico desidero è quello di sparire senza lasciare alcuna traccia.

In conclusione Nabari è un manga che mi ha colpito molto, davvero toccante e se vogliamo anche profondo, godibilissimo sia per un pubblico femminile che per uno maschile. Consigliato a chi cerca uno shonen che non sia solo mazzate e spacconate.

__HellGirl__

Volumi letti: 2/14 --- Voto 10
Miharu Rokujo è un ragazzo indifferente a tutto e a tutti, che desidera vivere la sua vita in tutta tranquillità senza problemi. Dopo qualche tempo però, la sua indifferenza inizia a presentare qualche piega a causa di un ragazzo della sua stessa scuola, Kouichi Aizawa, e del suo stesso professore, Durandal Tohbari, che insistono perché lui entri nel club di Nindo. Ma d'altra parte Miharu è troppo indifferente perché una bazzecola del genere sia di suo interesse, quindi rifiuta più volte, fino a quando non viene veramente attaccato da dei reali ninja. In quello stesso istante, Kouichi e Tohbari vengono in suo soccorso dimostrandosi degli altrettanto veri shinobi. Miharu capirà non solo che la sua vita è in pericolo, ma che esiste un mondo di ninja a tutti nascosto: il Mondo di Nabari. In realtà quel ragazzino indifferente possiede un grande potere: Lo Shinrabansho,ovvero la più grande arte segreta del mondo che è in grado di esaudire i desideri e che, purtroppo, risiede proprio in lui.
Lotte tra shinobi e ninja per la conquista dell'arte proibita, amicizia e sentimenti contrastanti nel favoloso manga di Yuhki Kamatani.

Amo e adoro Nabari, è per me assolutamente strepitoso, splendido e per alcuni versi agghiacciante.
Il disegno è superbo, e sembra fatto da mani divine: il tratto è raffinato, pulito, curato dalle linee molto morbide ma decise. Le copertine a loro volta sono stupende, composte unicamente da un personaggio e lo sfondo bianco.
Nabari è diverso da Naruto e da qualsiasi altro manga commerciale che c'è in giro: qua ci sono i VERI ninja. Non è un azzardo dire che Nabari è uno dei migliori manga del 2010 e sicuramente, come ha dimostrato anche l'anime, non smetterà di piacere neanche gli anni successivi.
Questo manga presenta trama, sentimenti, profondità d'animo e mentali. I personaggi sono tutti interessanti e nessuno può stare antipatico perché tutti a loro modo sono simpatici e diversi.

Nabari è uno dei pochi manga a cui vale la pena spendere 5,90 euro per la sovracopertina e anche per la storia in sé, e credetemi che di manga ne leggo parecchi. Inoltre non sono un'amante di ninja e shinobi, infatti li evito come la peste. Ma Nabari è diverso: è il primo manga su questo argomento che leggo e non ci penso nemmeno di abbandonarlo per leggere Naruto o altro. Nabari è Nabari e non può non piacere. Sin dalla sigla dell'anime ne sono rimasta profondamente colpita e ho capito che quello era un manga che avrei dovuto avere il prima possibile, così come i DVD dell'anime. Vi assicuro che se siete dei buoni intenditori questo manga non vi deluderà per nessun verso: lo consiglio di cuore a tutti.

billiken
billiken

Volumi letti: 12/14 --- Voto 10
Bellissimo, assolutamente bello. Meglio anche dell'anime, una storia superba magistralmente messa su carta, senza mai cadute di stile né punti morti. La trama è sempre di altissimo livello e appassionante, mai altalenante. Nei primi numeri, come sempre accade, il tratto di Kamatani-sensei è un po' incerto, per poi migliorare incredibilmente capitolo dopo capitolo.
Manga e anime viaggiano appaiati fino all'istituto Alya, ma il manga approfondisce sia gli aspetti comici che drammatici della trama, nonché i rapporti fra i personaggi.
Poi le strade si dividono, e il manga rende più giustizia al personaggio di Yoite, svelandone i segreti e mostrandone un animo tormentato e colmo di dolore, molto più che nell'opera animata. Anche Miharu è meglio rappresentato, soprattutto dato che nel manga combatte sul serio (e non si capisce perché nell'anime non faccia nulla).
Non faccio spoiler su quello che accade, ma consiglio caldamente quest'opera a chiunque voglia una storia lontano dagli stereotipi sugli shinobi, delicata senza essere mielosa, divertente senza essere sciocca, e tragica senza essere lagnosa.
Speriamo che arrivi presto in Italia.