Il 13 ottobre 1980 alle 19:00 va in onda su Nihon Terebi la serie TV Ashita no Joe 2 (Rocky Joe 2), che durerà per 47 episodi fino al 31 agosto 1981 portando a conclusione l'arco narrativo del manga e inserendo nuove storie inedite in esclusiva per il piccolo schermo. Prodotta dalla Tokyo Movie Shinsha, la serie vede ancora una volta Osamu Dezaki nel ruolo di regista principale e Akio Sugino in quello di direttore delle animazioni, in questo caso autore di un character design ancora più brillante, maturo e pienamente proiettato negli anni '80, con i personaggi che sembrano più adulti e slanciati nella fisionomia rispetto alla prima serie ormai datata 1970. L’edizione italiana in home video è distribuita da Yamato Video.
 
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Dopo la drammatica morte di Toru Rikiishi, avvenuta sul ring alla fine di un match furibondo, Joe sparisce dalla circolazione. Senza alcun preavviso il pugile ritorna alla palestra di Danpei e decide di continuare a boxare, ma non sembra più la stessa persona, è molto turbato e non riesce a superare lo shock. Durante gli incontri fa fatica ad assestare colpi al viso e per questo subisce una serie di sconfitte ai punti. Finalmente, nell'incontro con un pugile giapponese, Joe riesce a colpire l'avversario alle tempie (lo stesso colpo che era stato fatale a Rikiishi), ma questo gli provoca una crisi che lo costringe a vomitare sul ring venendo per questo squalificato. La sua carriera a questo punto sembra a uno stallo insormontabile, ma un'altra occasione gli si presenta quando accetta di fare da sparring partner al pugile venezuelano Carlos Rivera, il numero 6 del ranking mondiale. I due diventano amici e durante un allenamento Joe riesce a superare il suo trauma colpendo al volto l'avversario. Dopo essersi sfidati in un match ufficiale, finito in parità, Joe sembra aver rivitalizzato la sua voglia di combattere, e ora gli resta un solo obbiettivo da raggiungere: battere il campione del mondo Josè Mendoza.

Il primo episodio è considerato uno dei più notevoli per l’alta qualità di disegni e animazioni, con l'apporto di artisti del calibro di Koji Morimoto (Robot Carnival, Macross Plus, Memories) inizialmente addetto alle intercalazioni e in seguito promosso ai genga (animazioni chiave) di svariati episodi, spesso in compagnia di altri animatori di spicco come Ryutaro NakamuraAtsuko Fukushima, Kenji Kodama (poi diventato celebre come regista di Detective Conan), Manabu Ohashi, che si occupò della famosa scena di Joe e Yoko sulla spiaggia delle Hawaii. Quest’ultimo aveva ritratto sé stesso in mezzo al pubblico durante l’incontro di Joe al Budokan (storico palazzetto dello sport/auditorium di Tokyo), così come lo stesso Dezaki era comparso tra la folla con una copia della rivista Boxing.

Nell’episodio 26 (Memorie di un vecchio campione), che risulta sceneggiato da Dezaki con lo pseudonimo di Yoshi Fukujiro, emerge lo stile del regista con il caratteristico tono nostalgico che ricorda i vecchi film di una volta (il vecchio pugile ritiratosi a gestire un chiosco di yakitori che rivanga le gesta del suo glorioso passato). La vicenda è una storia originale scritta appositamente per il piccolo schermo, ed è incentrata sul giovane Jose Mendoza quando ad appena sedici anni sfidò il campione del mondo. Le scene descrivono l'allegria in riva al mare, con i movimenti di Joe e dei ragazzini che giocano in slow motion, passando dal paesaggio urbano illuminato dalle luci al neon, (la più grande recita: Nishiichibangai, la via dello shopping a Ikebukuro) al buio dei vicoli in penombra illuminati solo dalla luce del piccolo chiosco, fino a lasciarsi inghiottire definitivamente dalle tenebre nella scena con gli assalitori. In particolare quest’ultima metteva in evidenza i guizzi poetici e melodrammatici tipici di Dezaki, con gli assalitori graficamente abbozzati, a differenza di Joe e del vecchio pugile, sono sagome indistinte e rappresentano figure di passaggio messe lì dal destino. L’epilogo della storia, con il vecchio pugile che crede di aver spaventato la gang dichiarando il suo passato da campione di boxe (che rimanda a una scena simile con protagonista Danpei nella prima puntata della serie del 1970), dipinge un quadro di grande umanità grazie ai personaggi secondari, verso i quali Dezaki prova profondo rispetto, così come vediamo fare a Joe con il vecchio. L’ennesimo episodio dominato da pregevoli animazioni con i genga realizzati da Satoshi Hirayama (Occhi di gatto), Yoshiteru Kobayashi (Versailles no bara), Kenji Kodama (Detective Conan), Shinji Otsuka (Pom Poko) e Yukiko Michishita (Cobra), mentre Dezaki risulta anche come autore degli ekonte con lo pseudonimo di Saki Makura.
 
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L’episodio 27 è un’altra storia scritta da Dezaki ed è un esempio delle eccellenti doti narrative dell’autore. Nella puntata il mondo della boxe viene raccontato da una prospettiva inconsueta per una serie di animazione dell’epoca: da un lato dà voce alle aspirazioni e alle possibilità di un uomo modesto come Danpei di poter costruire la palestra di pugilato che ha sempre sognato, dall’altro ci mostra il suo collega del club Shioya che tira avanti come può, aiutato dalla figlia Jun. Mentre Joe non esita a prestare un’ingente somma di denaro all’amico Kanagushi (personaggio che compare negli episodi iniziali della serie), credendo nella buona fede del ragazzo. La scoperta dell'imbroglio in una suggestiva scena sotto la pioggia, con Jun in lacrime di fronte a Joe, è uno dei momenti più alti della serie: i primissimi piani dei due magnificamente disegnati, il gesto della mano del pugile a rassicurare Jun, devono tutto alla bravura degli animatori Manabu Ohashi e Atsuko Fukushima. I genga risultano realizzati da Ryutaro Nakamura e Koji Morimoto.

Altre storie scritte appositamente per la serie TV si possono rintracciare nell’episodio 21, Il trucco di zio Frank, incentrato sulla perdita di peso del protagonista con l’omaggio simbolico all’esperienza vissuta da Rikiishi nella prima serie del 1970; nell’episodio 33, Un’altra sfida, e nell’episodio 35, Il campione solitario, le cui animazioni sono impreziosite dalla contemporanea apparizione nel lungometraggio per il cinema. D'altro canto molte altre sequenze, specie quelle degli incontri di boxe, sono girate usando i cosiddetti bank system, disegni o brevi animazioni da riciclare abilmente per risparmiare tempo e denaro. Un esempio consiste nell’incontro tra Joe e Carlos Rivera quando si nota il riutilizzo di animazioni già servite per l’episodio incentrato su un loro precedente allenamento sul ring.

Le tecniche filmiche pionieristiche sfoggiate nella prima serie (panoramica, slow motion, kurikaeshi shot, harmony, split screen, luce incidente etc.) nella seconda tornata vengono ulteriormente migliorate, anche se in qualche caso abusate. In alcuni momenti il caratteristico uso della luce incidente del direttore della fotografia Hirotaka Takahashi appare forzato o quantomeno non necessario, come nella scena ambientata sul ring bagnato dalla pioggia in cui Joe saluta il suo avversario con un laconico “See you again!”: il cielo è oscurato dai nuvoloni di un temporale eppure due fasci di luce tagliano in due lo schermo. Una certa disomogeneità si nota anche in un altro frangente, quando Noriko appare con le caratteristiche treccine ai capelli, mentre in un’altra scena la ragazza appare con un taglio diverso, senza più trecce e con uno sguardo più maturo, rassegnato al destino che attende Joe. Per il resto della serie, il fidato Yoshio Takeuchi in qualità di assistente di Dezaki e di regista degli episodi in coppia con Shunji Oga si adoperò nel rispetto degli stilemi ormai canonici del regista.
 
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Al di là di simili sottigliezze la serie propone alcune tra le scene più belle realizzate da Dezaki. Una è sicuramente quella ambientata sulla spiaggia delle Hawaii con protagonisti Joe e Yoko, un intenso momento di intimità tra i due, con la corsa spericolata in auto e la romantica passeggiata al chiaro di luna, dove si può riconoscere il movimento delle onde disegnate e animate alla maniera di Dezaki. Significativi i primissimi piani dei due giovani: Yoko ha già intuito i problemi di salute di Joe e l’uso della luce sul suo volto si presenterà in un’ultima occasione, alla vigilia dell’incontro con Mendoza, quando finalmente dichiara il suo amore a Joe. La scena va a integrare lo scenario melodrammatico della serie e soprattutto i duetti fra i due ragazzi, raccontando l’opprimente solitudine di Yoko e la sua devozione alla boxe. In un altro meraviglioso primissimo piano, che potrebbe ricordare l’impassibile espressione di Antoinette in Versailles no bara nei suoi ultimi giorni di vita, la ragazza si dichiarava disposta a pagare la penale pur di accontentare Joe e Carlos Rivera a impegnarsi in un match. Infine, l’immagine dell’incitamento febbrile a bordo ring durante l’incontro con Mendoza la ritrae esattamente come nel manga a testimonianza di quanto Dezaki tenesse a descrivere e raccontare il legame tra i due giovani, trascinati dal destino verso direzioni inconciliabili.

La selezione musicale della serie è curata da Seiji Suzuki, e unisce temi sonori originali a tracce prelevate da altre serie TMS. Nell’episodio 32 di Rocky Joe 2, per esempio, si può ascoltare il tema già usato nella puntata 37 di Le nuove avventure di Lupin (1977). In precedenza erano passati temi musicali anche da Versailles no bara. Sempre per quanto riguarda le musiche, a partire dal ventiseiesimo episodio cambia la sigla di apertura: al posto di Kizudarake no eikou di Takeshi Obo, fu inserita Midnight Blues di Ichiro Araki. La canzone dei titoli di coda resta invece Hateshinaki Yami no kanata ni cantata da Takeshi Obo fino all’episodio 25 e da Araki negli episodi rimanenti.
 
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Per tenere alta la tensione emozionale della serie il regista ricalca con maggiore enfasi la rivalità tra i personaggi e lo spirito combattivo/competitivo del protagonista, in perenne conflitto con sé stesso e con i vari sfidanti che si avvicendano sul ring, sulla falsa riga della rivalità con Rikiishi nella prima serie. Con la scomparsa di quest’ultimo a fare da giro di boa tra la prima e la seconda serie si respira la stessa atmosfera frenetica e la stessa fedeltà al manga, sottolineata questa volta da un ulteriore perfezionamento dei disegni ad opera di Akio Sugino, che aumenta la maturità del protagonista secondo quello stile grafico che meglio si adatta agli anni Ottanta. La nuova serie, da molti considerata uno dei migliori prodotti televisivi della Tokyo Movie Shinsha, non può essere definito semplicemente un atteso seguito: riprende in mano la vicenda del lupo selvatico Joe Yabuki per trasformarla in leggenda.

Il pubblico ritrovò il proprio eroe lasciato negli anni Settanta migliorato, più adulto e in linea con la temperie dell'epoca. La serie era sempre ambientata negli anni Settanta ma si respirava l’aria degli anni Ottanta, con un divario tra il vecchio e il nuovo personaggio in cui si identificava un pubblico dalla mentalità ormai spiccatamente otaku. I fan accettarono definitivamente le regole dello spokon mono come racconto di formazione e assimilò il monito imprescindibile della disciplina sportiva come campo di addestramento per realizzarsi nella vita. L’esaltazione di questo ragazzo di periferia che cercava la redenzione da un passato burrascoso, agiva da forza centrifuga per chiunque, compreso il pubblico animato dei suoi incontri, galvanizzato dal successo del pugile al punto da abbandonare il palazzetto e ignorare i match successivi a quelli di Joe (a differenza degli incontri animati di Tiger mask dove il pubblico era letteralmente incollato al fondale scenografico).

Nel luglio 1981, a un mese dal termine della seconda serie, esce un lungometraggio per il cinema, Ashita no Joe 2 - L'ultimo round, film di montaggio che riprende i punti focali della serie (racconto di formazione e centralità dei drammi umani) riassemblando le stesse sequenze in una veste più rifinita. Il mito di Joe Yabuki viene quindi immolato alla magnificenza del grande schermo dando l’opportunità a Osamu Dezaki di farsi conoscere al pubblico delle sale cinematografiche mentre la serie televisiva va ancora in onda, e di raccontare la stessa storia ma con una maturità di stile che testimonia la singolarità delle sue produzioni cinematografiche di inizio anni Ottanta. Come Mamoru Oshii con i due lungometraggi della serie Patlabor, così Osamu Dezaki riesce dunque a rivelarsi autore cinematografico tout court portando all’apice personaggi nati sulla carta per poi diventare eminentemente televisivi, al di là della diversità del linguaggio e della prassi produttiva.
 

Ashita no Joe 2 - Opening 2 "Midnight Blues"

 
La versione italiana della serie Rocky Joe 2, doppiata da Telecolor 2000 e andata in onda per la prima volta nel 1991 su Italia7, reinventa di sana pianta i nomi dei personaggi in versione americanizzata, oltre a modificare il soggetto originale al punto da stravolgere completamente il finale. Solo l'edizione italiana in home video del film Rocky Joe - L'ultimo round rende un po' di giustizia ristabilendo la trama, i nomi e i dialoghi originali dell'anime. L'edizione da cinque box per 25 dvd (che compongono entrambe le stagioni tv, con l'opzione della lingua italiano/giapponese) è distribuita da Yamato Video.

Staff anime Rocky Joe 2

Soggetto: Asao Takamori, Tetsuya Chiba.
Kanshu (supervisione): Ikki Kajiwara, Tetsuya Chiba.
Sceneggiatura: Yoshimi Shinozaki, Atsushi Yamatoya, Haruya Yamazaki, Hideo Nakayashiki.
Chief director: Osamu Dezaki.
Regia episodi: Yoshio Takeuchi, Shunji Oga, Mizuho Nishikubo.
Ekonte (storyboard): Yoshio Takeuchi (ep. 36, 41), Saki Makura.
Sakkan (direttore delle animazioni): Akio Sugino.
Direzione artistica: Kazuo Oga.
Fotografia: Hirokata Takahashi.
 
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Leggi anche il nostro special per i cinquant'anni della prima serie anime Ashita no Joe del 1970.
Fonte consultata: Osamu Dezaki - Il richiamo del vento, Mario A. Rumor, Weird Book, 2017