La lanterna di Nyx
Il realismo magico della Nagasaki fin de siècle
L'opera si apre con una rappresentazione originale ed affascinante della Belle Époque a cavallo tra Oriente e Occidente. Nei primi volumi, ambientati a Nagasaki agli albori del Novecento — luogo gravato da un tragico destino storico, ma qui mostrato nel momento del suo fecondo e luminoso incontro con il mondo esterno —, si respira un'atmosfera frizzante e squisitamente poetica.
L'Occidente vi penetra con le sue invenzioni, la sua estetica e i suoi oggetti di modernità, stimolando una società rimasta a lungo isolata. In questo prologo luminoso, occupato dalla piccola bottega d'antiquariato del misterioso Momoki, si muove la giovanissima protagonista Miyo, dotata del potere di presagire il futuro o la storia delle persone semplicemente toccando oggetti vissuti. È una parentesi di autentico realismo magico: le cianfrusaglie e i pezzi d'antiquariato si caricano di una forza quasi fatata, trasmettendo al lettore un senso primordiale di meraviglia che evoca subito le suggestioni di classici occidentali, soprattutto della letteratura per l'infanzia.
A differenza della stasi nostalgica delle altre opere della cosiddetta "Trilogia di Nagasaki", La Lanterna di Nyx trova la sua massima forza nella varietà di registri e nell'ampiezza degli orizzonti. La narrazione si disloca con ritmo avventuroso tra le strade di Nagasaki e i salotti di Parigi, spingendosi fino a New York.
I personaggi non sono prigionieri di un microcosmo soffocante: viaggiano, esplorano, scoprono il mondo in un'epoca in cui il viaggio era ancora avventura pura e shock culturale. Questo dinamismo narrativo elimina ogni traccia di tedio, regalando al lettore un intreccio gioioso e ritmato che, pur virando progressivamente verso toni più maturi e decadenti nel corso dei sei volumi, non perde mai quella luce di sottofondo e quell'ottimismo che rendono questa la prova più solare dell'autrice.
Un altro tassello fondamentale del fascino della serie risiede nell'incredibile caratura dei suoi interpreti, che sembrano essere stati generati dall'unione tra il romanzo d'appendice ottocentesco e la letteratura del primo Novecento: da un lato figurano menti brillanti e spiriti liberi dalla cultura cosmopolita; dall'altro si stagliano figure dal sapore tragico e decadente — come Judith —, segnate da un destino nefasto che ricalca le grandi eroine romanzesche del XIX secolo.
L'affetto che si sviluppa verso questo cast trova il suo culmine in un finale di straordinaria efficacia emotiva. La sequenza conclusiva della "carrozza fatata", in cui la protagonista ormai al termine della propria esistenza ritrova tutti gli affetti della sua vita in un ultimo viaggio simbolico, si attesta come un epilogo dolceamaro e memorabile, perfettamente in linea con i grandi romanzi di formazione.
In definitiva, La Lanterna di Nyx riesce a conquistare il lettore grazie a quel raro equilibrio tra la grazia del disegno nipponico e il respiro della grande cultura figurativa e letteraria europea. Per chiunque sia cresciuto con il fascino della storia e dell'estetica occidentale, la narrazione di Kan Takahama diventa una casa accogliente, capace di trasmettere in ogni pagina un sentimento raro e prezioso: una pura, meravigliosa e indimenticabile gioia malinconica.
L'opera si apre con una rappresentazione originale ed affascinante della Belle Époque a cavallo tra Oriente e Occidente. Nei primi volumi, ambientati a Nagasaki agli albori del Novecento — luogo gravato da un tragico destino storico, ma qui mostrato nel momento del suo fecondo e luminoso incontro con il mondo esterno —, si respira un'atmosfera frizzante e squisitamente poetica.
L'Occidente vi penetra con le sue invenzioni, la sua estetica e i suoi oggetti di modernità, stimolando una società rimasta a lungo isolata. In questo prologo luminoso, occupato dalla piccola bottega d'antiquariato del misterioso Momoki, si muove la giovanissima protagonista Miyo, dotata del potere di presagire il futuro o la storia delle persone semplicemente toccando oggetti vissuti. È una parentesi di autentico realismo magico: le cianfrusaglie e i pezzi d'antiquariato si caricano di una forza quasi fatata, trasmettendo al lettore un senso primordiale di meraviglia che evoca subito le suggestioni di classici occidentali, soprattutto della letteratura per l'infanzia.
A differenza della stasi nostalgica delle altre opere della cosiddetta "Trilogia di Nagasaki", La Lanterna di Nyx trova la sua massima forza nella varietà di registri e nell'ampiezza degli orizzonti. La narrazione si disloca con ritmo avventuroso tra le strade di Nagasaki e i salotti di Parigi, spingendosi fino a New York.
I personaggi non sono prigionieri di un microcosmo soffocante: viaggiano, esplorano, scoprono il mondo in un'epoca in cui il viaggio era ancora avventura pura e shock culturale. Questo dinamismo narrativo elimina ogni traccia di tedio, regalando al lettore un intreccio gioioso e ritmato che, pur virando progressivamente verso toni più maturi e decadenti nel corso dei sei volumi, non perde mai quella luce di sottofondo e quell'ottimismo che rendono questa la prova più solare dell'autrice.
Un altro tassello fondamentale del fascino della serie risiede nell'incredibile caratura dei suoi interpreti, che sembrano essere stati generati dall'unione tra il romanzo d'appendice ottocentesco e la letteratura del primo Novecento: da un lato figurano menti brillanti e spiriti liberi dalla cultura cosmopolita; dall'altro si stagliano figure dal sapore tragico e decadente — come Judith —, segnate da un destino nefasto che ricalca le grandi eroine romanzesche del XIX secolo.
L'affetto che si sviluppa verso questo cast trova il suo culmine in un finale di straordinaria efficacia emotiva. La sequenza conclusiva della "carrozza fatata", in cui la protagonista ormai al termine della propria esistenza ritrova tutti gli affetti della sua vita in un ultimo viaggio simbolico, si attesta come un epilogo dolceamaro e memorabile, perfettamente in linea con i grandi romanzi di formazione.
In definitiva, La Lanterna di Nyx riesce a conquistare il lettore grazie a quel raro equilibrio tra la grazia del disegno nipponico e il respiro della grande cultura figurativa e letteraria europea. Per chiunque sia cresciuto con il fascino della storia e dell'estetica occidentale, la narrazione di Kan Takahama diventa una casa accogliente, capace di trasmettere in ogni pagina un sentimento raro e prezioso: una pura, meravigliosa e indimenticabile gioia malinconica.
Prima opera che leggo di Kan Takahama, autrice emergente in italia , edita con altre sue opere per ora dalla Dynit con "La Lanterna di Nyx" ci regala una storia leggera e ben scritta, anche se a tratti un pò prevedibile, una lettura scorrevole dai toni dolci e gentili, caratteristica che accomuna bene o male tutti i personaggi di questa opera.
I disegni sono buoni, le tavole credo in origine fossero tutte a colori, ma la Dynit propone questa edizione in bianco e nero con alcune pagine a colori, tuttavia è una bella edizione, carta di ottima qualità e stampa, i colori ove presenti sono nitidi e bellissimi, le copertine molto dettagliate e accattivanti, 6 volumi totali racchiusi in un pratico box da collezione.
La trama è semplice e lineare, ma mostra in sottofondo uno studio accurato sull'Ottocento e sui dettagli che l'autrice ha approfondito alla fine di ogni capitolo mostrando un'autentica passione per tutto ciò che è vintage e rappresenta quel periodo: l'avvento della macchina da cucire, il fonografo e le prime bambole parlanti, i primi telefoni, i primi occhiali da vista, la magia dell'Esposizione Universale del 1851....
I personaggi di questo manga sono ben dosati e ognuno ha un ruolo ben specifico, nulla è lasciato al caso: nel 1878 a Nagasaki , Miyo una ragazzina timidissima, trova lavoro nella bottega di Momotoshi Koura e Ganji che viene portata avanti con successo con l'attività di importazione di prodotti occidentali selezionati da Momo dall'Esposizione universale di Parigi; Miyo impara a scrivere e ad occuparsi del negozio, si trova molto bene e nasce quasi una seconda famiglia per lei, orfana di padre e vivendo dagli zii sentendosi un peso, presto per Miyo nascerà un sentimento speciale per Momo che poco tempo dopo deciderà di avviare il nuovo progetto di aprire bottega di prodotti giapponesi a Parigi in collaborazione con l'amico Kei. Momo porta sempre con sè un orologio da taschino che racchiude la foto di una fanciulla bellissima, Judith , una prostituta d'alto borgo che conduce una vita sregolata a Parigi, ma che pare avere un legame intenso nel passato di Momo.
La trama mostra anche le difficoltà e le sfide di creare e portare avanti un'attività con i problemi di varia natura che possono sorgere, spostando la narrazione tra Giappone e Francia, tra amori perduti e nascenti.
Nyx è la dea della notte, ma può illuminare il mondo dalle tenebre grazie a quella lanterna che dà il titolo all'opera.
Un'autrice, Kan Takahama, da tenere d'occhio, sicuramente leggerò altre sue opere edite da Dynit.
La consiglio a chi ama le storie ambientate nell'Ottocento, in un'atmosfera leggera e dolce come i suoi personaggi, per certi versi mi ha ricordato "Emma" di Kaoru Mori, lo stesso amore per i dettagli dell'epoca, la delicatezza narrativa.
Vivamente consigliato.
I disegni sono buoni, le tavole credo in origine fossero tutte a colori, ma la Dynit propone questa edizione in bianco e nero con alcune pagine a colori, tuttavia è una bella edizione, carta di ottima qualità e stampa, i colori ove presenti sono nitidi e bellissimi, le copertine molto dettagliate e accattivanti, 6 volumi totali racchiusi in un pratico box da collezione.
La trama è semplice e lineare, ma mostra in sottofondo uno studio accurato sull'Ottocento e sui dettagli che l'autrice ha approfondito alla fine di ogni capitolo mostrando un'autentica passione per tutto ciò che è vintage e rappresenta quel periodo: l'avvento della macchina da cucire, il fonografo e le prime bambole parlanti, i primi telefoni, i primi occhiali da vista, la magia dell'Esposizione Universale del 1851....
I personaggi di questo manga sono ben dosati e ognuno ha un ruolo ben specifico, nulla è lasciato al caso: nel 1878 a Nagasaki , Miyo una ragazzina timidissima, trova lavoro nella bottega di Momotoshi Koura e Ganji che viene portata avanti con successo con l'attività di importazione di prodotti occidentali selezionati da Momo dall'Esposizione universale di Parigi; Miyo impara a scrivere e ad occuparsi del negozio, si trova molto bene e nasce quasi una seconda famiglia per lei, orfana di padre e vivendo dagli zii sentendosi un peso, presto per Miyo nascerà un sentimento speciale per Momo che poco tempo dopo deciderà di avviare il nuovo progetto di aprire bottega di prodotti giapponesi a Parigi in collaborazione con l'amico Kei. Momo porta sempre con sè un orologio da taschino che racchiude la foto di una fanciulla bellissima, Judith , una prostituta d'alto borgo che conduce una vita sregolata a Parigi, ma che pare avere un legame intenso nel passato di Momo.
La trama mostra anche le difficoltà e le sfide di creare e portare avanti un'attività con i problemi di varia natura che possono sorgere, spostando la narrazione tra Giappone e Francia, tra amori perduti e nascenti.
Nyx è la dea della notte, ma può illuminare il mondo dalle tenebre grazie a quella lanterna che dà il titolo all'opera.
Un'autrice, Kan Takahama, da tenere d'occhio, sicuramente leggerò altre sue opere edite da Dynit.
La consiglio a chi ama le storie ambientate nell'Ottocento, in un'atmosfera leggera e dolce come i suoi personaggi, per certi versi mi ha ricordato "Emma" di Kaoru Mori, lo stesso amore per i dettagli dell'epoca, la delicatezza narrativa.
Vivamente consigliato.
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