La "copertina alternativa" è nata come un oggetto raro da accaparrarsi tra gli stand di una fiera, mentre oggi è una presenza fissa nei piani editoriali di quasi tutte le case editrici. In questo approfondimento ripercorriamo trent'anni di variant attraverso uno studio fatto dalla nostra redazione, con l'aiuto fondamentale dell'utente Fenderfix, che ringraziamo. Da questo studio emerge che dal 1994 ad oggi sono stati pubblicati ben 993 volumi variant. Ora scopriamo assieme chi sono gli editori che li hanno pubblicati, come sono cambiate le variant nel tempo dal punto di vista promozionale, quali serie hanno avuto più edizioni da collezione. Poi analizzeremo il fenomeno del reselling e, infine, ci porremo una domanda di fondo: siamo davanti a un mercato in salute o ormai saturo?
Ultima premessa: che cosa intendiamo per variant? Qui si potrebbe aprire un dibattito lungo quanto una tesi di laurea, perché ci sono teorie diverse tra gli stessi collezionisti, pertanto seguiremo la linea più condivisa tra loro. In questo studio abbiamo quindi considerato come volume variant qualsiasi iniziativa dell'editore che abbia dato vita a una copertina diversa da quella dell'edizione regular: cover alternative, sovraccopertine differenti, edizioni per fiere, per fumetterie o shop online, bundle. Non sono conteggiate, invece, le opere uscite in due o più edizioni diverse nel formato ma identiche nella copertina. Il criterio è dunque la cover, con tutte le sue sfaccettature, non il formato.
Le origini (1994–2008): rarità da fiera
In questi primi quindici anni le variant censite sono appena sei e ognuna è un piccolo caso a sé. Il primo esperimento risale al 1994, ma non riguarda un manga in volume. Si tratta del numero 28 di Kappa Magazine, la rivista di Star Comics, proposto con una copertina alternativa per Lucca Comics. All'interno di quel numero c'era solo Compiler, il che ne fa un antenato della variant più che una variant vera e propria. La prima variant di una serie manga arriva l'anno dopo, ed è ancora Star Comics a firmarla: nel 1995 Appleseed esce in doppia edizione. Nel 1998 è la volta di Panini Comics con il quarto volume di Neon Genesis Evangelion, mentre nel 2002 Play Press accompagna l'esordio di Goku con una variant da 500 copie, una tiratura che oggi definiremmo limitata. In questi anni le varie proposte mostrano quanto fossero ancora sperimentali le formule. Nel 2005 ad esempio la variant di Mew Mew a la mode è una sovraccoperta, diversa da quella dell’edizione regular, allegata alla rivista Yatta. Nel 2006 Flashbook invece propone Rozen Maiden in esclusiva per Torino Comics e per il proprio sito. In sostanza, le variant legate a una fiera, al lancio di una serie o a un canale di vendita specifico sono già tutte presenti nei primissimi anni, ma con numeri ben diversi da quelli che vedremo più avanti.

L'inizio del fenomeno (2009–2014): l'era J-POP Manga
Nel 2009 le variant diventano una pratica più ricorrente: 6 uscite quell’anno, che salgono fino alle 34 del 2013. A guidare il fenomeno è la giovane J-POP Manga, che in questi sei anni firma 50 delle 116 variant censite, oltre il 40%. Seguono GOEN (21), Panini Comics (19) e GP Manga (14), mentre Star Comics si ferma a 5. La variant di questi anni ha due funzioni precise: lanciare una serie nuova e portare il pubblico al proprio stand in fiera. Lucca Comics è il palcoscenico principale, con diverse esclusive ad ogni edizione. Il canale fumetteria, invece, diventa un terreno di sperimentazione. Nel 2010, ad esempio, GP Manga lancia XBlade con tre copertine differenti, sbloccate in base alle copie ordinate dal singolo negozio: cover blu per 20 copie ordinate, rossa per 50, dorata per 100.
Il secondo periodo (2015–2019): un mercato stabile
Dopo il picco di 35 variant nel 2015, il mercato si assesta tra 16 e 21 uscite l'anno. In cinque anni le variant sono 107, meno che nel periodo precedente. La formula resta quella collaudata: il lancio di una serie, l'esclusiva da fiera, qualche iniziativa per le fumetterie. Gli editori coinvolti sono più o meno gli stessi del periodo precedente, con J-POP Manga (43 variant) ancora davanti a Star Comics (21) e Panini Comics (20). Seguono GOEN (12), 001 Edizioni (5) e GP Manga (4). Crescono le edizioni celebrative per gli anniversari, ma nulla lascia presagire quello che succederà dopo.
L’esplosione (2020–2022): da 23 a 100 variant l’anno
Il salto arriva con il boom del manga in libreria seguito alla pandemia. Le variant passano da 23 nel 2020 a 47 nel 2021, fino a 100 nel 2022. In tre anni se ne contano 170, più che nei cinque anni precedenti messi insieme. Cambiano anche i canali. Con le fiere ridotte o sospese, crescono le vendite dirette, legate ai siti e agli shop degli editori. Si diffondono anche le variant in bundle o in cofanetto, una formula quasi assente prima. Panini Comics accelera con 60 variant nel triennio e supera J-POP Manga (30). Dietro di loro Star Comics (25), GOEN (16), Dynit (13), al debutto sulle variant nel 2021, e 001 Edizioni (12). Il 2022 è anche l'anno del ritorno di Lucca Comics a pieno regime, con ben 22 variant esclusive.

I tempi moderni (2023–oggi): l'era Panini
Dal 2023 le variant non scendono più sotto le 130 l'anno, e Panini Comics è il primo editore con 185 uscite in quattro anni. J-POP Manga (98) e Star Comics (64) restano sul podio, ma la vera novità è tutto ciò che ruota intorno. Il mercato si è infatti allargato. Fino al 2020 gli editori attivi sulle variant erano pochi; nel 2024 e nel 2025 sono addirittura quindici. Molti sono arrivati da poco: Mangasenpai (36 variant), Ishi Publishing (26) e Saldapress (11) debuttano tutti nel 2023, mentre Coconino Press passa da una sola variant prima del 2023 a 35 negli ultimi quattro anni. Crescono anche 001 Edizioni (42), Dynit (36) e Magic Press (21), mentre GOEN scende a 14. Cambia anche il modo di presentarle. Compaiono le tirature dichiarate e iniziative con un nome proprio. Esplodono poi le variant dedicate alle fumetterie online, come MangaYO!, MangaVerse e Martina's Fumetti. Infine, si moltiplicano le variant legate agli autori ospiti in fiera e le edizioni celebrative.
Le singole serie, guida Shangri-La Frontier
Le serie con più variant sono quasi tutte shōnen di grande successo, e cinque delle prime sei sono di Panini Comics. Shangri-La Frontier guida con 31, davanti a One-Punch Man (22) e Saint Seiya - Next Dimension di J-POP Manga (16). Per alcuni titoli, come Shangri-La Frontier, Sakamoto Days e One-Punch Man, la variant non accompagna più solo il debutto, ma diventa un appuntamento ricorrente.

Il dato complessivo conferma, tra l’altro, un netto cambiamento nel modo di promuovere le serie. Lasciando da parte i volumi unici, fino al 2019 circa tre variant su quattro erano dedicate al primo volume di una serie. Nel 2025 e nel 2026 la quota scende a circa la metà: oggi una variant su due esce a serie già avviata, non più solo per attirare nuovi lettori.

Saturazione? Promozione? Un metodo per fare cassa?
In trent'anni la variant è passata da proposta rara a consuetudine. Oggi in Italia ne esce in media più di una ogni tre giorni, firmata da una quindicina di editori diversi. Allo stesso tempo, sono sempre meno le variant davvero esclusive e a tiratura limitatissima, quelle più ricercate dai collezionisti. Il mercato si è allargato a marchi nuovi, le formule si sono moltiplicate e le fiere, da Lucca a Napoli, restano un traino. Tutto questo suggerisce che per gli editori le variant siano un buon modo per aumentare gli introiti, spesso reinvestiti per continuare a pubblicare serie in difficoltà sul piano delle vendite o per portare in Italia nuovi titoli e autori. Tuttavia, ci sono anche segnali di affaticamento. Le variant delle serie preferite alleggeriscono il portafoglio degli appassionati, e quel denaro non viene poi speso per scoprire nuovi titoli. Inoltre, quando una serie riceve una variant a ogni uscita, la copertina alternativa perde parte della sua eccezionalità anche per i collezionisti.
Il rovescio della medaglia: il reselling
Inutile nasconderlo: dove c'è una tiratura molto limitata, c'è anche qualcuno pronto a comprarla solo per rivenderla. Il reselling non è nato certo con i manga, ma con l'esplosione delle variant ha trovato la classica manna dal cielo. Spesso bastano pochi minuti dall'apertura di una vendita su un sito, o dall'inizio di una fiera, perché le stesse edizioni ricompaiano su eBay, Vinted o nei gruppi social, a prezzi che sono un multiplo di quello di copertina. Addirittura le variant esclusive di Lucca Comics vengono vendute su questi canali ancora prima dell'inizio della manifestazione. Il primo vero "caso", da questo punto di vista, avvenne con l'edizione Gold e Silver numero uno di One Piece a Lucca Comics 2017. Già dal primo giorno di fiera, le copie a tiratura limitata acquistate allo stand dell’editore venivano rivendute a prezzo maggiorato da alcune fumetterie, direttamente sulle mura della città. Questo portò l'editore perugino a limitare l’acquisto a una sola copia a persona a partire dal secondo giorno. Più di recente è toccato a Berserk Deluxe Edition: la Eclipse Variant, stampata in sole 216 copie al prezzo di 200 € e acquistabile sul sito di Panini Comics fino a un massimo di due copie a persona, è ricomparsa in decine di inserzioni sui canali appena citati. Molto discusso anche il Blind Pack del primo volume di Togen Anki - Sangue maledetto, pensato da Panini Comics per trasformare il lancio della serie in un evento per collezionisti e diventato presto un vero e proprio caso di reselling. Tutte le copie della prima tiratura erano vendute in una busta sigillata: fino all’apertura non si poteva sapere quale copertina si fosse acquistata. All'interno del Blind Pack i lettori potevano infatti trovare una tra le seguenti edizioni: regular, variant limited con tiratura di 1.000 copie e variant ultra-limited con tiratura di sole 100 copie.
Alcuni volumi acquistano così un enorme valore sul mercato del collezionismo, spesso grazie a iniziative editoriali curiose e ammirevoli. Nel 2018 J-POP Manga realizzò una variant de I giorni della sposa con una tiratura di sole 100 copie, la Ring Edition, dedicata al matrimonio di due dipendenti del Pop Store di Torino. Per i collezionisti nacque una vera e propria caccia all'oggetto del desiderio, una chimera: nei rarissimi casi in cui è comparsa sui canali di vendita online, questa variant è stata venduta a 1.500 €, e non è stata la sola a raggiungere cifre così consistenti. Infatti nel mercato delle variant ci sono diversi volumi che sono nel tempo diventati ricercatissimi, alcuni dei quali non sono mai apparsi sui canali di vendita. Tra le variant più rare da questo punto di vista, e che avrebbero un valore a quattro cifre, troviamo di sicuro le già citate edizioni de I giorni della sposa e Berserk, ma anche la variant dorata di XBlade, di cui abbiamo raccontato la storia più sopra. Oltre a queste, vanno citate la Black Edition di Tokyo Ghoul del 2014; le tre variant realizzate nel 2016 da Werther Dell’Edera, Andrea Accardi e Adriano De Vincentiis per Mazinger Z, UFO Robot Goldrake e Great Mazinger, in occasione della presenza di Go Nagai al Romics; la variant di Kiseiju - L’ospite indesiderato del 2014 e quella di Food Wars del 2016.

Questi casi dimostrano, quindi, che non sempre si tratta di reselling studiato a tavolino: a volte sono semplicemente persone che abbandonano questa passione e decidono lecitamente di recuperare del denaro svuotando le proprie librerie, oppure scelgono di sacrificare un oggetto prezioso della propria collezione per infiniti motivi. Un comportamento ben diverso da quello di chi acquista le variant limitatissime solo per lucrarci, talvolta aiutato da regole di acquisto poco attente a limitare il fenomeno. Chi lo fa sfrutta i meccanismi che rendono desiderabile una variant: la scarsità, l'esclusiva legata a un evento o a un singolo negozio, la paura di restare senza. Chi non può andare ad una fiera, o non riesce a completare l'ordine nei pochi minuti (a volte frazioni di secondo) in cui l'oggetto resta disponibile su uno shop online, si trova davanti a una scelta: rinunciare o pagare il sovrapprezzo. A farne le spese è soprattutto il collezionista, l'appassionato, la persona a cui la variant era dedicata. Le contromisure più comuni, come il limite di copie per acquirente in fiera e online, aiutano solo in parte. C’è però anche chi in tutto questo vede un lato positivo: un mercato secondario vivace è il segno che queste edizioni hanno un valore riconosciuto. Ma il confine tra collezionismo e speculazione è sottile, e si sposta insieme al mercato: più variant escono, più occasioni ci sono per chi compra solo ed esclusivamente per rivendere.

Resta un ultimo elemento da considerare: i prezzi delle variant, e del mercato dell’usato dei manga in generale, stanno subendo una flessione graduale. Chi frequenta i mercatini online avrà notato che i collezionisti si stanno spostando verso altri fronti, come le carte collezionabili. Così molte edizioni speciali o variant restano invendute anche a prezzo di copertina, o non vengono più ricercate. Insomma, un contraccolpo significativo rispetto ai primi anni dopo la pandemia, quando la ricerca di variant e di serie manga, anche del passato, era spasmodica: praticamente tutto aveva un valore, soprattutto i titoli esauriti, e chiunque poteva svuotare con facilità la propria libreria o il proprio magazzino. Oggi non è più così: il mercato dell'usato esiste ancora, ma a prezzi decisamente differenti. La domanda è calata molto e, di conseguenza, chi vuole vendere deve adeguare le proprie richieste. Le variant ultra-limitate continuano ad attirare chi specula, ma per tutte le altre la stagione dei rincari facili sembra finita.
Conclusioni
l 2026 ha già battuto ogni record, ma resta da capire se le variant continueranno a crescere o se arriverà una battuta d’arresto, magari con meno uscite, più legate a eventi speciali. Trent’anni fa una variant era un oggetto collezionato da pochi, un volume particolare, esclusivo. Oggi è un appuntamento in calendario, un banner in homepage, un conto alla rovescia su uno shop online. Nel mezzo ci sono editori che hanno trovato una nuova strada per sostenere il mercato, collezionisti che hanno riempito intere librerie e speculatori che ne hanno fatto un piccolo business. Ma una cosa non è cambiata: dietro ogni copertina alternativa c’è qualcuno che la desidera. Il futuro delle variant si giocherà proprio qui, nella capacità degli editori di farle restare oggetti speciali. Perché una variant che esce ogni mese smette, prima o poi, di essere una variant: diventa soltanto un’altra copertina.
Tra l'altro almeno usassero illustrazioni inedite o esterne al volume, invece la maggior parte di quelle che escono sono una delle pagine a colori all'interno del volume stesso, se non peggio.
Vogliamo parlare delle 3 variant Cut Price di Grand Blue annunciate si recente da Jpop? Sono letteralmente la quarta di copertina messa come prima, imbarazzante 🤦 Sempre meno impegno ci mettono nel farle, ma tanto la gente le compra lo stesso.
Per non parlare della parola "limitata". Ormai le variant per le fiere ne stampano talmente tante da metterle successivamente in vendita sui siti e store online o addirittura a volte si arriva a ristampate le suddette variant, come successe con quella di Solo Leveling.
Inoltre non si capisce se paura di non riuscire a vendere o altro, non ne limitano l'acquisto a 1-2 a persona. Quindi poi i siti di usato come Vinted si riempiono di variant a prezzi esagerati levandole a persone che ne avrebbero semplicemente voluta una copia per sé stessi.
Inoltre le variant in collaborazione con store online o limitare al sito dell'editore stanno uccidendo ulteriormente le fumetterie, che dovrebbero essere gli store principali dove poter recuperare questo tipo di materiali.
E per chiudere direi che il collezionismo e i rivenditori hanno rovinato definitivamente tutto. Gente appassionata semplicemente di una serie, che magari vorrebbe aggiungere qualcosa per commemorare il suo amore per tale serie e vorrebbe recuperare una variant. Ma poi si trova quella di Made in Abyss a 500€ o quella di I giorni della sposa a 1000€. Che rimangono pezzi invenduti online togliendoli ai veri appassionati 🤦
Anche se quest'ultima cosa vale un po' per tutto, basta che un volume diventi quel poco raro perché non viene ristampato o altro che i prezzi arrivano alle stelle. Volumi di Trinity Seven che partono da 50 fino a oltre i 100€. Volumi normalissimi di Detective Conan che costano oltre i 70€, ecc. Ma qui mi sto addentrando in un'altra questione, quindi mi fermerei.
All'epoca mi interessava solo avere il volume, non ci facevo neanche caso... quelle sono le uniche variant che ho comprato.
Inizialmente, visto il propagarsi del fenomeno, credevo fosse un sistema, anche intelligente, per non fa alzare esponenzialmente i costi dei volumi nelle edizioni "normali". Ah quanto mi illudevo, ma sono pur sempre una foca.
Sia chiaro: possono piacere quindi alzo le mani, nulla da dire verso chi le compra.
Inoltre, come ha scritto @giallugamer97, spesso le illustrazioni variant si trovano già da qualche altra parte nel volume, quindi non sono neanche chissà quanto "esclusive".
Tuttavia, se proprio dovessi cedere e comprare un volume con copertina variant, lo farei se e solo se quella illustrazione mi piacesse più di quella standard.
In ogni caso, per me sarebbe un aut-aut (o regular o variant, mai entrambe). Non comprerei mai due volte lo stesso volume solo per le due (o più) copertine diverse. Fumo negli occhi e un'offesa all'intelligenza e alle tasche dei lettori.
Si esistono anche in jap le edizioni variant da molto più tempo, a volte anche con gadget.
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