Peppino Mazzullo, attore e doppiatore italiano, è morto mercoledì 30 settembre nella sua casa di Santo Stefano di Briga, borgo collinare di Messina, all'età di 100 anni. Nato a Messina il 6 giugno 1926, il suo nome resterà per sempre legato a Topo Gigio, il pupazzo del topolino ideato da Maria Perego a cui ha dato voce e anima per 45 anni, dal 1961 al 2006. Sue sono le battute entrate nel linguaggio comune, come "Ma cosa mi dici mai!", e la canzone "Strapazzami di coccole". Il successo del personaggio superò presto i confini italiani: a partire dal 1962 Mazzullo e Topo Gigio furono ospiti dell'Ed Sullivan Show, il celebre programma di varietà della TV americana, e il topolino conquistò una popolarità mondiale. Il suo contributo riguarda anche l'animazione, perché Mazzullo ha doppiato Topo Gigio nelle versioni italiana e spagnola degli anime Bentornato Topo Gigio del 1988, riportando in forma animata il personaggio che aveva reso celebre con il pupazzo. Aveva esordito giovanissimo nel Teatro Auditorium San Gaetano di Messina, sotto la guida di Placido Andriolo, che scrisse per lui dei monologhi. Proprio grazie a uno di questi ottenne una borsa di studio e tra il 1947 e il 1950 frequentò l'Accademia d'arte cinematografica a Roma e l'Accademia d'arte drammatica a Milano. Dal 1950 iniziò la carriera teatrale con la compagnia di Guglielmo Della Seta e con la compagnia di prosa della Rai, fu primo attore in diversi teatri milanesi, tra cui l'Angelicum, da cui veniva irradiata la trasmissione Le avventure di Pinocchio, e negli anni Cinquanta entrò nella compagnia di Enzo Ferrieri.


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Negli anni Sessanta partecipò inoltre agli spettacoli dello Zecchino d'Oro nei panni di Richetto, lo scolaro eternamente bocciato che affiancava Cino Tortorella, il Mago Zurlì. Nel 2004, tornato a vivere a Santo Stefano di Briga, fondò il Piccolissimo Teatro di Messina, dove diresse la scuola di teatro comico e drammatico. Nel luglio 2008 vinse il premio Leggio d'oro per la voce cartoon, e nel 2011 ricevette il premio alla voce dei ricordi. Nel 2016 realizzò un progetto audiovisivo ispirato a Dante e Beatrice, rielaborato nel 2026 e presentato ufficialmente a luglio, in cui due allievi del suo teatro interpretano i protagonisti e lui stesso è la voce narrante, con versi tratti dalla Vita nuova e dalla Divina Commedia e un messaggio contro la violenza e gli abusi sulle donne. I funerali si sono svolti il 1° ottobre nella chiesa di San Giovanni Battista a Santo Stefano di Briga.