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Ho letto l'opera con la riedizione "cicciotta" della Panini, completa di 12 volumi. Non sono solita leggere shoujo e devo dire che ho iniziato a leggere questo manga catturata dalla copertina e dall'estetica dei disegni così anni '80 (la serializzazione si è conclusa nel '94).
Sono infatti rimasta incantata, specialmente durante la lettura dei primi volumi. Perché il punto forte secondo me è proprio il disegno che riflette bene il contesto mentale in cui vivono i personaggi: una sorta di limbo, di spazio sospeso fra realtà e sogno. L'atmosfera in cui ti trasporta è estremamente suggestiva, tanto che quasi stonano gli elementi, rari, più "terra terra" della trama. I volti sono disegnati con una finezza ammirevole, così come anche per gli sfondi reputo geniali alcune trovate stilistiche. Gli occhi disegnati dalla Hiwatari è come se parlassero.

Venendo alla storia: bella, ti cattura nonostante la confusione iniziale per capire chi è chi nella controparte lunare, ma è proprio questo disvelarsi piano piano che mi ha affascinato.
Ma ci sono dei ma: alcuni personaggi vengono presentati e poi lasciati in silenzio per svariati volumi (qualcuno ha detto Hiragi?!), nonostante avessero del grosso potenziale da apportare alla trama. Lo sviluppo psicologico dei personaggi principali penso sia ben fatto, ma è come se mancasse qualcosa di importante, come se ci fosse un bel quadro senza cornice. Si capisce bene quale sia la posizione psicologica di ogni personaggio, eppure per alcuni manca quell'approfondimento che avrebbe reso l'opera più completa.
In generale questo fumetto ti mette di fronte a tematiche di una certa sostanza: che peso hanno i ricordi nella prospettiva del futuro, come trovare la propria identità facendo pace con le scelte di una vita passata, come l'incomprensione reciproca possa essere l'origine di odio e incomunicabilità, e poi, la domanda più difficile, in che modo l'amore può perdonare fatti terribili?

Mi ha fatto interrogare su questi temi di natura etica e trovo che non fornisca la risposta a tutto, come è giusto che sia, e rende bene la complessità della mente umana. Infatti, non sono mai riuscita a prevedere come si sarebbero comportati i personaggi e non sono mai riuscita né a disprezzarli né ad approvarli del tutto, nessuno di loro, e ho amato questa cosa, perché li ha resi perfettamente umani.
Una grossa critica invece la faccio al capitolo finale, l'epilogo ambientato qualche anno dopo: io faccio finta di non averlo letto. L'ho trovato di una banalità assurda e sembra essere stato confezionato a puntino per compiacere un certo tipo di target.

Per concludere è un fumetto che consiglio, certo ha i suoi difetti, forse avrei preferito qualche ridondanza sentimentale in meno in favore di qualche approfondimento in più sui personaggi secondari e sul mondo "alieno" inventato dell'autrice, ma è certamente meritevole sotto tutti gli altri aspetti.