In più, il cambiamento climatico ha portato alla scomparsa delle stagioni e la neve non si sa quasi cosa sia. Il Natale e Santa Claus sono solo un ricordo lontano, una leggenda di altri tempi, a cui nessuno crede più e che nessuno festeggia più. Alla Daikoku Welfare Academy, un liceo/collegio il cui motto è "crescere senza traumi" , la giovane Ichie Ono sparisce e viene dichiarata morta, ma la sua amica e compagna di classe Shiori Fuyumura non si rassegna. Per ritrovarla, cerca l'aiuto di Kazushige Sanda, certa che abbia ciò che le serve…
Fuyumura non è una che va per il sottile e proprio il 25 dicembre accoltella Sanda per spezzare il sigillo e svelare che all'interno del corpicino esile del ragazzino si nasconde quello palestrato e maturo di Babbo Natale. Al novello Santa Claus esprime quindi il suo desiderio di bambina: essere aiutata a ritrovare Ono Ichie, perché lei non crede affatto che sia morta. Inizia così una caccia al tesoro che porterà alla luce segreti, bugie, strane alleanze, nascita di amicizie e nuove scoperte su stessi, fra momenti esilaranti, battaglie furiose, esplosioni e riflessioni su cosa voglia dire passare dall'adolescenza all'età adulta.

Lo studio Science Saru si è occupato di questa trasposizione ed ha fatto un ottimo lavoro: questo è uno di quei casi in cui chi, come me, sta amando il manga, non ha avuto delusioni vedendo l'anime, anzi. L'opera è stata trasporta fedelmente, donandole colore, movimento e suoni che l'hanno resa ancora più interessante e coinvolgente, con un character design curato da Masamichi Ishiyama (Scott Pilgrim Takes Off) che ha mantenuto le spigolosità tipiche del tratto della mangaka.
Ma per un'analisi più approfondita e tecnica della parte grafica, lascio la parola all'esperta Alessandra (Artax).
Una cosa che sicuramente salta all’occhio di Sanda è l’uso del colore. Il color script a cura di Sophie Li, già rodata su Dan Da Dan e il citato Scott Pilgrim, mette in chiaro (o in scuro) i temi fondamentali del cartone. Di fatto Sanda gioca principalmente su tre colori: rosso, bianco e nero. Tre colori dai forti contrasti, che catturano l’occhio e saturano l’immagine. Il cartone riesce a giocare proprio su questa tensione per passare da un mondo manicheo, in cui è tutto “o bianco o nero”, in cui si è adulti o bambini, a un mondo in cui entra il rosso, una terza sfumatura prima inavvicinabile ma che pone in relazione gli altri due colori: un Babbo Natale sui generis, che mette in crisi il concetto stesso di infanzia.
L’opening, ad opera del già noto Abel Gongòra, gioca magistralmente su questo trittico cromatico che lavora su diversi livelli di lettura. Dal loro uso esclusivo alla citazione metatestuale di altre opere che sottilmente istigano alla riflessione sui temi trattati dal cartone, fino al cosiddetto framing dei personaggi: in luce, in ombra, inscatolati dentro una televisione a tubo catodico. Estetico, certo, ma anche funzionale al cartone stesso.

Grazie al direttore delle animazioni Masamichi Ishiyama, ex scuola Trigger, i contrasti cromatici trovano pieno compimento nei due fuochi che compongono l’ellisse che è Sanda: da una parte le scene di combattimento, sincopate, energetiche ma anche sporche e violente, tutto quel rosso che straborda, esce dalle linee, distrugge il nero e il bianco, si impone visivamente con fiamme, background monocromatici e soprattutto sangue; dall’altra le scene più intime, quelle relative alla crescita dei personaggi, con un character acting curatissimo, un uso delle lineart (o un loro disuso, come nella ending che Ishiyama cura assieme a Li e Kiyoshi Hirose) il tutto immerso, invece, in una luce che enfatizza narrativamente i momenti fondanti la storia di questi "costretti" giovani.
I personaggi, infine, ricevono un trattamento di design davvero funzionale, nel momento in cui non solo l’animazione riesce a dare vita in maniera brutale al disegno atipico di Itagaki, ma anche a risaltarlo. Pensiamo all’uso della luce che pone i personaggi spesso in ambienti in ombra, di cui vengono però esaltate le forme degli occhi, un tratto distintivo di Itagaki che il cartone animato affila con convinzione. Le linee rozze e segmentate, facilmente distruttbili, poi, diventano utili all’animazione per rappresentare, talvolta, i corpi non conformi di questi personaggi: un bambino ipermuscoloso padrone di una forza che il suo corpo stesso non riesce a contenere, una ragazzina il cui corpo si deforma in una corsa disperata, quando la sua identità e le sue certezze vengono meno.

Alla regia troviamo Tomohisa Shimoyama (Yurei Deco, Super Shiro) mentre ad occuparsi della sceneggiatura ci sarà Kimiko Ueno (Carole & Tuesday, Little Witch Academia). Masamichi Ishiyama come abbiamo detto è il character designer, mentre il famoso dj Tomoyuki Tanaka conosciuto con lo pseudonimo di Fantastic Plastic Machine (o FPM) si occuperà per la prima volta della musica per una serie animata. yama eseguirà la opening "Childlike Adults", mentre Sōshi Sakiyama canterà la ending "Diary".
Se tecnicamente, come ha spiegato meglio di me la nostra Alessandra, è davvero una gioia per gli occhi, quello che mi ha colpito è la trama: per quanto assurda possa sembrare, funziona. E lo fa grazie a personaggi che è impossibile non amare. Sanda deve trovare un equilibrio fra le sue due anime: un adolescente gracilino, alle prime armi con la vita, l'amicizia e l'amore e un vecchio con un corpo scolpito, dalla muscolatura degna di un wrestler, i capelli bianchi, la voce roca, poteri degni di un supereroe e... la presbiopia! Il contrasto genera situazioni ora comiche, ora drammatiche e fa riflettere su quello che deve essere il compito degli adulti, in un mondo che ha dimenticato la sua parte fanciullesca pur bramando una giovinezza sempre più rara.

Fuyumura sembra uscita dalla mente di Tim Burton: alta, sgraziata, risoluta, fabbrica bombe come se fossero dolcetti e si butta a capofitto in quello che crede giusto. Ma quel suo corpo così acerbo nasconde sofferenza e difficoltà a comprendere i sentimenti degli altri.
Amaya, compagno di stanza di Sanda, a volte appare il terzo incomodo, ma è fondamentale con la sua pacatezza e saggezza: in questo trio svolge il ruolo indispensabile del pacificatore e della razionalità, anche se spesso si trova a dover piegarsi all'esuberanza degli altri due.
A questo trio di giovani si contrappongono gli adulti e anche qui ce n'è per tutti i gusti e ovviamente sono uno più folle dell'altro.
Hifumi Ōshibu è il malefico preside, ossessionato dalla vecchiaia, tanto da sottoporsi a innumerevoli interventi di chirurgia estetica per nascondere i suoi 92 anni. La sua età reale si può intuire solo dalle sue mani, artritiche e rugose, mentre tutto il resto è stato tirato, lisciato o addirittura sostituito.
Toyo Tetsudome è la direttrice dell'istituto, nemesi del preside perchè, a differenza sua, accetta di invecchiare, diventando per Sanda una sorta di mentore, stile Yoda di Star Wars.
Infine abbiamo Saburō Yagiuda, uomo di mezz'età, cinico e disilluso, leader della St. Nick Pursuit Unit, una task force d'élite incaricata di catturare Santa Claus, ma che conoscendo Sanda, ne rimane affascinato perché rivede in lui il se stesso adolescente.

La trama, folle e squinternata, si poggia e soprattutto si regge sulla caratterizzazione dei suoi personaggi, svelando le paure di tutti di invecchiare, la nostalgia per i bei tempi andati, la critica verso una società che sta morendo e non è in grado di affrontare la crisi, il tutto inframmezzato da momenti esilaranti, suspence, sense of wonder, ma anche inquietudine e mistero. Ogni domanda avrà la sua risposta e ovviamente, visto che il manga non è ancora concluso, si spera in una seconda stagione.
Sanda è un serie che parla al cuore delle persone, toccando in particolar modo il tema della perdita, declinato sotto diversi aspetti: la perdita di chi ci è caro, della giovinezza, dell'ingenuità e della speranza che solo quando si è piccoli si può avere, della fede in qualcuno che non abbiamo mai visto e a cui affidiamo i nostri più profondi desideri. E la paura che si accompagna a dover affrontare queste inevitabili perdite, legate indissolubilmente al crescere.
In questo strano mondo futuro anche dormire è proibito, perché se si dorme, ci si ritrova a crescere più velocemente e l'adolescenza non potrà essere protratta più a lungo. Eppure dormire serve a ricaricare il fisico e soprattutto se non si dorme Babbo Natale non verrà a portare i doni. In fondo, dormire è un grandissimo atto di fede, quando si scivola nel sonno e nel buio, si è totalmente indifesi.

La serie è disponibile su Amazon Prime e può vedersi sia in originale che doppiata.
Fanno parte del cast:
Ayumu Murase / Emanuele Suarez nel ruolo di Kazushige Sanda;
Hiroki Tōchi / Stefano Thermes nel ruolo di Santa Claus;
Umeka Shōji / Gaia Bolognesi nel ruolo di Shiori Fuyumura;
Mutsuki Iwanaka / Lorenzo D'Agata nel ruolo di Hajime Mogi;
Anna Nagase /Emanuela Ionica nel ruolo di Ichie Ono;
Yūki Shin / Andrea Di Maggio nel ruolo di Hitoshi Amaya;
Misato Matsuoka / Veronica Benassi nel ruolo di Nico Kazao;
Toshihiko Seki / David Chevalier nel ruolo di Hifumi Ōshibu;
Hiroaki Hirata / Andrea Lavagnino nel ruolo di Saburō Yagiuda.
Studio di doppiaggio: Pumaisdue
Adattamento dialoghi: Rossa Caputo
Direzione del doppiaggio: Rossa Caputo
Assistente al doppiaggio: Jeanne Parlato
Studio di mixage: Pumaisdue
Pro
- Animazioni superbe, colorate e curatissime
- Il character design è rispettoso del tratto di Paru Itagaki e rende bene l'espressività dei personaggi
- La storia è molto originale e alterna momenti più riflessivi ad altri esilaranti ad altri action
- I personaggi seppur numerosi, sono ben caratterizzati
Contro
- La trama è molto particolare, a tratti folle e disturbante, quindi potrebbe non essere adatto a tutti
Fino alla festa per celebrare i 15 anni
Ancora no
Grazie mille
Non perché non mi sia piaciuto, esattamente al contrario. Io ovviamente parlo della serie animata non conosco il manga, quello che ho visto su schermo sta bene così, si è concluso bene. Se penso a cosa succede dopo non mi viene in mente nulla, quanto meno nulla che mi interessi.
La storia per me è fortemente simbolica, anche perchè se non lo fosse risulterebbe davvero sconclusionata. Ma cogliendo il valore simbolico invece il quadro è complessivamente coerente. Il mondo in cui è ambientato Sanda è distopico, ma nemmeno troppo. Nel senso che se si gratta la patina si scopre che è sostanzialmente il nostro.
La scena finale così toccante anche così anticlimatica (mi sto ancora chiedendo se sia un finale malriuscito oppure il migliore dei finali possibili) è una degna conclusione della storia che è stata portata sullo schermo.
veramente il manga non è in corso ma è finito nel 2024 ^-^ che poi in italia sia ancora in corso e manchino altri 5 volumi(è uscito l'11° volume il 18 dicembre 2025 e in totale sono 16)è un'altra storia, poi la prima stagione copre i primi 5 volumi del manga, quindi si sapeva già dove andava la storia quando hanno fatto l'anime ^-^
il manga sono 16 volumi, l'anime copre 5 volumi, la storia non termina lì ^-^
che poi possa sembrare un finale anche così è vero anche se lascerebbe tante domande senza risposta ^-^
io sto leggendo il manga, che è finito in giappone nel 2024(16 volumi) mentre da noi deve uscire il volume 12(a febbraio/marzo) ^-^
Mi sono espresso male, intendevo che la storia non era completa rispetto al manga originale.
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