Un genio, un visionario, un folle, uno dei tanti. Qualunque sia la vostra opinione su Tatsuki Fujimoto è impossibile rimanere impassibili di fronte alla sua arte, facendosi conoscere prima con la struggente epopea distopica di Fire Punch per poi urlare a tutti della sua esistenza con la truce irrazionalità di Chainsaw Man. Un artista così giovane, il 10 ottobre compirà 29 anni, ma che ha già influenzato altri mangaka che dopo essere stati suoi assistenti hanno trovato un grandissimo successo; parliamo di autori come Tatsuya Endō di Spy x Family (che ha trovato il successo solo dopo essere stato il suo assistente), Yukinobu Tatsu di Dandadan e Yuji Kaku di Jigokuraku.

Oggi iniziamo un viaggio per conoscere meglio uno degli autori più apprezzati e chiacchierati degli ultimi anni. Tatsuki Fujimoto Short Stories 17-21 è un volume unico edito da Star Comics contenente quattro storie brevi scritte dall’autore tra i 17 e 21 anni; l’opera sarà seguita da Short Stories 22-26 e in un qualche modo il percorso si concluderà con Look Back, altro volume unico che citeremo più in avanti. Dell’opera è presente una edizione regular a € 5,90 (brossurato con sovraccoperta, 11.5x17) e un’edizione deluxe a € 10, 90 (cartonato, 15x21).
 
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2011, Terremoto del Tohoku

 
Tatsuki Fujimoto ha 17 anni, si è appena iscritto all’Accademia delle Belle Arti di Yamagata. Lui e tutti gli altri ragazzi della regione del Tohoku appena iscritti in Accademia hanno di fronte a loro una domanda più grande di loro stessi: come poter creare arte dopo quello che è successo?

Ci si riferisce al terribile Terremoto del Tohoku, di magnitudo 9.0 e che causò anche il tristemente noto disastro della centrale nucleare di Fukushima. Per dei ragazzi appena entrati nel mondo degli adulti, pronti a imprimere il mondo con i loro sogni è stato estremamente difficile esprimere se stessi di fronte a una tragedia simile. Nel cuore di questo ragazzo così giovane nacque un fortissimo senso di impotenza, la consapevolezza di essere incapace di cambiare il destino del mondo, un sentimento che si fa sentire puntualmente ogni volta che una catastrofe fa eco nella sua vita, ma è anche grazie a questo dolore e questo eterno senso di sconfitta che nasce realmente l’artista Tatsuki Fujimoto.

In questa prima raccolta troviamo quattro opere, tutte molto diverse tra di loro ma accomunate dal gusto dell’assurdo che contraddistingue l’autore, oltre che da un (a volte leggero, a volte straziante) sentore di distruzione che aleggia in ogni storia. Parliamo di opere sui generis e particolari, lo stile di Fujimoto non è ancora particolarmente maturo ma fa parte del gioco: se comunque queste storie non sono accomunate da nulla a livello narrativo è divertente trovare il filo rosso che le unisce e che ci fa comprendere cosa abbia imparato il Fujimoto uomo e artista dopo ognuno di questi passi, anche se per completare questo cammino e avere una visione d’insieme realmente completa dovremo ancora aspettare le uscite successive. Di seguito cominciamo col parlare delle storie brevi, non preoccupatevi perché non saranno presenti spoiler.
 
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Due Galline Nel Cortile è la prima opera dell’albo, qui Fujimoto aveva appunto solo 17 anni e fu il suo primo e vero manga di qualità professionale. Il marchio dell’autore si riconosce immediatamente: gli alieni hanno sterminato la razza umana ma due esseri umani si sono salvati travestendosi da galline, approfittando dell’incapacità degli alieni di riconoscere gli altri esseri viventi se non basandosi su tratti sommari. Per quanto la premessa sia a modo suo ridicola, e gli alieni che indossano la seifuku non aiutano a prendere il tutto sul serio, l’opera presenta una forte morale e un finale colmo di sorprese e che riesce ad emozionare; questa opera prima che si presenta con una semplicità disarmante ci ha da subito fatto comprendere che non si può e non si deve mai sottovalutare il significato e la potenza di ciò che viene scritto da Fujimoto, a prescindere da quanti anni abbia.

Sasaki Ha Fermato Il Proiettile è la seconda storia ed è anche la preferita di Fujimoto tra quelle presenti in questo albo, non a caso la copertina è liberamente tratta dall’opera. Sasaki è uno studente che sogna di essere un astronauta ma che soprattutto è follemente innamorato della bellissima professoressa Kawaguchi, la quale (ironicamente?) gli disse che lei è una Dea. Un giorno però irrompe in classe un uomo armato, ex compagno di classe della professoressa e che vuole vendicarsi di essere stato rifiutato ai tempi da lei uccidendola… o meglio… facendoci sesso. Quel che succederà forse potete capirlo da voi, ma non sorprende che sia l’opera preferita dell’autore, in quanto Sasaki rappresenta il primo archetipo vero e proprio del personaggio classico delle sue storie: innamorato fino all’ossessione, decisamente uno scemotto ma con un grandissimo cuore; una storia a mio avviso di minor impatto ma più coerente con il Fujimoto che conosciamo anche oggi.
 
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31 pagine riassumibili in 16
 

Andando avanti troviamo un Fujimoto sempre più sicuro di sé, vicino al debutto con Fire Punch (avvenuto all’età di 22 anni, proprio il periodo coperto dalla seconda collezione) e ormai i suoi one-shot vengono pubblicati nelle riviste di Shueisha per prepararlo a quello che sarebbe stato il suo grande debutto con una serie. Il suo editor dell’epoca gli fece notare che fa opere di 31 pagine che potrebbero essere riassunte in 16, un elemento che a detta dello stesso mangaka lo accompagnerà per il resto della sua carriera ma che, a detta di chi scrive, potrebbe essere annoverato senza alcun problema tra quegli elementi che lo rendono “reale” nonostante la lucida follia di ogni cosa da lui creata senza mai intaccare l’impatto travolgente delle sue opere e i suoi messaggi; ci vuole maestria per far rimanere attaccato il lettore anche quando ci metti 31 pagine per dire qualcosa che potresti dire in 16.

L’amore È Cieco è la mia opera preferita del volume. Una comicità più diretta, sempre assurda ma anche senza alcun mezzo termine, per quanto sia narrativamente una lunga gag protratta all’infinito presenta la classica capacità dell’autore di rimanere semplicissimo nel suo modo di comunicare ma non per questo banale, tutt’altro. Ibuki è il presidente del consiglio studentesco ed è ormai l’ultimo giorno di scuola e deve assolutamente fare una cosa prima che sia troppo tardi e si trasferisca all'estero per continuare gli studi: dichiararsi a Yuri, la vicepresidente; farlo non è facile, bisogna trovare una grandissima forza interiore, le parole giuste e nulla al mondo può distogliere Ibuki dal suo obiettivo, ripetiamolo: nulla al mondo. Non entrerò nei dettagli perché la storia si basa esclusivamente su questa gag e non vorrei rovinarla ma dire che ho sia riso di gusto che amato questa coppia è dire poco.
 


Shikaku è l’opera che chiude l’albo, una ragazza con chiari problemi mentali e psicologici che viene picchiata continuamente dalla famiglia, incapace di accettarla per quella che è, che alla fine diventa un sicario (Shikaku è il suo nome ma è anche uno dei modi di dire “sicario” in giapponese). Di fronte a se avrà un compito pressocché impossibile: un vampiro la pagherà per ucciderlo, dato che lui non riesce a morire ed è ormai estremamente annoiato dalla sua stessa esistenza, quindi non gli rimane che provare l’ebrezza della morte. La storia viene portata avanti dalla pura idiozia della protagonista, la quale seminerà il caos nel tentativo di comprendere le proprie emozioni e i propri sentimenti, una storia molto carina nella quale possiamo finalmente trovare il tema della distruzione accomunato alla più palese e chiara idiozia, che ritroveremo pesantemente in Chainsaw Man (Shikaku è una ragazzina psicopatica con la frangetta e coda di cavallo che indossa un completo maschile, direi di aver detto abbastanza).
 
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Questo albo rispecchia i primi passi nel mondo dei grandi di un ragazzino che è consapevole dei propri limiti e delle proprie paure. Un ragazzo che li ha messi nero su bianco in ogni sua opera (morte, distruzione, estinzione della razza umana) e che, come detto da lui stesso nella postfazione è diventato un uomo capace di dire finalmente tutto ciò che ha dentro solo quando ha scritto Look Back, un one-shot (a mio avviso pressocché perfetto) del quale abbiamo già discusso in questo articolo al momento della sua uscita su Manga Plus (ora non più presente) ma che a breve sarà disponibile sempre per Star Comics, così come bisogna aspettare un altro mese la prossima collezione di short stories.

Quindi, chi abbiamo conosciuto? Un autore che ama quel che fa, che ama mettersi in gioco, che ama mostrarsi al suo pubblico per quello che è, senza mezze misure; il giudizio generale sulle opere a mio avviso può variare da persona a persona ma se volete un albo per far comprendere l’amore che può esistere per i manga questo è assolutamente perfetto (ma sarebbe meglio, appunto, concludere il viaggio con gli altri due volumi in arrivo).

L’edizione deluxe di Star Comics è davvero un gioiello. Prezzo estremamente abbordabile per un cartonato di ottima qualità, con cover metallizzata ed effetto lucido, non si può che parlare in maniera positiva del lavoro fatto dall’editore perugino, che mostra rispetto per l’autore e per l'importanza che ormai ha assunto nel panorama mondiale ma anche per i suoi lettori, in quanto per chi è contento di avere comunque un’edizione regular può averla senza alcun problema.

Questo è un viaggio strano, perché già conosciamo la sua meta, forse è un viaggio di 31 pagine riassumibili in 16 ma non per questo non si ama ogni suo piccolo passo, aspettando il successivo.