Aggiornamento importante sulla notizia che aveva fatto il giro del mondo negli scorsi giorni. Mentre l'annuncio di Macron sul parco a tema manga vicino a Parigi ha generato entusiasmo tra i fan di Dragon Ball di tutto il mondo, il quotidiano francese Le Monde ha pubblicato un'indiscrezione che ridimensiona significativamente la portata dell'annuncio: il progetto non avrebbe ancora ottenuto il consenso dei titolari dei diritti di Dragon Ball in Giappone.

Secondo quanto riportato da Le Monde, che cita diverse fonti anonime vicine al progetto, la Qiddiya Investment Company, la sussidiaria del fondo sovrano saudita che guida l'iniziativa, non avrebbe ancora ottenuto la licenza necessaria per utilizzare i personaggi e il marchio Dragon Ball. Un dettaglio tutt'altro che secondario, che secondo il giornale francese è "lontano dall'essere una mera formalità". I titolari dei diritti del franchise sono tre soggetti distinti: Bird Studio, lo studio del compianto Akira Toriyama, Shueisha, la casa editrice giapponese che pubblica il manga, e Toei Animation, che detiene i diritti dell'adattamento anime.

La notizia arriva a meno di 24 ore dall'annuncio ufficiale con cui il presidente Macron aveva presentato l'investimento da 6 miliardi di euro come un progetto "senza precedenti" destinato a creare 22.000 posti di lavoro, paragonandolo per portata a Disneyland Paris. Macron aveva anche confermato pubblicamente la sua passione personale per i manga, rivelando di possedere un disegno originale di Dragon Ball, e il suo entourage aveva raccontato all'Agence France-Presse della passione condivisa con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per l'opera di Toriyama, nata durante un incontro a Riyadh nel dicembre 2024. Anche Valérie Pécresse, presidente della regione di Parigi, aveva diffuso un video entusiasta in cui annunciava che "Son Goku avrà il suo parco tematico a due passi da Parigi", salvo poi trovarsi di fronte a questa complicazione.

La situazione mette in luce un aspetto cruciale spesso sottovalutato nel clamore degli annunci di questo tipo: ottenere l'approvazione dei titolari giapponesi dei diritti di un franchise manga è un processo complesso, delicato e tutt'altro che automatico, anche quando dall'altra parte del tavolo ci sono governi e fondi sovrani con miliardi di euro da investire. Shueisha e Toei Animation sono notoriamente attente alla gestione e alla tutela dei propri franchise, e la famiglia Toriyama attraverso Bird Studio ha tutto l'interesse a garantire che l'eredità del compianto autore venga valorizzata nel modo più appropriato possibile. Il progetto del parco a tema Dragon Ball a Qiddiya City in Arabia Saudita, annunciato due anni fa dalla stessa Qiddiya Investment Company, non ha ancora aperto i battenti, e non è chiaro in quale fase si trovino le trattative per i diritti anche in quel caso.
 
Parco Dragon Ball a Parigi: ancora non ci sarebbe l'ok da parte dei titolari dei diritti


L'entusiasmo rimane comprensibile: l'idea di un parco a tema Dragon Ball alle porte di Parigi, nel secondo mercato manga al mondo dopo il Giappone, è una prospettiva che farebbe battere il cuore di milioni di fan. Ma tra un annuncio presidenziale e l'effettiva realizzazione di un progetto di questa portata, come ci ricorda puntualmente Le Monde, la strada è ancora lunga e i diritti giapponesi rappresentano un passaggio imprescindibile che nessuna agenda politica può saltare.