Sono anni che Falcom coltiva un ambizioso progetto narrativo, forse uno dei più grandi mai realizzati in ambito ludico: la serie The Legend of Heroes porta avanti una mastodontica storia interconnessa su più saghe. La narrazione di ogni titolo segue delle vicende specifiche, non sempre ponendosi come sequel diretti, ma ogni evento si colloca in un quadro più grande che viene alterato, arricchito e rivoluzionato capitolo dopo capitolo, portando ad un quadro geopolitico estremamente ricco, un cast di personaggi carismatici e un mondo pulsante che il giocatore finisce per conoscere davvero nel dettaglio, apprezzando di conseguenza molto di più i passaggi del gioco successivo.

Questo è The Legend of Heroes, una maxi avventura corale di dimensioni epiche racchiuse in saghe più o meno autoconclusive ordinate cronologicamente dove personaggi visti in precedenza tornano con vecchie o nuove informazioni. Il rovescio della medaglia di questa ambiziosa struttura è che la quantità di materiale da recuperare per entrare nel giro è enorme e, fino a non molto tempo fa, non sempre facile da recuperare. Proprio per questo motivo, le riedizioni che ciclicamente vengono proposte sono sempre un piacere perché rendono ogni saga o capitolo più semplice da recuperare per chi si aggiunge dopo, tuttavia - come in questo caso - il prezzo maggiorato non sempre è accompagnato da novità che lo giustifichino.
Mentre la storia principale procede con The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon (qui la recensione) e in parallelo escono gli ottimi Remake della trilogia di The Legend of Heroes: Trails in the Sky (qui la recensione), le riedizioni in stile Cold Steel III+IV (qui la recensione) toccano la editorialmente sfortunata saga di Crossbell con The Legend of Heroes: Trails from Zero + Trails to Azure, nati su PSP nel 2010 e debuttati in occidente solo con un porting su PlayStation 4 arrivato nel 2022 (qui le nostre recensioni del primo e del secondo capitolo). Nel 2026 i due giochi arrivano su PlayStation 5 portando gli stessi identici contenuti ma con una serie di più che apprezzabili migliorie tecniche: framerate migliorato per una fluidità che raggiunge i 120 fps, immagini a 4K e i caricamenti ultra-veloci a cui PlayStation 5 ha abituato i suoi fan. Questa riedizione è inutile per chi ha già giocato i titoli su PlayStation 4: la grafica PSP non è invecchiata bene ed è uno dei punti più deboli della serie. Le migliorie della versione PlayStation 5 non aiutano in tal senso e la speranza rimane quella di vedere, in futuro, dei veri Remake in stile Trails in the Sky per quella che è una delle saghe meglio riuscite dell'universo Falcom.

La verità è che ogni capitolo della serie The Legend of Heroes soffre di un problema comune, ovvero una longevità piuttosto elevata causata, tra le altre cose, da un ritmo narrativo anacronisticamente lento, diluito in quest secondarie poco significative e molti dialoghi di circostanza che sì, caratterizzano i protagonisti, ma non portano altro. Questa prolissità si fa sentire ancora di più quando si attuano maratone di recupero o per nostalgia, entrambi motivi per cui affacciarsi a questa collection. Forte di questo, il fatto che non siano stati aggiunti elementi extra è, per assurdo, un aspetto positivo e anzi un'operazione alla Dragon Quest VII: Reimagined renderebbe ogni capitolo estremamente più appetibile per chi, oggi, vuole immergersi nel ricco universo narrativo targato Falcom o riscoprire le avventure originale dei propri personaggi preferiti.
Detto questo, la Collection presa in esame oggi offre attualmente le versioni migliori possibili di entrambi i capitoli, i quali restano estremamente estremamente validi e avvincenti nonostante la grafica datata e la già citata lentezza. Nonostante i rimandi a Trails in the Sky, che impreziosiscono le vicende, l'arco narrativo di Crossbell è apprezzabile anche senza conoscere altri titoli della serie, questo in particolare perché la storia è circoscritta alla città-stato che da il nome all'arco e, in piccolo, risultano tra i migliori entry point per la serie visto che sono presenti molti degli elementi caratteristici della serie a livello narrativo: tensioni politiche, ambizioni di diverse organizzazioni che collidono, protagonisti dalle origini eterogenee che mostrano il grigio che aleggia nella città e tutte le sue contraddizioni... se si apprezzano gli ingredienti e i giochi politici di Trails from Zero e Trails to Azure si apprezzeranno facilmente anche gli altri capitoli della serie perché qui, complice il contesto cittadino e un minor numero di personaggi coinvolti, non sarà necessario aspettare tre giochi da 60+ ore per apprezzare i risvolti di certi passaggi.

Il gameplay non ha subito modifiche. Il piacevole sistema a turni con tutte le non-novità che il giocatore occidentale, arrivando dai Trails of Cold Steel, ha già imparato a conoscere, continua a dire la sua, sebbene in maniera meno sentita. Si prosegue sgominando nemici tra attacchi e movimenti, alternando le abilità uniche dei personaggi a quelle assegnate strategicamente via equipaggiamento, ma né Trails from Zero né Trails to Azure brillano per particolare originalità e il peso degli anni non aiuta in tal senso. Bisogna dire che l'esperienza globale resta comunque più che piacevole grazie all'ottima storia e al più che apprezzabile ridotto cast di protagonisti che, come nei più classici dei Jrpg, lascia loro tutto il tempo per brillare. La maratona di due capitoli di fila – per non dire di tutta la serie – può involontariamente rendere certi passaggi di trama e meccaniche di gioco più tediose di quanto non siano e questo arriva a ledere il divertimento più di quanto non faccia piacere proseguire con la trama tutto d'un fiato, per fortuna la difficoltà non eccessiva permette ai giocatori più attenti di non doversi dedicare più di tanto al grinding.
Gioco testato su PlayStation 5.

Questo è The Legend of Heroes, una maxi avventura corale di dimensioni epiche racchiuse in saghe più o meno autoconclusive ordinate cronologicamente dove personaggi visti in precedenza tornano con vecchie o nuove informazioni. Il rovescio della medaglia di questa ambiziosa struttura è che la quantità di materiale da recuperare per entrare nel giro è enorme e, fino a non molto tempo fa, non sempre facile da recuperare. Proprio per questo motivo, le riedizioni che ciclicamente vengono proposte sono sempre un piacere perché rendono ogni saga o capitolo più semplice da recuperare per chi si aggiunge dopo, tuttavia - come in questo caso - il prezzo maggiorato non sempre è accompagnato da novità che lo giustifichino.
Mentre la storia principale procede con The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon (qui la recensione) e in parallelo escono gli ottimi Remake della trilogia di The Legend of Heroes: Trails in the Sky (qui la recensione), le riedizioni in stile Cold Steel III+IV (qui la recensione) toccano la editorialmente sfortunata saga di Crossbell con The Legend of Heroes: Trails from Zero + Trails to Azure, nati su PSP nel 2010 e debuttati in occidente solo con un porting su PlayStation 4 arrivato nel 2022 (qui le nostre recensioni del primo e del secondo capitolo). Nel 2026 i due giochi arrivano su PlayStation 5 portando gli stessi identici contenuti ma con una serie di più che apprezzabili migliorie tecniche: framerate migliorato per una fluidità che raggiunge i 120 fps, immagini a 4K e i caricamenti ultra-veloci a cui PlayStation 5 ha abituato i suoi fan. Questa riedizione è inutile per chi ha già giocato i titoli su PlayStation 4: la grafica PSP non è invecchiata bene ed è uno dei punti più deboli della serie. Le migliorie della versione PlayStation 5 non aiutano in tal senso e la speranza rimane quella di vedere, in futuro, dei veri Remake in stile Trails in the Sky per quella che è una delle saghe meglio riuscite dell'universo Falcom.

La verità è che ogni capitolo della serie The Legend of Heroes soffre di un problema comune, ovvero una longevità piuttosto elevata causata, tra le altre cose, da un ritmo narrativo anacronisticamente lento, diluito in quest secondarie poco significative e molti dialoghi di circostanza che sì, caratterizzano i protagonisti, ma non portano altro. Questa prolissità si fa sentire ancora di più quando si attuano maratone di recupero o per nostalgia, entrambi motivi per cui affacciarsi a questa collection. Forte di questo, il fatto che non siano stati aggiunti elementi extra è, per assurdo, un aspetto positivo e anzi un'operazione alla Dragon Quest VII: Reimagined renderebbe ogni capitolo estremamente più appetibile per chi, oggi, vuole immergersi nel ricco universo narrativo targato Falcom o riscoprire le avventure originale dei propri personaggi preferiti.
Detto questo, la Collection presa in esame oggi offre attualmente le versioni migliori possibili di entrambi i capitoli, i quali restano estremamente estremamente validi e avvincenti nonostante la grafica datata e la già citata lentezza. Nonostante i rimandi a Trails in the Sky, che impreziosiscono le vicende, l'arco narrativo di Crossbell è apprezzabile anche senza conoscere altri titoli della serie, questo in particolare perché la storia è circoscritta alla città-stato che da il nome all'arco e, in piccolo, risultano tra i migliori entry point per la serie visto che sono presenti molti degli elementi caratteristici della serie a livello narrativo: tensioni politiche, ambizioni di diverse organizzazioni che collidono, protagonisti dalle origini eterogenee che mostrano il grigio che aleggia nella città e tutte le sue contraddizioni... se si apprezzano gli ingredienti e i giochi politici di Trails from Zero e Trails to Azure si apprezzeranno facilmente anche gli altri capitoli della serie perché qui, complice il contesto cittadino e un minor numero di personaggi coinvolti, non sarà necessario aspettare tre giochi da 60+ ore per apprezzare i risvolti di certi passaggi.

Il gameplay non ha subito modifiche. Il piacevole sistema a turni con tutte le non-novità che il giocatore occidentale, arrivando dai Trails of Cold Steel, ha già imparato a conoscere, continua a dire la sua, sebbene in maniera meno sentita. Si prosegue sgominando nemici tra attacchi e movimenti, alternando le abilità uniche dei personaggi a quelle assegnate strategicamente via equipaggiamento, ma né Trails from Zero né Trails to Azure brillano per particolare originalità e il peso degli anni non aiuta in tal senso. Bisogna dire che l'esperienza globale resta comunque più che piacevole grazie all'ottima storia e al più che apprezzabile ridotto cast di protagonisti che, come nei più classici dei Jrpg, lascia loro tutto il tempo per brillare. La maratona di due capitoli di fila – per non dire di tutta la serie – può involontariamente rendere certi passaggi di trama e meccaniche di gioco più tediose di quanto non siano e questo arriva a ledere il divertimento più di quanto non faccia piacere proseguire con la trama tutto d'un fiato, per fortuna la difficoltà non eccessiva permette ai giocatori più attenti di non doversi dedicare più di tanto al grinding.
GIUDIZIO FINALE
The Legend of Heroes: Trails from Zero e The Legend of Heroes: Trails to Azure sono tra i capitoli migliori della serie per la storia e degli ottimi giochi in generale, come ampiamente spiegato nelle nostre precedenti recensioni. Le poche migliorie tecniche della riedizione PlayStation 5 così come avere entrambi i titoli nello stesso pacchetto - sebbene in digitale sia possibile acquistare anche i giochi singolarmente - rendono l'offerta più interessante per tutti coloro che non hanno ancora provato l'avventura di Crossbell, ma le novità non sono sufficienti a giustificare un ritorno per chi già possiede la versione PlayStation 4 e, eccezion fatta per i caricamente veloci, la versione precedente potrebbe risultare comunque preferibile per una mera questione di prezzo e sconti.
E' apprezzabile la scelta di permettere il trasferimento dei salvataggi dalla versione PlayStation 4 a quella PlayStation 5 dunque, se proprio si vuole supportare la casa, un new game plus sulla nuova console risulterà certo più piacevole ma il prezzo corrente sembra porsi più per chi non era riuscito a recuperare precedentemente i giochi e li prova adesso per la prima volta.
E' apprezzabile la scelta di permettere il trasferimento dei salvataggi dalla versione PlayStation 4 a quella PlayStation 5 dunque, se proprio si vuole supportare la casa, un new game plus sulla nuova console risulterà certo più piacevole ma il prezzo corrente sembra porsi più per chi non era riuscito a recuperare precedentemente i giochi e li prova adesso per la prima volta.
Gioco testato su PlayStation 5.
I prezzi indicati sono stati rilevati alle 15:00 del 03/09/2026.
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Pro
- Due ottimi Jrpg in un solo pacchetto
- Ottimo entry-point per la serie The Legend of Heroes
- Nessuna aggiunta, nessun ulteriore peso per chi si avvicina ora alla serie
- Possibilità di trasferire i salvataggi dalla versione PlayStation 4
Contro
- La natura PSP è estremamente evidente, le migliorie tecniche fanno poco in merito
- Stesso prezzo dell'edizione originale PlayStation 4
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