AnimeRing Head


Tante volte ci è stato chiesto di fare una rubrica dove inserire il bianco e il nero, Capuleti e Montecchi, Livorno e Pisa, giorno e notte...insomma due punti di vista diametralmente opposti su cui poter discutere e magari anche schierarsi.

Dobbiamo ammetterlo, il timore che tutto finisca in un inutile flame ci ha sempre frenato ma, visto che ultimamente voi utenti vi siete dimostrati meno "scalmanati" e che i nostri detrattori scarseggiano a fantasia, ci siamo detti in Redazione "Why not"?
 
AnimeRing!

Un titolo, anime o manga, due recensioni a confronto. Due recensioni di voi utenti, il vostro diverso punto di vista sul "palco" di AnimeClick.it.
Come nel miglior incontro di Wrestling, come nella più epica delle Battle rap, saranno le vostre opinioni a sfidarsi fino all'ultimo colpo anzi...spoiler!

Andiamo a scoprire il titolo, da oggi in poi cercheremo di fare qualche appuntamento in più al mese!

Tsutomu Nihei sarà il super ospite di Planet Manga a Lucca Comics and Games 2015, non potevamo quindi non "ringare" uno dei suoi manga più famosi e controversi: Blame!
Parliamo di un titolo non per tutti e infatti io non sono riuscito a finirlo, cedendo molto prima della sua conclusione. Ho sbagliato?
Non nego sia un'opera disegnata magistralmente ma la storia è davvero troppo criptica per i miei gusti, voi però non ascoltate i deliri di questo vecchio pelato ma giudicate le due recensioni pronte a darsi battaglia

 
La domanda è una sola: voi da che parte state?


8.0/10
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"maybe on earth, maybe in the future"

Quando pensiamo alle caratteristiche peculiari che ogni buon manga (in via generale) dovrebbe presentare, solitamente mettiamo in primo piano elementi come una solida trama, personaggi ben caratterizzati, una narrazione fluida et similia. Tale genere di valutazioni e di aspettative, tuttavia, viene completamente stravolto e privato di senso quando ci si approccia ad un manga come Blame.
Non aspettatevi dunque una trama ampia, corposa o facilmente decifrabile, non aspettatevi personaggi carismatici con solidi background, non aspettatevi di capire qualcosa fin da subito (anzi non aspettatevi proprio di capire qualcosa). Tutto ciò non ha veramente importanza. Nihei non punta su questi elementi, almeno, non principalmente.
Si tratta quindi di un fumetto decisamente atipico, per apprezzarlo veramente si deve assumere un punto di vista diverso dal solito.

Blame, fondamentalmente, lo si può definire come un'esperienza estetica di grande suggestione e caratura. L'elemento preminente è la dimensione visiva, che tuttavia si trasforma in concetto, fino a non essere più solo mera grafica, ma una forma di comunicazione ben più viva. L'essenza di Blame è la sua estetica. Nihei è un architetto, e ciò traspare nettamente dalle affascinanti tavole che possiamo rimirare durante la lettura: un tratto pesante, oscuro, denso, ci trascina all'interno di un mondo contorto e delirante, composto da improbabili scale, foraggiato di strutture vertiginose che sfidano ogni logica e ogni buon senso. Si viene catapultati in un surreale aggregato di sofisticate architetture da incubo, ricco di ambienti claustrofobici ed angusti che, impensabilmente, si aprono poi su spazi illimitati e grandiosi, vertiginosi baratri portano verso oscuri abissi sconosciuti. Il mondo è composto interamente da inquietanti antri colmi di orrori innominabili, molteplici livelli si susseguono e si stratificano, per lo più disabitati, raramente si scorgono bizzarre città abitate da misteriosi individui. In questo luogo facilmente si perde l'idea dello scorrere del tempo o delle stagioni, poiché mancano quasi del tutto punti di riferimento temporali e spesso anche spaziali: concetti come sopra e sotto perdono di significato, diventano relativi, poiché anche la gravità alle volte viene invertita e, soprattutto, perché di rado vi sono elementi esterni che possano fungere da riferimento.
Altro ingrediente determinante è il silenzio. Ci si trova innanzi ad un'opera prevaletemene muta, poveri sono i dialoghi e criptica la sceneggiatura. Gran parte del fascino di Blame risiede proprio in questo silenzio imponente ed attonito, che riecheggia in modo inquietante tra i cabalistici e visionari intrichi di architetture. L'ambientazione suggestiva e cupa gioca un ruolo essenziale nell'evocare un forte senso di alienazione e d'angoscia, anche al lettore sembra di perdersi nei dedali infiniti di quest'opera, proseguendo un disperato viaggio senza fine, verso una meta sconosciuta. Tale aspetto è ciò che fa di Blame un capolavoro, la capacità di comunicare senza dover ricorrere alle parole, senza discorsi, senza nulla se non un apparato estetico stupefacente ed immenso.

I personaggi, come già esplicitato sopra, non godono di caratterizzazioni particolarmente elaborate, si tratta per lo più figure enigmatiche, fredde e spietate, che sopravvivono in un mondo crudele, freddo e spietato. La mancanza di una voce narrante e la povertà della sceneggiatura, inoltre, donano quel tocco di realismo in più, tanto da rendere le figure che popolano questo mondo indecifrabili e impenetrabili.
Non si pensi, comunque, che Blame sia totalmente privo di una trama. Essa emerge mettendo insieme i vari frammenti ed indizi che vengono sparpagliati nell'intera opera, combinando le piccole e fugaci informazioni che si ricavano ogni tanto dai rari dialoghi sparsi qua e la.
Tirando le somme Blame è un ottimo manga fantascientifico, propone qualcosa di diverso dal solito tanto da essere unico nel suo genere. Non ci di deve spaventare di fronte al suo nome o innanzi alla sua apparente incomprensibilità, poiché è un fumetto che può regalare molte soddisfazioni.

Voto:8


3.0/10
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Trovare argomentazioni per recensire "Blame" è un bel problema. Si, perché di argomentazioni effettivamente non ce ne sono affatto. Non le ha trovate l'autore, per quale motivo dovrei trovarne io?
Ma forse è questo che fa molto "figo". Ho notato, anche nel cinema, che più non si capisce nulla, più la gente grida al capolavoro. Io del resto ho iniziato a guardare queste tavole spinto dagli incredibili voti trovati sul sito.
I più attenti avranno notato che ho utilizzato il verbo guardare; da leggere infatti c'è ben poco e quel poco, per un buon novanta per cento, non ha alcun significato. Parole in libertà! Deliri di un folle in preda ad allucinazioni. Spesso utilizzando terminologie inventate che non hanno alcun significato; un po' come quando si giocava da piccolini con l'amichetto immaginario.
Di solito quando mi imbatto in oscenità simili, dopo che tutti hanno gridato al miracolo, mi arrabbio non poco per il tempo sprecato. Questa volta invece non ne ho avuto il tempo. Avere tra le mani "Blame" è come sfogliare una rivista inutile prima di entrare dal dentista; finisce in un attimo e non ti lascia nulla. Non c'è il tempo per arrabbiarsi.
La velocità con cui si sfoglia questo fumetto infatti è spaventosa. Di solito mi soffermo oltremodo nel guardare i disegni, in questo caso si passa avanti che è una bellezza. Si è costantemente alla ricerca di un qualcosa di sensato, ma ahimè questo sogno non si concretizza mai.
La parola che è più calzante è caos.
La maggior parte del tempo, quando cioè il nostro protagonista non è intento a passeggiare silenziosamente per i livelli di quella che sembra l'ambientazione di un platform, assistiamo ai suoi combattimenti. Ci si chiede costantemente: ma le sta prendendo o le sta dando? Regna la confusione totale, che non fa capire mai cosa sta accadendo. Esplosioni a non finire finché finalmente, vedendo chi è rimasto in piedi, si capisce chi le stava dando. Oltre tutto domandarsi contro chi e per cosa sta combattendo il protagonista è un inutile spreco di tempo; non lo scopriremo mai.

Del nostro bel protagonista (immagino che lo si possa evincere solo da quante volte viene disegnato) non sappiamo assolutamente nulla. Non esiste alcuna introspezione psicologica né sua, né tanto meno di nessun altro personaggio. Parlare di caratteri è altrettanto inutile, figuriamoci di una maturazione dei personaggi.

La domanda sorge spontanea: un'opera priva di trama, di introspezione e di un qualsiasi significato come fa a essere considerata un capolavoro? Forse è un nuovo tipo di arte che non ho ancora compreso, ma di sicuro non è un capolavoro di manga.

I disegni di Tsutomu Nihei sembrano una scopiazzatura mal riuscita di Tsutomu Takahashi. Controllando ho poi constatato che è stato effettivamente un suo assistente. Certo, per essere il suo primo lavoro, le illustrazioni sembrano avere un buon potenziale, ma di sicuro non riescono minimamente a riempire la voragine che si viene a creare dal non aver ideato alcuna trama.

Una cosa però mi è chiara, Tsutomu Nihei e la sua casa editrice sono certamente dei geni. Essere riusciti a vendere "il nulla" e per giunta essere riusciti a farlo passare per opera d'arte richiede una destrezza senza pari.
E' un po come quando a qualche artista gli va storto il latte a colazione e per sbaglio lo rigurgita su una tela dimenticata sulla tavola...vuoi mettere con la mediocrità della Cappella Sistina?
A me qualche dubbio sorge sempre.



Potete far sentire la vostra voce, oltre che nei commenti, anche con un mini sondaggio che durerà tre giorni!

Cosa ne pensi del manga di Blame di Nihei, prossimo ospite lucchese?