ADOTTA UNA SCHEDA

Adotta un titolo 1Adotta un titolo 2Titoli poco conosciuti, passati in sordina all'epoca dell'uscita o dimenticati col tempo... su AnimeClick.it abbiamo migliaia di schede anime e manga senza alcuna recensione, privando quindi i lettori di uno dei principali punti di forza delle stesse.
Per cui, ad ogni appuntamento di questa rubrica vi proporremo alcuni di questi titoli, con la preghiera di recensirli qualora li conosciate. Tutti gli utenti che recensiranno le opere proposte entro la scadenza assegnata riceveranno l'icona premio Scheda adottata. Per le regole da seguire nella stesura delle recensioni rimandiamo al blog apposito, che vi preghiamo di utilizzare anche per commenti, domande o tenere traccia dei premi (non commentate l'iniziativa in questa news).

I titoli al momento disponibili sono:

[ANIME] Abarenbo Rikishi!! Matsutaro (Scadenza: 15/3/2015)

[LIVE] 13 assassini (Scadenza: 18/3/2015)

[MANGA] Valzer delle magnolie (Scadenza: 22/3/2015)

[ANIME] Lo scoiattolo Banner (Scadenza: 25/3/2015)

[MANGA] Rozen Maiden II (Scadenza: 29/3/2015)

Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alle recensioni su anime e manga, realizzate degli utenti di AnimeClick.it.

Oggi ci dedichiamo a Jiro Taniguchi, con i manga In una lontana città/Quartieri lontani, L'uomo che cammina e Al tempo di papà.

Ricordiamo che questa rubrica non vuole essere un modo per giudicare in maniera perentoria i titoli in esame, ma un semplice contesto in cui proporre delle analisi che forniscano, indipendentemente dal loro voto finale, spunti interessanti per la nascita di discussioni, si auspica, costruttive per l'utenza.


Per saperne di più continuate a leggere.


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Ci sono delle storie, siano esse scritte, disegnate o riprese da una telecamera, che per loro natura trascendono i personaggi e le ambientazioni in cui sono collocate e diventano universali; questo perché si focalizzano a descrivere una o più di quel magnifico e a volte sconosciuto labirinto che sono le emozioni umane. Penso sia questo il motivo del successo internazionale del manga "Quartieri lontani" di Jiro Taniguchi, anche e soprattutto in un'area culturale come quella francofona, perennemente con la puzza sotto il naso e atavicamente sospettosa di ciò che viene da fuori dei suoi confini linguistici: a maggior ragione se trattasi di qualcosa giudicata popolare come il manga. In effetti c'è un imbarazzo, quasi un rifiuto, a etichettare quest'opera così, anche nelle edizioni italiane, come se appellarlo in cotanto modo sia sminuente per l'opera e per il pubblico a cui vorrebbe essere indirizzata.
Chi come me non si fregia di essere un intellettuale, invece, può notare come "Quartieri lontani", per argomenti trattati, tratto grafico e maturità stilistica non è un semplice manga inteso come prodotto di puro intrattenimento, bensì una delle rare opere prodotte da mente umana che riesce a scavare nell'animo umano per donare al lettore una visione privilegiata del suo io interiore.

L'autore coglie uno dei grandi desideri dell'uomo, in particolar modo di colui che è giunto all'età dei bilanci, e cioè quello di riavvolgere il nastro temporale non solo per poter rivivere dei momenti felici ma anche per poter rispondere ad una fatidica domanda: Sapendo noi ciò che è stata la nostra vita, se ci venisse data la possibilità di tornare al passato, saremmo noi in grado di cambiarlo in meglio?
Ad Hiroshi, il protagonista della storia, questa possibilità viene data con suo ovvio grande stupore. Il classico working man giapponese, un automa del sistema ormai disincantato da tutto e tutti, anche dalla sua stessa famiglia, la cui unica e saltuaria via di fuga rimane il bere, viene trascinato agli anni '60, ai suoi 14 anni. Anche nel rigido sistema scolastico giapponese dell'epoca, il protagonista riscoprirà un piacere quasi del tutto dimenticato che va al di là del ritrovato vigore fisico e della spensieratezza tipici della gioventù, e cioè quello di sentirsi davvero vivo. Hiroshi, per una magica alchimia, non solo riveste di nuovo i panni del lui ragazzino, ma soprattutto mantiene la consapevolezza e l'esperienza dell'uomo di 48 anni: praticamente il massimo!
Tutto inizierà a cambiare intorno a lui grazie a questa situazione, ed egli comincerà a vivere un periodo diverso, migliore e prima sottilmente poi piano piano in maniera più decisa si farà strada in lui la cognizione del potere che ha e della grande chance che ha a disposizione per cambiare davvero il suo passato: fermare il padre, andato via di casa in quegli anni senza uno straccio di spiegazione.
Ci riuscirà? Può davvero un uomo modificare il proprio passato? Taniguchi ci da l sua interpretazione facendoci comprendere che, nonostante tutto, il passato è un grande maestro che deve insegnarci come evitare il ripetersi di certi errori e ad avere maggior cura e rispetto del proprio presente.

Dal punto d vista grafico si può notare un tratto semplice, essenziale che da molta enfasi alle emozioni e ai primi piani. Un disegno in cui la cura dei fondali è però davvero impressionante, ricostruendo su carta, con minuziosi particolari, un mondo scomparso: il Giappone appena uscito dalla guerra.
Una menzione sull'edizione integrale della Coconino Press, edizione molto semplice che però dà la possibilità al lettore di avere in un unico volume tutte le 400 pagine di questo splendido fumetto con in più un'intervista all'autore. Un modo direi adeguato per avvicinarsi a questo grande artista e alle sue opere, in attesa del suo sbarco al Lucca Comics 2012.



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Intrigato dall'idea di leggere una storia con pochissimi dialoghi, mi sono fiondato su L'uomo che cammina, scritto e disegnato dall'acclamato maestro del fumetto Jiro Taniguchi. L'edizione, per un periodo piuttosto rara da trovare, costa poco più di 10 € ed è a cura della Planet Manga. Nonostante sia un grande estimatore di Taniguchi non posso nascondere di provare un notevole disappunto per quest'opera: sebbene sia perfettamente in linea con lo spirito di molti altri suoi lavori, L'uomo che cammina mi ha annoiato profondamente. Ma chi è l'uomo che cammina?

Esattamente ciò che suggerisce il titolo. Yukichi Fukujima è infatti un vero e proprio flâneur che trascorre le sue giornate andando in giro e imbattendosi di volta in volta in persone, animali ed esperienze sempre diverse: un giorno discute amabilmente con un appassionato di birdwatching, un altro si arrampica su un albero godendo della natura che lo circonda, un altro ancora torna a casa e scopre che la sua compagna ha deciso di adottare un cane, un altro ancora va a farsi una nuotata alle terme, un altro infine gli si rompono gli occhiali a causa di alcuni ragazzini discoli. Punto. È quasi superfluo aggiungere che il tutto sia, per ovvi motivi, intriso di un poetico significato "contemplativo", ma se in determinati contesti personalmente vado pazzo per cose del genere, in questo caso ho solo provato noia e frustrazione. Va bene la contemplazione, ma qui siamo di fronte a dei semplici quadri senza alcun nesso tra loro. Non che ci sia nulla di male in ciò, eppure... Non riesco a scrollarmi di dosso la cocente e crescente delusione man mano che voltavo una pagina dopo l'altra.

L'edizione italiana si attesta su ottimi livelli: la carta è bianchissima e la copertina è un po' più spessa e ruvida in modo piacevole al tatto. Il disegno del maestro come sempre è eccellente, eppure tutto ciò non basta a migliorare la mia valutazione. Un po' mi dispiace dare un voto così basso al maestro Taniguchi, ma quando è troppo è troppo. Non lo consiglierei nemmeno agli amanti delle opere decisamente di nicchia.



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Al tempo di papà è la prima opera di Jiro Taniguchi che abbia mai letto e resta tuttora quella che ho più apprezzato. Un piccolo gioiello capace di entrare nel cuore del lettore con la sua estrema semplicità.

Una telefonata annuncia a Youichi che suo padre, Takeshi, è morto. E' quindi giunto il momento per lui di tornare al suo paese natale, Tottori. Non ci torna da quasi 15 anni, nonostante sia a solo un'ora di strada da Tokyo, dove ora l'uomo vive felice con la moglie.
"Riesco a ricordarmi solo la dolce immagine di mia madre. Mio padre lavorava sempre. Ora penso a mio padre sempre di spalle".
E' questa l'immagine che Youichi ha di suo padre: un gran lavoratore che ha dedicato troppo poco tempo alla propria famiglia. Ai suoi occhi da bambino, quando faceva ancora seconda elementare, se la sua amata madre se ne era andata di casa, il motivo era proprio questo. Non glielo ha mai perdonato ed è soprattutto a causa di questo rancore che appena ha potuto ha deciso di abbandonare il suo paese natale per rifarsi una nuova vita altrove.
Tornato a Tottori, durante la veglia funebre, l'incontro con parenti e amici, è l'occasione per un lungo viaggio nel passato e riscoprire attraverso i loro racconti una nuova immagine del padre, decritto come un uomo sensibile, premuroso e dall'animo gentile, molto diverso da come Youichi si ricordava.

Al tempo di papà è una storia delicata, malinconica, commovente e che ci fa capire come a volte il nostro orgoglio ci porti a fare scelte sbagliate. Talvolta sarebbe bene metterlo da parte, trovare il coraggio di affrontare una discussione avendo l'umiltà di provare a rivedere anche la nostra posizione, perché potremmo anche essere noi quelli nel torto. Occorre però farlo il prima possibile, perché altrimenti potrebbe essere troppo tardi e quando è troppo tardi rendersene poi conto fa male, male da morire. Non si può più tornare indietro, se non con la mente, se non con i ricordi e allora è poi tempo di rimpianti e pianti.

Il realismo del tratto di Taniguchi ben si sposa con il tipo di storia che racconta, con i suoi personaggi eccezionali nella loro normalità e naturalezza. Uno spaccato di vita in cui è sorprendentemente facile immergersi ed emozionarsi, immedesimandosi soprattutto in Youichi, il protagonista insieme al padre di questa storia: due personaggi così veri come non si sono mai visti. Al tempo di papà è molto di più che semplice intrattenimento, perché è uno di quei fumetti capaci di far riflettere e di lasciarci qualcosa dentro. Imperdibile.