Tante volte ci è stato chiesto di fare una rubrica dove inserire il bianco e il nero, Capuleti e Montecchi, Livorno e Pisa, giorno e notte...insomma due punti di vista diametralmente opposti su cui poter discutere e magari anche schierarsi.

Dobbiamo ammetterlo, il timore che tutto finisca in un inutile flame ci ha sempre frenato ma, visto che ultimamente voi utenti vi siete dimostrati meno "scalmanati", ci siamo detti in Redazione "Why not"?

AnimeRing!

Un titolo, anime o manga, due recensioni a confronto. Due recensioni di voi utenti, il vostro diverso punto di vista sul "palco" di AnimeClick.it.
Come nel miglior incontro di Wrestling, come nella più epica delle Battle rap, saranno le vostre opinioni a sfidarsi fino all'ultimo colpo anzi...spoiler!
 

Andiamo a scoprire  il titolo su cui faremo discutere voi utenti!
 
In campo animato, Fate è uno dei franchise più attivi in questo decennio, tra sequel, prequel, spin-off di vario generi, sia con serie televisive che film cinematografici.

Fate/Stay Night, la prima incarnazione animata del brand risalente ormai a più di 10 anni fa, è spesso oggetto di discussione, tra chi la ritiene una serie meritevole e appassionante, pur con qualche difetto, magari anche essendole legata avendo scoperto il franchise grazie ad esso, e chi la considera una trasposizione indegna, con un comparto tecnico rozzo e fin troppe liberà nell'adattamento.

Oggi è giunto il momento di emettere un verdetto!

La domanda è una sola: voi da che parte state?

A FAVORE

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"Fate/Stay Night" è uscito nel 2006 e, seppur ormai datato, costituisce comunque un'opera dal notevole valore anche per i giorni nostri. Con questo non voglio affatto dire che sia esente da imperfezioni, ma che, tenendo conto dei possibili miglioramenti, si tratta di un anime originalissimo, dotato di una storia esaltante e capace di appassionare dalla prima all'ultima puntata.
Il genero è quello fantasy/azione, tenendo conto anche di una buona dose di drammaticità e magia, in grado di creare, tutti insieme, un esemplare davvero apprezzabile.

La vita è un gioco in fin dei conti, ma cosa succede quando, per una ragione o per l'altra, siamo costretti a metterci a giocare? "Fate/Stay Night" racconta le vicende di una strana ricerca, in cui alcune persone evocano delle grandi personalità del passato, come eroi e condottieri, al fine di poter vincere una gara all'ultimo sangue che, come premio, ha il misterioso Graal. La leggenda narra che al vincitore è permesso esprimere qualsiasi desiderio e quest'ultimo sarà avverato.
Ma la strada è ardua da compiere e per vincere ci si deve prima sbarazzare degli avversari, facendo attenzione a non perire durante quest'impresa. Non è la prima volta che viene praticato questo gioco, già diversi anni prima, in Giappone, era incominciato, causando innumerevoli danni a città e provocando numerose morti.
Emiya Shirou è il protagonista di questa storia, uno studente normale che, tuttavia, possiede un carattere estremamente buono, tanto da "costringerlo" ad aiutare continuamente le altre persone, mettendo così alla prova il suo unico dono: l'incredibile capacità di riparare gli oggetti.
La sua vita scorre più o meno tranquilla, preoccupata solamente dalle classiche disavventure da studente, fino a che, quasi per caso, non evocherà un potente spirito guerriero, Saber, che, volente o nolente, sancirà la sua entrata nel gioco della morte. Shirou non desidera nulla in particolare, se non la felicità di tutti, ma ben presto capirà di avere a che fare con gente senza scrupoli, capace di qualsiasi cosa pur di vedere realizzati i propri desideri. Senza contare che il giovane studente non dovrà sfidare solamente il presente, ma anche un drammatico passato che, in qualche modo, sembra essere intrecciato con questa sanguinosa gara.

La trama è molto interessante e, a dirla tutta, sono rimasto impressionato dall'idea di evocare i grandi del passato. Alcuni non li conoscevo, di altri invece non viene riferito il nome, lasciandoci immaginare un possibile collegamento alla storia da noi studiata. Spiriti guerrieri, condottieri che, desiderosi anch'essi di far avverare un proprio desiderio, scelgono di legarsi a un vivente per aiutarlo in questa folle avventura.
Tuttavia, nonostante l'idea di fondo sia alquanto impressionante, non posso dire altrettanto della realizzazione dei vari personaggi. Emiya, il protagonista, è piuttosto scontato e, in tutta la serie, sembra non subire alcun cambiamento, mantenendo costantemente la sua iniziale "innocenza". Per non parlare del carattere piuttosto scontato che, rispetto ad altri, sembra non brillare per nulla.
Forse, l'unica cosa di spicco in lui, è quel suo misterioso passato e un padre adottivo, Kiritsugu Emiya che sembra aleggiare sopra il giovane, come se avesse previsto le sue azioni future.
Dei restanti direi che i più rappresentativi sono la bella Tosaka Rin, guidata da chissà quale brama di vendetta e, infine, il superbo Gilgamesh, Re dei Re. Penso che, questi due, insieme a Kiritsugu Emiya, siano gli unici personaggi dotati di un certo spessore caratteriale. Per il resto, purtroppo, non bisogna aspettarci molto.

La grafica è abbastanza carina, anche se, dopo aver visto il seguito ("Fate/Zero") non si può far altro che fare un paragone tra i due. Un confronto piuttosto banale, in cui il secondo risulterebbe certamente vincitore. Ma dobbiamo anche tener conto degli anni in cui sono stati realizzati e al fatto che il prequel (infatti la seconda serie tratta avvenimenti precedenti) poteva contare sul successo della prima stagione, mentre "Fate/Stay Night" ha dovuto aprire le danze, senza sapere quale successo avrebbe scaturito.
Le musiche sono molto belle, capaci di appassionare ed esaltare i vari combattimenti, dando un certo senso di mistero quando quest'ultimo era richiesto.
Buona regia e doppiaggio più che discreto, fanno da corona a una produzione che, seppur non esaltante a livello tecnico/grafico, non può essere nemmeno considerata così scadente.

E dunque eccoci alla fine della nostra recensione. Sono consapevole di essere stato abbastanza vago su alcuni punti, ma, in fondo, che gusto c'è a guardarsi l'anime sapendo ogni minimo dettaglio della serie. Il piacere di "Fate/Stay Night" è proprio quello di colpire con un trama originale, ricca di colpi di scena e dagli sviluppi, a volte, imprevedibili. È vero, non è perfetta come opera e alcune cose potevano anche essere realizzate in maniera migliore, ma nel contesto direi che si tratta di un "quasi-capolavoro".
Il finale è molto bello e, come già detto, è già uscita una seconda stagione che, seppur non continua quest'arco narrativo, narra le vicende precedenti, così da risolvere molti dubbi e perplessità che, forse volutamente, erano rimasti irrisolti durante questa stagione.
Insomma, non ci rimane che incominciare a gustarvi queste 24 puntate, immergendovi completamente in questo gioco e, perché no, magari immaginare al vostro personaggio storico da far resuscitare…

Voto finale: 7 e mezzo!


CONTRO 

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Il luogo comune riguardante gli eroge/otome game che li reputa scarni di trama e dalla trasposizione animata sempre priva di alcun senso, se non quello di attirare una fetta di pubblico otaku affezionato al gioco, a volte sbaglia. Ci si trova così dinanzi a prodotti che sanno mettere da parte la componente erotica che serve solo a soddisfare i gusti dello spettatore, per dare vita a un prodotto senza più buchi neri, fluido e avvolte persino maturo. "Fate/Stay Night" non è uno di questi.

Il protagonista di quest'anime è Shiro Emiya, un ragazzino che si trova nella tipica situazione da harem: si troverà presto circondato dalla professoressa che pare amarlo, dalla sorella del suo amico che praticamente le fa da schiava, da un'aiutante bellissima e intelligentissima che sacrificherà il suo sogno per l'amato anche se non lo vuole dare a vedere, e Artù, che si fa donna tanto è arrapante questo protagonista. In realtà non è così, Shiro è così frivolo, stupido, disegnato male (le sue sopracciglia sono così storte che, sicuramente, se il sergente Hartman lo vedesse gli direbbe 'Sei più brutto di un capolavoro d'arte moderna'). Su questo girerà la storia, sul farci credere che Shiro sia la perfezione, che le sue scelte che rasentano il ridicolo e il suo spirito di sacrificio siano positivi, quando invece non fanno altro che dimostrare quanto poco fosse pronto psicologicamente a una guerra, forse per l'età, o forse è proprio un fattore che si sarebbe presentato anche con una sua crescita.

Ma parliamo della trama: sette maghi vengono scelti ogni dieci anni per partecipare a una sorta di 'gara' a coppie (con degli eroi del passato, che verranno chiamati servant) che assegnerà, al vincitore, il Sacro Graal. Questo mistico oggetto è capace di esaudire qualsiasi desiderio, perciò a chi non fa gola? Il problema principale sta di fatto proprio nelle motivazioni che portano quelli che sono per la maggioranza ragazzini a combattere. Una metà buona non ha nemmeno il tempo di spiegare i suoi motivi, l'altra fa solo ridere, probabilmente domandare un dango gigante sarebbe stato più comprensibile. Inoltre, pessima scelta dei servant: inutile usare Artù con un cambio di sesso, per poi ridicolizzarlo facendola sembrare una ragazzina alla prima cotta, con tanto di ormoni in calore.

Dal lato dei disegni nulla da dire, se non l'orrore di Shiro. Le femmine sono disegnate bene, i maschi un po' meno. Ho solo due considerazioni negative da fare. La prima è quella del fanservice che, forse, più ridicolo non si può. Possibile che - senza fare spoiler - per sacrificare una ragazza la si debba vestire come una prostituta, con tutina in pelle nera, che lascia scoperto il sedere grazie a delle mutandine a filo interdentale o quasi, autoreggenti e stivaloni lucidi? E ancora, possibile che una servant debba combattere con un tubino di pelle nero? Mi chiedo come sia comodo, correre conciate così. Seconda considerazione: sul finale si usa una grafica computerizzata per alcuni dettagli, la trovo altamente fuori luogo e stona assai con lo stile usato sin dall'inizio. E poi, si nota fin troppo che è tutta opera di un computer e non di una mano.
Perciò, "Fate/stay night" è un prodotto giusto per chi ha giocato a questa novel, sennò statene fuori e passate al suo prequel, che ha la buona idea di mettere da parte i ragazzini con gli ormoni a mille.



Potete far sentire la vostra voce, oltre che nei commenti, anche con un mini sondaggio che durerà tre giorni!

Cosa ne pensate dell'anime del 2006 di Fate/Stay Night?